sabato 29 marzo 2008

Don Carlo Verdone

A meno che Bruno Volpe non abbia inventato o esagerato le risposte di Carlo Verdone (flebile speranza) l’intervista rilasciata “in esclusiva” per Petrus (che è il quotidiano on-line sul pontificato, pardon Pontificato, di Benedetto XVI e che finora mi ero persa) è parecchio agghiacciante.
A cominciare dal titolo.

In esclusiva a ‘Petrus’ un Carlo Verdone ‘sconosciuto’: “È il relativismo la causa di tutti i mali”, di Bruno Volpe

CITTA’ DEL VATICANO – Può tranquillamente essere definito il Woody Allen del cinema italiano. Simpatico, pacioso, ma anche profondo nel suo umorismo, Carlo Verdone (nella foto) è senza ombra di dubbio uno degli artisti più valorosi e amati del nostro Paese. L’attore e regista romano ha accettato di parlare in esclusiva con ‘Petrus’ della sua idea di cinema e del suo rapporto con la Fede. Un’intervista da cui non sono emerse risposte scontate.
Chissà se il giudizio sarebbe stato tanto lusinghiero se le risposte di Verdone fossero state di tenore diverso.
Dunque, Verdone, qual è il suo rapporto con Dio?

Sono cattolico e come tale sostengo gli ideali cristiani. Penso che un uomo senza il barlume della Fede sia come monco e privo di ogni ragionevole speranza. Ovviamente, rispetto chi non crede, perché la Fede si propone e non si impone. Le dirò, ho molti amici e colleghi atei o di altre religioni che si comportano più che degnamente. Ritengo, per questa mia esperienza personale, che il mondo sarebbe migliore e più sereno con un maggior dialogo tra le varie religioni. Non a caso, un mio film che parlava della famiglia in senso tradizionale, si concludeva davanti ad una moschea. Con questa scena lanciavo un messaggio chiaro: le religioni monoteiste devono collaborare al benessere del mondo. Prendiamo esempio da Papa Benedetto XVI, che nel suo viaggio apostolico in Turchia ha voluto fortissimamente visitare una moschea.
Un uomo senza fede è monco e privo di ogni ragionevole speranza: ragionevole? Se avesse detto solo privo di speranza si poteva provare ad essere disposti a concordare che la fede possa offrire una speranza. Benché non sarebbe comunque stata accettabile l’implicazione: l’assenza di fede rende monchi. Davvero quanti non hanno la fede sono minorati? Sfigati e disperati, apolidi e raminghi in una terra desolata?
Per fortuna Verdone rispetta questi poveri disgraziati, e ci fa pure amicizia (magari per tentare di redimerli). E sembra anche stupito che, privi di una guida teocratica, possano comportarsi degnamente. Verdone ricalca una idea ingenua, sbagliata e violenta che la religione sia l’unica guida morale. Dimenticando che compiere una azione in vista di qualcosa (il paradiso o l’approvazione divina) rischia di essere utilitarista. Quale ironia, no? Certo che il mondo sarebbe migliore se ci fosse un dialogo tra le religioni invece che colpi di mortaio, offese, bombe, violenze e umiliazioni. Ma la fede c’entra poco qui, e la religione è solo una coperta (troppo corta) per la realtà che è molto più prosaica.
Verdone ha dimenticato che B16 ha combinato qualche guaio diplomatico rispetto alle altre religioni monoteiste? Basterebbe pensare alla sua recente benedizione a Magdi Cristiano Allam per averne una idea (per non parlare delle oscene dichiarazione del neo convertito).
Nei Suoi film si parla spesso della Famiglia…

Personalmente credo che l’istituzione della Famiglia sia fondamentale e vada difesa sempre e comunque. Oggi questo patrimonio dell’umanità è sottoposto ad attacchi molteplici. Mi permetto di ricordare che senza una famiglia solida, viene minata anche la stabilità sociale. Molti casi di violenza e di disadattamento sociale sono figli della crisi della famiglia, spesso messa in ridicolo e criticata ignobilmente. Bisognerebbe rivalutare il senso della tradizione, ma oggi prevale la cultura relativista, secondo la quale tutto è lecito e permesso perché non esistono valori e, di conseguenza, la gente si sente libera di fare quello che vuole, pensando e agendo come se non dovesse mai morire.
Quale famiglia? Quella sancita dal matrimonio, ovviamente (ha la F, mica la f). Le altre sono caricature, sono capricci, sono minacce al Modello da imporre. Il patrimonio della umanità, casomai, dovrebbero essere le libertà, il rispetto, i diritti civili. Non la discriminazione verso chi non vuole o non può sposarsi (soprattutto chi non può sposarsi è discriminato: dalle persone omosessuali a quelli che aspettano i 5 anni necessari ad ottenere il divorzio); mentre si dispensano annullamenti a quanti possono pagare profumatamente e hanno un santo in vaticano. Gli annullamenti che dichiarano come mai avvenuto il sacro vincolo del matrimonio cattolico. Sacro e inscindibile. Un miscuglio di ipocrisia, pessimo gusto e inganno.
La solidità della famiglia non è garantita da un pezzo di carta (anche se porta lo stemma clericale). Sarebbe semplice e rassicurante pensare che un certificato basta come condizione della felicità. Non è così, si rassegni Verdone. Ciò che rende una famiglia davvero tale è l’affetto, la qualità relazionale.
Ma ecco il nemico più acerrimo: il relativismo. Che per Verdone sarebbe la liceità di compiere qualunque azione e l’assenza di valori. Una dichiarazione del genere starebbe bene in uno dei suoi film in bocca ad un decrepito e accanito idiota, ad un ignorante tronfio della propria cecità morale e intellettuale. La morte, poi, per uno che non crede non è oggetto di rimozione. Lo è per chi crede nella vita eterna e nella eterna possibilità di rimediare. Questo sì rischia di svuotare la responsabilità personale.
Il Papa fa della lotta alla dittatura del relativismo uno dei pilastri del suo Magistero.

Non sta a me dirlo, ma fa benissimo. Del resto, Benedetto XVI è davvero un grandissimo teologo, un professore buono e paziente, un fine intellettuale. Ha superato brillantemente la prima fase del pontificato, quando veniva dipinto – a torto – come freddo e distaccato. Certamente è diverso da Giovanni Paolo II, che era forse più immediato ed istintivo, ma anche Benedetto XVI sa essere chiaro e profondo con il proprio preziosissimo stile.
“Un grandissimo teologo, un professore buono e paziente, un fine intellettuale”? Sarebbero state gradite due parole di chiarimento al riguardo.
Verdone, Lei è piuttosto critico con i film che parlano della vita dei Santi: ci spiega perché?

Intanto ho molto da dubitare sulla fedeltà della sceneggiatura di certi film alla reale vita dei Santi. Poi penso – ma la mia è un’opinione personale – che i Santi andrebbero lasciati in pace. Invece se ne fa spesso oggetto di share e di cassetta, con prodotti che non condivido affatto. Lo scriva pure, non farò mai un film sulla vita di un Santo o di un Papa: mi considero inadatto, un servo inutile.
Sbaglio o Gesù di Nazareth ha invaso librerie e autogrill per essere venduto? Ha scalato le classifiche parlando di Gesù? E chi l’ha scritto? Gesù non merita di essere lasciato in pace?

(Ridateci Don Alfio!)

28 commenti:

Melina2811 ha detto...

Buon fine settimana da Maria

fabristol ha detto...

Dio santo!
Ma siete sicuri che non sia l'interpretazione di uno dei suoi tanti personaggi?
Ma neppure un prete parla così..

thewreck ha detto...

Questa intervista, se confermata, mi ha fornito l'agghiacciante impressione di un uomo ingozzato con tutte le idiozie più superficiali in offerta speciale sulle bancarelle del clericofascismo

Chiara Lalli ha detto...

Fabri,

il mio stupore (pari solo allo schifo) è stato tanto che ho premesso "a meno che [Volpe] non abbia inventato o esagerato". Però temo sia una speranza vana; non mi risultano smentite.

Thewreck,

già, il clericalismo imbecille non passa mai di moda. Difficile raggiungere vette di tale insulsaggine e mediocrità.

Anonimo ha detto...

Ma perché, la domandina sulla "DITTATURA DEL RELATIVISMO"?!? Chissà dove hanno sentito che qualcuno ha provato a impedire ad un cattolico di sposarsi in chiesa, o gli ha imposto di convivere, di farsi un testamento biologico o di abortire...che forzature ridicole! quando i cattolici integralisti (o anche semplicemente ipocriti, vedi questioni convivenze, divorzi e ricchezza esagerata, che ieri ci pensavo: mi devo sorbire la riccona della santanché che parla di valori cattolici e nessuno che gli ricorda della frasetta che pure sta nel vangelo del cammello che passa nella cruna dell'ago piuttosto che il ricco in paradiso...), dicevo: quando 'sti talebani cattolici vogliono passare pure per vittime di quei cattivoni dei relativisti mi sale davvero il sangue al cervello!!! come quando alla sapienza hanno mascherato la loro convenienza di non farsi contestare apertamente in censura da parte degli scienziati: ma roba da pazzi! Oppure, sempre in quegli sciagurati giorni, quando ledy mastella se ne esce dicendo che erano inquisti perché cattolici...come il papa appunto, giusto per accalappiarsi i consensi degli indiganti per la mancata visita: che sciacalli! Ma a pensarci mi sta salendo il volta stomaco, ma perché non ci lasciano in pace loro? perché non ci lasciano scegliere piacevolmente di dannarci all'inferno (secondo loro), come d'altronde prevede la loro stessa dottrina alla voce 'libero arbitrio', che certo deve essere stata inventata principalmente per tappare la bocca a chi gli chiedeva del perché il loro buonissimo dio avesse inventato...ops, pardon: creato (non sia mai passi per un normale essere umano solo con un po' dio ingegno sopra la media) un mondo tanto ingiusto e persone tanto cattive....e meno male che il verdone diceva proprio che la fede non si impone, e allora che ci spieghi perché ci tengono tanto a fare le leggi a loro 'immagine e somiglianza', evitando quelle che così non sono.
Pippi

Anonimo ha detto...

scusate i refusi, ho scritto di getto: ero troppo incazzata per rileggere!
pippi

Weissbach ha detto...

Può tranquillamente essere definito il Woody Allen del cinema italiano.

Come no?

"Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa."

"If it turns out that there IS a God, I don't think that he's evil. I think that the worst you can say about him is that basically he's an underachiever."

And so on.

razionalismo ha detto...

Mi scuso se esco dal seminato per avvertire il gradito pubblico che la nostra adorata Rosa Alberoni è tornata alla carica ieri sera da Marzullo.
Eccola in tutto il suo splendore (intellettuale):
http://razionalismo.wordpress.com/2008/03/29/rosa-alberoni-contro-darwin-e-i-suoi-seguaci/

(scusate il link troppo lungo)

paolo de gregorio ha detto...

Premetto: io sono un fan di Carlo, e non me l'aspettavo, ci sono rimasto un po' male. Non che non potesse essere credente, ma l'avrei visto più come credente un po' più liberale. Si contraddice non poco nel dire che ha tanti amici bravissimi che non credono o credono in altro, per poi lasciare ad intendere che non credere causa della negatività. E chi sarebbe a commetterlo questo male se quelli che conosce sono brave persone? Perché non dice a queste persone, amici suoi, in faccia che in fondo in fondo sono immorali? Giustificandolo nel pratico?

Ma credo che la frase più interessante sia:

"Sono cattolico e come tale sostengo gli ideali cristiani".

Insomma, sembra che dica che lui è cattolico, e allora essendo tale dovrà pur credere in Cristo, sennò che cattolico sarebbe...
Io credo che sia un lapsus freudiano. È esattamente quello che colgo dall'intervista: avere fede come un corollario dell'identità (in parte politica) che ci si sente addosso, e dei supposti connotati comportamentali che il credere comporta. Materia ricorrente è che alcuni credenti danno l'impressione di voler che si creda in Dio così da comportarsi in un certo modo, e non comportarsi in un certo modo in conseguenza intimamente convinti che Dio esista. Insomma, ottenere che la gente si comporti in un dato modo è lo scopo, e credere in Dio ne diventa il mezzo.

Carlo Traina ha detto...

Scusate ma non ci credo. Probabilmente è un Pesce d'aprile (anticipato). Vabbè che il mondo s'è girato, ma non esageriamo.
La cosa va approfondita, ripeto: non ci credo, è come si qualcuno mi dice che Totti è passato alla Lazio.

Pat pat ha detto...

Che delusione Verdone, e pensare che nei suoi film passava un messaggio, almeno apparentemente, diverso.
Le "famiglie" che vengono descritte nelle sue storie non sembrano l'immagine immacolata della famiglia cristiana, addirittura in manuale d'amore due aveva anche avuto il coraggio di affrontare il tema dell'amore omosessuale, sembrava pure crederci.
In definitiva dimostra di avere una notevole doppiezza di fondo, la faccia bonaria, comica e strafottente dei film, quella cattolica integralista falso buonista nella rappresentanza ufficiale, manca l'aspetto privato (che a questo punto non voglio conoscere per evitare di rimanerci ancora più male).

Vaaal ha detto...

Che delusione, mi crolla un mito : (

Roberto ha detto...

"Può tranquillamente essere definito il Woody Allen del cinema italiano"...

...e qui io avrei smesso di leggere. Non avrei quindi avuto modo di scoprire la marea di ulteriori stupidaggini che ("a meno che [Volpe] non abbia inventato o esagerato") seguono poi.

Mi ha colpito molto la prima affermazione, "Penso che un uomo senza il barlume della Fede sia come monco e privo di ogni ragionevole speranza."

Beh, ho avuto modo di recente di commentare un'intervista a Weinberg, premio Nobel per la fisica (e notoriamente ateo). Riporto un passo di seguito:

"…People who expect to find evidence of divine action in nature, in the origin of the universe or in the laws that govern matter, are probably going to be disappointed. We don’t see any purpose dictated to human beings in nature. Human life does have a purpose, but it is a purpose that we invent for ourselves. It takes a certain act of courage to look at nature, not see any plan for human beings in there and yet go on and live good lives, love each other, create beautiful things, explore the universe. All these take more courage without having some divine plan that we discover, but one that we rather create for ourselves."

Forse sarebbe ora che gli atei inizino a rivendicare la LORO superiorita' morale. Cosi', giusto per equilibrare...

Anonimo ha detto...

E non dimentichiamo gli agnostici, non esistono solo gli atei!
(ma non è questo il posto per discuterne).
Comunque cosa volete che uscisse da un attore mediocre che per denaro è arrivato a riciclare personaggi vecchi di 30 anni senza la capacità di evolvere e di sperimentare qualcosa di nuovo?
Pensavate che avrebbe avuto il coraggio di contraddire l'intervistatore?
(chissà cosa avrebbe risposto intervistato da al Jazeera!).
Su B16 è difficile non concordare sul fatto che sia un esperto teologo.
Sul fine intellettuale mi piacerebbe un dimostrazione pratica, magari in una tavola rotonda di rappresentanti del mondo laico (agnostici e atei) con la possibilità di un confronto diretto (question time?).
(Brecht)

Joe Silver ha detto...

"Ratzinger e' indubbiamente un fine teologo"
"Minchia... figuriamoci gli altri!"

Poi ci si meraviglia che uno consideri la teologia una specie di "fuffologia"...

Del resto, quando dal sesso degli angeli si passa a questioni un pochino piu' concrete, ti becchi perle come questa:

"Chi indebolisce la famiglia minaccia la pace"

Roba che manco i pastafariani, che vedono una relazione diretta tra la diminuzione dei pirati e il riscaldamento globale, sarebbero capaci di concepire.

Eh ma come teologo e' fine. Figurarsi gli altri...

Carlo Traina ha detto...

In ogni caso il sito è spassosissimo (nella sua dramatica realtà).
Vi segnalo l'intervista al criminologo Bruno che ci spiega come Giuda fosse nevrotico e omosessuale, ma direi che non è da perdere nemmeno "Ecco come ho fatto innamorare della mozzarella di bufala campana Giovanni Paolo II e Benedetto XVI"

Michele Pezza da Itri ha detto...

Chiara Lalli non apprezza Verdone.
Chiara si chiede se a risposte diverse riportate nell’intervista sarebbe seguito un apprezzamento diverso da parte dell’intervistatore. Penso proprio di sì e mi azzardo perfino a credere che probabilmente sarebbero stati diversi anche quelli di Chiara. O no?
Stringi stringi, cosa dice Chiara? Ci squaderna per l’ennesima volta i motivi per cui non apprezza i cattolici; e lo fa mostrando una falsa meraviglia per le affermazioni di chi si dichiara cattolico. Che avrebbe dovuto dire? Che credere o non credere in Dio sono la stessa cosa? Ma se non lo crede neanche lei! Accusa il nostro di credere che senza essere religiosi non si possa essere “buoni”, e poi è lei la prima ad incappare nel pregiudizio contrario nel dare per scontato che l’etica cattolica sia “utilitaristica”. Poi dispiace vederla perdere un po’ del suo stile con una serie di luoghi comuni, sulla Chiesa che affossa il dialogo interreligioso(?); sulla Sacra Rota; oppure atteggiandosi a maestrina che spiega, come se solo lei lo sapesse, che a rendere la famiglia solida è la qualità relazionale; per non parlare delle considerazioni sulla morte e sulla sua rimozione (posso suggerirle di dare un’occhiatina a Pascal sull’argomento?); poi il Verdone non ha spiegato a sufficienza la dimensione di teologo ed intellettuale del Papa (in un’intervista!).
Ed infine, rimango sgradevolmente stupito del suo stupore (di Chiara), quando lo definisce «pari solo allo schifo». Mi pare un po’ fuori dalle righe. Ma insomma, ci credete alla possibilità di dialogo con chi ha opinioni diverse dalle vostre, oppure “ve la sonate e ve la cantate tra di voi”?

Michele Pezza da Itri

P.S. Sia chiaro che non condivido tutto quello che ha detto Carlo Verdone (ma soprattutto come): ero colpito dal non stile.

Frau Blucher ha detto...

"Ecco come ho fatto innamorare della mozzarella di bufala campana Giovanni Paolo II e Benedetto XVI"

Ma innamorarsi di una bufala campana non è una minaccia per la famiglia?

Joe Silver ha detto...

@Michele Pezza da Itri

Verdone dixit:
Penso che un uomo senza il barlume della Fede sia come monco e privo di ogni ragionevole speranza. Ovviamente, rispetto chi non crede, perché la Fede si propone e non si impone. Le dirò, ho molti amici e colleghi atei o di altre religioni che si comportano più che degnamente.

Nelle considerazioni che seguono non parlo per Chiara, parlo per me.

1) Io (a differenza di Verdone) non penso che tutti i credenti siano monchi (o sostituire un qualsiasi difetto a scelta).

2) Naturalmente apprezzo il rispetto verso chi non crede (rispetto dichiarato ma che fa un po' a pugni con la dichiarazione precedente, ma pazienza...), mi sfugge pero' in che modo questo rispetto discenda dal fatto che "la fede si propone e non si impone". Il senso non mi e' chiaro, ma questo diciamo che e' secondario.

3) E' abbastanza netta l'impressione che il fatto che persone "atee e di altre religioni" si comportino "degnamente" meriti una sottolineatura, quasi fosse cosa non tanto scontata.

Le sembrera' invece strano, immagino, il fatto che io non ritenga necessario ribadire che - incredibile! - conosco molti cattolici che si comportano degnamente!

4) Chiara Lalli dice:
"Verdone ricalca una idea ingenua, sbagliata e violenta che la religione sia l’unica guida morale."

Lei si riconosce in questa idea? La condivide? Probabilmente no, come immagino non la condividano tutti i cattolici. In tal caso perche' lei si offende se e' Verdone che viene stigmatizzato per questa idea? E se invece anche lei pensa che l'unica guida morale possa essere la religione (cattolica), perche' si meraviglia se un non credente si limita a ribellarsi a questa idea e, al contrario di chi sostiene questa tesi, evita di contro-generalizzare?

Tutti i "luoghi comuni" che seguono, a questo punto, sono semplici constatazioni che confutano l'assunzione che la fede e il riferimento ad una confessione religiosa siano una garanzia di moralita'.

Sono ovvi? Certo! Cosi' come dovrebbe essere ovvio che il non aderire ad una confessione religiosa non significa essere "monchi" e comportarsi "indegnamente" e che la religione non e' un'indispensabile guida morale.

P.S.:
Ho detto in precedenza che non credo che lei ritenesse indispensabile la fede cattolica per essere moralmente rispettabili.
Ma se lei pensa che la meraviglia per queste affermazioni di un cattolico sia "falsa", se pensa che sia ovvio che un cattolico debba pensarla in questo modo (lo ripeto: ritenere un non credente monco privo di speranza e moralmente poco affidabile), come puo' accusarci di non cercare il famigerato dialogo?

E' o non e' condizione necessaria al dialogo il riconoscimento di una dignita' anche ai "monchi" che non hanno l'unica affidabile guida morale, cioe' la religione cattolica?

Chiara Lalli ha detto...

Joe,
approfitto e sottoscrivo la tua risposta.

Angelo D'Amore ha detto...

Ultima ora.
Dimissioni irrevocabili di Antonio Bassolino.
Prodi nuovo governatore della Campania.
Per saperne di piu'vai su
http://nonsolonapoli.blogspot.com

Michele Pezza da Itri ha detto...

@ Joe Silver, il teologo
Non sapevo avessimo tra noi un fine teologo come Joe Silver che sa ben valutare quanto valga B16 come teologo: "Minchia... figuriamoci gli altri!" Siccome per fare un qualunque mestiere, anche il fuffologo, si deve essere ben qualificati… facci sapere: che seminario hai frequentato?
(Leggo solo ora la tua risposta puntuale e puntuale cercherò di essere anche io. Al tempo)

@ l’Anonimo che vorrebbe un’esibizione di B16
Non è mica difficile capire se B16 si meriti o meno la qualifica di intellettuale: basta comprare un paio di libri e leggerseli. Ne ha scritti tanti che, se proprio ci tieni e ti sforzi un pochino, un’idea te la puoi fare anche senza un talk-show.

@ Roberto, l’eticamente superiore
Nessun problema se hai deciso di sentirti eticamente superiore. Ci mancherebbe altro! Mi sembra giusto che tu debba reputare la tua visione della vita superiore a quella degli altri, altrimenti ne avresti un’altra, no? Se ne può parlare ugualmente senza tanta albagia?

Michele Pezza da Itri

Joe Silver ha detto...

Teologo, io? Non offendiamo, please. Anche a me piace cazzeggiare, ma da qui a fare dell'inutile cazzeggio una scienza e un mestiere... No, no, grazie.

Michele Pezza da Itri ha detto...

@ Joe Silver (e Chiara che sottoscrive)

1) Se si vuole dialogare davvero bisogna fare qualche sforzo ed evitare di afferrare al volo puri pretesti per offendersi. Prendiamo la definizione di “monco”. Dal punto di vista di Verdone uno che non ha la propria visione della vita è “monco”, ossia mancante di qualcosa d’importante. Ma è la logica della vita che così vuole: due persone con visioni della vita sostanzialmente diverse non possono che pensare ciascuno dell’altro che sia “mancante” di qualcosa d’essenziale, altrimenti avrebbero la medesima visione delle cose. Offendersi mi pare pretestuoso.

2) Visto che apprezzi il rispetto espresso da Verdone verso chi non crede, non c’è bisogno di risposta al tuo quesito. L’hai buttato lì così, tanto pe’ fa caciara?

3) Che persone “atee e di altre religioni” si possano comportare “degnamente” è scontatissimo. Può non esserlo solo per chi ha una conoscenza della Cattolicesimo per sentito dire. Basta leggere il Catechismo. Al massimo potresti dire che Verdone non l’ha letto bene (ma tu mi sa per niente).

4) Io non mi sono offeso. Ho solo evidenziato una momentanea caduta di stile da parte di Chiara. Non so come definire altrimenti il dichiarare d’aver provato stupore (e fin qui va bene) e schifo (qui proprio no).

Sui luoghi comuni:

Per motivi di spazio non si possono contestare tutti i luoghi comuni buttati lì da Chiara ed allora preferisco mostrare un po’ approfonditamente l’inconsistenza del luogo comune sulla Sacra Rota dove «si dispensano annullamenti a quanti possono pagare profumatamente e hanno un santo in vaticano. Gli annullamenti che dichiarano come mai avvenuto il sacro vincolo del matrimonio cattolico. Sacro e inscindibile. Un miscuglio di ipocrisia, pessimo gusto e inganno.» Analizziamo la frase passo passo.
«Dispensare annullamenti» dà l’idea di una grande quantità di annullamenti: forse non fa male sapere che nel 2006 le sentenze su questioni matrimoniali sono state solo 296. Dite la verità che v’immaginavate un numero di annullamenti di qualche ordine di grandezza maggiore. E di questi 296 pronunciamenti, 76 sono stati “pro vinculo”, ossiail matrimonio non è stato annullato: ben il 26% circa, mica tanto facile ottenerlo!
Poi afferma che questa “grande quantità” di annullamenti è riservata «a quanti possono pagare profumatamente»: Forse Chiara non sa che nel 61% dei casi vi è stato il gratuito patrocinio! Quindi, chi non può non paga nulla, ma quanto costerebbe al riccastro che dovesse pagare? E’ bene sapere che la CEI ha imposto una tariffa di 2.500 € per l’avvocato e 260 per il procuratore più le spese. Pensate che un divorzio costi di meno?
Per fortuna, Chiara una frase l’azzecca, almeno a metà: «Gli annullamenti… dichiarano come mai avvenuto il sacro vincolo del matrimonio cattolico.» E' proprio così! La Sacra Rota si limita a dichiarare come mai avvenuto il matrimonio e questa è la parte corretta; cercando il pelo nell’uovo (e me ne scuso), la metà sbagliata della frase è che tecnicamente non si parla di “annullamento”, ma di “riconoscimento di nullità”, Però concettualmente è importante, perché neanche il Papa può annullare un matrimonio valido (comunque riconosco che si tratta del pelo nell’uovo).
Ma il peggio è la moralistica valutazione finale: «Un miscuglio di ipocrisia, pessimo gusto e inganno.» Qualunque sistema giuridico deve prevedere la nullità dei negozi giuridici che vengano perfezionati in modo non corrispondente a quanto richiesto dalla legge stessa: è un’esigenza di civiltà ed essenziale perché la legge funzioni. Se ad esempio induco con l’inganno qualcuno a firmare un contratto o lo firmo pur non avendo i requisiti necessari, quel contratto è nullo ed come se non fosse mai avvenuto e tutte le obbligazioni che ne sarebbero nate vengono dichiarate inesistenti. Non solo la nullità è una garanzia elementare per il regolare svolgimento della vita sociale, ma, nel caso specifico del matrimonio e proprio grazie alla pratica dell’annullamento, la Chiesa si è dimostrata forse l’unica istituzione che ha sempre difeso i coniugi e garantito loro un’autentica libertà di scelta: qualunque matrimonio combinato ed imposto è nullo; qualunque matrimonio basato l'inganno o la violenza è nullo, ecc. ecc.. Ed è sempre stato così nei duemila anni della Chiesa, anche nelle epoche storiche più “buie”. Ammirevole, no? Chi altro può affermare di aver fatto altrettanto?
Insomma, quello sulla Sacra Rota non è un luogo comune, è una collana di luoghi comuni.


Michele Pezza da Itri

Chiara Lalli ha detto...

Michele Pezza da Itri:

1) Al più potrei pensare che chi ha fede ha “qualcosa in più”. Più seriamente: io posso contestare teoricamente alcuni ragionamenti di fede, ma non direi di una persona credente che è monca in quanto credente. Perché non penso di possedere la Verità (al contrario di molti altri, che convinti di esserne depositari considerano me, dubbiosa e relativista morale, monca).

2) In caso l'ha buttato lui così. Io ho solo commentato una affermazione talmente ridicola che forse non meritava nemmeno un commento. Ma meglio non darlo per scontato no?

3) Non direi che sono così poche. Lo sento spesso dire anche da sedicenti atei. Il Catechismo non è l'unica guida di certo modo di pensare, non trovi?

4) Sullo schifo te ne do atto: mi sono proprio venuti i nervi. Però una parola che trasuda impazienza non mi sembra così grave; consideralo un segnale di insofferenza nei confronti di tanta banalità, di tanta semplificazione e ignoranza (vedi le parole sul relativismo).

5) Non cominciamo con la sfida dei numeri sull'annullamento: non importa quanti siano, ne basta uno per evidenziarne l'ipocrisia. Dichiarare come mai avvenuto qualcosa è un miscuglio di negazione e un modo per sottrarsi alle responsabilità (spesso è un modo per non pagare gli alimenti). Un po' come tornare indietro nel tempo. La questione non è “annullare” (meglio sarebbe dire sciogliere o simili) ma è dichiarare “mai avvenuto”. Sulle ragioni poi c'è da divertirsi: sono stati annullati matrimoni durati decenni con figli (che, poi, se sei cattolico significa far diventare tuo figlio un illegittimo; un bel risultato!). Un inganno un po' lungo no? E perché dopo 30 anni uno che ha “ingannato” per tanto tempo diventa all'improvviso in grado di chiedere una procedura di annullamento? Dovrebbe essere forse dichiarato incapace... Annullare un sacramento poi rasenta il ridicolo. Sul piano legale sciogli un matrimonio (il divorzio serve a questo; e guarda un po', chi è che non lo voleva? Se la memoria mi assiste qualcuno che era per l'annullamento).


Ultima cosa su un commento precedente: certo che il mio giudizio cambia a seconda delle dichiarazioni, ma il giudizio sull'oggetto della dichiarazione. Verdone lo giudico sul suo pensiero su famiglia e dintorni, non sui suoi film (non ho detto una parola su V come regista e attore, o no?). Invece Volpe fa una sviolinata sul V cineasta. E mi chiedo se la sua lusinghiera valutazione sarebbe sopravvissuta se V avesse detto qualcosa di diverso. Chiaro?

Michele Pezza da Itri ha detto...

Cara Chiara,

mi sembra che su alcuni aspetti ci siamo chiariti a sufficienza, ma su alcuni punti vorrei fare precisazioni oziose, ma su altri ho l’obbligo d’insistere.

-- Monco e rispetto --
Non posso trattenere una battuta sul tuo assist a porta vuota: se al più potresti pensare che chi ha fede ha qualcosa in più, al più chi ha fede può pensare che tu abbia qualcosa in meno. Ma è una battuta.

-- Cattolicesimo per sentito dire --
Siccome “accusavo” Joe Silver di conoscere solo per sentito dire il Cattolicesimo, dimostrato dalla sua scarsa confidenza con il Catechismo, affermi che «Il Catechismo non è l'unica guida di certo modo di pensare, non trovi?» Trovo e non trovo. Trovo, se osservo che molti pensano che i cattolici debbano pensare questo o quello. Non trovo per niente se debbo parlare di quel che davvero i cattolici dovrebbero pensare per potersi dire tali. E qui il Catechismo ha un ruolo speciale e non può essere confuso con “altre guide” non meglio precisate. Infatti, nella presentazione del Catechismo stesso, il Papa lo dichiarò « norma sicura per l'insegnamento della fede» ed aggiunse, (pensava a te e a Joe Silver?) che « è offerto ad ogni uomo… che voglia conoscere ciò che la Chiesa Cattolica crede».

-- Ancora Sacra Rota –
Su questo argomento debbo constatare che non sembri affrontare la tematica di base. E’ proprio vero che un sacramento non si può annullare. Ma è necessario ancora una volta tornare al Catechismo (mi dispiace, ma bisogna conoscere ciò che si critica). Il fatto formale che costituisce il sacramento del matrimonio non è costituito dalla cerimonia in chiesa o dagli atti compiuti dal sacerdote, ma « sono gli sposi… a conferirsi mutuamente il sacramento del Matrimonio». Quindi, senza la loro volontà libera, i due non si sono conferiti mutuamente un bel nulla e quindi il sacramento semplicemente non è mai avvenuto. Semplice e lineare.
Sul piano legale, considerare un contratto sciolto da oggi o non mai avvenuto son due cose profondamente diverse e, ti ripeto, qualsiasi sistema giuridico, oltre allo scioglimento, prevede la dichiarazione di nullità. Non capisco perché non dovrebbe poterlo fare la Chiesa.
Ripeto che proprio questo rispetto assoluto della volontà delle due persone è stata forse l’unica difesa contro i matrimoni combinati da altri o imposti ad ambedue o da uno sull’altro.
Non capisco che argomento sia il fatto che se uno inganna per trent’anni sarebbe come se non avesse mai ingannato.
Ed infine sarò ridondante, ma lasciami ripetere che gli annullamenti sono pochissimi (220 nel 2006), le cause molto economiche e, per chi non può permettersi neppure quel poco (tutto è relativo!), sono del tutto gratuite. Ed il gratuito patrocinio ha una qualificazione ed un grado di diffusione che la nostra giustizia non si sogna neppure alla lontanissima: il 61%! Sarà forse una sterile guerra di cifre, ma sono certo di dare notizie che sorprendono molti.

Michele Pezza da Itri

Joe Silver ha detto...

Qui c'è un altro signore, intervistato sempre da Petrus, che a differenza dell'umile sottoscritto deve conoscere bene il Catechismo, probabilmente è anche un (non fine) teologo e soprattutto dice, ovviamente, ciò che tutti i cattolici in quanto cattolici pensano, o dovrebbero pensare.

Anonimo ha detto...

Scusate, ma mi scappa un po' da ridere...
penso che Chiara Lalli è lettrice di Petrus (credo che persino molti cattolici ne ignorino l'esistenza),
Giuseppe Regalzi sfoglia l'Avvenire e probabilmente Joe Silver comincerà la lettura del Catechismo.
Si sa mai che ad "andar con lo zoppo..."?
Con simpatia
(Brecht)