venerdì 31 luglio 2009

Ok

(ANSA) - ROMA, 30 LUG, 23:19 - Via libera a maggioranza dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) alla pillola abortiva Ru 486. Il Consiglio di amministrazione dell’Aifa ha infatti approvato l’immissione in commercio del farmaco in Italia.
Qualcosa tuttavia mi dice che non finisce qui...

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Questa è una buona notizia.
Cos'altro prevedi potrebbe ancora intralciare l'uso e diffusione della pillola abortiva?

Giuseppe Regalzi ha detto...

Le azioni del governo.

Anonimo ha detto...

Nel comunicato dell'AIFA pubblicato dall'agenzia AGI, si legge fra l'altro che "...l'utilizzo del farmaco e' subordinato al rigoroso rispetto della legge per l'interruzione volontaria della gravidanza (L. 194/78). In particolare deve essere garantito il ricovero in una struttura sanitaria, cosi' come previsto dall'art. 8 della Legge n.194, dal momento dell'assunzione del farmaco sino alla certezza dell'avvenuta interruzione della gravidanza..."

L'imposizione di questo protocollo rende di fatto impraticabile una diffusione generalizzata della pillola.

Rainbow ha detto...

à la "pillola RU" è un farmaco il cui uso può comportare rischi anche seri per la salute della donna, a differenza della "pillola del giorno dopo". E' per questa ragione che se ne richiede l'assunzione in condizioni controllate. Se fossero più diffuse la contraccezione e l'educazione sessuale non ci sarebbe bisogno di pericolosi farmaci o dell'aborto.

paolo de gregorio ha detto...

@ Giuseppe ("Le azioni del governo")

Io penso invece che in questo momento il governo se ne starà buono, manterrà un basso profilo, perché il capo sa cosa gli pioverebbe addosso se si mettesse a fare altre battaglie di principio, a giocare al moralizzatore universale.

sam ha detto...

Mah, io la vedo come Giuseppe.

paolo de gregorio ha detto...

Se questo blog verrà rinvenuto in un futuro sarà scambiato per (e forse venerato come) libro di profezie. Ho avuto maledettamente torto con la mia riflessione (Sacconi pare che abbia già parlato). Che desolazione deprimente.