venerdì 26 settembre 2014

Cugini sotto attacco

Alfredo Mantovano richiama l’attenzione su una tragica conseguenza della nuova legge sul doppio cognome, finora sfuggita all’attenzione dei commentatori («Doppio cognome, un colpo in più all’unità familiare», La Nuova Bussola Quotidiana, 26 settembre 2014):

La diversità di cognomi sarà […] probabile per cugini di ramo paterno, dal momento che il figlio cui è stato attribuito il doppio cognome può trasmetterne al proprio figlio solo uno, a scelta, ovviamente prescindendo dalle opzioni del proprio fratello.
Anche se per la precisione la legge andrà a colpire solo i cugini paterni figli di fratelli maschi (i cugini paterni figli di sorelle hanno già oggi cognomi differenti, come i cugini materni), non si può sottostimare l’entità della catastrofe che sta per colpire in questo modo la famiglia (allargata) italiana: il caos che ne risulterà – tremo solo a pensarci: cugini paterni con cognomi diversi! – porterà sicuramente a un picco di matrimoni tra consanguinei, all’incesto generalizzato (anche i fratelli potranno avere cognomi differenti!), all’approvazione del matrimonio gay e in seguito del matrimonio con i propri animali domestici, e infine al crollo della civiltà giudaico-cristiana e al trionfo dell’ISIS in Italia.

Si confermano insomma i sospetti di un altro autorevolissimo commentatore:

L’unica speranza ormai è che Mario Adinolfi voglia aggiungere quanto prima un seguito all’opera sua più fortunata, come nuovo argine alla barbarie laicista. Il titolo è già pronto: Voglio i cuginetti.

4 commenti:

Antonio C. ha detto...

Questi sì che sono i drammi della modernità! Meno male che animi sensibili e intelligenze acute come quelle di Mantovano e Adinolfi sono vigili sentinelle sull'abisso che altrimenti ci travolgerebbe. Ringraziamo personalità così attente ai nostri sacri valori.

paolo de gregorio ha detto...

Se si sono ridotti ad argomentare così...

Ho fatto anche un pensiero: in quei quartieri, secondo molti, il legame genetico del padre sembra essere considerato un fattore prioritario quasi assoluto, tanto che si è detto il diritto a conoscerlo il primo tra tutti i diritti. A questo punto mi sorge il dubbio che, secondo la stessa logica, non esistano già innumerevoli fratelli o fratellastri (di padre, beninteso) dai cognomi diversi, da secoli direi.

Anonimo ha detto...

scusate il genio (che rischia l'incriminazione):
http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/milano/cronaca/2014/10/05/foto/bergamo_falso_hitler_contro_le_sentinelle_denunciato-97425312?ref=twhl&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter&mfil=1

chiara lestuzzi ha detto...

Ma che geni! Se un cugino ha un nome diverso si rischia l'incesto Perché i due non sanno di essere cugini? E allora come la mettiamo con i cugini figli di sorelle?
Se è il COGNOME che fa la differenza e non la PARENTELA, a Napoli nessun Esposito si potrà mai sposare con una con lo stesso cognome, i Rossi dovranno gfiarre mezza Italia per trovare una sposa... Ma come si fa a dare spazio a idiozie del genere?