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venerdì 14 novembre 2008

Roberto Capezzone

Cazzata più, cazzata meno. (La fonte)

giovedì 5 luglio 2007

Capezzone e la laicità dimenticata

E così alla fine Decidere.net è online: uno dei progetti politici più attesi dell’anno, il network, la rete di Daniele Capezzone, espone il proprio programma. Tredici punti, che ripropongono temi classici del liberalismo (alcuni risalgono alle Prediche inutili di Luigi Einaudi, o anche oltre), tutti o quasi tutti degni di approvazione; ma nessuno – nessuno – che riguardi la laicità e i diritti civili. Niente sul testamento biologico, niente sui Pacs, niente sulla legge 40. Si parla solo ed esclusivamente (a parte il punto 3, sul presidenzialismo) di temi economici. Aveva detto di più Veltroni nel discorso al Lingotto, qualche giorno fa.
L’assenza non poteva passare inosservata: e infatti sono già in tanti ad averla notata e deplorata. Ci si aspettava qualcosa di diverso; molte adesioni al progetto che sarebbero state possibili sono già perdute.

Luigi Castaldi tenta una difesa generosa («Per piacere», Malvino, 4 luglio 2007): la storia personale di Capezzone e dei suoi, dice, fa garanzia del fatto che su quei temi non siano possibili strizzatine d’occhio a Ruini o ai teocon. Senonché dal programma di un movimento politico non ci si aspetta una dichiarazione di identità: altrimenti si sarebbero potuti omettere molti, forse tutti di quei tredici punti. Chi dubita, per esempio, che Capezzone e i suoi siano a favore delle privatizzazioni di Rai, Ferrovie, Alitalia, Poste, servizi pubblici locali? Eppure quel proposito figura nella lista, al punto 5. Il programma di un movimento politico indica piuttosto delle priorità; e non si può non registrare il fatto che la difesa della laicità dello Stato non rientra tra le priorità di Decidere.net.

Che ragione ci può essere, dietro questo vistosissimo atto mancato? Perché Capezzone ha scelto di far nascere un movimento semplicemente liberista e non più compiutamente liberale, in un momento in cui l’emergenza laicità supera persino quella delle libertà economiche? La risposta, credo, può essere una sola: Capezzone ha ritenuto che trascendere i tradizionali schieramenti politici in favore di un liberalismo senza aggettivi (che, come ci insegna lo stesso Castaldi, non è né di destra né di sinistra né di centro) fosse obiettivo troppo ambizioso; e ha scelto di fare apostolato fra la destra, notoriamente assai più sensibile ai temi delle libertà economiche che a quelli delle libertà civili. Personalmente sospetto che il calcolo politico non sia necessariamente il più giusto: conosco bene elettori di destra ed elettori di sinistra, e sono i secondi ad essermi sempre sembrati i più ricettivi alle ragioni delle libertà tout court; ma tant’è: il messaggio è stato inteso e raccolto. Fra i commenti apparsi sul sito qualcuno – sotto la cui buccia sottilissima di libertario puoi distinguere chiaramente la polpa nauseante del clericale – gongola malignamente: «Finalmente niente farloccate sui diritti civili o robe simili. Si bada al sodo!». E non è un caso isolato. Neppure una voce si è levata a dire «mi dispiace, avete capito male».

Castaldi conclude la sua arringa per Capezzone con un appello (da cui – ma forse vedo male – mi sembra trasparire un barlume della mia stessa delusione): «se volete dare forza a ragioni che pensate possano essere trascurate da questa frenesia liberista dei capezzoniani, aderite a Decidere: mettetecela voi, l’anima libertaria che pensate manchi a questo inizio». Mi rivengono in mente le voci di altri amici: «per rendere laico il Partito Democratico devi lottare al suo interno!»; «entra nell’aggregatore tal-dei-tali, per dare più peso alle ragioni dei laici!». Ci fosse una volta, accidenti, che uno si potesse identificare con un programma politico così, senza la prospettiva di dover lottare per aggiungere, emendare, cassare! Ma poi mi dico che questo significa volere la pappa pronta; e torno a rileggere il programma dei capezzoniani. «Chiediamo a tutti […] di aderire da subito […], eventualmente anche selezionando il tema o i temi preferiti». Dice proprio così: selezionando. Non proponendo. I giochi, ho paura, sono fatti.

Tantissimi auguri – sinceri: il paese ha bisogno di iniziative come la sua – a Daniele Capezzone e ai suoi compagni di avventura.