Il disegno di legge sui Pacs, ancora in fase di bozza, sta appassionando gli animi come uno sceneggiato interminabile: colpi di scena, tradimenti, ripensamenti e compromessi. Con la differenza che il risultato del dibattito parlamentare condizionerà molti cittadini italiani, al contrario del matrimonio fallito tra il bello e la fanciulla di turno.
Ci sono alcuni articoli che rischiano di svuotare il testo normativo del suo significato originario – garantire tutele ai conviventi – e di renderlo un involucro vuoto.
Successione, assegni familiari e reversibilità della pensione: concessi, ma con calma. Perché devono passare alcuni anni tra la certificazione di convivenza e la garanzia dei suddetti diritti. Quanti? Dipende dal ministro. Barbara Pollastrini suggerisce 5 anni; Rosy Bindi invece ne pretende 10, o addirittura 15. Che sono il tempo di uno sbatter di ciglia rispetto all’eternità; ma che sulla Terra sono una generosa porzione dell’esistenza umana.
Se uno dei conviventi muore prima del raggiungimento della fatidica soglia? Perché i conviventi devono dimostrare la “bontà” della loro unione misurata in durata-anni?
No alle adozioni per le coppie di fatto: perché il fantasma degli omosessuali si diverte a terrorizzare gli animi pavidi dei politici. I quali non si prendono nemmeno la briga di riflettere su questo scenario o di cercare le ragioni (senza invocare pregiudizi e luoghi comuni) per vietare ad una coppia omosessuale di adottare. E non osano ricorrere apertamente alla discriminazione che tranquillizzerebbe i loro animi: sì alle coppie eterosessuali, no a quelle omosessuali.
(Oggi su E Polis con il titolo Intorno ai Pacs il gran far west della politica).
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giovedì 1 febbraio 2007
Lo sceneggiato dei Pacs: riassunto delle puntate precedenti
martedì 30 gennaio 2007
Un beeel vestito...
Più che una bozza è una gentile presa per il culo (Sì a pensioni e assegni. Ma niente adozioni, Il Corriere della Sera, 29 gennaio 2007) il tira e molla tra Bindi e Pollastrini, e amici, sul disegno di legge a proposito delle coppie di fatto.
Con il solito costume del mantenere intatta la forma e rosicchiare la sostanza, la bozza sembra un vestito di carnevale appoggiato alla spalliera di una sedia. Dentro, nessuno. Chi lo indossava se n’è andato. Troppo stretto? Troppo largo? Troppo corto? Troppo lungo? Chi ricorda la meravigliosa pubblicità anni ’70 di CEM, CEM, CEM... Centro Europeo per la Moda?
La soluzione al disegno di legge (troppo stretto, troppo corto) quale potrebbe essere?
Ecco i punti più indecenti.
6. Figli e adozioniE che vi permetto di adottare? Fossi matta.
Su questa materia i certificati ad hoc non aggiungono alcun diritto ai diritti già esistenti. Non sarà quindi possibile l’adozione per le coppie di fatto.
7. Successione e assegni familiari5, 10, 15? Si gioca al rialzo? Mi dispiace, caro convivente, ma non puoi assolutamente morire prima di 5, 10 o 15 anni altrimenti mi lasci sul lastrico! Non sarebbe più onesto dire “niente da fare per successione e assegni familiari”? Almeno uno potrebbe regolarsi di conseguenza.
Questo è ancora uno dei punti in sospeso (sono in tutto sette-otto) del disegno di legge del governo. I due ministri Pollastrini e Bindi sono d’accordo nel merito, ma ancora non riescono a mettersi d’accordo sui tempi. Barbara Pollastrini vorrebbe che in una coppia di fatto venisse riconosciuto il diritto alla successione e anche agli assegni familiari dopo minimo cinque anni di convivenza. Rosy Bindi sta spingendo perché questo limite venga portato a dieci, se non addirittura a quindici anni.
8. Reversibilità della pensioneVedi sopra. Se muori prima sei fottuto. Meglio farsi una assicurazione privata... Oppure sposarsi, e chi non può si arrangia.
Anche la reversibilità della pensione rimane un punto aperto e controverso nel dibattito tra i due ministri incaricati dal governo di stendere questo disegno di legge. E anche in questo caso i due ministri sono d’accordo nell’introdurre il diritto di reversibilità della pensione in una coppia di fatto, etero o omosessuale, dopo un certo numero di anni di convivenza. Per Barbara Pollastrini ne basterebbero cinque. Per Rosy Bindi almeno dieci, se non quindici.
9. Decisione su temi eticiMi sono cucita la bocca.
Anche questo diritto appartiene alla categoria dei diritti sui quali Pollastrini e Bindi stanno ancora discutendo, visto che è uno di quei temi in grado di creare possibili conflitti esterni all’unione di fatto. Stiamo parlando di un diritto che è già previsto per le coppie sposate, ovvero la possibilità di designare il convivente come fiduciario per alcune decisioni eticamente sensibili, come il testamento biologico, il trapianto di organi, la loro donazione.
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