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venerdì 2 aprile 2010

Anche Avvenire di tanto in tanto ragiona

Il titolo, «Gli atei che bocciano Darwin» (Avvenire, 1 aprile 2010, p. 30), non lascia presagire nulla di buono, ma se si legge fino in fondo la recensione che Andrea Lavazza dedica al controverso libro di Jerry Fodor e Massimo Piattelli Palmarini, What Darwin Got Darwin (Farrar, Straus and Giroux, 2010), si avrà una sorpresa: un pezzo equilibrato, che elenca una sfilza di giudizi critici severi alla pretesa dei due autori di aver dimostrato che la selezione naturale darwiniana non avrebbe quasi nessun ruolo nella nascita di nuove specie di esseri viventi. Niente di paragonabile, per intenderci, all’incontinente entusiasmo dimostrato dal Foglio un giorno sì e l’altro pure [aggiornamento: e anche quello dopo].

Rimangono due dubbi. Uno si risolve subito: nonostante il giorno di pubblicazione, non è evidentemente un pesce d’aprile. L’altro è quasi certamente altrettanto assurdo, ma aleggia per qualche istante di più: non sarà che Fodor e Piattelli Palmarini non destano l’entusiasmo di Avvenire proprio perché, come dice il titolo, sono atei?

mercoledì 4 giugno 2008

Piattelli e il platipo: una polemica sull’evoluzionismo

Lo scandalo della teoria darwiniana dell’evoluzione – di una teoria, cioè, che assegna al caso e alla necessità un ruolo fondamentale nel forgiare il mondo e noi stessi – continua a riverberare attraverso i secoli (l’anno prossimo si compiranno i duecento anni dalla nascita di Darwin); l’evoluzionismo sembra non poter proprio essere serenamente accettato, talvolta neppure da ambienti che si vogliono «scientifici». In un articolo apparso sul Corriere della Sera dell’11 maggio («L’ornitorinco sconfigge Darwin», p. 33), Massimo Piattelli Palmarini traeva spunto da uno studio recente sulla genetica dell’ornitorinco (o platipo) per dichiarare che le nuove scoperte mettevano in crisi il darwinismo classico, e scriveva addirittura: «ornitorinco uno, Darwin zero». Questo commento avrebbe sorpreso non poco gli autori della ricerca in questione, che nell’abstract scrivevano invece esplicitamente, senza che Piattelli sentisse il bisogno di segnalare la cosa al lettore ignaro (Jae-Il Park et al., «Origin of INSL3-mediated testicular descent in therian mammals», Genome Research, 7 maggio 2008; corsivo mio):

The stepwise evolution of these independent signaling pathways through gene duplication and subsequent divergence is consistent with Darwinian theory of selection and adaptation
L’articolo originale non mi è purtroppo accessibile, ma la questione dovrebbe essere questa: la storia evolutiva dei mammiferi (ricostruita appunto sulla base del confronto col genoma del platipo) è stata contrassegnata dalla subitanea duplicazione di alcuni geni, che sono serviti da base per l’evoluzione di geni differenti da quelli da cui discendono. Piattelli ne deduce che il darwinismo, che postulava un’evoluzione procedente per piccoli passi cumulativi, ne sarebbe confutato; ma non è così. La duplicazione di un gene, infatti, non è che il primo passo: il gene figlio deve ancora differenziarsi, e questo accade gradualmente, seguendo i meccanismi della selezione naturale; l’acquisizione del nuovo carattere non è insomma affatto subitanea. Il darwinismo non solo non viene messo in crisi dal meccanismo (peraltro già noto da tempo), ma anzi ne esce rafforzato: se prima lo sviluppo di nuovi geni da zero poteva porre in imbarazzo la teoria, ecco che adesso conosciamo un modo plausibile per cui ciò possa avvenire.

All’articolo di Piattelli ha fatto seguito, sempre sul Corriere, un intervento di Giorgio Bertorelle, Presidente della SIBE, Società Italiana di Biologia Evoluzionistica («Ma l’ornitorinco non contraddice le teorie di Darwin», 21 maggio, p. 41); Piattelli ha risposto ribadendo nella sostanza le proprie posizioni («La teoria dell’evoluzione e il (defunto) darwinismo», 23 maggio, p. 57). La SIBE a questo punto ha promosso una petizione, firmata da nomi celebri della biologia evoluzionistica, che afferma:
In un suo articolo sul Corriere della Sera del 23 maggio, Massimo Piattelli Palmarini scrive che “… le scoperte della genetica e della biologia dello sviluppo hanno fatto collassare assolutamente la teoria darwiniana”. Questa è un’opinione personale che non corrisponde ai fatti. Al contrario, la comunità scientifica ritiene, sulla base dei risultati ottenuti in migliaia di studi e ricerche, che il principio darwiniano di selezione e adattamento sia un meccanismo fondamentale per l’evoluzione degli organismi. Charles Darwin scrisse L’origine delle specie 150 anni fa, quasi 100 anni prima della scoperta dalla struttura del DNA. Non possiamo aspettarci che potesse a quel tempo sapere e capire tutto quello che sappiamo e capiamo oggi. Ma confondere il logico aggiornamento e completamento della teoria dell’evoluzione con il collasso della teoria darwiniana è un grave errore sia dal punto di vista storico che scientifico.
Il Corriere della Sera non ha purtroppo ritenuto opportuno pubblicare il testo della petizione.