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venerdì 14 agosto 2009

Nel rispetto del Concordato

Rosalux (o Rosalucsemburg) di Rosalucsemblog ha mandato una lettera all’Unità, indirizzata ai dirigenti del Partito Democratico, a proposito della polemica sul Tar e l’ora di religione («Il PD, o della Politica Dello struzzo», 14 agosto 2009):

Cari Dirigenti del Partito Democratico,
sono una vostra elettrice, una di quelle che vi garantisce – da sempre ma non per sempre – il voto con l’unica ragione del “minor male possibile” […]
È un semplice dato di fatto che l’ora di religione – così come è concepita – non possa dare crediti formativi, visto che la sua fonte giuridica è, paradossalmente, il concordato stesso, e precisamente dall’articolo 9 comma 2:

Nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento.
All’atto dell’iscrizione gli studenti o i loro genitori eserciteranno tale diritto, su richiesta dell’autorità scolastica, senza che la loro scelta possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione.


È troppo, chiedervi di ricordare che il TAR ha semplicemente fondato la sua decisione sul concordato? Un credito formativo che possa essere ottenuto attraverso un’ora di religione dà luogo – ovviamente – ad una discriminazione: chi non la frequenta non potrà ottenerlo e sarà dunque discriminato, non avendo in orario scolastico alternative valide e altrettanto paganti.
Da leggere tutto; e già che ci siamo, da leggere anche il dibattito, avviato dalla stessa Rosalux sul newsgroup it.cultura.religioni.cristiani, a proposito di «RU 486 e stili propagandistici», da cui traggo questa citazione (sempre sua; messaggio del 10 agosto, 19:52):
È proprio l’aspetto disumanizzante del negare la differenza tra uno zigote e un bambino, tra ciò che esiste già e ciò che potrebbe esistere un giorno, in nome di concetti astratti come “destino” o “finalità” che mi lascia senza parole e mi fa parlare di “diversità antropologica”. Mentre capisco perfettamente che qualcuno possa pensare all’anima, o al destino e considerare l’aborto un tabù, mi terrorizza l’idea che una persona possa davvero considerare un bambino come una cellula.
Difficile dirlo meglio di così.