Vittorio Sermonti commenta la lettura di Dante da parte di Roberto Benigni (Vittorio Sermonti bacchetta Benigni. «Per leggere Dante ci vuole durezza», E Polis, 19 novembre 2007):
Ho 78 anni e mi dispiace lasciare il campo a questo tipo di divulgazione allegra.Infatti è risaputo che per fare buona divulgazione è necessario annoiarsi a morte e soffrire. Solo tramite la sofferenza si arriva alla vera conoscenza. Una risatà vi seppellirà. Non scordatelo mai.
E prosegue:
Dante è duro e severo e ci vuole durezza e severità per capirlo.Durezza di cuore o di comprendonio? Ma non è che è solo geloso?
E perché non cambiamo libro? Magari una lettura a quattro mani, cioè a due voci (rimanendo in famiglia) di quel tizio, quello inglese le cui idee sono in crisi, quello lì, come si chiama?











