sabato 14 novembre 2009

Tutto quello che avreste voluto sapere sull’influenza (ma il governo non ha mai osato dirvi)

Mentre si avvicina il picco pandemico dell’influenza H1N1 (o influenza suina, o influenza A, o messicana), un nuovo sito, darwinFlu, si propone di comunicare informazioni scientifiche accurate sulla malattia; informazioni sommerse finora da un lato dall’ottimismo sparso a piene mani da un governo che sembra considerare la spensieratezza del pubblico il rimedio a ogni male, economico o sanitario che sia (ma qualche incrinatura comincia già a vedersi nei sorrisi ostentati) e dall’altro lato dal catastrofismo dei media tradizionali, nonché dal complottismo paranoide (che in questa occasione ha raggiunto vette di autentico interesse psichiatrico) dei media non tradizionali. E forse questi vari atteggiamenti non sono del tutto slegati fra loro, come ci spiegano Peter Sandman e Jody Lanard in uno dei pezzi presenti sul sito («La via italiana alla comunicazione del rischio»):

tutta l’attività di comunicazione tesa a normalizzare la pandemia per creare l’impressione che sia come l’influenza stagionale è fuorviante, a meno che non metta fortemente in risalto anche le ragioni per cui il ceppo pandemico e quelli stagionali sono diversi. A volte questi messaggi fuorvianti vengono da fonti che non sono consapevoli dell’errore, come funzionari locali o giornalisti che non hanno studiato l’influenza o non hanno analizzato con attenzione le statistiche governative rilevanti. Ma quando il meme per cui la pandemia è «come l’influenza stagionale» viene diffuso da figure istituzionali allora la comunicazione ha lo scopo deliberato di ingannare. Spesso l’intenzione di questo fuorviante meme della normalizzazione è di evitare che l’opinione pubblica si spaventi. Noi abbiamo scritto estensivamente su questo tema, ovvero su come i funzionari della salute pubblica abbiano paura della paura. Quando questo tipo di rassicurazione eccessiva si combina con degli sforzi per spingere il pubblico ad adottare più precauzioni del solito (n.d.r. dalle misure igieniche alla vaccinazione), il messaggio finale è ibrido ed è probabile che si riveli controproducente in alcuni modi prevedibili:
  1. alcune persone, quelle che credono nella metà rassicurante del messaggio, non vedranno alcuna ragione per prendere delle precauzioni;
  2. altri, pur non credendo nella metà rassicurante del messaggio, prenderanno ugualmente le precauzioni, ma perderanno fiducia delle istituzioni da cui il messaggio proviene;
  3. altri ancora non crederanno a nessuna parte del messaggio e cercheranno fonti di informazione non ufficiali per decidere come comportarsi. E tutti noi sappiamo che genere di informazioni si trovino nella blogosfera.
Da seguire assiduamente.

(Disclaimer: il sito è curato dalla redazione di Darwin; collaboro regolarmente con questa rivista, ma non ho avuto nessuna parte nella costruzione e gestione di darwinFlu.)

14 commenti:

Criel ha detto...

Complottismo paranoide e catastrofismo a tutti i costi possono benissimo essere visti come due metà della stessa mela.

Lascio a voi la scelta se la ciarlataneria, diffusissima in queste settimane, è il verme o il marciume al centro della mela.

Grazie per la segnalazione. Sull'argomento, se vi interessa, segnalo a mia volta una nota di Zsuzsanna Jakab, direttore dell'European Centre for Disease Prevention and Control:
ECDC – Influenza pandemica in UE: la minaccia è reale.

Gians ha detto...

Mi sono permesso di creare un link su questo post. Si esige chiarezza e per questo ho pensato di contribuire a divulgarla. Un saluto.

fabristol ha detto...

Una bella iniziativa!
Sarebbe stato interessante fare una cosa simile anche in Progetto Galileo ma ormai è morto. R.I.P.

Fabio ha detto...

La comunicazione è stata catastrofica e anche grottesca a tratti. Le leggende telematiche non sono niente al confronto dei danni fatti dai giornali e dai politici. E ormai la lotta per un sano realismo è impari rispetto alle paure radicate da mesi di contraddizioni. Io mi sono vaccinato (per l'H1N1 e la stagionale) senza problemi. Credo che, lavorando a contatto con molte persone (anche ammalate), sia un dovere proteggere gli altri dal contagio. Ma vedo che è difficile capirlo! Mi piacerebbe sapere chi ci ha definiti "sapiens"...

paolo de gregorio ha detto...

"Credo che, lavorando a contatto con molte persone (anche ammalate), sia un dovere proteggere gli altri dal contagio"

Ben detto! Qui ci allacciamo, secondo me, ad un dilemma morale. Insomma, si parla tanto di moralità, di tecnoscienza, complotti, case farmaceutiche straricche: però poi nel proprio piccolo si è i primi a fuggire dalle responsabilità individuali. Avete mai sentito qualcuno fare la seguente considerazione: "mi vaccino anche se a me probabilmente non serve, perché nel calcolo dei rischi ai miei simili è la cosa più responsabile da fare"?
A parte la vaccinazione, sarebbe comunque di importanza assoluta trasmettere il messaggio che è necessario stare a casa al primo sospetto comparire di sintomi fino a uno o due giorni dopo la scomparsa totale. Se anche non si crede al rischio concreto di mutazioni del virus spero che si crederà almeno la fatto che persone con patologie, donne in gravidanza e bambini piccoli non siano personaggi di fantasia.

Il vaccino, o la scelta delle precauzioni igieniche e strategiche da perseguire a fronte della malattia non sono una scelta solamente personale ma riguardano la collettività, eppure ne parlano quasi tutti come scelte totalmente personali.

La domanda: cosa posso fare per non mettere a repentaglio la vita dei miei consimili? Se la pone seriamente qualcuno di quelli sempre pronti a scagliarsi contro i rischi morali della tecnoscienza, questo mostro? O di quelli che gridano ai mali delle ricche case farmaceutiche? Il solo principio di precauzione dovrebbe spingere ad un certo tipo di scelte, mentre i paladini del bene sono subito pronti a stabilire le veri leggi della natura (che essi solo conoscono) dal salone di casa, e guardano all'onnipresente sano dubbio della scienza (manifesto anche in questo episodio) come ad un imbroglio.

Anonimo ha detto...

Chiamato in causa da De Gragorio, rispondo: siccome conosco le leggi di natura, non mi vaccino. Il contagio non esiste. E' un'invenzione della casta medica.

a.m.

Giuseppe Regalzi ha detto...

Toh, un Don Ferrante dei nostri giorni!

paolo de gregorio ha detto...

A.M.

In ogni caso le tue credenze non ci spaventano: il computer - tuo unico fedele compagno - non può trasmettere la malattia, su questo hai perfettamente ragione. La collettività umana è al sicuro.

Anonimo ha detto...

Dottor(?) De Gregorio, sette persone sono morte in Germania dopo e nonostante la vaccinazione. Ti bastano grande scienziato?

a.m.

Criel ha detto...

Gentile Anonimo,
non farò l'annuncio del secolo rivelando che le coincidenze esistono. Esistono, però, anche i modelli statistici che misurano le coincidenze e ci indicano quanti casi è normale attendere.
Al momento i segnali di pericolo li vedo in Ucraina, semmai, dove il servizio sanitario non sta passando momenti di gloria.
L'aglio è considerato un buon rimedio anche in Moldavia. Vedremo in Polonia.
Peccato che i virus influenzali non guardino ai confini...

paolo de gregorio ha detto...

Dott.(*) (?) A.M.

Stupisce che dopo aver buttato a mare tutti i dati a noi conosciuti pretendi che qualcuno debba dare credibilità ai tuoi numeri e ai tuoi resoconti. Fare la cronaca di infezioni, ospedalizzazioni e morti da aprile ad oggi sarebbe per te come parlare al vento, però sette casi della Germania farebbero Storia (si badi che c'è chi ci mette dentro persino chi muore d'infarto). Se usassi il tuo modo di argomentare ora dovrei rispondere: "non è dimostrato che nelle fialette ci fosse vaccino e non invece una banale soluzione fisiologica, quindi i sette morti non dicono nulla".

Adesso si dovrebbe andare a cercare a ritroso l'affermazione che il vaccino copre al 100%. Ops, nemmeno questa c'è. Poi nel mio messaggio la cosa (che non abbiamo garanzia di copertura al 100%) era sottintesa. La sostanza delle mie considerazioni però, anche alla luce di questa ovvia considerazione, non cambia: le considerazioni che si devono fare sono di ordne globale e probabilistico, e non personalistico e fatalistico.
Ma se vuoi dimostrarci quello che dici vattene in un reparto malattie infettive e posizionati per alcune ore vicino alle bocche dei malati di A/H1N1: ti garantisco che se non ti prenderai il virus farai storia. Vuoi fare storia A.M.? Dimostrare una volta per tutte, davanti al mondo, la tua "teoria".

Per la cronaca: potrebbe darsi che a quest'ora il numero di vaccinati in tutto il mondo superi il numero dei contagiati dall'inizio della malattia. S potrebbero confrontare allora i morti tra i contagiati e i vaccinati: come la mettiamo?
Le somme si tireranno alla fine, ma tanto tu ti rifiuterai di leggere i numeri. Tempo perso, laddove non è riuscita la scuola elementare non riusciremo certo noi.

Il discorso è semplice, riguarda avere un briciolo di sale in testa ed avere un minimo di senso di responsabilità verso le altre persone: ma c'è chi lo capisce e chi non lo capisce.

(*): Dott. poi in quale senso? Nel senso di Dottore come in tutto il mondo o di semplice lauretao come solo in Italia?

Anonimo ha detto...

Dottore nel senso di medico, Paolo. C'è qualcosa che mi dice che sei un medico...non so.
Per quanto riguarda le vaccinazioni sto facendo la parte di quello che dice "non abbiamo bisogno di nulla!!" oppure "è inutile"...ed è inutile contare alla fine i morti, valutare....i vaccini non proteggono!! la medicina è fuori strada, ha preso una china sbagliata. Mi verrebbe da dire meglio nessuna medicina di questa medicina delle multinazionali...grazie per ospitare queste idee eretiche!!

a.m.

paolo de gregorio ha detto...

A.M.

No, non sono medico. Non rivolgere a me poi il grazie, io sono ospite al pari di te qui. Preciso in ogni caso che quando avevo scritto il mio primo messaggio non avevo minimamente in mente te, anche se ti sei sentito chiamato in causa (diciamo pure che ti faceva comodo supporlo). Avevo in mente, ma non solo, persone alla Ferrara, oppure i complottisti ad ogni costo, oppure certe particolari frange integraliste. Persone cui fa semplicemente comodo non ascoltare, non che non ne abbiano proprio la facoltà.

Aurelio ha detto...

L'influenza aviaria ha fatto solo 250 morti al mondo in 10 anni, 25 morti all'anno, questa suina qualche migliaio. Si muore in milioni per la malaria, per la diarrea che si potrebnbe curare con un siero orale da 25 centesimi, altri, come morbillo polmonite ecc che si potrebbero curare a basso costo, danno milioni di morti all'anno, ma non si dice nulla di questo.
La comune influenza fa circa mezzo milione di morti all'anno nel mondo.
State attenti perchè qui si arricchiscono alcune case farmaceutiche con i loro antivirali di dubbia efficacia.
Se si fosse trattato di vera pandemia l'OMS avrebbe dovuto permettere a tutte le case farmaceutiche di produrre vaccini generici per darne all'intera popolazione, a costi ridotti, cosa che non è stata.