martedì 29 maggio 2012

Rignano e il buonsenso

Sono dunque andati tutti assolti gli imputati del processo per i presunti abusi commessi sui bambini dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio, dopo una vicenda giudiziaria la cui oscena assurdità è ricostruita oggi da Carlo Bonini («Troppe suggestioni e niente prove così è crollato il teorema dei pm», Repubblica, 29 maggio 2012, p. 25). Ma anche senza aspettare la conclusione delle indagini e del processo, sarebbe stato possibile rendersi quasi subito conto che qualcosa non tornava nelle accuse, con appena un minimo di modesto buonsenso; buonsenso che Bioetica può timidamente vantarsi di aver cercato di usare fin quasi dall’inizio.

Aggiornamento: davvero memorabile la chiusa di un articolo di Antonio Scurati sulla sentenza («Il fantasma dello stupro», La Stampa, 29 maggio, p. 1): «Rignano Flaminio è l’emblema di un Paese spaventato che troppo a lungo ha scambiato al mercato nero della Storia una illusoria irresponsabilità pubblica in cambio di una paranoia privata».

Aggiornamento 16/5/2014: l’assoluzione è stata confermata anche in appello.

8 commenti:

Simone ha detto...

Interessante notare che se si condanna in primo grado "bisogna aspettare gli altri gradi di giudizio" se si assolve in primo grado "scandaloso errore giudiziario"....che strano Paese l´Italia....

Simone ha detto...

PS
inoltre non sarebbe il casodi aspettare le motivazioni della sentenza? NO?

Giuseppe Lapadula ha detto...

Con una assoluzione per formula piena ("perché il fatto non sussiste") cosa ti aspetti di leggere melleotivazioni, a parte che il fatto non sussiste?

Simone ha detto...

@ Giuseppe:
aspettare 90 giorni dopo anni non mi pare cosi difficile...

Marcoz ha detto...

Nelle scuole, già alle Elementari, istituirei una materia specifica: Scienze cognitive.
Dovesse mancare lo spazio nei programmi, si potrebbe mettere benissimo al posto dell'ora di Religione.

Anonimo ha detto...

Scusate se esprimo un parere sull'ultimo commento (sacrificare, se del caso, l'ora di Religione per far posto a 'Scienze Cognitive'), piuttosto che insistere sul tema 'Rignano':
con riferimento anche a quanto detto dal filosofo Dan Dennet (vedi ultimo video disponibile sul sito della Fondazione Richard Dawkins) a proposito delle legge approvata nel Quebec dal 2008, credo che invece l'ora di Religione, intesa come dovrebbe a mio parere essere intesa, ovvero come insegnamento della Storia delle Religioni, sia una cosa utilissima ed assolutamente irrinunciabile per 'aprire il cervello' a tanta gente - ed in particolare ai bambini.

http://richarddawkins.net/videos/646003-full-length-talk-how-to-tell-you-re-an-atheist

Per quanto riguarda Rignano, mi ha colpito un commento di un lettore del Corriere. Diceva qualcosa come: "cosa sarebbe accaduto se, nell'ipotesi accusatoria, un genitore si fosse presentato alla Scuola in oggetto durante una delle 'gite' chiedendo di poter ritirare per esigenze familiari uno dei suoi figli?"

Saluti, Stefano

Marcoz ha detto...

Gentile Stefano,

temo proprio che quell'"aprire il cervello" di Dennett si ponga obiettivi sensibilmente diversi da quelli che raggiungeremmo con la materia da me suggerita (comunque, "Scienze cognitive" non potrebbe fare a meno di parlare, in parte, di religione).

Sono d'accordo che studiare Storia delle religioni abbia una sua utilità (magari non studiata su testi approvati dalla CEI); tuttavia, in assenza di altro spazio, farei volentieri a meno di un ora del genere (in parte assimilabile da Storia) a favore di una materia che illustrasse specificatamente cosa sappiamo oggi delle basi biologiche sulle quali poggiano le facoltà grazie a cui ci mettiamo in relazone con l'ambiente e con il prossimo.

In una popolazione che abbia ricevuto le più rudimentali conoscenze delle fallacie, delle trappole cognitive in cui il nostro cervello quotidianamente può cadere, probabilmente situazioni come quelle di Rignano non accadrebbero; almeno, per quel che so della vicenda, non con le stesse modalità (genitori convinti delle violenze subite dai figli, che si improvvisano investigatori, interrogando e filmando i piccoli senza alcuna competenza psicologica e comportamentale).

Saluti

Anonimo ha detto...

Se si vuole insegnare storia delle religioni, allora, perchè non anche storia della fantascienza, storia della moda, storia dei club di cucito... non vedo per quale ragione si debba tenere la storia delle religioni separata dalla storia generale, in fondo le sette/movimenti religiosi si possono benissimo equiparare a correnti di pensiero, classi sociali, e anche partiti politici. In fondo si tratta sempre, come la storia in generale, di chi domina e di chi è dominato.