lunedì 11 giugno 2012

#Save194

Sembra, ogni volta, di dover ricominciare da capo. Facciamolo, allora, e partiamo da una domanda. Questa: “tutte le donne italiane possono liberamente decidere di diventare madri?”. La risposta è no.
Non possono farlo, non liberamente, e non nelle condizioni ottimali, le donne che ricorrono alla fecondazione artificiale, drammaticamente limitata dalla legge 40.
Non possono farlo le donne che scelgono, o si trovano costrette a scegliere, di non essere madri: nonostante questo diritto venga loro garantito da una legge dello Stato, la 194.
Quella legge è, con crescente protervia, posta sotto accusa dai movimenti pro life, che hanno più volte preannunciato (anche durante l’ultima marcia per la vita), di volerla sottoporre (di nuovo) a referendum.
L’articolo 4 di quella legge sarà all’esame della Corte Costituzionale - il prossimo 20 giugno - che dovrà esaminarne la legittimità, in quanto violerebbe ” gli articoli 2, (diritti inviolabili dell’uomo), 32 I Comma (tutela della salute) e rappresenta una possibile lesione del diritto alla vita dell’embrione, in quanto uomo in fieri”.
Inoltre,  quella legge è svuotata dal suo interno da anni. Secondo il Ministero della Salute sono obiettori sette medici su dieci (per inciso, i cattolici praticanti in Italia, secondo i dati Eurispes 2006, sono il 36,8%): in pratica, si è passati dal 58,7 per cento del 2005 al 70,7 per cento del 2009 per quanto riguarda i ginecologi, per gli anestesisti dal 45,7 per cento al 51,7 per cento e per il personale non medico dal 38,6 per cento al 44,4 per cento. Secondo la Laiga, l’associazione che riunisce i ginecologi a difesa della 194, i “no” dei medici arriverebbero quasi al 90% del totale, specie se ci si riferisce agli aborti dopo la dodicesima settimana. Nei sette ospedali romani che eseguono aborti terapeutici, i medici disponibili sono due; tre (su 60) al Secondo Policlinico di Napoli. Al Sud ci sono ospedali totalmente “obiettanti”. In altre zone la percentuale di chi rifiuta di interrompere la gravidanza sfiora l’80 per cento, come in Molise, Campania, Sicilia, Bolzano. Siamo sopra l’85% in Basilicata. Da un’inchiesta dell’Espresso di fine 2011, risulta che i 1.655, non obiettori hanno effettuato nel solo 2009, con le loro scarse forze, 118.579 interruzioni di gravidanza, con il risultato che più del 40% delle donne aspetta dalle due settimane a un mese per accedere all’intervento, e non è raro che si torni all’estero, alla clinica privata (o, per le immigrate soprattutto, alle mammane). Oppure, al mercato nero delle pillole abortive.
Dunque, è importante agire. Vediamo come.
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9 commenti:

Antonio ha detto...

L'ordinanza del giudice di Spoleto non considera un principio di equilibrio tra "titolari di diritto", come dico in questo post. Pur non essendo esperto di diritto mi sembra di poter dire che se consideri l'uovo fecondato titolare di diritti e non fai altrettanto con la donna, beh, io ci vedo un vizio nel ragionamento!

AIED - Associazione Italiana per l'Educazione Demografica ha detto...

Senza entrare nei dettagli dell’Ordinanza del Tribunale di Spoleto, è tuttavia chiaro che si tratta di una iniziativa di un giudice “militante”, emulo di Carlo Casini, il magistrato - ora Presidente del Movimento per la Vita - che nel 1975 fece arrestare il dott.

Giorgio Conciani, Adele Faccio e Gianfranco Spadaccia (allora segretario del Partito Radicale) per la loro lotta per la legalizzazione dell’aborto in Italia.

Il Giudice Tutelare di Spoleto, anziché attenersi al suo ruolo e valutare l’istanza nell’ambito della legge, ha utilizzato la richiesta di autorizzazione all’interruzione volontaria della gravidanza di una ragazza minorenne per tentare di far fuori la legge 194, sostenendo che l’embrione è un individuo che gode degli stessi diritti della donna.

Vi sono ruoli e cariche incompatibili con la militanza politica e di parte.

Il Giudice Tutelare in particolare dovrebbe salvaguardare i diritti delle cittadine minorenni e, sentita la donna e tenuto conto della sua volontà, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, può autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere l’interruzione di gravidanza.

Se un giudice non è in grado di svolgere il proprio ruolo in modo imparziale, può eventualmente cambiare mestiere.

Mario Puiatti
Presidente nazionale dell’AIED
Associazione Italiana per l’Educazione Demografica
www.aied.it

Fetente ha detto...

La legge 194 verrà abrogata o comunque resa inutilizzabile, è solo questione di tempo. Questo evento è inevitabile, poichè i cittadini italiani sono sempre più succubi del potere religioso. Chiunque riesca convincere grandi masse di persone a credere a cose palesemente incredibili, per di più senza uno straccio di prova e anzi lucrandoci sopra alla luce del sole, ha la strada spianata per conquistare il potere di fatto sull'intera popolazione. Gli unici antidoti a questo pericolo sono la cultura (scientifica-razionale) e un sufficiente benessere economico e sociale: ma tutti questi elementi, in Italia, stanno scomparendo. La cultura, in particolare, da decenni viene fatta a pezzi e smantellata dalla televisione, che riesce a velocità incredibile a riempire i cervelli con le più assurde stupidaggini. Il benessere ce lo siamo distrutto da soli indebitandoci oltre i limiti del buon senso, non dico di economisti e politici, ma anche di una qualsiasi massaia. Trenta anni fa ero solo un ragazzino, ma a sentire i dati sull'aumento del debito pubblico stavo male. Trenta anni fa. Era facile prevedere dove saremmo arrivati. E infatti eccoci qui. E io non sono un economista. Non ho nemmeno la laurea. L'unico mio difetto è di essere una persona corretta. Peggio per me: avrei dovuto diventare politico o prete. Pazienza.

Anonimo ha detto...

I medici contrari all'aborto sono talmente tanti che dall'introduzione della 194 gli aborti sono stati "solo" 5 milioni... Un po' pochi vero?

Fetente ha detto...

5 milioni diviso 34 anni fa 150mila all'anno, che divisi per il numero di donne fertili (facciamo 1/8 della popolazione, 7milioni e mezzo?) fa 0,02 ovvero un aborto all'anno ogni 50 donne fertili.
E' poco? E' tanto? In base a quale criterio di valutazione? E se poi capita la tipa svitata che ciula tutti i giorni senza preservativo a rovinare la media? cosa facciamo, mettiamo in castigo anche la poveretta che rimane incinta l'unica volta che le si rompe il preservativo? Che facciamo, mettiamo un contapezzi tra le gambe delle donne per vietare l'IVG a quelle che la danno via troppo spesso?

Mah... Lo so, sono cinico, però la pazienza è poca...

Anonimo ha detto...

150 mila aborti all'anno sono un'enormità, per non dire una mostruosità. Sono l'uccisione di 150 mila esseri umani. Ma forse la questione è proprio questa: capire se con un aborto si uccide un'essere umano o no. Io penso di si, e non lo penso perché sono "succube del potere religioso" ma perché non vedo quando possa avere inizio una vita se non dal concepimento. La fede in queste questioni non c'entra niente. Il fatto che la chiesa appoggi determinate posizioni non significa che queste posizioni siano solo oggetto di fede. La mia posizione (contraria all'aborto) è una posizione razionale.

Marcoz ha detto...

Data la premessa che, statisticamente, a partire dal momento della fecondazione, solo un quinto degli zigoti si svilupperà, e considerando che nel 2011, in Italia, sono nati circa 500mila individui, possiamo come minimo stimare (ottimisticamente) altri 2 milioni di decessi, oltre i 150mila di cui sopra.
Sono numeri che un po' mettono tristezza, nevvero?

il pellicano ha detto...

Il vero problema è la STUPIDITA'!
Come dice C.M. Cipolla contro la stupidità non ci sono antidoti ( leggete "Allegro,ma non troppo"). Considerare una donna di 30 anni con tre figli a carico e il marito disoccupato, alla stregua di un embrione è STUPIDO!! non ci sono altri aggettivi. Non c'entra la morale, la religione, la cultura , il censo: è STUPIDO!! e basta.

Anonimo ha detto...

Caro pellicano, in tanti nella storia hanno pensato che gli esseri umani non fossero tutti uguali e le conseguenze le conosciamo tutti. Un bambino e un feto hanno la stessa dignitá di qualsiasi altro essere umano. Altro che stupiditá... É la base di ogni forma di convivenza umana...