Alessandro Gilioli anticipa sul suo blog Piovono rane una inchiesta di Filippo Gatti sui lavoratori (leggi schiavi) extracomunitari o, per usare le parole di Gilioli, sul degrado civile e morale di un paese mezzo impazzito.
Filippo Gatti comincia così:
Chissenefrega se la deregulation nei cantieri e nelle fabbriche fa morire più operai in Italia che soldati americani in Iraq. E soprattutto cosa importa se le imprese che sfruttano il lavoro nero sono il motore dell’immigrazione illegale. Sentenza dopo sentenza, alcuni tribunali del Nord hanno creato il dipendente a costo zero. Zero assoluto: basta ingaggiare clandestini, farli lavorare come bestie. E alla fine non pagare il dovuto.













