Ora, se nemmeno sanno di che si tratta, di che parliamo? Là dove non ci sono competenza e analisi vince la retorica, ecco perché ti mostrano un attivista con la tuta antiradiazione che distrugge un campo di piante ogm. Di cosa si può discutere? Ci sono i buoni e puri in tuta che ci proteggono dai cattivi. Detta in breve, le campagne di Greenpeace tendono a estorcere un’emozione. Emozionatevi pure, ma non pensate.
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Insomma, senza un metodo d’analisi scientifico e condiviso, non abbiamo la possibilità di distinguere la dose che ci salva la vita da quella che inquina il mondo. La preoccupazione dunque è che Greenpeace esageri nelle sue battaglie: solo se spaventi bene i cittadini puoi sperare di mantenere la leadership del settore. I problemi ci sono, ma i rimedi proposti? Sono realistici?
L’ecologismo che si incarta, Antonio Pascale, la Lettura di ieri.