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giovedì 8 novembre 2007

Soltanto dodici

Riporto (da un post di Cadavrexquis) i nomi dei dodici senatori che hanno votato a favore dell’emendamento alla Finanziaria 2008 presentato da Accursio Montalbano, Roberto Barbieri e Gavino Angius, «che propone di escludere dall’esenzione ICI i locali di proprietà di ONLUS o di confessioni religiose destinati anche parzialmente ad attività commerciale»:

  1. Roberto Barbieri (Misto - Costituente Socialista)
  2. Emilio Nicola Buccico (An)
  3. Mauro Bulgarelli (Iv-Verdi-Com.)
  4. Furio Colombo (Ulivo)
  5. Antonio Del Pennino (D.C. per le Autonomie - Partito Repubblicano Italiano - Movimento per l’Autonomia)
  6. Lucio Malan (Forza Italia)
  7. Accursio Montalbano (Misto - Costituente Socialista)
  8. Magda Negri (Gruppo per le Autonomie)
  9. Antonio Paravia (An)
  10. Fernando Rossi (Misto-Mpc)
  11. Giuseppe Saro (D.C. per le Autonomie - Partito Repubblicano Italiano - Movimento per l’Autonomia)
  12. Franco Turigliatto (Misto-Sc)
A questi nomi va aggiunto quello di Gavino Angius (Costituente Socialista), presentatore dell’emendamento che non ha poi potuto votare, in quanto presidente dell’assemblea.
Sarebbe giusto, penso, che l’elenco fosse diffuso il più ampiamente possibile.

Bene, bravi, bis

Il Senato ha respinto una proposta di legge affinché la Chiesa Cattolica pagasse l’ICI (Finanziaria, Senato: sullIci alla Chiesa scoppia la polemica, l’Unità, 7 novembre 2007):

Accursio Montalbano, Roberto Barbieri, Gavino Angius, i tre senatori della Costituente socialista, presentano un emendamento che prevede di far pagare l’Ici sugli immobili di proprietà della Chiesa che svolgono un’attività commerciale. Il relatore invita al ritiro «perché non è opportuno affrontare adesso la materia»; Cdl compatta e Ulivo parlano di «discussione ottocentesca, di un elemento identitario dei socialisti che manderebbe agli italiani un messaggio di divisione». La sinistra dell’Unione nella dichiarazione di voto annuncia «un’astensione sofferta» per non turbare i delicati equilibri della maggioranza a palazzo Madama. Tommaso Barbato dell’Udeur coglie l’occasione per sottolineare «l’atteggiamento della sinistra», ideologicamente affine al contenuto del testo socialista, per annunciare al suo gruppo che potrà sentirsi «libero di comportarsi in maniera analoga nel prosieguo dell’esame della legge finanziaria».
I corsivi sono miei. E se pensaste che già è davvero troppo, vi illudete. Il capogruppo della Lega Nord Roberto Castelli ricorda
la sua infanzia all’oratorio «tra bevute di spuma» e «stringhe di liquirizia». Memorie, conclude Castelli, che l’emendamento socialista avrebbe voluto cancellare.
Risultato finale: 240 voti contrari, 12 senatori favorevoli e 48 astenuti.
Contro questo emendamento hanno votato anche Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi. A favore, solamente Socialisti e Radicali.

Resoconto di fine seduta.