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giovedì 24 aprile 2008

Ci vorrebbe la pena di morte!

Un brutto caso di cronaca: una coppia uccisa brutalmente a Verona. Un brutto commento:

Dura la reazione del sindaco di Sona, Gualtiero Mazzi, della Lega Nord, secondo cui più che mai ora «è necessario applicare il massimo della pena». «In casi del genere - ha detto commentando la vicenda - non escluderei la pena di morte anche se siamo Italia, il paese del Papa».
Peggiore del commento l’ostacolo indicato: il Papa. Mi chiedo: non ci sono altre ragioni per condannare la pena di morte?
Ma forse il mistero è risolvibile seguendo strade molto diverse. Forse Gualteiro Mazzi è un parente di quel burlone di Prisco Mazzi e i giornali non lo hanno capito...

mercoledì 30 gennaio 2008

Dove sono?

(Domanda Sam) i ciellini, i focolarini, l’opus dei? Non sento la voce di Ruini, di Bagnasco...

La domanda non è mera curiosità, ovviamente. Ma è formulata perché due ragazzi rischiano la morte in Iran in quanto omosessuali.

Qui la petizione.
E qui quella lanciata da Everyone: Petition for the lives of Hamzeh and Loghman.

venerdì 5 gennaio 2007

Un passo falso di Dawkins

In un editoriale apparso ieri sul Los Angeles Times («Saddam should have been studied, not executed», 4 gennaio 2007), Richard Dawkins sosteneva che compiere ricerche psicologiche sul dittatore sarebbe stato più vantaggioso che giustiziarlo. A Dawkins ha risposto così lo stesso giorno il paleoantropologo John Hawks («Dawkins advocates experiments on deposed dictators», John Hawks Weblog):

I guess the reason why I am so revulsed is that Dawkins explicitly sets his interest in scientific inquiry above the cause of justice. Dawkins rationalizes this choice in several ways: the research can value society, prevent more mass-murdering dictators from rising to power, provide evidence to convict his own Prime Minister of war crimes, etc. In these rationalizations, he attempts to align his preference (study, not execute) with a “higher” sense of justice – he writes, “These questions are not just academically fascinating but potentially of vital importance to our future.”
I don’t think these rationalizations work. Saddam had minimal, if any, scientific interest – unless I’ve been missing all the valuable studies based on Manuel Noriega’s prison diaries. It’s not like his blood had a serum to cure Ebola.
I’d say that far more important to our future is the value of justice over science. Certainly, many people believe that Saddam’s execution did not serve justice. But scientific value should not be part of that calculation. A society where a curious scientist can play “get out of execution free” cards is hopefully a vestige of regimes like Saddam’s, not part of an “enlightened” future.
Nonostante il tono leggermente sopra le righe, tenderei ad essere d’accordo con Hawks.