venerdì 20 settembre 2013

Legge contro l’omofobia: una galleria degli orrori /1

Fin dal giorno in cui è stata presentata alla Camera, il 15 marzo 2013, la proposta di legge n. 245 di Scalfarotto ed altri sul «contrasto dell’omofobia e della transfobia» ha suscitato nel mondo integralista reazioni violentissime. Si è imputato alla futura norma di essere liberticida, in particolare perché – a detta dei critici – avrebbe trasformato in reato l’espressione dei tradizionali giudizi cattolici sull’innaturalità delle relazioni omosessuali e l’opposizione della Chiesa al matrimonio tra persone omosessuali. Si sono prospettate conseguenze apocalittiche; si sono promosse petizioni angosciate; si sono scritti articoli infuocati. Tanta virulenza non è nuova; ciò che in parte è nuovo è la sbalorditiva inconsistenza degli argomenti addotti a sostegno di accuse tanto spropositate – nelle rare occasioni in cui ci si preoccupati di addurre argomenti, e non di enunciare tesi apodittiche. Parzialmente inedita è stata anche l’intensità del sentimento vittimistico e della sindrome di accerchiamento che si sono percepiti in molti integralisti. Come definire questo atteggiamento? Isteria di massa? Paranoia religiosa? Moral panic? Complottismo? Quali sono le sue cause? Abbozzare ipotesi non è facile; per il momento, accontentiamoci di esaminare alcuni casi rappresentativi di questa peculiare reazione.

La norma che non c’è
L’autore del blog De libero arbitrio, Claudio LXXXI, ha dedicato tre degli ultimi otto post alle proposta di legge Scalfarotto («Parallele convergenti dentro una sfera troppo laica», 4 agosto; «Psicoreato», 16 agosto; «Omo-Matrix», 11 settembre); in coda a un altro post (che meriterebbe un commento a parte) c’è un ulteriore riferimento alla legge («Pari e dispari», 24 agosto). Un post su due, in media, dunque. Segno palese di un interesse profondo. Che implicherebbe una conoscenza adeguata del progetto di legge di cui si parla; tanto più che Claudio è – uso parole sue – un «giurist[a]», un «tecnic[o] della materia». Ecco però qual è per il blogger il testo della proposta di legge Scalfarotto («Omo-Matrix», cit.):

La proposta di legge cd. Scalfarotto-Leone intende inserire […] nell’art. 1 del decreto legge 26 aprile 1993, n. 122 la seguente norma:
«è punito con la reclusione sino a 3 anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sull’omofobia o transfobia».
Queste parole, a quanto sembra, non sono di Claudio, che le trae da un video di Youtube di autore ignoto; ma Claudio le fa palesemente sue, senza aggiungervi o correggervi nulla.

Peccato però che la proposta di legge Scafarotto non contenga affatto la norma citata. Nella forma in cui è approdata nell’aula della Camera (e che aveva nel momento in cui Claudio scriveva), propone tra le altre cose di modificare l’art. 3, comma 1, lettera a) della legge 13 ottobre 1975, n. 654 e successive modificazioni con il seguente testo:
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell’attuazione della disposizione dell’articolo 4 della convenzione, è punito con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi o fondati sull’omofobia o transfobia.
La proposta di legge originaria era in questo punto quasi identica:
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell’attuazione dell’articolo 4 della convenzione, è punito con la reclusione fino a un anno e sei mesi chiunque, in qualsiasi modo, diffonde idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o motivati dall’identità sessuale della vittima.
La proposta di legge distingue quindi nettamente in questo comma due fattispecie di reato: la prima è la propaganda di idee, ma solo di quelle «fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico»; le idee fondate sulla superiorità (o persino sull’odio) nazionale o religiosa o sull’omofobia o la transfobia non costituiscono reato (almeno, non per la Legge Mancino). I motivi nazionali o religiosi o fondati sull’omofobia o la transfobia entrano in gioco solo nella seconda fattispecie, cioè l’istigazione a commettere o la commissione di atti di discriminazione. In pratica: se Giovanni va in giro a propagandare (non semplicemente a esprimere!) l’idea che i bianchi sono superiori per intelligenza ai neri, o che agli Ebrei sono da addebitare tutti i mali del mondo, commette un reato; ma se diffonde alacremente scritti in cui argomenta la superiorità della nazione italica su tutte le altre, o in cui ripete il tradizionale insegnamento cattolico extra ecclesiam nulla salus, o in cui sostiene che le famiglie eterosessuali sono incomparabilmente più felici di quelle omosessuali, nessun reato gli potrà essere imputato in base alla Legge Mancino, neppure se sarà approvata la proposta di legge Scalfarotto. Sarà invece punibile se, per esempio, rifiuta di servire un cliente del suo bar solo perché non è italiano o perché è protestante o perché omosessuale, o se istiga qualcun altro a commettere analoghi atti di discriminazione, o peggio (lettera successiva dello stesso comma) atti di violenza. È importante notare come si possa benissimo essere convinti della superiorità della propria nazione, fede od orientamento sessuale senza che questo spinga necessariamente a commettere atti discriminatori nei confronti degli altri.

Come si vede, la norma protegge con estrema chiarezza la mera espressione di idee, in accordo con l’esplicita intenzione del legislatore; uno dei relatori, Antonio Leone, infatti così argomentava nel suo intervento durante la seduta in Assemblea del 5 agosto:
Volutamente non si è voluto toccare la fattispecie alla propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico. Si è ritenuto che incidere anche su questa fattispecie avrebbe potuto comportare il rischio di formulare un reato di opinione.
Di tutto ciò Claudio sembra essere rimasto all’oscuro, o – interpretazione più benevola – sembra essersi presto dimenticato; il che è un po’ strano: da uno che considera una norma come un «pretesto per introdurre lo psicoreato» ci si aspetterebbe un’attenzione leggermente meno erratica. La cosa divertente è che nel corso della discussione seguita all’ultimo post il nostro blogger argomenta così:
È lecito esprimere qualunque opinione sul colore della pelle? Finché rimane un’opinione (cioè finché non è propedeutica ad atti concreti di discriminazione razziale), dovrebbe esserlo.
Ora, se sostituiamo opportunamente alcuni termini con altri, otteniamo la seguente riflessione:
È lecito esprimere qualunque opinione sull’orientamento sessuale? Finché rimane un’opinione (cioè finché non è propedeutica ad atti concreti di discriminazione fondata sull’omofobia), dovrebbe esserlo.
Il che è esattamente quello che implica la proposta di legge Scalfarotto.

Non dubito che Claudio saprà trovare altri motivi di critica alla proposta di legge contro l’omofobia (che è lungi dall’essere soddisfacente anche per molti che la pensano in modo opposto al suo); ma si spera che siano fondati, la prossima volta, su una conoscenza meno affrettata della legge e delle sue implicazioni.

(1 - continua)

22 commenti:

shostakovich ha detto...

Grazie per aver fatto chiarezza.

ClaudioLXXXI ha detto...

Come sono fortunato ad avere un lettore così attento! Per uno che persegue l’obiettivo della maggior precisione possibile, un avversario diligente che gli fa notare tutti gli errori è veramente un dono del cielo, di cui essere grati.

Devo fare una premessa: trovo ipocrita e stucchevole questo uso delle parole per cui “noi” (cattolici integralisti) saremmo affetti da isteria di massa, paranoia religiosa, moral panic eccetera eccetera.
Siccome leggi anche i miei commenti, Giuseppe, saprai cosa penso di questo giochetto retorico: gli amici coinvolti nelle cause giuste sono naturalmente “impegnati”, “dediti alla causa”… quegli altri invece sono per definizione brutti, cattivi e “ossessionati”, magari dalla solita “crociata” ... che modo ideologico di esprimersi. Poi uno dice il dialogo.
Anche perché è ben strano, da parte di chi si batte contro le offese fatte a qualcuno (i gay), che poi non si faccia pudori nell’offendere a sua volta e ripetutamente, con protervia, chiamando gli avversari isterici paranoici o
«integralisti con gli occhi fuori dalla testa»
http://bioetiche.blogspot.it/2013/01/come-nascono-le-notizie-di-avvenire-un.html
oppure ancora «teppaglia di petainisti e vandeani che ha imbrattato per un po’ le strade di Parigi»
http://bioetiche.blogspot.it/2013/06/dimmi-come-reagisci-e-ti-diro-chi-sei.html
(ovviamente sarebbero le famiglie della Manif pour Tours).
Suvvia, mettiamo da parte queste stupidaggini e riconosciamoci almeno la legittimazione reciproca di interlocutori, non dico rispettabili (sarebbe chiedere troppo), ma mediamente pensanti.
Chi rispetto chiede, rispetto deve dare.

Sono andato a ricontrollare. Riconosco senza problemi che hai ragione su un punto: la frase del video che cita il DL 26 aprile 1993, n. 122 è imprecisa. Errore mio, devo ammetterlo, si tratta di una sintesi troppo sintetica: ti ringrazio per la correzione. La frase completa, come risultava dalla modifica del 22 luglio, era

è punito: a) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, o fondati sull’omofobia o transfobia.

Questo risolve i problemi, allora? Tutti tranquilli? Nessuno ha mai voluto attentare alla libertà d’espressione, è tutta una fantasia di integralisti apocalittici?
No, niente affatto, perché è rimasto appeso fino all’ultimo quello che è stato il nodo su cui si è giocata l’ultima partita, cioè i confini della discriminazione e dell’incitamento alla discriminazione. Cos’è la discriminazione? Come dicevo nel mio post del 4 agosto, «Parallele convergenti dentro una sfera troppo laica» (lo hai citato, ma lo hai anche letto?), è ben ipocrita dare rassicurazioni sul significato legale di questa parola (in mancanza di una defnizione specifica) se poi parallelamente nell’opinione pubblica si spinge a più non posso per identificare come discriminazione qualsiasi “negazione di diritti”.


Il tuo post si intitola “galleria degli orrori”.
Bene, ho anche io una galleria degli orrori da esibire.

(continua)

ClaudioLXXXI ha detto...

http://www.huffingtonpost.it/fabrizio-marrazzo/legge-contro-lomofobia-ecco-cosa-dovrebbe-dire-il-parlamento_b_3907108.html
Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center,
Tutta la polemica sulla libertà di opinione non può prescindere dal fatto che occorre porre un limite alle discriminazioni. Dire che l’omosessualità è una malattia, ad esempio, non può rientrare nel novero delle opinioni. È scientificamente sbagliato e produce una cultura che alimenta le discriminazioni.
(ovvero, per Marrazzo c’è un nesso diretto tra il dire l’omosessualità è una malattia – e si potrebbe sottilizzare sulla distinzione tra “malattia” e il “disordine” di cui parla il catechismo, ma forse è un po’ troppo sottile – e l’incitamento alla discriminazione per motivi omofobici, ora punito dalla novella dell’art. 3 legge del ’75)

http://www.youtube.com/watch?v=EMZWuGlABiU
Fabrizio Marrazzo, durante la trasmissione Uno Mattina Estate del 20 agosto 2013?
nel momento in cui viene attivata una legge in cui ci sia anche il REATO D'OPINIONE, ossia dire che gli omosessuali sono malati o sono persone deviate, diventa un REATO PENALE, questo AIUTEREBBE MOLTISSIMO…
(si commenta da solo)

http://www.huffingtonpost.it/andrea-maccarrone/il-pd-al-bivio-i-falsi-argomenti-di-chi-si-oppone-alla-legge-contro-lomofobia-e-transfobia_b_3622408.html
Andrea Maccarrone, presidente del circolo Mario Mieli:
di che libertà religiosa stiamo parlando? Di quella di insultare e ingiuriare milioni di cittadine e cittadini omosessuali, queer o trans additandoli come "nemici della pace", "contro natura", "intrinsecamente disordinati", "malati", "distruttori dell'ordine sociale o del disegno divino", "incapaci di generare", "incapaci di essere buoni genitori", "non meritevoli di uguali diritti". il tutto sulla base di meri pregiudizi. Questa a casa mia non è libertà religiosa o di espressione, si chiama persecuzione, ingiuria, caccia alla streghe, propaganda d'odio.
(e certo: se dico che due omosessuali sono incapaci di generare – pregiudizio o biologia? – sto facendo ingiurie e propaganda d’odio!)

http://www.huffingtonpost.it/alessandro-zan/omofobia-se-non-ci-sara-una-buona-legge-tutti-in-piazza_b_3935029.html
Alessandro Zan, deputato di SEL:
Vietare l'omofobia e la transfobia dovrebbe diventare un diritto. Riconoscerle come fattispecie giuridica dovrebbe essere un elemento di progresso. Siamo un Paese in cui gli omosessuali non hanno diritti e in cui si vuole invece sancire politicamente che dare del malato a un gay sia libertà d'opinione.
(per Zan i gay “non hanno diritti”: in fatto di vittimismo potrebbe dare lezioni ai cattolici integralisti!)

http://www.arcigay.it/comunicati/omofobia-arcigay-denuncia-lomosessualita-si-cura-con-la-preghiera-nel-musical-patrocinato-dal-comune-di-bisceglie-romani-e-cosi-che-i-cattolici-esercitano-la-loro-liberta-di-opinione/
Flavio Romani, presidente dell’Arcigay:
Questa è la libertà di opinione – chiede il presidente di Arcigay – che i cattolici intendono salvaguardare nel testo della legge contro l’omotransfobia? Sono questi i punti di vista – di impianto identico all’eugenetica nazista – che il nostro Parlamento vuole mettere al sicuro emendando quella legge?
(i punti di vista “nazisti” erano quelli di una recita parrocchiale che raccontava la guarigione di un omosessuale; che per Romani non sono affatto degni di essere messi al sicuro da una legge, non dovrebbero avere alcuno status di libertà di opinione…)

continua

ClaudioLXXXI ha detto...

Ma il meglio è venuto dopo l’approvazione della legge alla Camera, con il famigerato emendamento definito spregiativamente “salva-vescovi” da parte dei supporter più sfegatati della legge (una definizione molto significativa: adesso capiamo qual era il loro primo obiettivo). L’emendamento naturalmente scontenta i massimalisti dell’una e dell’altra parte, come tutti i compromessi. Qual è la sua colpa? Quella di mettere una pezza all’ambiguità semantica della legge Mancino, dando una definizione della “discriminazione” che esclude “la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee”.
Un crimine terribile per qualcuno, che invece aveva proprio l’obiettivo di scardinare, con il grimaldello della discriminazione, la libertà d’espressione.

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2013/09/omofobia-da-oggi-la-casta-e-libera-di-essere-omofoba.html
Beppe Grillo:
da oggi, con l'approvazione dell'emendamento cosiddetto salva vescovi e di un subemendamento del civico onorevole Gitti, sarà possibile esprimere opinioni omofobe nei luoghi di culto, nelle sedi di partito, sindacali o presso altre realtà associative riconosciute. La legge non potrà muovere un dito nei confronti di questi soggetti che definiscano l'omosessuale come "diverso", "deviato" perché, molto semplicemente, questo non sarà un considerato un reato: liberi tutti, vescovi e teste rasate, politici e ministri, sindacalisti, predicatori e neonazi…
Vabbè, portare Grillo a esempio di intolleranza è come sparare sulla croce rossa. Non fa testo.


https://www.facebook.com/photo.php?fbid=223711654453902&set=a.167003530124715.1073741836.162146100610458&type=1&relevant_count=1
Amici Movimento 5 Stelle Diritti civili e LGBT:
Nella nostra vignetta c’è un esempio di uno degli effetti deleteri che questa legge avrà, quall’ora [SIC, GIURO SCRITTO PROPRIO COSÌ] non venisse corretta al senato. Secondo questo emendamento Non costituiscono discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee assunte all’interno di organizzazioni di natura religiosa o di culto. Tutta la strisciante omofobia coltivata nelle chiese da parte di prelati e non sarà del tutto legittima. In difesa, secondo Scalfarotto, della libertà di opinione!!!
(poveretti: volevano mandare in galera i preti che dicono che l’omosessualità è contro natura, come nella vignetta, e ora non possono… maledetta libertà d’opinione!)

http://www.huffingtonpost.it/giuseppina-la-delfa/hanno-votato-la-legge-a-tutela-degli-omofobi-patentati_b_3961490.html
Giuseppina La Delfa, presidente dell’Associazione Famiglie Arcobaleno.
Con questo emendamento l'omofobia è istituzionalizzata, è scritta e accolta dalla legge stessa che doveva invece tutelarci...
(addirittura: salvaguardare la libera espressione equivale a istituzionalizzare l’omofobia!)

http://www.huffingtonpost.it/2013/09/20/legge-omofobia-lettera-aperta-al-pd_n_3962176.html
Paola Concia, Fabio Astrobello, Andrea Benedino, Veniero Adriano Fusco, Enrico Fusco, Rosaria Iardino, Fabio Iovine, Aurelio Mancuso, Vanni Piccolo, Daniele Viotti e Patrizia Viviani:
assieme alla cura contro la malattia, abbiamo somministrato al paziente anche una buona dose di germi, legittimando quelle organizzazioni estremiste e clericali (da Forza Nuova a Militia Christi) a portare avanti le loro campagne di opinione contro tutte le diversità
(e già: per loro, le organizzazioni clericali che fanno sgradite campagne di opinione, non dovrebbero essere legittimate. Dovevano essere bandite, come dice l’art. 3 della L. 13 ottobre 1975, n. 654).

ClaudioLXXXI ha detto...

Potrei continuare ancora a lungo. Ma mi sono pure scocciato. Ormai ho reso l’idea.
Volevi una galleria degli orrori, Giuseppe, te l’ho data.
Rileggiamo quello che hai scritto all’inizio del tuo post:

Si è imputato alla norma di essere liberticida, in particolare perché – a detta dei critici – avrebbe trasformato in reato l’espressione dei tradizionali giudizi cattolici sull’innaturalità delle relazioni omosessuali e l’opposizione della Chiesa al matrimonio tra persone omosessuali. Si sono prospettate conseguenze apocalittiche; si sono promosse petizioni angosciate; si sono scritti articoli infuocati.

A detta dei critici un accidente, Giuseppe. L’intento liberticida della legge emerge dai suoi supporter più entusiasti, altrochè. Lo dicono loro.
Non ci prendiamo in giro. Non fare come la volpe, che non riusciva ad arrivare all’uva e allora diceva “tanto non la volevo era acerba”.
Non ci venire a raccontare che è stata tutta una fantasia isterica di quei paranoici integralisti sui quali ti piace riversare contumelie. Il pericolo liberticida è stato forse sventato con l’emendamento di compromesso – dico forse, perché ovviamente pure io, dalla parte opposta, ho riserve e perplessità, e in ogni caso la partita è riaperta al Senato – ma questo non è successo per un “vostro” sussulto finale di dignità e tolleranza pluralista, ma solo perché “noi” ci siamo opposti.
E continueremo a farlo.

Giuseppe Regalzi ha detto...

Claudio, isteria di massa, paranoia religiosa, moral panic non sono malattie mentali da cui qualcuno sarebbe affetto, ma fenomeni sociali. Nessun insulto, quindi. Per quanto riguarda l'UCCR sei pregato di andare a vedere come loro trattano gli altri; tit for tat è una risposta più che legittima, mi pare. Il mio giudizio sui manifestanti di Parigi è chiaramente all'ingrosso; dovessi argomentare individualmente con uno di loro userei un altro tono. In ogni caso, mi pare che la vera cortesia consista nel considerare l'altro come interlocutore degno di attenzione: cosa che io ho fatto con te. Se poi ogni tanto uno manca di forbitezza, mica siamo damine ottocentesche! Questo sì che sarebbe stucchevole.

Che il concetto di discriminazione non sia sufficientemente determinato nella Legge Mancino è una critica condivisibile. Tuttavia, un confine chiarissimo è posto dalla lettera della legge, che individua due fattispecie di reato nettamente distinte: la propaganda delle idee fondate sulla superiorità o sull’odio è punibile solo in riferimento a differenze razziali o etniche. Questo chiude la questione, mi pare. D'altra parte c'è anche una prova empirica: sono vent'anni che la legge è stata estesa alla discriminazione religiosa, e nessun giudice anticristiano o massone o comunista l'ha mai usata per colpire la Chiesa, che afferma tuttora - se non sbaglio - che la religione cattolica è l'unica vera.

Infine, tu mi fai un lungo elenco di persone che si aspettano che la legge impedisca di esprimere certe opinioni. La risposta è: so what? Come possono incidere queste aspettative su quella che sarà l'interpretazione della legge? Da quando in qua un pezzo dell'opinione pubblica conta più della lettera della legge e dell'intenzione del legislatore? Quei signori sono destinati a rimanere delusi - tanto più che a detta di molti commentatori la Legge Mancino è rimasta per lo più inapplicata persino per quanto riguarda l'espressione di odio razziale: prova empirica ne è il fatto che si possa con un diffuso senso di impunità insultare per il colore della sua pelle non solo un misero immigrato ma perfino un ministro della Repubblica. Ovviamente è possibile che un singolo giudice pecchi di eccessiva solerzia ed erri nell'applicare la legge; questo succede per qualsiasi legge, esistono le apposite garanzie (anche se non infallibili) per correggerlo, e nessuno ha mai pensato che per evitarlo dovremmo abolire la legislazione penale.

Anonimo ha detto...

Innanzitutto a mio avviso andrebbero fatte alcune puntalizzazioni e precisazioni:
1- Omosessualita' - per favore, non ne parliamo alla c.d. ‘crapara’ scusatemi, non uso mai simili termini, ma quando ce vo' ce vo'. Allo stato, se facciamo riferimento al DSM, essa e’ stata derubricata da PAZZIA (se nella forma sintonica) a ‘disagio’, e sappiamo tutti che cio’ e’ avvenuto su pressione delle organizzazioni omosessuali. Come se su richiesta della Banda Bassotti a Topolinia si argomentasse che il furto non e’ un reato….. Ma e’ il punto e’ un altro: all’uomo della strada puo’ mai interessare se l’omosessualita’ sia una malattia o meno? Nel corso del dibattito ne ho sentito di tutte e di piu’ su questo punto. Discussioni inutili. La chicca, l’apologia, che la dice tutta, e’ stata a proposito delle persone portatrici di handicap…. e delle discriminazioni cui sono sottoposte: “ma che centra, quelli sono malati!!! Gli omosessuali non sono malati” e' stato risposto!!!. Questo, anche questo e’ stato lo spessore culturale della discussione, cari Claudio, Giuseppe e Chiara. E comunque, e concludo, oggi un crescente numero di psichiatri e psicologi inizia a prendere le distanze dal DSM, viste le pressioni che sullo stesso vengono esercitate da lobby di tutti i tipi….e non le sto’ ad elencare…. Abbiamo fatto tutti il militare a Cuneo…..
2- Un’altra precisazione. Caro Giuseppe… ti meravigli per la levata di scudi che c’e’ stata avverso la proposta di legge Scalfarotto & Lgbt…. Conoscendo la tua puntigliosita’ mi sorprendo, anche perche’ non ne fai alcuna menzione. Una proposta di legge, la Scalfarotto LGBT che nella stesura iniziale, in realta’ era diretta, sic et simpliciter a conseguire, strappare durante la pausa estiva, con destrezza, il recepimento riconoscimento ed inserimento nel nostro ordinamento della teoria del Gender, camuffata da legge contro l’omofobia e la transfobia…. Con l’optional della imposizione di una museruola penalmente tutelata, a chiunque non avesse chinato il capo…. Che ti aspettavi? Ben venga una discussione, ben venga una levata di scudi che fortunatamente c’e’ stata per far sapere a tutti cosa bolliva, astutamente, e silenziosamente in pentola…. Poi la ricetta e’ stata cambiata in commissione, sebbene ancor oggi nessuno sa' cosa sia l'omofobia o la transfobia…
3- Ma il punto, e’ un altro. Purtroppo, anche come e’ stato posto in questo blog, l’approccio alla questione lo ritengo errato. Qui non dobbiamo farci una guerra di bandiera, perche’ l’Europa, ovvero Bruxelles, ovvero … e diciamolo chiaro l’ILGA, oltre ai soldi dei contribuenti italiani, chiede il nostro supino asservimento mentale…. Mi e’ molto piaciuto un passaggio illuminante di Buttiglione… ed in parte di Scalfarotto, sperando che quest’ultimo non stesse mentendo a se stesso.
- segue -

Anonimo ha detto...

L PUNTO DELLA SITUAZIONE – Su un argomento così delicato, di interesse nazionale, nonostante sia epidermicamente sofferto solo da una esigua minoranza di effettivi omosessuali, si deve lavorare insieme, ascoltando le legittime richieste degli uni e degli altri, non le pulsioni, le estemporaneita’, i desideri che non hanno fondamento…. Da una parte ci sono le persone omosessuali che hanno il terrore che un domani si possano trovare oggetto di una persecuzione… gia’ siamo sinceri, un domani, forse mai... credo. E su questo punto va’ bene. Vogliamo ribadire il concetto che mai piu’ ci deve essere, in Italia, deportazione, segregazione e soppressione degli omosessuali… mi sta’ bene, benissimo. Allora facciamo una legge di intenti in questa direzione, ma non inventiamoci riserve di caccia, i buoni ed i cattivi, la maggiore tuttela contro i reati sessuali, sotto forma di aggravente comune funzionava giustamente a favore di tutti, femmine, maschi, omosessuali, persone con handicap.. etc. Andava bene come era stata riformulata in commissione, senza l’aggravante Mancino, coglieva il risultato. Poi il resto e’ conosciuto. Oggi, siamo sinceri con noi stessi, IN ITALIA UN OMOSESSUALE NON E’ DISCRIMINATO, e quei ragazzi sono vittima di questo assurdo tam tam destabilizzante! A quattordici anni, non si puo’ parlare di omosessualita’…. Oggi il raggiungimento della maturita’ sessuale si e’ spostato molto in avanti, stiamo destabilizzando la coscienza degli adolescenti… lo spot RAI-lgbt c.d. anti omofobia era semplicemente un abominio, sbagliato nel contenuto, nelle immagini e negli orari di diffusione, ci si è allineati con altre emittenti e siti web… nel demolire la crescita e la maturazione degli adolescenti. Piuttosto studiamo le cause biologiche della omosessualita', le origini.... forse e ancora piu' utile di una legge coperchio.
Ci sarebbe ancora molto da dire… ma non voglio annoiare nessuno. Il punto e’ tutto qui: mai piu’ discriminazioni, ma nemmeno imposizioni o ideologiche, pericolosissime, inversioni controproducenti da vittima a carnefice, e serena ricerca scientifica. Non si puo’, e non si deve altresì prescindere, dal rispetto della oggettivita’ della condizione di maschio e di femmina, gli unici generi esistenti sulla faccia della terra, e dal diritto ad esprimere sempre e comunque, liberamente il proprio pensiero, la propria opinione, le proprie istanze, esattamente come possono fare, ancor oggi, le persone omosessuali.
Cordiali saluti
Francesco sirio

Matteo ha detto...

Giuseppe

"nessun giudice anticristiano o massone o comunista l'ha mai usata per colpire la Chiesa, che afferma tuttora - se non sbaglio - che la religione cattolica è l'unica vera."

Già, ma ogni chiesa dice di se stessa che è l'unica vera...ci mancherebbe altro che dubitassero pure di questo.

"Da quando in qua un pezzo dell'opinione pubblica conta più della lettera della legge e dell'intenzione del legislatore? Quei signori sono destinati a rimanere delusi"

si spera vivamente che rimangano delusi...ma sai com'è, il legislatore è un uomo, e l'uomo non è di latta. Se poi non è un pezzo di opinione pubblica ma una grossa fetta, e fa la voce grossa e ha "muscoli" per fare lobby beh, mi pare a mio modesto parere che la preoccupazione generale in ambiente cattolico sia per lo meno comprensibile. D'altronde come si dice? gridare dopo che il danno è avvenuto non serve a nulla, specialmente se il danno è una ferita mortale.
Ciao

Giuseppe Regalzi ha detto...

Già, ma ogni chiesa dice di se stessa che è l'unica vera... ci mancherebbe altro che dubitassero pure di questo.

Chi sarebbe il soggetto di "dubitassero"? Non capisco.

ma sai com'è, il legislatore è un uomo, e l'uomo non è di latta.

Il legislatore non ha lasciato appigli a interpretazioni abnormi. È quello che ho cercato di mostrare nel post.

Matteo ha detto...

"Chi sarebbe il soggetto di "dubitassero"? Non capisco."

Le chiese.

Giuseppe Regalzi ha detto...

Matteo: mi sfugge allora il nesso del tuo commento con la mia osservazione, che "nessun giudice anticristiano o massone o comunista l'ha mai usata per colpire la Chiesa, che afferma tuttora - se non sbaglio - che la religione cattolica è l'unica vera". Io non stavo criticando la Chiesa; stavo facendo notare che nessun giudice ha mai finora utilizzato la Legge Mancino per attaccarla, pur avendone già (secondo il vostro ragionamento) l'opportunità.

Matteo ha detto...

Il giudice non può avere l'opportunità di attaccare la Chiesa (Cattolica) per supposta superiorità religiosa perché proprio ogni chiesa cristiana che sia ortodossa, protestante, anglicana ecc. afferma di essere l'unica vera, così come ogni religione.
Se finora nessun giudice ha utilizzato la legge Mancino contro la Chiesa è perché finora ha utilizzato il buon senso.

Giuseppe Regalzi ha detto...

E questo fermerebbe un giudice anticristiano (o meglio ancora ateo), o comunista, o massone?

Matteo ha detto...

I "cattivi" non sono mica scemi.

shostakovich ha detto...

Francesco Sirio, quindi c'è stato il complottone delle lobby gay... Quali erano i criteri biomedici per cui l'omosessualità era considerata una malattia? Pare che l'unica ragione fosse un pregiudizio sociale molto pervasivo. In vecchi manuali di psichiatria anche l'essere mancini è ritenuto un segno patologico. Ah, la saggezza della tradizione...

Giuseppe Regalzi ha detto...

Matteo, ti dispiacerebbe essere un po' meno sibillino? Che vuol dire che «i "cattivi" non sono mica scemi»?

ClaudioLXXXI ha detto...

Come possono incidere queste aspettative su quella che sarà l'interpretazione della legge? Da quando in qua un pezzo dell'opinione pubblica conta più della lettera della legge e dell'intenzione del legislatore?

Grossomodo dal 22 maggio 1978, diciamo, con un record negativo nel 9 luglio 2008.
E in fondo il problema è tutto qui.

Giuseppe Regalzi ha detto...

Allora, per chi non segue il blog di Claudio: l'accusa è che a dispetto del fatto che la legge 22 maggio 1978, n. 194, preveda che l'interruzione volontaria della gravidanza si possa effettuare entro i primi 90 giorni solo nel caso che la donna «accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito», si sia affermata l'idea e la prassi che l'aborto entro i primi 90 giorni sia in realtà libero ed eseguibile su semplice richiesta della donna; la lettera della legge sarebbe stata insomma scavalcata da una interpretazione ingiustificata. Ma basta leggere l'art. 5 della 194 per rendersi conto che la lettera della legge non è stata affatto messa da parte: i medici hanno solo il potere di compiere accertamenti sanitari (entro i limiti del singolo incontro, cfr. comma 4), non economici o sociali o familiari; né sono richiesti necessariamente accertamenti psichiatrici, visto che la donna può rivolgersi al medico di fiducia. È ovvio che una norma siffatta abbia portato inevitabilmente all'aborto su richiesta, dato che il medico non è dotato di poteri di chiaroveggenza e deve attenersi a quanto dice la paziente: non c'è nessuna interpretazione deviante. La legge 194 è più semplicemente una legge ipocrita, che stabilisce un principio senza prevedere procedure adeguate per assicurarsi che sia rispettato; o più benevolmente una legge realista, che proclama un principio con una finalità educativa, mentre allo stesso tempo volutamente stabilisce una prassi che tiene conto delle situazioni sul campo.

Sul decreto della Corte d'Appello di Milano del 9 luglio 2008 (caso Englaro) non ricordo più cosa Claudio dicesse esattamente.

Anonimo ha detto...

Non so se possa definirsi ipocrita una legge... o chi dovrebbe applicarla... La 194 e' rimasta nella carta nella parte in cui prevedeva l'impegno dello Stato nel prodigarsi e dedicarsi concretamente alla crescita culturale, piu' che alle sale abortive, come sostiene qualcuno. Crescita che non c'è stata, impegno che, concordo con Giuseppe, non c'è stato se ancor oggi il concepito viene considerato materiale... e l'aborto un contraccettivo.
Omosessualita' e mancinismo. Personalmente credo che se un mancino usi la mano per camminare, credo che qualche problema lo abbia... come il maschio che si rapporta sessualmente, stabilmente, come una donna... Perche' considerare tabu' lo studio delle cause, delle, origini psico-biologiche dell'omosessualita'. Se l'uomo e la donna sono complementari, se tutta la biologia fonda sul maschile e sul femminile... una ragione ci sara' pure...
Legge Mancino... ci sono alcune recenti sentenze (riportate dalla Bussola Quotidiana), in tema di ROM che destano preoccupazione.
Come destano preoccupazione le violente contestazioni del 22 stt. di gruppi Gay a Monferrato.

Francesco sirio

Anonimo ha detto...

Io non capisco per quale ragione certe categorie di persone (perlopiù molto religiose) sono sempre così interessate e attente a cosa fanno gli altri a letto. Vogliono sempre giudicare se quello che gli altri fanno a letto è giusto o sbagliato. Vogliono classificare gli altri in base a ciò che fanno a letto. Io trovo tutto questo molto bizzarro. Non giudico mai qualcuno in base a cosa fa a letto - anzi, mi guardo bene dal curiosare in queste cose: penso che farei una brutta figura, da curioso-morboso, o addirittura invidioso... Giudico una persona dalla sua onestà, intelligenza, capacità di fare del bene nella società, da come lavora, eccetera. Per quale motivo invece molte persone (perlopiù quelle religiose o quelle "attaccate alla famiglia tradizionale") sono così impegnate a giudicare, classificare, pretendere leggi regolate in base a cosa fanno gli altri a letto? A me non interessa. Per quanto mi riguarda, due amici dello stesso sesso (maschi o femmine? affari loro) potrebbero decidere di convivere *solo* per dividere le spese di affitto. E uno di loro potrebbe essere un padre/madre single. Allora il figlio/a sarebbe abituato a vedere in casa due maschi/femmine. E allora? dobbiamo prendercela con chi per risparmiare sull'affitto sceglie uno stile di vita diverso? Ma non saranno affari loro? E chi dà per scontato che quei due vanno a letto insieme, non è forse un morboso-curioso a cui piace pensare male degli altri (ammesso e non concesso che sia una cosa sbagliata)?

filippo ha detto...

Solo un paio di precisazioni.

Proprio per non parlare “alla crapara” sarà opportuno precisare, ad uso dei commentatori troppo disinvolti o frettolosi, che nel DSM il termine disagio non indica l’omosessualità, venendo invece utilizzato per definire una diagnosi che prevede un "persistente ed intenso disagio collegato al proprio orientamento sessuale" (American Psychiatric Association, DSM-IV-TR, 2000).
A prescindere da quale sia l’orientamento sessuale in questione.
Sostanzialmente sovrapponibile al riguardo anche la posizione adottata dall’OMS, che classifica le patologie correlate all’orientamento sessuale tra i disturbi del comportamento associati allo sviluppo sessuale ed al comportamento sessuale, senza distinzioni tra eterosessuali, bisessuali o omosessuali.
Per cui l’omosessualità è da considerarsi come una variante naturale del comportamento sessuale umano, proprio come il mancinismo costituisce una variante della più comune dominanza manuale destra nell’uomo, tanto per ricollegarsi a certi esempi improvvidi tirati in ballo sull’argomento. Ed anche se l’uno e l’altra, mancinismo e omosessualità, sono stati oggetto in passato di terapie ‘riparative’ più o meno coercitive, oggi nessuno si sognerebbe, al di fuori della teppaglia petainista e vandeana naturalmente, di proporre (imporre?) delle cure ai gay in nome della presunta maggiore naturalità del rapporto eterosessuale.
Come se gli omosessuali fossero artificiali.

“Da quando in qua un pezzo dell'opinione pubblica conta più della lettera della legge e dell'intenzione del legislatore? Grossomodo dal 22 maggio 1978…”
E qui invece occorre proprio dare ragione all’acuto commentatore. E sbaglia Giuseppe nella sua interpretazione esplicativa. L’acuto commentatore si riferiva di certo al quarto paragrafo dell’articolo 9 della legge, secondo cui “Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall'articolo 7 e l'effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l'attuazione anche attraverso la mobilità del personale”, articolo e paragrafo di cui però, a quanto pare, non gliene fotte niente a nessuno, visti gli slalom che deve affrontare una donna che voglia esercitare il suo legittimo diritto all’Interruzione Volontaria di Gravidanza in un contesto nel quale l’obiezione di coscienza si è ormai trasformata in una imposizione di coscienza.