Forse non tutti sanno che Francesco Agnoli, oltre agli articoli per Il Foglio, esercita una fitta attività pubblicistica, che comprende tra l’altro diversi volumi. La sua ultima fatica, scritta in collaborazione con Alessandro Pertosa (collaboratore della rivista Controrivoluzione e del Settimanale di Padre Pio), si intitola Contro Darwin e i suoi seguaci (Nietzsche, Zapatero, Singer, Veronesi...), Verona, Fede & Cultura, 2006. Per l’edificazione dei lettori di Bioetica ne riporto alcuni passi, scelti tra i più originali dell’opera, a cui ho aggiunto titoletti esplicativi.
Attenzione, non commestibile!
«Se tutto provenisse da uno schifosissimo brodino primordiale […]» [p. 16].
Grazie per averci dato ragione
«Lo slogan sulla necessità di “non porre limiti alla scienza”, è sciocco: la scienza umana è ontologicamente limitata, senza bisogno che nessuno vi ponga, dal di fuori, limiti ulteriori» [p. 16].
Quel maledetto snob
«Nell’esporre la sua ipotesi di un evoluzionismo trasformista, infatti, Darwin non solo ignora i meccanismi dell’ereditarietà, al punto di non degnarsi neppure di leggere uno scritto inviatogli dal povero monaco Gregor Mendel […]» [pp. 22-23; prima di questa clamorosa scoperta del duo Agnoli-Pertosa, i custodi della biblioteca personale di Darwin non erano riusciti a trovare traccia tra le sue carte di alcuno scritto o comunicazione di Mendel].
Giochi di parole
«Cosa fa Darwin? Attribuisce tutto a tre fattori “vaghi e indefiniti”, e per questo poetici assai, come […] il tempo, che sembra assumere lo stesso ruolo delle fate con bacchetta magica (fa tutto, proprio tutto, basta che gli si lasci... tempo...)» [p. 25].
Citazioni
«Quos Deus perdere vult, demendat» [sic; p. 38].
Il pensatore a vapore
«Non è cioè compatibile con la nostra Fede, né con l’intelligenza, ritenere, come già facevano nell’Ottocento pensatori darwinisti, che il cervello sia solo una macchina a vapore» [pp. 50-51].
Chi tutela chi?
«“Che piaccia o no – si dice in Spagna in questi giorni – gli esseri umani sono grandi scimmie”, e come tali devono essere tutelate in modo particolare (cioè più degli umani)» [p. 55].
No alle mutazioni dominanti
«Aggiunge Daniel Raffard de Brienne: […] Perché ci sia modificazione è necessario l’incrocio tra individui della stessa specie portatori della stessa mutazione» [p. 68, n. 26].
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sabato 5 maggio 2007
Francesco Agnoli e il brodino primordiale
Postato da Giuseppe Regalzi alle 11:15 13 commenti
Etichette: Alessandro Pertosa, Evoluzionismo, Francesco Agnoli
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