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giovedì 21 marzo 2013

Atrofia muscolare (Sma)

Pubblichiamo integralmente una lettera aperta di 60 famiglie e pazienti affetti da atrofia muscolare (sma) che chiedono una corretta informazione sulla malattia e un maggiore rispetto per i pazienti stessi.
Le campagne mediatiche stravolgono i fatti e rendono ancora più difficili le nostre esistenze. Ecco alcune verità che i giornalisti non sanno (o non dicono).
Siamo genitori che vivono e lottano per i propri figli. Siamo ragazzi e ragazze che vivono la malattia sulla loro pelle, che costruiscono il loro futuro mattoncino su mattoncino, modificando il progetto in corsa con le novità che la malattia porta. Siamo madri e padri che hanno perso il loro figlio, il loro bene più profondo, la loro stella, un pezzo di cuore, di anima, di vita: il dolore più grande che un genitore possa affrontare.
Siamo la voce, flebile, che nessuno sta ascoltando. Noi viviamo con una malattia, la SMA (atrofia muscolare spinale), resa nota dai casi mediatici relativi alle cellule staminali con il metodo del dottor Vannoni. Non è nostro interesse o compito entrare nel merito del suddetto “metodo”, per questo c’è il ministro e c’è il mondo scientifico nazionale ed internazionale.
Continua qui.

mercoledì 6 agosto 2008

Collazione schizofrenica

Così titola Il Corriere della Sera (il 4 agosto, rivisto il 5) citando le sue fonti: People che parla di condizioni serie (basta leggere la geniale traduzione della dichiarazione della sua portavoce Donna Lee: “Sta bene e non vede l’ora di guarire” – e chi è che non vede l’ora di guarire?) e Sun-Sentinel che ricicla l’aggettivo “seriamente” – ma il titolista del Corsera doveva essere di buon umore (oppure doveva essere molto ben informato).
La Repubblica ci piazza la maledizione di Batman (e commenta che gli è andata bene a Freeman, considerando che Heath Ledger è morto e Christian Bale è stato arrestato): ovvero un pauroso incidente con molteplice cappottamento. Le condizioni di Freeman, però, sarebbero gravi.
Il Quotidiano Nazionale è melodrammatico: Morgan Freeman è in fin di vita. Schianto in auto sulla superstrada (era il 4 agosto, ma sarebbe bastato cercare in rete per far riporre ai suoi ammiratori la penna per un coccodrillo prematuro).
Anche Panorama (il 5 agosto) titola mischiando gravità e soprannaturale: Morgan Freeman grave dopo un incidente: Il cavaliere oscuro colpisce ancora?, senza però fornire altri dettagli.
BariMia sceglie la versione più tetra: Morgan Freeman, tremendo incidente: sta morendo, prima di nominare i futuri orfani: una figlia adottiva, una naturale dalla seconda moglie e due figli da precedenti relazioni. E come ogni iscrizione funeraria che si rispetti traccia un profilo del cadavere nelle pieghe della sua esistenza meno note: “Prima di fare l’attore, Freeman ha lavorato come meccanico presso l’U.S. Air Force, l’aviazione statunitense. Recentemente ha pubblicato un libro di memorie. Attualmente vive a Charleston, Mississippi”.
Nelle stesse ore The InstantBlog scrive: Cinema: Morgan Freeman sta meglio, ma resta in ospedale.
Oggi (a parte qualche distrazione) i titoli e i pezzi confluiscono verso la rassicurazione sulle condizione di Freeman e una prognosi di 3 mesi.
Ieri The New York Times (august 5 – nella versione cartacea august 6) titolava ancora: Freeman Remains in Serious Condition mentre già GaySocialites Morgan Freeman in good spirits and recovering nicely (ma si sa, i gay sono superficiali e tendono a sminuire il problemi altrui).
Così come E! (sempre il 5): Morgan Freeman Doing Well Postsurgery.
Tanta stupefacente eterogeneità lascia sbigottiti: in un evento soggetto a poche variabili e ad un margine interpretativo minimo ci ritroviamo con problemi simili all’esegesi del Cantico dei Cantici. E il risultato sembra più confuso e inaffidabile che dopo un paio di ora di telefono senza fili (ve lo ricordate?).
(E quando uno non ha il tempo di farsi la rassegna stampa? Oppure quando si parla di argomenti difficili, oscuri e incomprensibili? Vatti a fidare!)

martedì 11 dicembre 2007

Stupratori in percentuale

Il 90% degli stupri è commesso da italiani (compatrioti). Di questa percentuale una fetta enorme è compiuta da familiari (o meglio: il compagno, il partner, il marito o chiamatelo come vi pare).
Se si è in grado di fare qualche conto (o se si leggono i giornali giusti) si arriva a sapere che meno del 10% è attribuibile agli stranieri.
Già. Fa riflettere.
Così come fa riflettere il modo di dare la notizia. Solo la Repubblica titola: Il 90% degli stupri commessi da italiani.
Gli altri preferiscono concentrarsi su quel 10% o poco meno.

giovedì 15 novembre 2007

Tra pornografia e strategia della tensione?

Apro la pagina del corriere.it e scorro i titoli.

Il primo: Meredith, tracce del suo DNA sul coltello di Solletico
Il secondo: Morte di Sandri, l’accusa è omicidio volontario. Tifosi, stop alle trasferte
Il terzo: Precari, il Senato dice sì ai diniani. Poi governo ko su un emendamento
Il quarto: Matera, crolla casale: bambino di 7 anni muore
Il quinto: Muore colpito da pistola elettrica. Scena ripresa al cellulare: il video (e link)
Il sesto: Asti, nonna e nipotina travolte da un’auto: erano sul marciapiede
Il settimo: Medico ucciso a Milano, ritrovati i quadri in un parco pubblico
L’ottavo: Pena di morte, verso la moratoria. Battaglia fino all’ultimo minuto
Il nono: La Francia paralizzata dagli scioperi
Il decimo: Notte di passione a lune di candela a Padova. E lei finisce ustionata