Ho sempre considerato Marcello Veneziani un intellettuale modesto. Mai originale, mai scintillante, ottusamente conservatore, eternamente risentito nei confronti prima della «Sinistra» e poi degli ex camerati di AN, strategicamente schierato a difesa dell’Indifendibile.
Vedo però adesso che dovrei forse modificare il mio giudizio. Ecco cosa scrive Veneziani in difesa dell’ultima uscita di Roberto de Mattei («Cacciate quello studioso, è un cattolico vero», Il Giornale, 2 aprile 2011, p. 1):
È uscito in questi giorni un film terribile, «Non lasciarmi», dove un gruppo di cloni umani viene allevato per fornire pezzi di ricambio all’umanità. Dopo gli espianti d’organi, le loro giovani vite «completano» il loro corso, cioè muoiono. Ma quei cloni sono ragazzi e hanno emozioni, pensieri, amori, anima.Il problema di questo ragionamento è che Non lasciarmi non è un documentario: è un film di fantascienza. Le «vittime» che Veneziani addebita allo «scientismo ateo» sono i personaggi di un’opera di fantasia. E nonostante tutti i miei sforzi, non riesco a capire come si possano imputare ai «ricercatori che credono nella Scienza assoluta» – ammesso che esistano – non dico le opere, ma anche solo le intenzioni dei mad scientists ritratti in un film.
A pensarci, quel Dio crudele che manda catastrofi per liberare dal peccato è come quella Scienza crudele che manda a morire le sue creature per liberare dalle malattie. Anche lo scientismo ateo ha le sue vittime ed esige, come il Dio del Vecchio Testamento, di sacrificare Isacco in suo nome. Che dite, cacciamo pure i ricercatori che credono nella Scienza assoluta, o più saggiamente puniamo le violazioni ma non le convinzioni?
Un altro paragone di questo genere, e non considererò più Marcello Veneziani un intellettuale modesto. Lo giudicherò, più semplicemente, un cretino.













