Thomas Beatie ha dato alla luce una bambina presso il St. Charles Medical Center di Bent, Oregon (Abc News, july 3, 2008). La bimba sta bene.
venerdì 4 luglio 2008
Fiocco rosa
venerdì 4 aprile 2008
venerdì 28 marzo 2008
Adriano Pessina sulla gravidanza di Thomas Beatie
Ecco le prime reazioni alla gravidanza di Thomas Beatie. Auguri di cuore a tutti e tre: ne avranno, temo, bisogno – scriveva Giuseppe qualche giorno fa.
Adriano Pessina dichiara che la scelta di Thomas è problematica dal punto di vista psicologico e “fermamente criticabile l’aspetto etico”.
E prosegue:
Nel momento in cui si è voluto dare risalto a questa notizia si è cercato di ottenere una sorta di riconoscimento pubblico di una decisione che appare molto grave [...] Non si tratta di formulare un giudizio sulla personalità irrisolta di chi, decidendo di essere maschio non rinuncia a essere femmina, ma di rimarcare lo sconcerto e la disapprovazione di fronte a quello che appare un abuso e anche un atto di violenza psicologica esercitata nei confronti di un figlio generato per soddisfare la duplice esigenza di maternità, del signor Beatie e della moglie Nancy.Che Pessina abbia un giudizio negativo al riguardo è chiaro. Meno chiare le ragioni della condanna. Ancora una volta non si tenta di supportare il proprio giudizio con argomenti, ma si invoca una sorta di senso comune, un sentire che dovrebbe essere diffuso e condiviso da tutti (e già questo è discutibile) e che sarebbe sufficiente a condannare moralmente una scelta senza dubbio poco comune, ma non necessariamente sbagliata. La domanda cui non si risponde è se e perché questo figlio sarà danneggiato dalle sue condizioni di concepimento e nascita. Bisognerebbe forse soffermarsi sulle capacità genitoriali di Thomas e Nancy prima di considerare questo bambino un disgraziato e destinato ad una vita infelice. Pessina sembra dimenticare che ogni decisione di fare un figlio (anche nelle circostanze normali) potrebbe essere giudicata, ma che il giudizio deve basarsi su qualcosa di più solido del luogo comune. Ma è più facile fermarsi alla semplice questione formale che in questo caso i genitori sono una donna e un transessuale come dimostrazione tautologica del male.
[...] Lo spazio pubblico dell’etica non può rinunciare a usare i criteri del biasimo e della lode per demarcare i confini della legittimità dell’agire umano che si esercita nella società. E in questo caso, rompendo le barriere della presunta neutralità del politicamente corretto, occorre con chiarezza biasimare e condannare questa scelta tragica di considerare i figli come un puro strumento delle irrisolte pulsioni psichiche di un individuo e di una coppia, alla ricerca confusa di esperienze che sostituiscano identità perdute. [La vicenda non deve e non può dunque essere liquidata come] un puro fenomeno di morbosa curiosità diffondendo le sconcertanti immagini del signor Beatie, né come una vicenda privata di una coppia decisamente anomala. La richiesta di riconoscimento pubblico di queste scelte, di diventare uomo e di partorire come donna richiede una valutazione altrettanto pubblica. E in questo senso non ci si può sottrarre a un giudizio negativo.
Essere (buoni) genitori è una questione più complessa e sarebbe utile non ridurla al gioco dei buoni e dei cattivi.
Postato da Chiara Lalli alle 13:40 60 commenti
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martedì 25 marzo 2008
Partorita dal papà
Una premessa è doverosa: la storia che segue non è ancora stata confermata da fonti indipendenti, anche se la rivista che l’ha ospitata avrebbe ribadito la sua veridicità al National Post. Ma in casi come questi le reazioni, che prevedibilmente ci saranno, hanno un loro interesse che forse supera persino quello della storia in sé.
Il numero dell’8 aprile di The Advocate, la più antica rivista della comunità LGBT americana fra quelle ancora oggi pubblicate, ospita un articolo di Thomas Beatie, un americano che vive in Oregon con la moglie Nancy («Labor of Love»). La coppia aspetta una bambina, che dovrebbe nascere all’inizio di luglio. La gravidanza però non è portata avanti da Nancy, che a causa di una grave endometriosi era stata sottoposta 20 anni fa all’asportazione dell’utero, ma bensì da Thomas (nella foto qui a fianco).
Thomas Beatie è legalmente maschio, e legalmente sposato a Nancy; ma è un transessuale: in origine era una donna. Si è sottoposto alla ricostruzione del seno e a cure ormonali, ma non ha subito altre operazioni (che nel passaggio F > M sono in genere insoddisfacenti e quindi raramente eseguite). Per prepararsi alla gravidanza ha sospeso le iniezioni ormonali che praticava una volta ogni due mesi, e dopo otto anni di pausa ha ricominciato ad avere un ciclo mestruale. Non sono stati necessari farmaci per aiutare la gravidanza, anche se un primo tentativo si era risolto in una gravidanza ectopica, che aveva dovuto essere interrotta. L’inseminazione è avvenuta a casa, col seme di un donatore acquistato presso una banca del seme.
La coppia è stata ostacolata da molti medici, e ha ricevuto ben poca comprensione anche in ambito familiare. Il fratello di Thomas, dopo il primo tentativo andato a vuoto, avrebbe commentato: «È meglio che sia andata così. Chissà che razza di mostro sarebbe venuto fuori».
Thomas afferma nell’articolo:
Volere un figlio biologico non è un desiderio né maschile né femminile, ma solo umano. […]Auguri di cuore a tutti e tre: ne avranno, temo, bisogno.
Cosa si prova ad essere un uomo gravido? È incredibile. Nonostante il fatto che la mia pancia stia crescendo con una nuova vita dentro di me, continuo ad essere con sicurezza l’uomo che sono. […] La mia identità di genere come maschio è costante. […] Sarò il padre di mia figlia, e Nancy sarà sua madre. Saremo una famiglia.
Postato da Giuseppe Regalzi alle 11:51 8 commenti
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