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giovedì 5 febbraio 2009

Scriviamo al Presidente

Nei commenti al post qui sotto e sul blog del Gabibbo è comparso un appello a inviare un messaggio al Presidente della Repubblica, per invitarlo a non firmare il decreto che il Governo sembrerebbe intenzionato a presentare con lo scopo di annullare le sentenze dei tribunali sul caso di Eluana Englaro. Lo rilancio qui.

Signor Presidente,
Le scrivo per chiederle di non controfirmare il decreto legge che sembra essere di prossima presentazione alla Sua attenzione in materia di disposizioni sulla fine vita.
La disposizione è evidentemente priva dei requisiti di necessità e urgenza previsti dall’articolo 77 della nostra Costituzione e contrasta con la definizione di legge come “provvedimento di carattere generale” che è incontrovertibilmente patrimonio della nostra cultura costituzionale.
Non può ignorarsi infine che tale provvedimento, se approvato, avrebbe come finalità quella di vanificare pronunce irrevocabili della Magistratura nei suoi più alti gradi di giudizio.
Chiedo a Lei, Signor Presidente, di non sottoscrivere un provvedimento che è palesemente dettato da esigenze di mera contingenza, rispetto al quale la Nazione è profondamente divisa e che rappresenterebbe un gravissimo precedente rispetto al diritto fondamentale di ogni persona di decidere della propria esistenza.
La ringrazio per l’attenzione.

martedì 30 gennaio 2007

Napolitano e il papa

No, meglio che non parlo. Lascio la parola ad Aioros, e a uno dei suoi impareggiabili interventi: «Dialogo», L’altro blog era più bello, 30 gennaio 2007.

martedì 16 gennaio 2007

Questo è cabaret!

La sfida dei comunisti al Papa, la Padania, 12 gennaio 2007:

È guerra aperta: la sinistra radicale – per bocca del Prc – ha invitato Benedetto XVI a mettersi il cuore in pace perché «la legge sulle unioni civili si farà». A duettare con i comunisti è stata la Rnp che, cavalcando l’anticlericalismo, ha proposto l’abolizione del Concordato. Le carte sono scoperte: il centrosinistra vuole instaurare il laicismo di Stato, avvelenando i valori della tradizione. Non c’è, dunque, più religione: oppure, se vogliamo scavare in profondità, la laicità dello Stato è in serio pericolo. Sì, perché lo Stato laico non è – come la sinistra estrema dice – indifferente alle nostre radici culturali e religiose. È uno Stato non confessionale, ma non neutrale rispetto a quei princìpi non negoziabili che stanno alla base della nostra convivenza. Dietro alla battaglia per i Pacs e contro il Concordato c’è l’idea di una democrazia basata su regole astratte. Quanto sono lontane, sotto questo aspetto, le parole del presidente Napolitano rivolte al Papa lo scorso 20 novembre.

mercoledì 3 gennaio 2007

Furore anticattolico

Luca Volontè («Dopo anni d’aria fritta finalmente i fatti», meridiano, 3 gennaio 2007):

«Grillini non dismette il suo furore anticattolico. Attacca i vescovi ma dimentica non solo lo spirito del messaggio di Napolitano ma anche la Costituzione. L’articolo 29 è limpido e cristallino. La cocciutaggine di Grillini dimostra che il suo unico interesse è quello di una legge che favorisca i pacs-omosex e penalizzi le famiglie. Prendersela con la Chiesa dimostra solo intolleranza laicista anticattolica e per nulla laica».
Se la Cei, Roberto Calderoli e Luca Volontè (solo per fare qualche esempio) si dichiarano entusiasti delle parole di Giorgio Napolitano, ci deve essere proprio qualcosa che non va in quelle parole...

martedì 2 gennaio 2007