venerdì 9 luglio 2010

Il bambino della Provvidenza

Ci sono argomenti talmente logori e inefficaci, che uno quasi si vergogna di rispondere con i soliti contro-argomenti, classici e definitivi, ripetuti mille e mille volte (ma a quanto pare invano). Però a volte chi ti propone il vecchio luogo comune lo fa con tale goffagine da rispondersi quasi da solo; e chi replica ha solo il compito di accompagnare in porta l’autogol.
Prendiamo Vincenzo Arnone, che segnala su AvvenireE quelle “stelline” mai nate scrivono alle loro mammine», 8 luglio, p. 28) il libro di Enzo Di Natali, Cinque milioni di stelline spente. Lettere di un bambino mai nato alla sua mammina (Sanfilippo, 2008): un titolo che è tutto un programma. Scrive Arnone (non so se riprendendo il testo di Di Natali):

Queste Lettere di un bambino mai nato alla sua mammina sono come cinque milioni di stelline spente, ovvero cinque milioni di bambini ai quali è stato impedito di nascere in questi ultimi anni. Cinque milioni di bambini tra cui avrebbe potuto esserci il bambino della Provvidenza mandato a lenire le sofferenze degli uomini; cinque milioni di stelline che mancano nel cielo oscuro del nostro Paese.
Il Bambino della Provvidenza, da grande, sarebbe diventato evidentemente l’Uomo della Provvidenza; e allora forse non c’è nulla di cui lamentarsi...

24 commenti:

Antonio Caputo ha detto...

beh! a questo punto, ad argomenti cosi deboli risponderei con un po' di bassa teologia, non meritano di più. Se il bambino della provvidenza fa parte di un disegno soteriologico ed è figlio di Dio, mi pongo due domande. La prima è che concetto s'è fatto il signor Arnone di Dio se un aborto può sconvolgerne i piani, la seconda è quanto tempo pensa che ci metterebbe uno come lui a crocifiggerlo il figlio della provvidenza se dovesse nascere.

Genze ha detto...

Tra un po' ti diranno anche che una polluzioni notturna nelle mutande è un bambino non solo mai nato, ma neanche mai concepito, quindi tutte le notti avanti a procreano "no per piacer mio, ma per dar figli a Dio"!

Giuseppe Regalzi ha detto...

Hai ragione sul primo punto, ma per il resto non credo che il signor Arnone abbia la volontà di crocifiggere chicchessia. Il punto del mio post, naturalmente, è che di Uomo della Provvidenza ce n'è già stato uno (e non era Gesù).

ciccio ha detto...

Il livello è quello di un pretino di campagna che racconta favolette agli analfabeti. Si aspetta talmente poco dal suo pubblico che ne fa una questione puramente fisica.

E se, per aumentare le probabilità, imponessimo lo stupro di massa? Cazzo, prima o poi uno straccio di messia salterà fuori.

Antonio Caputo ha detto...

Giuseppe ho capito benissimo a quale uomo della Provvidenza ti riferivi, mentre per la crocefissione forse il signor Arnone non è il bersaglio più giusto della mia domanda ma l'atmosfera e il linguaggio intorno all'aborto e la criminalizzazione implicita in quei discorsi mi fanno parlare di crocifissione. Sono stanco di chi pontifica, anche poeticamente, sul dolore degli altri. La premessa di tutti questi discorsi da bettola è che una donna va allegramente ad abortire usando l'aborto come anticoncezionale. Per me questo è crimine, è crocefissione.

Barbara ha detto...

Arnone lo capisco pienamente, pensa se le madri di Mussolini o Berlusconi avessero abortito, povero paese... che assassine. Invece la vergine maria ha fatto in pieno il suo dovere di roulette - russa o meno possiamo discutere ;)

Giuseppe Regalzi ha detto...

Barbara: non era necessario che abortissero, in fondo, come ci ricordano due famose poesiole parallele (ma create in tempi assai diversi), che iniziano rispettivamente con:

Se Rosa, colta da improvvisa luce,
la notte in cui fu concepito il Duce,
avesse dato al fabbro predappiano...

Se Donna Rosa, per divin consiglio,
la notte in cui fu concepito Silvio,
avesse dato a un uomo di Milano...

(non posso riportare il resto, perché Bioetica è un blog per famiglie... :-)

annarosa ha detto...

Questo post è davvero uno dei più vergognosi che abbia mai letto in questo blog.

E' vergognoso fare dello spirito, di patata davvero, sull'eliminazione di 5.000.000 di bambini, TUTTI bambini della Provvidenza. A parte l'ignoranza storica di continuare a confondere volontariamente un'espressione del papa con un elogio a Mussolini (vedi qui se minimamente interessati a chiarvi le idee : http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=316) è vergognoso pensare che sia un buon prezzo eliminare 4.999.999 innocenti per eliminare un (improbabile) futuro dittatore.
Magari c'era chi avrebbe fatto fare all'umanità il famoso salto della singolarità che piace tanto ai transumanisti e così ce lo siamo persi.
Avrebbe potuto esserci chi vinceva il cancro e invece continueremo a veder persone soffrire.
Avrebbe potuto esserci chi poteva governare bene il nostro Paese e invece continueremo avere la gerontocrazia che abbiamo.
Avrebbe potuto esserci un artista pazzesco, un attore geniale, una cantante meravigliosa... ma anche se fossero stati tutti futuri criminali la pena di morte preventiva è davvero troppo!

moby ha detto...

Eh no, non vale!
Io voglio sapere il resto delle poesiole...per favore...

Giuseppe Regalzi ha detto...

Moby: proprio non posso. Ma Google può... ;-)

Giuseppe Regalzi ha detto...

Annarosa: che 5 milioni di aborti significhino l'eliminazione di 5 milioni di bambini è una tua idea, che come sai bene non condivido (e che fortunatamente non ha, direi, nessuna corrispondenza con la realtà). Ti prego quindi di non accusarmi di mancanza di sensibilità in base a principi che sono solo tuoi.

"Uomo della Provvidenza" è una locuzione universalmente intesa come epiteto esclusivo di Benito Mussolini. Il post si basa su questo, e non certo sulla questione se l'espressione contenga o meno un elogio del Duce (anche se a me pare, a differenza di Messori, che un certo elogio vi sia effettivamente contenuto).

Nessuno ha sostenuto che si debbano eliminare 5 milioni di innocenti per impedire la nascita di un solo reo. A parte che - ripeto - quei 5 milioni stanno solo nella tua testa, il senso del post è ben diverso: a chi sostiene che non si debba abortire perché così forse si impedisce la nascita di un grandissimo benefattore si può rispondere che forse ciò che si è impedito è la nascita - ugualmente (im)probabile di un genocida. Ma nemmeno si sta dicendo che una debba abortire per impedire la nascita di un possibile dittatore; l'argomento serve solo a elidere l'altro.

Spero di essere riuscito a essere più chiaro.

Barbara ha detto...

Scherzi a parte, la cosa che mi dà più fastidio di questo articolo è il concetto stesso di "uomo della provvidenza", indipendentemente dalle persone reali a cui è riferito. Si rifà a un'idea di società elitistico-tradizionale, in cui a contribuire sono le poche "grandi menti", che da sole salvano la massa, la ciurma, la feccia, la marmaglia senza valore di esseri umani "inferiori" dal punto di vista culturale, sociale, economico, etc. Insomma quelli che storicamente non sono degni dei diritti civili di cui godono i "pari". A casa mia, la società moderna invece progredisce non per lo sforzo immane e autonomo del grande genio, ma perché mette TUTTI, chiunque NASCA indipendentemente da dove nasce, nelle condizioni di dare il meglio di sé, di seguire le proprie inclinazioni e di sviluppare le proprie capacità. Attraverso la scuola, la costruzione dell'autostima, il rispetto degli altri per la diversità preziosa di ognuno, un mercato del lavoro aperto, meritocratico e umano, etc.

annarosa ha detto...

Abbiamo discusso alla nausea se un embrione ha il titolo di "persona". E, no non ce l'ha perchè non è senziente, cosciente, eccetera. Un feto di 12 settimane (se parliamo di aborti non eugenetici) e oltre (in caso di feti con patologie anche del cavolo come la palatoschisi che ha portato l'eliminazione del bambino -era nato e lo chiamo così, ok?- di Rossano) è un animaletto (come lo si può definire un essere vivente con una testa e quattro "zampe"?) che si trasforma ad un certo punto in bambino. Quando, ovviamente, è "la legge" che lo decide. Anche se la biologia dice che è un essere umano fin da subito. E che (sicuramente nel caso degli aborti "terapeutici") sente il dolore.
Tu scherzaci sopra. A me questo post fa inorridire per il suo cinismo orribile.

Giuseppe Regalzi ha detto...

Annarosa: e dàgli. Cinico è uno che disprezza le norme morali condivise, non quelle proprie di una minoranza. Se qui mi metto a scherzare sulle frittate forse un vegano di passaggio ha diritto di dire che sono "cinico"?

Sul dolore del feto (a 12 settimane?!) ti consiglio la lettura dell'appena pubblicato Fetal Awareness - Review of Research and Recommendations for Practice, del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists, che pone il limite a 24 settimane (inutile dire che la quasi totalità degli aborti avviene prima).

Anonimo ha detto...

sino ad oggi non ho trovato nessuno, in nessun forum, che mi abbia risposto alla domanda: cosa è l'aborto. Non e' interruzione di gravidanza, quello e' un riflesso, l'aborto e' l'interruzione di una vita umana in formazione. Mi si contesta ma allora anche le polluzioni sono interruzione di una vita umana?! Niente affatto. Il concepito e' un essere distinto dal padre e dalla madre, fusione delle loro cellule... che oramai non sono piu' nella loro detenzione. Ammettere e riconoscere che aborto significa sopprimere la vita del concepito..... pesa, sporca di sangue, le mani, le menti e la coscienza soprattutto, anche se previsto dalla legge.... Anche fosse solo 1 e non 5.000.000 e' pur sempre un innocente cui vien tolta la vita. Bene questo e' un blog in cui si discute di bioetica: qualcuno mi spiega, per favore, la ragione bioetica, per la quale certe vite non sono degne di essere vissute?

Anonimo ha detto...

dimenticata la firma.

francesco sirio

ciccio ha detto...

@francesco sirio

Forse perchè sono domande retoriche alle quali non ha molto senso rispondere.

Nell'aborto il feto muore? Ovvio. Finita la curiosità?

Ma guarda che questo avviene di continuo con gli aborti spontanei, quindi già a monte esiste un antipatico problema di ingiustizia e di selezione naturale. Tu che scrivi e io che leggo siamo fortunati, siamo scampati alla morte già da spermatozoi, mentre i nostri tanti "fratellini" non ce l'hanno fatta. Funziona così la realtà fisica di questo mondo, sai?

Io e te siamo stati fortunati, dal nascere a trovare genitori che si sono presi l'impegno gravosissimo di crescerci, non è che abbiamo goduto di un qualche strambo "diritto" di nascere. Perchè ogni nostro "diritto" è il "dovere" di qualcun'altro.

Anonimo ha detto...

vedi ciccio, nell'aborto procurato, il feto non muore....viene ucciso, viene ucciso il dovere di lasciargli intatto il diritto alla vita...
Ma pesa tanto dire: il feto viene ucciso? O si vuole ostinatamente negare la realta'.... per non svegliare la coscienza?
Ciao
francesco sirio

Barbara ha detto...

il problema non è che alcune vite non sono degne di essere vissute; anche a me l'aborto fa orrore, io poi che quasi non sopporto la vista del sangue.

Tutte le vite sono degne ma nessuna vita è indipendente dalle altre; e allora il punto è mettere le persone (feti compresi) nelle condizioni di vivere la propria vita con dignità, non se farle nascere o meno: e questo possono farlo solo gli altri. In nome di un diritto universale sì, ma poi le azioni concrete (l'educazione, il mantenimento) sono cose che ci mettono gli altri.

Si ricorre al "rimedio estremo" dell'aborto quando i genitori non sono in grado di offrire una vita dignitosa alla (futura) persona, tutto qua. Tutto ciò è orrendo e terribile e non credo che sia mai esistita una coppia o una persona che vive l'aborto come qualcosa di non orrendo e di non terribile. Ma lo stato non aiuta, coi servizi per l'infanzia che ci ritroviamo, impegnato com'è a far sentire in colpa i (mancati) genitori.

Se i "fan della vita" o come si chiamano fossero veramente interessati alla dignità umana lotterebbero per l'uguaglianza sostanziale (di opportunità, etc) tra chi nasce, non per la nascita forzata di persone destinate all'indigenza, agli stenti e alla sofferenza. A quel punto nessuno avrebbe più bisogno di abortire e l'aborto scomparirebbe in seguito alla scomparsa delle cause; non per motivi ideologici che invece di farlo scomparire servirebbero solo a coprirlo.

Francesco Cerisoli ha detto...

Certo che proprio è dura essere duri eh? Non cogliere il senso del post che era, infatti, ironizzare sulla espressione ormai proverbiale di Uomo della Provvidenza, ed anche sottolineare che il bicchiere dei non nati è sempre mezzo pieno e mezzo vuoto (non nascono tanti Einstein quanti Hitler)...

Anonimo ha detto...

perdonami Francesco, ma, obiettivamente, hanno piu' spessore, bioetico, le osservazioni ot, che eventuali commenti sulle opportunita' mancate, deriventi dall'eventuale 'aborto' mancato dell'uomo della provvidenza….. In ogni caso, e' fin troppo facile fare commenti sulla storia gia' scritta, in quanto, nessuno e' in grado di conoscere cio' che sarebbe stato altrimenti….leggasi teoria del battito d'ali della farfalla del borneo…. capace di scatenare un'esplosione nucleare in europa. Ad esempio, l'inps, l'acquedotto pugliese, ….. la macchina da scrivere (altrimenti noto come altare della patria) sarebbero stati anch'essi abortiti?
mi voglia consentire il moderatore l'ultimo ot, dovuto nei confronti di Barbara…e delle sue riflessioni, bioeticamente coinvolgenti….
Quello che dici, e che condivido nella motivazione, credo sia un messaggio che traspare poco dalle e nelle affermazioni 'degli abortisti'. Troppo spesso si è piu' in presenza di una riedizione de 'l'utero e' mio e me lo gestisco io', piuttosto che ad un discorso maturo, obiettivo, bioeticamente corretto. Ho conosciuto una coppia che avrebbe pagato!!!! l'impossibile, pur di avere la possibilita' di concepire un figlio proprio….. ed un'altra che ha pagato per abortire….. entrambe non avevano problemi di natura economica. Mi chiedevo ma perche' mai debbano succedere queste cose? Beffardo il destino, chi avrebbe anche portato avanti anche una gravidanza di un bambino down, perche' il figlio e' un dono, e chi ha provveduto a togliersi il 'fastidio', prima possibile….
Riguardo all'inadeguatezza totale dello Stato nei confronti dei piu' deboli, sono assolutamente d’accordo con te….
ciao
francesco sirio

Marcoz ha detto...

"chi ha provveduto a togliersi il 'fastidio', prima possibile"

Signor Sirio, mettere al mondo un figlio con la sindrome di down è una responsabilità, prima di tutto.
Se non le ha ben presenti, vada a consultare sul web quali patologie sono correlate alla Trisomia 21, poi se ne riplarla, magari.
Perché vede, se lei afferma che abortire un feto affetto da tale sindrome è solo un togliersi il "fastidio", io mi sento autorizzato a replicare che scegliere di proseguire la gestazione equivale a sentirsi fighi (a fronte di un determinato plauso sociale) con la vita dell'altro.

Saluti

Anonimo ha detto...

Signor Marcoz
evidentemente e' un mio limite, non riuscire ad essere chiaro. Premetto che, consapevolmente, non ricorrere ad un aborto eugenetico, dal mio punto di vista, e' atto di coraggio e umilta', ci tengo a precisare che la donna che 'si e' tolta il fastidio, o il problema' nonostante, di sicuro non si trattasse di problema economico, budget di 10.000 euro al mese, solo lei, lo ha fatto prima che fosse possibile effettuare la diagnosi...... ergo, era un figlio e basta....
fine ot
francesco sirio

Marcoz ha detto...

@Francesco Sirio
Sono io, in questo caso, che devo dichiarare un mio limite (spero solo a causa di una lettura frettolosa), visto che ho capito male quanto da lei scritto.
Non condivido granché di quanto lei pensa nel complesso dell'argomento; però, limitatamente a quello che ho scritto nel commento precedente al suo indirizzo, il contenuto non aveva e non ha ragione di essere.
Chiedo venia.
Saluti