lunedì 26 luglio 2010

Ho maggiore pietà per un sacerdote pedofilo che che per un prete gay

Bruno Volpe e il suo Pontifex sono noti per essere tra i peggiori rappresentanti della peggiore religione (sarebbe bene tenere a mente la radice etimologica).
Ma ogni tanto raggiungono vette inimmaginabili forse anche dai loro stessi ammiratori - ammesso che ne abbiano, ma temiano di sì.
Già il titolo basterebbe. Il Volpe è talmente coinvolto emotivamente che gli scappano due che: capita di balbettare quando si è presi da una discussione che ci accalora.
Dicevamo che il titolo basterebbe, eppure le dichiarazioni di tale monsignor Serafino Sprovieri, Vescovo Emerito di Benevento (tutto maiuscolo per il Volpe adorante) riportate con orgoglio meritano la nostra attenzione.
Eccellenza afferma

Costoro [i gay, manco a dirlo] con la loro vita dissoluta e depravata infangano la chiesa, sembrano inseriti in una mentalità pagana e volgare che tollera ed ammicca a queste perversioni, a queste anormalità. I gay che ostentano ...
... la loro diversità e la mettono in pratica, sono perversi, una cosa oscena, la Bibbia é chiara, non ammette repliche: la pratica della omosessualità é una vergogna, causa di esclusione dal Regno dei Cieli e motivo di allontanamento da Dio, motivo per il quale queste cose, a costo di passare per vecchi, superati, retrogradi, vanno dette e denunciate con vigore.
[...] sacerdozio ministeriale e omosessualità non possono coesistere, un gay non ha la mentalità equilibrata, stabile e limpida per poter esercitare questo ministero sacramentale con le carte in regola, motivo per il quale bisognerebbe stare attenti a chi fare entrare nei seminari. Coloro che hanno tendenze gay devono rimanere a casa e non infiltrarsi nei ranghi del clero.
Evviva Pontifex. Finalmente una parola chiara sul peggiore scandalo di questi tempi, una vera e propria offesa per la chiesa, integgerrima paladina di giustizia e umanità.
Qualcuno ha nominato le vittime? A parte la legge naturale e il diritto canonico pare non ci siano vittime. Somiglia tanto allo stupro come delitto contro la morale.

10 commenti:

Rainbow ha detto...

Pontifex è la latrina della rete. L'omosessualità è una naturale variante della sessualità, la pedofilia una perversione. La morale sessuale cattolica è un ossimoro, è quanto di più lontano dalla morale si possa concepire, visto che condona i crimini di chi abusa di innocenti e chiama falsamente peccato l'amore fra adulti consenzientti solo perchè omosessuali.La chiesa cattolica è una sentina d'infame ipocrisia.

paolo de gregorio ha detto...

Per costoro che parlano, forse, il reato di pedofilia di un prete nei confronti di una bambina sarebbe un victimless crime.

@ Rainbow

Il problema cruciale della pedofilia non sta nel fatto che essa sia una perversione, laddove solo le "varianti naturali" possano essere consentite: le persone possono anche avere perversioni senza essere condannate per averne. Il problema qui è il grave e non di rado irreversibile danno procurato alla vittima.

Rainbow ha detto...

Hai ragione, Paolo, comunque la cosa più "perversa" è che la chiesa ritenga assolutamente irrilevante l'offesa alle vittime nei reati di stupro e abuso di minore, per concentrarsi su una teorica "peccaminosità" e "disordine morale" (disordinato rispeto a cosa?)perdendo del tutto di vista i valori umani.

Anonimo ha detto...

Molto probabilmente, tutte le varianti, ancorche' naturali, della sessualita' normale, intesa come attrazione uomo donna, costituiscono patologie.... sotto il punto di vista clinico. Detto cio', interpreto la frase del vescovo, che non condivido, nel senso "ad un prete omosessuale o no, che scandalizzi con la sua manifesta condotta sessuale contraria ai principi che scelto di onorare, ancorpiu' se in atteggiamenti contronatura, concedo il massimo del mio disappunto morale, il 100/100 mentre al prete macchiatosi di pedofilia, anziche' 100, do' solo 99 di disappunto... ". Come gia' detto, non condivido tale affermazione, chi coscientemente scandalizza e' sullo stesso piano, degno solo di una pietra di macina, dal legarsi al collo, si legge nel nuovo testamento.
francesco sirio

Rainbow ha detto...

Bè, Gesù si riferisce ai bambini e a chi ne abusa- con tonaca o meno.
Per l'OMS l'omosessualità non è una patologia, ma appunto una forma della normale sessualità, intesa come sessualità fra pesone consapevoli e consenzienti.

DiegoPig ha detto...

"Il Volpe è talmente coinvolto emotivamente che gli scappano due che"


Abbiate pazienza: non è mica facile scrivere con una mano sola.



Detto questo, questi signori hanno poco di cui lamentarsi.
Sono loro che continuano a ribadire che l'omosessualità è una malattia, un delitto contro la natura e contro dio etc. etc.

Se poi si ritrovano infestati di omosessuali non possono lamentarsi se li si prende in giro (o, più in linea con la situazione, per il cu..)


Cordiali Saluti,
DiegoPig

Antonio Caputo ha detto...

Che dire? tanta furia cieca mi rivela un'infanzia turbata, un problema di individuazione e autoriconoscimento che si inoltra fin nell'età adulta. A questo sventurato consiglierei un professionista molto serio e soprattutto molto paziente!

...a proposito di chiarezza della Bibbia, nel Levitico è prescritto anche di non mangiare gamberetti, chissà se a lui piacciono?!!!

Joe Silver ha detto...

La frase della macina e' il classico esempio di come si possa interpretare a convenienza qualsiasi passo della Bibbia (Vecchio o Nuovo Testamento, non fa differenza): a me risulta che i piccoli "che credono" non siano i bambini e che lo scandalo non sia nell'abuso sessuale... e in ogni caso non si vede traccia del proverbiale perdono cristiano.

Anonimo ha detto...

sono senza parole... ma fin dove arriveranno questi signori?

Anonimo ha detto...

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