Visualizzazione post con etichetta Mario Capanna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mario Capanna. Mostra tutti i post

venerdì 4 febbraio 2011

20 milioni di euro


Strawberry fish by Einan.

L’innovazione, come la tradizione, non è di per sé moralmente connotata. Significa solo che qualcosa di nuovo è stato scoperto, inventato o reso disponibile per un qualche uso.
C’è innovazione e innovazione, proprio come c’è tradizione e tradizione: alcune sono moralmente ripugnanti, alcune sono ammissibili. Il fatto di essere in un certo modo da tanto tempo o da oggi non ci permette di inferire nulla sullo spessore morale.
Senza dubbio l’innovazione ha un legame forte con la ricerca scientifica. E qui arriviamo a un nodo doloroso. Perché negli ultimi anni, sempre più brutalmente, abbiamo assistito a tagli impietosi dei fondi destinati alla ricerca. Abbiamo assistito agli appelli più accorati, sguaiatamente ipocriti, e alle giustificazioni più strappalacrime: questo sacrificio sarebbe necessario per il bene del Paese, un po’ come quando si chiedeva di consegnare le fedi d’oro in tempo di guerra.
Ed ecco che 20 milioni di euro, più il medievale Castello dei Monteroni riportato a nuovo, vengono promessi a un progetto che di scientifico ha solo l’apparenza per quanti sono in grado di vedere.
È difficile dire se a impressionare di più siano i 20 milioni di euro stanziati o le immagini della conferenza stampa durante la quale la Fondazione dei diritti genetici annuncia la neonata avventura. Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Nichi Vendola, governatore della Regione Puglia, Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia, Enzo Paliotta, sindaco di Ladispoli. Nel programma era atteso anche Gianni Alemanno, sindaco di Roma.
O i sostenitori istituzionali della iniziativa: “Per la realizzazione del progetto è stato firmato un protocollo d’intesa tra la Fondazione diritti genetici, i ministeri per i Beni Culturali, Istruzione, Università e Ricerca, Ambiente, Politiche Agricole, Sviluppo Economico, Affari Esteri, Politiche europee, la presidenza del Consiglio del Consiglio dei ministri, le Regioni Lazio e Puglia e il Comune di Roma”.
I presenti sono entusiasti ma forse hanno saltato tutte le lezioni di biologia e non hanno mai avuto la curiosità né il senso del dovere di informarsi.
E non sono intervenuti come singoli cittadini, ma come rappresentanti istituzionali, e si sono accordati per stanziare venti milioni di euro a beneficio della fondazione dei diritti genetici. Tutti d’accordo in una bucolica armonia in cui le appartenenze non contano più, ma prevale il pregiudizio. Tutti d’accordo nel ricoprire d’oro qualche cortigiano mentre gli altri consegnano le fedi.

Continua su iMille, 4 febbraio 2011.

mercoledì 2 febbraio 2011

Venti milioni di euro

Venti sì, nonostante il solito pianto e i tagli sulla ricerca. A chi vanno? Ecco cosa scrive Gilberto Corbellini su Il Sole 24 Ore, Venti milioni di euro ai qualunquisti anti-OGM, 30 gennaio 2011.

La comunità degli scienziati italiani è allibita. Potrei riportare decine di email e telefonate, non ultima quella di uno sconfortato Edoardo Boncinelli. Il lamento è uno solo: ci dicono che non ci sono soldi per finanziare ricercatori che all’estero ci invidiano, e che per questo sempre più spesso se ne vanno, ma la Presidenza del Consiglio, la Regione Lazio, il Comune di Roma e la Regione Puglia hanno stanziato ben 20 milioni di euro da destinare a un progetto ispirato dalle fobie allucinatorie dell’ex-sessantottino Mario Capanna. L’unico al mondo ad aver visto e discusso (UnoMattina Estate del 30 luglio 2007) il sapore dell’inesistente fragola-pesce, usata anche come monito terroristico da una pubblicità Coop.
Il progetto si chiamerà, forse per assonanza con il film di Albanese, GenEticaMente. E a leggere la «piattaforma di ricerca», cioè i tipi di tecnologie e gli obiettivi del programma, vien subito da ridere. Poi, però, subentra una profonda tristezza. E uno si chiede chi possa mai aver vagliato, sul piano della plausibilità e della fattibilità, le cosiddette piattaforme di innovazione che sono state finanziate. È evidente che i ministri, presidenti di regioni, sindaci e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, non hanno chiesto, come si fa a livello internazionale per qualunque stanziamento di fondi pubblici, a un comitato di esperti neutrali, se il progetto ha una sua razionalità. Si possono capire Coop e Coldiretti, che avranno un ritorno di immagine attraverso il rinforzo della propaganda anti-ogm. Ma non è chiaro l’interesse delle istituzioni pubbliche a investire in quel pastrocchio i soldi delle nostre tasse. Che, di fatto, vengono regalati a una fondazione privata, che li userà per fare del proselitismo settario, cioè per alimentare la disinformazione contro l’uso agricolo di ogm.
Il piano si ammanta della definizione di «ricerca partecipata», cioè democraticamente controllata. In realtà è l’ennesimo esempio nazionale di manipolazione politica della scienza, nel nome di pregiudizi ideologici. È il ritorno della politicizzazione della biologia del sovietico Lysenko. I danni per una politica agraria ideologica e irresponsabile, saranno a carico dei milioni di cittadini italiani che dovranno pagare il cibo più caro in un paese che diventerà economicamente sempre più arretrato. Chi volesse esprimere un civile segno di protesta può sottoscrivere un appello alle autorità politiche e istituzionali a questo indirizzo: www.salmone.org.
Anche Biotecnologie Basta Bugie.

venerdì 16 novembre 2007

Nessun rispetto

Compare oggi su Il Riformista una lettera molto divertente inviata dall’ufficio comunicazione di Liberi da OGM:

Nessun rispetto
In riferimento all’articolo apparso ieri su Il Riformista, Mario Capanna e la voglia matta di essere Vandana Shiva, precisiamo che le opinioni, pur se radicalmente opposte alle nostre, sono sempre da noi rispettate. Le affermazioni false, invece, sono sempre e soltanto false, e non possono ricevere alcun rispetto.

(firmato)
Ufficio comunicazione della Coalizione “ItaliaEuropa – liberi da Ogm”
L’articolo in questione è di Anna Meldolesi ed è un articolo divertente e ironico, ma soprattutto puntuale e argomentato. Rappresenta senza dubbio una opinione diversa da quella del gruppo di Mario Capanna, e perciò meriterebbe rispetto (come essi stessi dichiarano).
Non è chiaro quali sarebbero le dichiarazioni false: per come l’hanno messa sarebbe legittimo pensare che non sono quelle di Anna Meldolesi, bensì quelle di qualcun altro non menzionato. E se fossero di Meldolesi, quali sono? E perché? Affermare che non si ha rispetto per le affermazioni senza offrire altri dettagli false somiglia a dire (guardando una tavola imbandita) che non si vuole mangiare i cibi andati a male (senza indicare se sono presenti sulla tavola e senza dimostrare che siano andati a male).
Viene il sospetto che questo tipo di argomentazione sia la stessa usata per dimostrare la pericolosità degli OGM.

mercoledì 14 novembre 2007

Chi si fosse distratto...

... può stare tranquillo: Liberi da OGM ha prorogato (proprio come uno spettacolo che si rispetti) la scadenza per votare e aggiungere il proprio nome.
Ecco il comunicato stampa:

Gli italiani hanno ancora tempo per esprimere il proprio Sì a favore di un modello agroalimentare libero da Ogm, visto che la Consultazione nazionale promossa dalla
Coalizione “ItaliaEuropa-Liberi da Ogm” viene prolungata fino al 9 dicembre. In un primo tempo la scadenza era stata stabilita per domani, 15 novembre. Lo hanno deciso i Presidenti delle 32 organizzazioni che formano la Coalizione durante la riunione che si è svolta ieri, al termine della conferenza stampa in cui è stato annunciato il raggiungimento ed anzi superamento dell’obiettivo che ci si era posti, ovvero raccogliere 3 milioni di Sì.
“Considerato lo straordinario successo ottenuto – si legge in una nota dei Presidenti – abbiamo deciso all’unanimità di prolungare la Consultazione, in modo che gli italiani possano continuare ad esprimere il proprio Sì ad un modello agroalimentare Ogm free”. L’auspicio è che con i nuovi voti raccolti si possa esercitare una pressione ancora maggiore sul Governo non solo italiano ma anche europeo, in modo che in materia di Ogm si tenga conto del sentire espresso dall’opinione pubblica piuttosto che di interessi economici di parte.
Vorrei cogliere l’occasione per proporre una consultazione popolare su dove il cane va a pisciare.

giovedì 25 ottobre 2007

Striscia la scemenza

Si intensifica la campagna contro gli OGM. Addirittura è possibile votare con un sms; scegliendo questa modalità di voto si può esprimere solo voto positivo. Inutile aggiungere che il voto può essere moltiplicato in modo indefinito in questo modo. Ma a chi importa?
Ieri Mario Capanna è stato pure ospite di Striscia la notizia per promuovere il suo baraccone.
Qui il video. Che la dice lunga sulla consultazione popolare: mangia sano!, mangia libero da OGM! Sì, ma perché? Perché fanno male! Perché? Perché sì!
Condivido il terrore di Capemaster.

mercoledì 24 ottobre 2007

Mario Capanna e la ricerca sugli Ogm

Mario Capanna viene intervistato dal Quotidiano Nazionale (un gruppo di giornali locali che comprende Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino) sulla sua battaglia contro gli Ogm (Lorenzo Frassoldati, «“Battaglia in Europa per essere liberi da Ogm”», 23 ottobre 2007, p. 13). Una delle domande riguarda la ricerca scientifica:

Bloccando gli Ogm volete bloccare la ricerca pubblica, la sperimentazione?
No, siamo sostenitori convinti di più ricerca, più scienza. Ma chiediamo che, scoperto un transgene che non esiste in natura, prima di usarlo in campo aperto si studino tutte le conseguenze, si valutino rischi e pericoli.
La risposta alla domanda successiva introduce però inopinatamente una nuova condizione:
La ricerca in laboratorio vada avanti, ma prima di passare in campo aperto si ascolta la società.
E cosa comporta questo ascolto? Capanna ce lo svela alla risposta successiva:
E se la ricerca dimostrasse la loro non dannosità per uomo e ambiente?
L’Italia, l’Europa dovrebbero dire comunque no, perché sarebbe una catastrofe economica. […] Tutti i sondaggi sono univoci: l’opinione pubblica europea non vuole gli Ogm.
La domanda che l’intervistatore avrebbe dovuto fare a questo punto è chiara: perché diavolo, allora, impegnarsi in sperimentazioni costosissime se si è già deciso che in ogni caso non se ne terrà conto? Solo per potersi vantare di essere «sostenitori convinti di più ricerca, più scienza»? Per Capanna «sostenere la scienza» significa passare lo stipendio ai ricercatori, e poi buttare nel cestino i loro risultati se vanno contro i sondaggi di opinione? E l’opinione pubblica non è contraria agli Ogm proprio perché le è stato fatto credere che fanno male alla salute da un’alleanza di agricoltori che temono la concorrenza e vecchi arnesi della politica che cercano un modo facile per restare a galla?

Ma l’intervistatore non l’ha fatta. Speriamo nella prossima occasione.