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venerdì 6 marzo 2015

Usiamo la ragione contro il buio di Stamina


In questi ultimi anni Stamina ha animato feroci discussioni e ha forzato – facendola arretrare – la linea difensiva che le istituzioni e la politica dovrebbero tenere salda contro i ciarlatani.

Ora il clima è raffreddato, anche se non del tutto sedato. Il presunto trattamento Stamina – tenuto intenzionalmente nel mistero, privo di dati sperimentali e dei requisiti per accedere a una sperimentazione, assente dalle riviste scientifiche – era stato presentato da Davide Vannoni (laureato in lettere) come rimedio per molte malattie neurovegetative incurabili.

C’erano tutti gli elementi per un perfetto complotto: un eroe, incompreso e avversato, che vuole salvare l’umanità ma è ostacolato dagli interessi delle case farmaceutiche. Forse anche il crollo è un frammento dell’epica del prode isolato e in lotta contro tutti: Vannoni, imputato per accuse gravissime tra cui associazione a delinquere finalizzata alla truffa, ha chiesto il patteggiamento. Un misero e deludente terzo atto.

Stamina è un ottimo pretesto per analizzare come si dovrebbero avvicinare le questioni, sia in una discussione sia (e soprattutto) quando bisogna decidere di una legge o di dove investire risorse limitate come quelle sanitarie.

Tutto quello che è successo con Stamina dimostra per l’ennesima volta perché sia necessario usare strumenti razionali e non lasciarsi trascinare dalla corrente delle emozioni: la paura, il terrore, il disgusto o la ripugnanza sono infatti bussole insoddisfacenti e inaffidabili. Insieme ai “secondo me è così” e ai “io non lo farei mai!”.

Internazionale, 6 marzo 2015.

martedì 9 dicembre 2014

Caso Stamina, i tribunali ostaggi della pseudo scienza

La Corte Costituzionale ha dichiarato non fondato il ricorso sollevato da un giudice del tribunale del lavoro di Taranto. Il decreto Balduzzi (articolo 2 del decreto legge del 25 marzo 2013, n. 24, convertito, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge del 23 maggio 2013, n. 57) non è incostituzionale, non è contrario ai principi di uguaglianza e solidarietà, non confligge con il diritto alla salute limitando l’accesso al cosiddetto metodo Stamina.

Nella lunga e disgraziata vicenda Stamina un ruolo centrale ce l’hanno avuto indubbiamente i giudici e i tribunali. Il contenzioso che ha visto gli Spedali Civili di Brescia come il luogo principale della “sperimentazione” vanta numeri spaventosi. Durante l’audizione dello scorso 2 aprile, il commissario straordinario Ezio Belleri ha detto: “Prima della data del decreto-legge erano stati proposti 37 ricorsi; dopo il decreto-legge i ricorsi sono aumentati in modo esponenziale, fino a raggiungere ad oggi il numero di 519 [respinti 160]. I giudici, nell’accogliere i ricorsi, hanno ritenuto che il legislatore, legittimando i trattamenti solo in alcuni casi, individuati secondo il criterio meramente cronologico riferito alla data di avvio (o dell’ordine) degli stessi, avrebbe operato un’ingiusta discriminazione fra i pazienti, violando il diritto alla salute e il diritto di uguaglianza, costituzionalmente garantiti”.

È forse utile ricordare anche i costi (o una stima approssimativa, sempre secondo Belleri): 57.000 euro per il materiale di laboratorio necessario alla gestione di tutte le cellule (costo variabile aggiuntivo), 249.000 euro per il personale di laboratorio, 201.000 euro per l’attività d’infusione, 44.000 euro per l’attività di carotaggio. Altri costi non sono facili da quantificare – si pensi alla direzione, al servizio affari generali e legali e alle relazioni con il pubblico. Per la costituzione in giudizio, i costi complessivi per le spese legali sono pari a 929.828 euro.

Wired, 9 dicembre 2014.

giovedì 12 giugno 2014

Interrogazione su Stamina


Al Ministro della giustizia.

Premesso che, per quanto risulta all’interrogante:

è notizia di questi giorni che il dottor Mario Andolina, responsabile scientifico di “Stamina foundation”, indagato dalla Procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta sulla nota vicenda “Stamina” è stato nominato con ordinanza del Tribunale di Pesaro, in data 3 giugno 2014, “ausiliario” del giudice per eseguire infusioni di materiale che non è stato documentato né validato dal punto di vista medico negli “Spedali civili” di Brescia;

è di tutta evidenza che l’iniziativa del Tribunale di Pesaro desta non solo oggettiva preoccupazione per la palese incoerenza rispetto alle iniziative già avviate da altri organi giurisdizionali, dalle istituzioni sanitarie preposte e dalla comunità scientifica anche internazionale, che, in ragione dei profili di competenza, sulla vicenda da tempo sono impegnati per garantire il diritto alle cure costituzionalmente protetto (art. 32 della Costituzione) nel rispetto di percorsi tecnico-scientifico validati da sperimentazione clinica, ma genera ulteriore motivo di incertezza soprattutto nei pazienti e nelle famiglie coinvolte;

è altrettanto evidente che la nomina di una persona sottoposta ad indagine per gravi reati connessi all’uso del “metodo Stamina” quale “ausiliario” del giudice non sembra garantire i necessari requisiti di moralità ed imparzialità che costituiscono il presupposto imprescindibile per lo svolgimento delle funzioni delegate dal Tribunale di Pesaro;

è notizia del 5 giugno 2014 (Ansa) che il comitato di presidenza del CSM ha disposto la trasmissione alla prima commissione e alla procura generale della Cassazione di un fascicolo relativo alla vicenda “Stamina”;

considerato che ad oggi, vengono ancora proposti ricorsi con carattere d’urgenza ex art. 700 del codice di procedura civile dai familiari dei malati per accedere al preteso trattamento Stamina; e i medesimi ricorsi vengono sovente decisi con l'adozione di ordinanze di accoglimento che, ritualmente per il carattere d’urgenza, non presentano un approfondimento istruttorio di carattere tecnico-scientifico;

la magistratura sul tema del diritto alla salute è tenuta ad applicare l’art. 32 della Costituzione nel quadro di un sistema di garanzie che prenda in considerazione i pazienti, da tutelare sul piano della salute, ponendoli al riparo da “cure” non documentate secondo il metodo clinico-scientifico, ma accompagnate unicamente da millantata efficacia;

è doveroso rammentare, riprendendo quanto citato in un’ordinanza di rigetto del Tribunale di Torino del marzo 2014 (RG 588/2014), che cosa ebbe a scrivere, nel gennaio 1998, la prestigiosa rivista medica britannica “The Lancet” che, a proposito delle ordinanze dei giudici rispetto alla “cura di Bella” in una nota redazionale dal lapidario titolo «More clinical judgment, fewer “clinical” judges» osservava che: “È una anomalia che [in Italia] la magistratura abbia il potere di ignorare, sulla base di modesti pareri medici, le precise direttive [dell’Autorità Sanitaria] in materia di farmaci; o peggio, che le decisioni dei giudici comportino il sostegno ufficiale ad una cura non sperimentata”;

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti descritti e se questi corrispondano al vero;

se non ritenga opportuno attivare i propri poteri ispettivi al fine di verificare la correttezza delle procedure adottate dagli uffici del Tribunale di Pesaro;

quali iniziative urgenti nell’ambito di proprie specifiche competenze intenda assumere al fine di evitare il ripetersi di iniziative come quella avviata dal Tribunale di Pesaro ed a garanzia dell’imprescindibile moralità ed imparzialità degli ausiliari del giudice.

venerdì 9 maggio 2014

«Aggiornamenti»

Scrive Davide Vannoni ieri sul suo profilo:

Cari amici, Daniele è a casa con 40.000 piastrine. Non riceve una infusione da 14 mesi, perchè i ricorsi e i controricorsi degli spedali civili di brescia costati a tutti noi 1.000.000 di euro hanno rallentato la ripresa delle terapie. L'ultima infusione aveva permesso a Daniele di nutrirsi senza sondino, direttamente con un cucchiaio, mentre poco prima lo stesso ospedale aveva previsto una peg di urgenza non effettuabile a causa dei rischi dell'anestesia.
Daniele è un piccolo al quale siamo tutti affezionati, la prima volta lo trattammo a san marino (gratuitamente) nel 2008. Aveva 20.000 piastrine ed una milza grossa come quella di un adulto. Dopo 20 giorni ne aveva 120.000 ed una milza quasi normalizzata.
La sua storia in questi ultimi 6 anni è stata segnata dagli imbrogli burocratici di uno stato vile fino al midollo.
Dopo l'interruzione delle terapie a Trieste, in cui Daniele continuava a fare progressi evidenti, il presidente Napolitano si fece commuovere dalla sua storia e con l'intervento del ministero della salute gli concesse di riprendere le terapie con staminali, non più quelle di stamina che lo avevano migliorato, ma la solita brodaglia prodotta dal laboratorio Verri del San Gerardo di Monza e approvata dall'Agenzia Italiana del Farmaco. Dopo tre infusioni, la mancanza di effetti ed il ripresentarsi dei peggiormenti portò a sospendere la terapia, abbandonando per la seconda volta Daniele al suo destino.
Fino al 2011 quando, dopo aver avvisato il dr. Casciello del ministero della salute della attività di Stamina a Brescia, costui scrisse all'ospedale chiedendo di prenderlo in cura con la metodica Stamina. Da lì riniziano le speranze ed i miglioramenti, ma anche, dopo il blocco dell'Aifa, le interruzioni e le lotte nei tribunali. Fino all'ordinanza di qualche giorno fa che richiede l'immediata ripresa delle terapie, ma di fronte alla quale dei medici si sono rifiutati, con la compiacenza del loro direttore, di ottemperarla.
Daniele è a casa nell'indifferenza di tutti, quando si creano situazioni così al limite ognuno finisce di pensare solo al proprio orticello dimenticandosi degli altri e cercando un colpevole facile da colpire. Erica la biologa di Stamina ha dato la sua disponibilità ad operare, ma a fronte del fatto che sia indicata direttamente nelle sentenze. Non è una sua scelta, ma del suo avvocato, in questo conflitto tra magistrature una biologa in carcere non servirebbe nè ai pazienti in lista nè a quelli in cura che hanno ottenuto o meno l'ordinanza 669.
Grazie alla generosità di una associazione il conto di Stamina dopo 2 mesi è tornato in attivo (prima era in negativo per 2650 €). Abbiamo ben 740 euro sul conto ed ancora un bel po' di debiti con dipendenti, fornitori, commercialisti e avvocati. In queste condizioni difficilmente saremo in grado di proseguire le cure a Brescia.
Rimangono in piedi una sperimentazione che ha assunto dei contorni grotteschi. Abbiamo appreso che a 6 mesi dalla bocciatura del primo comitato, il ministro Lorenzin non è ancora riuscita a nominare il secondo comitato, sperando che nel frattempo qualcun altro le tolga le castagne dal fuoco, intanto però chiede il voto urgente per lei ed il suo partito alle europee.
Il dott. Belleri dopo 16 morti in lista di attesa a cui sono stati calpestati i diritti e la speranza è stato nominato direttore generale, forse con i prossimi 16 lo faranno ministro della salute.
Il succo di questa storia è questo: diritti negati, politici svenduti, propaganda nera dei giornali e delle televisioni, scienziatucoli pieni di conflitti di interesse contro scienziati veri e curiosi, vigliacchi che confermano i risultati, vengono inquisiti, li ritrattano ed escono miracolosamente dalle indagini.
Il giochetto è sempre lo stesso, ma senza fondi non si fanno cure, non si difendono i diritti e non si riesce ad avere professionisti decenti per raccogliere i risultati ottenuti (visto che i medici degli spedali civili la vera obiezione l'hanno già fatta due anni fa rifiutandosi di valutare i pazienti con esami strumentali, prestando il fianco anche alla loro rovina).
Oggi si premia chi abiura, chi scappa, chi mente, è tipico di queste situazioni e la storia è piena di questi personaggi.
Stamina è ancora qui, il coraggio ce lo mette tutto, ma questo è un elemento che da solo non farà aumentare le piastrine di Daniele.
La Lorenzin continua a mentire ripetendo il vecchio mantra che recita: 'i medici non sanno che cosa infondono'. Balle. Se non lo sanno e perchè non hanno avuto la curiosità e non si sono sentiti in dovere di fare due piani di scale ed andare in laboratorio dove sono presenti le analisi delle cellule prima di ogni infusione (più di 400 schede zeppe di analisi e di certificati di sterilità e di vitalità).
Per il resto la ruota della vita gira e per alcuni ha solo due colori vita e morte. È una condizione tremenda anche solo da immaginare.
In Italia non esiste Stamina senza questa metodica e non esiste la metodica senza Stamina. Oggi più che mai questo risulta evidente.
Alcuni mesi fa si è formata una cooperativa sociale senza fini di lucro, fatta solo da persone malate e da parenti di persone malate (Prostaminalifecooperativa@gmail.com). È una cooperativa indipendente da stamina che si muove autonomamente e cerca uno sbocco estero per poter applicare la metodica Stamina. In loro vedo la possibilità di non far morire questa speranza e di proseguire questo cammino che abbiamo iniziato nel paese sbagliato.
Aiutare e rafforzare Stamina in questa battaglia è una cosa importante che vi chiediamo di fare. Per la prima volta abbiamo un partito (Io Cambio), piccolo e nuovo, che ci rappresenta in lista alle europee e che ha fatto della battaglia di Stamina il centro del suo programma elettorale. Dargli forza può essere un aiuto per tutti quelli che aspettano con speranza e per quelli che si sentono ormai abbattutti e sfiancati da questa lotta senza tregua.
Il passato ci ha d'altronde insegnato che tutti coloro (politici e non) che si sono avvicinati a Stamina lo hanno fatto con intenzioni ed obiettivi diversi dalla tutela dei malati e dalla nostra battaglia. Di sciacalli ne abbiamo già troppi tra i nostri nemici è inutile portarceli anche in casa.
Per tutti costoro ricordo che Stamina ed il Movimento Stamina sono gli unici ad aver operato in favore delle cure, anzi ad averle praticate veramente con tutti i rischi e le aggressioni che ciò ha comportato. Le chiacchere non faranno aumentare le piastrine di Daniele o aiuteranno le altre persone in cura ed in lista di attesa.
Penso anche a tutti quelli che, avendo perso i ricorsi, sono rimasti fuori anche da questo ultimo barlume di speranza. Di loro non parla mai nessuno anzi, vengono portati come trofei dai detrattori di Stamina per dimostrare che esiste una contraddizione a livello giuridico. Eppure sono persone che muoiono e soffrono come gli altri, genitori che si sono visti negare per legge ciò che è stato concesso ai figli di altri.
La legge non è più uguale per tutti, l'unica cosa che ci accomuna è la speranza e in ultimo la morte. Non possiamo più accettare una società dove bisogna morire per avere gli stessi diritti e la stessa dignità giuridica di altri.
Stamina ha migliorato la salute e la vita di molte persone, ha ridato speranza, ha messo in luce gli angoli bui di un sistema marcio, ma soprattutto credo che abbia aperto gli occhi a molti. Perchè se non le mostri le contraddizioni e le storture di questo sistema non vengono mai alla luce e come tarme continuano a erodere quell'esile ramoscello che ci sorregge e che si chiama vita.
Intanto, visto che le campagne con i cartelli e i culi sono di gran moda.

sabato 26 aprile 2014

Stamina, quando è offesa la dignità dei malati

Quasi tutti i commenti dopo la chiusura dell'inchiesta hanno richiamato la necessità di rendere più umana, compassionevole, empatica, la medicina. Che oggi lo so sarebbe, e che per questo si troverebbe, in difficoltà nell'arginare i ciarlatani. Dando così quasi per scontato che vi sia una sorta di antagonismo tra le qualità scientifico-tecnica e morale dell'aiuto medico ai malati.

Per chi la storia della medicina la insegna, com'è il caso di chi scrive, si tratta di una perorazione francamente un po' minimalista. Or sono millenni che i medici vanno raccomandandosi l'un l'altro di mostrare simpatia e compassione per i malati, perché in passato si riteneva che questo generasse fiducia nel medico e quindi ne guadagnasse sia il rapporto con i pazienti sia la professione. A un certo punto, però, la medicina è diventata scientifica e poi è arrivata la cultura dell'autodeterminazione del paziente. Nel nuovo contesto l'efficacia e l'efficienza tecnico-operative hanno reso sempre meno necessario far uso di sentimenti per rafforzare la fiducia dei pazienti: un'infezione batterica che risponde agli antibiotici o un'appendicite si possono trattare con la stessa efficacia, suscitando ammirazione nei malati, sia che ci si dimostri empatici, sia che si abbia un carattere scontroso. Inoltre, il paternalismo medico è entrato in crisi in un modo che valorizza l'autonomia, i diritti e le scelte individuali.
Gilberto Corbellini, Il Sole 24 Ore, 25 aprile 2014.

giovedì 24 aprile 2014

La risposta di Giulio Golia

E’ poco più di un anno che seguo per le Iene la storia di alcune famiglie che hanno usato il metodo Stamina. Sono stato nelle loro case e ho conosciuto i loro bambini affetti da malattie che non lasciano alcuna speranza e non hanno nessun’altra cura possibile. Oggi, in concomitanza con l’indagine ufficialmente aperta su Davide Vannoni, qualcuno di voi mi ha scritto insultandomi con frasi come “ ti devi vergognare”. Di cosa? Di cosa mi dovrei vergognare? Lo Stato italiano ha permesso dal 2010 che il metodo Vannoni fosse adottato come cura compassionevole presso un’ospedale pubblico, quello di Brescia. Sessantaquattro famiglie hanno sperimentato queste infusioni grazie alle sentenze di circa 700 giudici (anche questi dello stato italiano) che hanno imposto che queste infusioni fossero loro somministrate molto prima che le iene se ne occupassero. L’Aifa ovviamente non poteva non sapere, così come il Ministero della Salute.
E io, noi delle iene, dovremmo vergognarci per aver raccontato queste famiglie di cui nessuno si è curato davvero? E che peraltro hanno un loro parere su queste cure, che nessuno ancora (ne comitati scientifici, ne politici, ne altri) ha avuto la voglia e l’onestà d’andare a sentire. Noi che questa voglia ed onestà l’abbiamo avuta e ne abbiamo reso conto col nostro programma, non sappiamo dirvi se questo metodo serva o meno a qualcosa. Ma sappiamo che sarebbe stato semplicissimo capirlo, volendolo capire…. Bastava permettere che l’Università di Miami analizzasse a gennaio 2014 queste staminali. In pochi giorni e con pochi denari si sarebbe saputo di che razza di staminali stavamo parlando. Ma l’Aifa, senza ben motivare per quale ragione, ha fermato tutto. Come è stato fermato, dagli scienziati italiani prima e dal ministro Lorenzin poi, il presidente del comitato scientifico prof. Mauro Ferrari che sempre nei primi mesi di quest’anno avrebbe dovuto capire se la sperimentazione meritava o meno. Gli è bastato affermare in un’intervista (concessa alle iene) che avrebbe parlato prima di tutto con le famiglie che hanno sperimentato sulla loro pelle il tanto discusso metodo (quelle famiglie di cui ancora oggi nessuno si è curato). E questo, solo questo, l’ha fatto diventare un principiante liquidabile da un giorno all’altro.
La giustizia farà il suo corso e Vannoni risponderà per ciò che ha fatto negli anni dal 2007 al 2010. Siamo i primi che hanno parlato dei suoi guai giudiziari. Guai giudiziari tutti risalenti a quel periodo, che con grande chiarezza abbiamo raccontato per primi nel corso del 2013 coi nostri servizi che potete trovare facilmente su www.iene.it. Andateli a vedere. E se dopo averli visti penserete ancora che ci dobbiamo vergognare, allora qualcosa non va…

mercoledì 23 aprile 2014

Chiusa l’inchiesta su Stamina


Il procuratore Raffaele Guariniello sta notificando, proprio in queste ore, i provvedimenti con i capi d’accusa per venti indagati. Ipotizza i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, aggravata dall’essere ai danni del servizio sanitario nazionale, e somministrazione di farmaci pericolosi. Oltre al presidente e al vicepresidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni e Marino Andolina, sono coinvolti neurologi, biologici, otto medici degli Spedali Civili di Brescia e anche un membro dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco).
Oggi su la Stampa

mercoledì 16 aprile 2014

«Cari amici»

Cari amici, il silenzio non è sinonimo di inattività, anzi mai ci fu periodo così frenetico come questo nella storia di Stamina. Iniziamo a dire che Stamina continua la sua attività per portare avanti la metodica ovunque si possa dare un sollievo alle persone malate e alle loro famiglie. È nato il Movimento Stamina Italia Onlus apartitico, apolitico, ma sostanzialmente pro speranza e pro cure compassionevoli. Andrà a sostiuire i comitati pro stamina regionali e darà nuova linfa a questa battaglia. Due stati esteri hanno approvato e autorizzato la metodica Stamina ed un terzo sta decidendo in questi giorni. Non vogliamo però dare agli italiani che hanno risposto fiducia in Stamina un futuro da esuli anche se il ministro nullafacente della salute se lo meriterebbe abbondantemente. Stiamo ancora aspettando la nomina del suo comitato scientifico che dovrebbe adempiere ad una legge dello stato (decreto balduzzi 2013). Stiamo ancora aspettando che qualche paziente della lista di attesa (più di 150 persone) venga chimato dagli spedali incivili di Brescia almeno per dirgli che può morire in pace senza più attendere una speranza sancita dalla legge e da un giudice che gli viene illegalmente negata. 180 giudici in tutta Italia si sono espressi favorevolmente al metodo stamina, altri hanno negato questa speranza a persone gravemente malate ed in pericolo di vita. L'ultima sentenza di un giudice di Marsala, che non è un pro stamina, ha solo evidenziato i fatti chiarendo a molti quanto sta succedendo. La sua sentenza che richiede al nosocomio Bresciano di riprendere immediatamente le cure per il piccolo Gioele in alcuni passaggi mette in luce verità che meritano di essere sottolineate. 
LA BARBARIE CHE LO STATO ITALIANO STA METTENDO IN ATTO NEI CONFRONTI DEI PAZIENTI: 
'È giuridacamente arduo, infatti, non ravvisare un'ATROCE BARBARIE nel privare un malato, ancorchè grave e senza speranza, di un sollievo ancora possibile e umanamente praticabile poichè ciò equivarrebbe a ledere in modo DELITTUOSAMENTE ILLECITO LA DIGNITÀ UMANA e un migliore livello di benessere, non solo del paziente, ma anche dei familiari in quanto intrinsecamente assorbiti nella sofferenza del proprio congiunto. Nel caso in esame le evidenze storico fattuali e cliniche versate in atti, dimostrano infatti, in maniera peraltro del tutto incontestata che Gioele sin dalla prima somministrazione di cellule staminali mesenchimali, ottenute con il metodo Stamina, ha manifestato sensibili miglioramenti che travalicano le normali aspettative di una qualunque cura compassionevole.' 
I RISULTATI MEDICI COMPROVATI DA ESAMI DEL PICCOLO GIOELE
'[...] Il piccolo è riuscito non solo a superare tale infausta previsione temporale [sei mesi di aspettativa di vita], ma ha, anzi, goduto di una sensibile riduzione dei terrificanti sintomi della malattia, giungendo, nel giro di pochi mesi, contrariamente a quanto gli era assolutamente precluso in precedenza, a respirare in modo autonomo, a sorridere ai genitori, a muovere gli arti e ad accrescere il proprio peso da 3,7 kg iniziali a 11,8 kg pienamente commisurati alla sua età di 3 anni.'
LA RISPOSTA ALLA VIGLIACCHERIA DI ALCUNI DEI MEDICI DI BRESCIA 
'Gli interessi giuridici che verrebbero infatti, irrimedialmente conculcati in caso contrario sono, innanzitutto, il diritto alla salute e alla vita individuale, essendo evidente che il diniego del proseguimento della cura Stamina determinerebbe una vistosa e inammissibile perdita di chance di sopravvivenza e miglioramento della vita, BEN POTENDOSI, ANZI, DELLE GRAVI FORME DI RESPONSABILITÀ PENALE A CARICO DI SOGGETTI CHE, ESSENDO LEGALMENTE TENUTI A DARE SEGUITO AL PRESENTE PROVVEDIMENTO, ABBIANO CONTRIBUITO AD INTEGRARE CON LE LORO CONDOTTE OMISSIVE oltre che il delitto pp. dell' art. 388 cp, anche delle forme di contributo eziologicamente rilevante per il mancato imledimento del malaugurato evento MORTE, ove concretamente evitabile e rinviabile alla luce dei positivi risultati terapeutici pregressi.' 
IL DANNO FATTO ALLA SOCIETÀ E ALLA SCIENZA BOICOTTANDO STAMINA
'Verrebbe inoltre irrazionalmente compromesso il diritto al miglioramento della vita e della salute collettiva essendo evidente che l,immotivata interruzione del trattamento priverebbe la SOCIETÀ UMANA e la COMUNITÀ SCIENTIFICA, della possibilità di apprezzare fino in fondo le caratteristiche, i limiti e le prospettive di un eventuale futuro sviluppo delle appliccazioni terapeutiche delle cellule staminali mesenchimali, sottraendo eventuali spazi di avanzamento del progresso medico scientifico, a detrimento del miglioramento delle condizioni di vita generali.' Bene questo è il diritto e questa è la logica che vorremmo trovare anche negli uomini e nelle donne che governano questo paese. Abbiamo invece visto vigliacchi in malafede e professionisti delle poltroncine che occupano comportarsi con i risultati evidenti ottenuti dai pazienti di Stamina come fossero la polvere da nascondere sotto un tappeto. È ora di cambiare per le persone malate ed i loro familiari, per tutti noi.
16 aprile 2014.
(Qui c’è l’ordinanza di Torino).

sabato 29 marzo 2014

L’ultima (ordinanza sensata) sul caso Stamina




E non solo per le conclusioni. Prima di arrivare lì, infatti, il giudice Vincenzo Ciocchetti chiarisce le premesse in modo impeccabile e insolito. La ricostruzione non si limita al contesto normativo, ma comprende quello più ampio e generico caratterizzato da credenze erronee e dalla seduzione esercitata dai rimedi magici – è proprio in questo dominio che si radicano più fortemente le ragioni dell’incomprensione della vicenda Stamina e di tante altre simili. L’ordinanza si sofferma sull’equivoco delle cure palliative, sui ciarlatani della salute e sulle cure miracolose (paragrafi 4 e 5).

Il primo paragrafo è dedicato alla descrizione delle parti in causa. Il ricorrente è un bambino affetto dalla malattia di Canavan, una gravissima patologia neurologica ereditaria. La prognosi è infausta e non esiste alcuna terapia specifica.

Il padre chiede al tribunale di ordinare agli Spedali Civili di Brescia la somministrazione di cellule trattate con il cosiddetto metodo Stamina. Fonda la richiesta sull’articolo 1, comma 4, del decreto del ministro della salute del 5 dicembre 2006.

Gli Spedali non si costituiscono in giudizio ma mandano una nota in cui ricordano che la somministrazione dovrebbe seguire la verifica di criteri medici e scientifici, che al momento il “trattamento” non è sperimentato, che è privo di basi scientifiche e addirittura ignoto – se non al suo promotore (elemento che solleva ovviamente anche un conflitto di interesse).

L’ordinanza passa a ricostruire il quadro generale della normativa applicabile, composto da disposizioni comunitarie e nazionali. Si parte dalla direttiva 2001/83/CE sulla produzione, sulla distribuzione e sull’uso dei medicinali a tutela della salute pubblica. Nel 2006 l’Italia ha dato attuazione a questa direttiva. Ci sono altre direttive e alcuni regolamenti (indicati da pagina 3 a pagina 6), e c’è il decreto già nominato, quello del 5 dicembre 2006. Questo decreto, “Utilizzazione di medicinali per terapia genica e per terapia cellulare somatica al di fuori di sperimentazioni cliniche e norme transitorie per la produzione di detti medicinali”, avrà un ruolo importante nella vicenda Stamina (il testo del decreto del 2006 sarà modificato dal decreto ministeriale del 18 dicembre 2007 e del 24 dicembre 2008). Soprattutto l’articolo 1, comma 4, che è il caso di riportare per intero.

“Fermo restando il disposto di cui al comma 3, è consentito l’impiego dei medicinali di cui al comma 1 su singoli pazienti in mancanza di valida alternativa terapeutica, nei casi di urgenza ed emergenza che pongono il paziente in pericolo di vita o di grave danno alla salute nonché nei casi di grave patologia a rapida progressione, sotto la responsabilità del medico prescrittore e, per quanto concerne la qualità del medicinale, sotto la responsabilità del direttore del laboratorio di produzione ditali medicinali purché:

a) siano disponibili dati scientifici, che ne giustifichino l’uso, pubblicati su accreditate riviste internazionali;

b) sia stato acquisito il consenso informato del paziente;

c) sia stato acquisito il parere favorevole del Comitato etico di cui all’art. 6 [Comitato etico] del decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 211 [Attuazione della direttiva 2001/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 aprile 2001, relativa all’applicazione della buona pratica clinica nell’esecuzione delle sperimentazioni cliniche di medicinali per uso clinico, il cui art. 6 concerne il Comitato etico] con specifica pronuncia sul rapporto favorevole fra i benefici ipotizzabili ed i rischi prevedibili del trattamento proposto, nelle particolari condizioni del paziente;

d) siano utilizzati, non a fini di lucro, prodotti preparati in laboratori in possesso dei requisiti di cui all’art. 2, anche nei casi di preparazioni standard e comunque nel rispetto dei requisiti di qualità farmaceutica approvavati dalle Autorità competenti, qualora il medicinale sia stato precedentemente utilizzato per sperimentazioni cliniche in Italia; se il medicinale non è stato sperimentato in Italia, dovrà essere assicurato il rispetto dei requisiti di qualità farmaceutica approvati dall’Istituto superiore di sanità, secondo modalità da stabilirsi con procedimento del Presidente del medesimo Istituto;

e) il trattamento sia eseguito in Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico o in struttura pubblica o ad essa equiparata” (sugli effetti di una corretta interpretazione di tali premesse si vedano le pagine 8 e 9 dell’ordinanza).

mercoledì 15 gennaio 2014

«Stamina non fa miracoli, offre solo una valida alternativa al nulla»

Lo scorso lunedì, Presa Diretta ha dedicato a Stamina l’intera puntata. Quasi due ore in cui la vicenda è raccontata e spiegata con tale pazienza che anche i più distratti avrebbero potuto capire cosa non va (diciamo anche inorridire, soprattutto davanti a 3 o 4 tappe della saga di Vannoni & Co.).
Ma, come prevedibile, già lì sotto ci sono alcuni commenti di indignati, complottisti, improbabili difensori di Stamina e del suo paladino. Gli pseudoargomenti sono i soliti: marchettaro!, ho visto i miglioramenti!, qui si parla di bambini e di vita! (Eccone solo due esempi).



Ma il commento più bello è quello di Davide Vannoni, comparso circa un’ora fa sul suo profilo Facebook - che già questo.
Lo riporto per intero perché è un perfetto esempio di una risposta a una domanda non capita (intenzionalmente) e di un gioco perverso in cui la totale irrazionalità si mischia a un profilo che sconfina nella psicopatologia (i corsivi sono miei), con aggiunte di complottismo e la pretesa che i dubbi e il rifiuto a Stamina siano solo una caparbia difesa pavloviana di un sistema che non può e non vuole essere minacciato dal novello eroe Vannoni e dalla sua cura miracolosa.


Cari amici, so che questo è un momento difficile per tutti. È difficile per me e per Marino che siamo sotto un attacco mediatico mai visto prima nel quale menzogne e falsificazioni si sommano, creando sempre più confusione. Lascio perdere le frasi riportate da alcuni giornalisti e che non fanno parte di intercettazioni, ma di dialoghi riportati o sentiti dire da persone con interessi diversi, personali o semplicemente da rabbia. Succede, Stamina non fa miracoli, offre solo una valida alternativa al nulla.
Vale quanto abbiamo sempre spiegato (persino alle Iene), nel periodo 2007/2009, quando Stamina non era operativa, una parte dei pazienti hanno pagato (cifre diverse da quanto hanno dichiarato e questo sinceramente mi fa sorgere molti dubbi sulle ragioni di tali denunce dell'ultima ora).
Con quei soldi si è costruito un laboratorio e si sono somministrate le terapie. Dei 70 pazienti coinvolti, 6 anni fa, meno di 10 hanno sporto denuncia, ma questo non è un mistero. Altri hanno inviato lettere di supplica per riprendere le cure, altri ancora si sono rassegnati, bloccati dopo aver fatto solamente una o due infusioni.
Oggi sono 'venduti' dai media come se fossero novità dell'ultima ora, farciti da dubbi e pregiudizi, calunnie ed insulti, ma la macchina del fango funziona così, tutto sembra essere successo oggi.
Ribadisco quanto sempre detto, nessuno dei pazienti in cura a Brescia e di quelli in lista di attesa ha pagato un centesimo o gli sono state chieste donazioni di alcun tipo.
Questo è avvenuto grazie a Stamina, ai soldi ricevuti inizialmente da Medestea e dalle donazioni ricevute dalla popolazione che ringrazio per il sostegno a Stamina.
Nessuna iniezione di straforo è mai stata fatta a Brescia perchè le provette sono catalogate su due databese informatici gestiti separatamente (uno dell'ospedale e uno di Stamina) e riportati anche su cartaceo in area ad accesso limitato con doppia firma degli operatori di Stamina e degli operatori dell'ospedale. Ogni povetta che viene preparata e scongelata passa attraverso molteplici controlli fatti da più soggetti.
Se si fossero potute prendere delle provette di straforo e iniettarle, forse non sarebbero morte 9 persone in lista di attesa (di cui tre bambini) che, pur avendo l'ordine di infusione di urgenza da mesi, non hanno potuto accedere alle terapie di Stamina.
Forse sì, in quei casi sarebbe valsa la pena infischiarsene degli aspetti burocratici e far valere un diritto ottenuto dai giudici, ma non lo abbiamo fatto proprio per evitare di compromettere le terapie per le persone che le avevano già iniziate.
Le vittime principali di questa campagna di disinformazione sono soprattutto le famiglie dei pazienti in cura e quelli in lista di attesa che stanno vivendo giorni di angoscia nella paura che Brescia venga bloccata.
A loro, alle loro speranze e alle loro paure va la mia più grande solidarietà.
Resta il fatto che oggi, le fortissime pressioni fatte per non far fare a Camillo Ricordi la valutazione delle linee cellulari a Miami, per validarne ulteriormente sicurezza ed efficacia, rappresenta una scelta oscurantista che è passata in sordina dietro lo scandalo delle dichiarazioni spesso smentite e contraddette dagli stessi accusatori (come ad esempio il video della piccola Nicole che è comparso in rete qualche giorno a fa ed alla quale, come si vede 'siamo riusciti ad estorcere' i primi passi, la scomparsa delle crisi epilettiche ed il miglioramento della deglutizione già con due sole infusioni nel 2008).
Difficile spiegare perchè a uno scienziato terzo, come Camillo Ricordi, si impedisca di fare una valutazione obiettiva di un prodotto infuso in Italia ai pazienti dentro un ospedale pubblico.
Difficile spiegare perchè ad uno scienziato di tale levatura, già nominato presidente di un istituto di ricerca italiano (Ri.med) su cui confluiscono 200 milioni di euro di finanziamenti, si dica ora di volergli togliere tale incarico.
Certo è anche difficile negare i miglioramenti ottenuti dai bambini e degli adulti che hanno documentato le Iene lo scorso anno e che sono stati anche confermati dagli esami medici raccolti dai genitori.
Tutto questo richiede un grande impegno ed allineamento dei mezzi di informazione.
Se abbiamo sbagliato nel 2008 a cercare di salvare delle persone che con la comprensibile insistenza ci chiedevano di accedere alle terapie, lasciamo che sia un processo a dirlo nel quale ci sia un contraddittorio, ci siano anche le prove che abbiamo a nostra discolpa e le testimonianze a nostro favore (compresa l'analisi dei costi sostenuti che dimostra che nessuno di noi ha mai percepito un centesimo da quella attività).
Mischiare il 2008, San Marino, l'ospedale di Trieste, dove Marino Andolina ci ha voluto portare, con la situazione di oggi a Brescia fa parte di un gioco sporco per impedire quello che di buono Stamina è riuscita a costruire.
La conferenza stampa del 28 dicembre nella quale i genitori, con tanto di analisi e valutazioni cliniche, si sono presentati è passata molto in sordina.
Nella stessa mattinata (un sabato), infatti il ministro lorenzin ha dichiarato la composizione del nuovo comitato scientifico (che non ha ancora nominato adesso). Mi pare quantomeno strano che un ministero dichiari quali siano i componenti di una commissione prima di nominarli ufficialmente. Forse aveva fretta di dare nuove notizie per oscurare le informazioni fornite dai pazienti?
Nonostante tutto, nonostante siano stati forniti, in quella conferenza, copie degli esami e delle valutazioni mediche ai giornalisti la notizia principale che è uscita è stata che un genitore di un bambino in cura ha dato degli 'assassini' ai giornalisti.
Direi che la scelta di quanto divulgare è stata quantomeno parziale.
Oggi in questo marasma generale Gioele, Smeralda, Sebastian, Ludovica, Sofia, Rita, Federico, Elena, Ginevra, Emilia, Luciano e gli altri bimbi e adulti in cura ed i loro miglioramenti, non esistono più.
Oggi le 150 persone in lista di attesa ed i morti che continuano a susseguirsi senza aver accesso alle terapie sono stati sepolti sotto chili di menzogne scritte e urlate in televisione dai più grandi opinionisti che direi essere quantomeno mal informati.
Riecheggia solo il ghigno della senatrice cattaneo che dice di essersi divertita molto a leggere il testo della domanda di brevetto, un bianco sedato che con molta calma consiglia di morire in sicurezza, nell'attesa che le sue 'utilissime' ricerche sulla caratterizzazione delle mesenchimali siano ulteriormente pubblicate.
Bene anche se questa marea di fango ci ha sporcato le scarpe, credo che chi ha seguito questa vicenda con un minimo di obiettività abbia iniziato ad aprire gli occhi e a capire a quale sistema affida la propria salute. Se Stamina scomparirà e con essa l'esperienza portata avanti in Italia, molte persone si stanno già organizzando per fare in modo che questa metodica non muoia o venga derubricata alla stregua di una pratica alchemica.
Vi allego i link dell'articolo in cui alcuni anni fa ho raccontato la storia di quella che continuo a considerare una grande battaglia, il video integrale della conferenza stampa dei genitori dei bimbi in cura e la diffida dell'AIFA per impedire che alcune provette da Brescia potessero intraprendere la via della ricerca a Miami.

http://www.bresciaoggi.it/stories/Cronaca/404961_vannoni_la_mia_verit_su_stamina_foundation/

http://movimentoprostamina.com/conferenza-stampa-dei-pazienti-stamina/



Tra i più ostinati difensori c’è Pietro Crisafulli, che così definisce Presa Diretta prima ancora di Vannoni.


(Qui un pezzo che avevo scritto lo scorso aprile).