domenica 29 aprile 2007

Il prete felice

La convinzione che i preti sono infelici e frustrati sarebbe, secondo il nostro Giacomo Samek Lodovici, molto diffusa (e commenta, “temiamo”). Ma niente paura, perché oggi (Fare il prete la professione più felice, Avvenire, 29 aprile 2007),

Giornata delle vocazioni, possiamo riferire di uno studio che smentisce completamente questa visione. Infatti, da una ricerca del General Social Survey dell’Università di Chicago, risulta che i membri del clero sono la categoria “professionale” più felice e gratificata negli Stati Uniti. Il dato si riferisce al periodo 1972-2006 ed è stato ricavato su un campione di più di 50.000 americani. I ricercatori si aspettavano che le professioni più gratificanti fossero quelle più prestigiose e remunerate. Invece, a dispetto del disprezzo con cui sono spesso visti e del loro modesto salario, i più soddisfatti del loro lavoro sono risultati proprio preti e pastori.
Facciamoci due conti: non rischiano il licenziamento, non rischiano proprio niente direi (follia a parte, ma questo è un rischio equamente distribuito, e poi andrebbe affrontato all’origine, all’epifania della vocazione), non vanno in cassa integrazione, se peccano sono perdonati (e siccome per molti vale l’equivalenza peccato=reato la cuccagna si allarga!), godono di una rispettabilità e di una affidabilità che per molti è gravoso conquistare (sì, magari un po’ di smalto è venuto via per quelle malelingue che raccontato di abusi e violenze su bambini e su altre persone in nome di Gesù, ma si sa che le malelingue vanno tenute a bada e che farebbero di tutto per rovinare il prossimo), hanno un potere assolutorio (vero o presunto) che riempie di presunzione e di crassa soddisfazione, coltivano la filastrocca che gli sbagli sono sempre rimediabili e perdonabili, un paio di preghiere e l’anima torna candida, al contrario della fedina penale dei civili. La descrizione della felicità (professionale)!
Vi risparmio l’apologia su dovere-amore del Lodovici.

2 commenti:

twister ha detto...

Ma allora ci siete, non ci fate! L'inchiesta è sugli Stati Uniti, non sull'Italia! E parla di pastori (che non assolvono nessuno) e non solo di preti. La vostra capacità leggere la realtà in modo distorto è talmente evidente che fate ridere i polli....

Alessandro Capriccioli ha detto...

L'accuratezza con cui voialtri (twister, ce l'ho con te) disegnate arabeschi di precisazioni sulle minuzie, trascurando disinvoltamente il quadro generale, è decisamente grottesca.