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venerdì 16 maggio 2008

Filomena Gallo sulle linee guida e la legge 40

Avevo deciso di non commentare le dichiarazioni sulle Linee Guida (per la noia e il fastidio che tali dichiarazioni mi provocano). Lo faccio tramite la dichiarazione di Filomena Gallo (avvocato e presidente di Amica Cicogna e vice segretario della Associazione Luca Coscioni).

Spiace dover leggere dichiarazioni, come quella di Giovanardi o della Roccella, sulla revisione delle recenti linee guida. Perché emerge una mancanza assoluta di preparazione su temi che determinano attualmente un dibattito viziato e superfluo, visto la preparazione di questi politici. Le line guida sono un decreto ministeriale che ha solo recepito il contenuto di sentenze di merito passate in giudicato, e che affermano solo il contenuto della legge 40 del 2004 sulla fecondazione assistita. La legge sulla fecondazione assistita prevede infatti l’indagine clinica diagnostica sull’embrione (articolo 14 comma 2) a seguito di richiesta della coppia (articolo 14 comma 5).

I due parlamentari hanno memoria breve, poiché hanno completamente dimenticato che questa legge è stata prodotta proprio dall’attuale maggioranza di Governo nel 2004. Inoltre non conoscono bene neppure il risultato del referendum sulla legge 40/04, poiché lo stesso non ha determinato la vittoria di nessuno, non hanno vinto né i no e neppure i sì, ma la gente ha deciso di non scegliere per via della mancanza d’informazione corretta che vi è stata.

La politica non può entrare nella sfera di diritti personali che determinano tutele, poiché solo i magistrati hanno questo compito.

Il presidente Berlusconi dovrebbe evitare che i rappresentanti del suo Governo esprimano pareri privi di senso, senza cognizione alcuna di procedure e contenuti in materia, che servono solo a far capire che su tali tematiche il cittadino italiano deve difendersi dallo Stato.

Forse Giovanardi e la Roccella vorranno modificare la legge 40 poiché non abbastanza restrittiva, ma per coerenza dovrebbero vietare anche l’ecografia in gravidanza, la villocentesi, l’amniocentesi e i controlli di routine previsti per le gestanti e il nascituro. E in questo panorama politico dove invece di migliorare le leggi l’unica volontà è di peggiorarle a danno della salute delle mamme e del nascituro, le coppie si rivolgeranno nuovamente a giudici - come unici paladini per la tutela dei diritti.
Rivedere le linee guida sulla legge 40/04 significa permettere a noi coppie d’impugnarle nuovamente dinanzi al TAR Lazio.

sabato 17 marzo 2007

Conversazione tra gentiluomini

Gianni Alemanno: «Chiediamo centri di permanenza temporanea anche per i nomadi che vengono sgomberati dai capi abusivi».

Carlo Giovanardi: «Se fossero cittadini extracomunitari e clandestini, allora avrebbe un senso, ma se hanno un permesso di soggiorno e non sono extracomunitari allora no».

(tratto da Alemanno: «I nomadi? Interniamoli nei Cpt», l’Unità, 16 marzo 2007).

Si legge poi in chiusura:

Ad Alemanno poco importa. E durante l’incontro con Achille Serra – giudicato dal leader di An «illuminante» – ha chiesto al governo un «decreto-legge urgente», considera la proposta del suo partito come la pensata per porre rimedio all’emergenza nomadi. Di più, Alemanno arriva a inoltrare al prefetto una proposta di decreto simile a un decreto legge, che era già stato – evidentemente – preparato nei giorni scorsi: il provvedimento su cui An fa pressione, sostiene Alemanno, dovrà prevedere una precisa definizione della figura giuridica del nomade, insieme a disposizioni di legge per dare certezza della pena. E ancora, creare uno strumento di monitoraggio nazionale per censire la presenza di nomadi, la definizione di patti per un corretto utilizzo delle risorse ma anche per il controllo, l’interdizione e gli interventi di bonifica di situazioni fuori controllo.
Dice, addirittura, Alemanno: «Se questo decreto non arriverà marceremo a Roma per la legalità, come farà giustamente il sindaco di Milano Letizia Moratti».

giovedì 9 novembre 2006

Eutanasia clandestina*

“L’eutanasia non viene praticata negli ospedali italiani” ha risposto Francesco Rutelli alle richieste di chiarimento di Carlo Giovanardi sul fenomeno dell’eutanasia clandestina. Il chiarimento riguardava le affermazioni di Luigi Manconi sull’esistenza di un fenomeno silenzioso e clandestino, costretto nelle stanze degli ospedali e nelle coscienze dei medici e dei familiari di pazienti affetti da malattie incurabili e dolorose. Come lo stesso Manconi ha scritto sulle pagine de Il Riformista, non c’è da sorprendersi che non si ammetta ufficialmente l’esistenza di una pratica illegale.
È un peccato, però, che il frastuono sollevato dalla sola parola ‘eutanasia’ sciupi l’occasione per riflettere su un particolare: nei Paesi in cui l’eutanasia è illegale c’è una percentuale rilevante di decisioni prese da ‘altri’ invece che dal paziente stesso. In altre parole, l’eutanasia è praticata senza il consenso di colui che morirà.
Una seria indagine conoscitiva sull’eutanasia clandestina sarebbe un elemento fondamentale per la legalizzazione dell’eutanasia. E non come legittimazione di uno stato di fatto (i furti esistono e questa non è una buona ragione per depenalizzarli); piuttosto come mezzo per riaffermare un principio tanto sbandierato ma ben poco rispettato: la libertà individuale, la possibilità di decidere della propria esistenza.
Se davvero sono importanti, oltre alla libertà, il diritto a rifiutare le cure e l’inammissibilità dell’accanimento terapeutico, legalizzare l’eutanasia significherebbe restituire alle persone la scelta. E se è la parola a spaventare, si può ripiegare su “decisioni di fine vita”.

* Pubblicato su E Polis con il titolo Ma eutanasia fa sempre rima con libertà.

domenica 19 marzo 2006

Carlo Giovanardi chiede di cosa dovrebbe scusarsi

Vediamo: si accettano proposte.
In primo luogo direi per il cattivo gusto. Poi per la sua ignoranza della profonda differenza tra le leggi naziste e la legislazione olandese. Per averci (noi nati italiani che non la pensano come Giovanardi e combriccola) fatto vergognare.
Infine, ma non si chiude di certo qui l’elenco, per la geniale dichiarazione (Eutanasia la replica di Giovanardi: Ma di cosa dobbiamo scusarci?, la Repubblica.it, 19 marzo 2006):

Il vero problema è capire se in nome dell’Europa si debbano accettare senza diritto di critica soluzioni che colpiscono al cuore la difesa di ogni essere umano, sano o malato, ricco o povero, uomo o donna, intelligente o ritardato mentale, così come duemila anni di cristianesimo hanno radicato nella coscienza popolare.
Il diritto di critica nessuno glielo vuole togliere per carità. Ma un conto è esprimere un disaccordo, un altro è accusare un paese di essere filohitleriano. La possibilità di ricorrere all’eutanasia, d’altra parte, non intacca in alcun modo la difesa di ogni persona (sana o malata, etc.), ma costituisce soltanto una possibilità, una scelta di libertà che evidentemente Giovanardi considera paragonabile alla politica razziale nazista. Che faceva il ministro durante le lezioni di storia contemporanea? PS
La difesa delle persone è un tema che è caro non soltanto alla tradizione del cristianesimo. E lasciare alle persone la libertà di scegliere della propria esistenza è la più preziosa difesa nei loro confronti.

PPS
Hanno difeso Carlo Giovanardi e la sua assurda dichiarazione: gli esponenti del suo partito tra cui il ministro della Cultura (storia esclusa...) Rocco Buttiglione e il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini.

sabato 18 marzo 2006

Quello che fa l’Olanda ha cercato di farlo Hitler negli anni trenta

Il tempo intercorso tra l’apprendere le dichiarazioni di Carlo Giovanardi sulla legislazione olandese e la segnalazione (dell’acume) delle stesse è dovuto allo sbigottimento.
Eh sì, a volte ancora ci scandalizziamo.

Leggiamo da Vivere e Morire di ieri:

Firenze 16 marzo 2006. Stamani nella trasmissione radiofonica “Radio anch’io” il ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi ha sostenuto che “la legislazione nazista e le idee di Hitler in Europa stanno riemergendo come ad esempio in Olanda attraverso l’eutanasia e il dibattito su come si possono uccidere i bambini affetti da patologie”. Giovanardi ha definito quella olandese sull’eutanasia una legge di “selezione eugenetica” che sopprime “le persone come bere un bicchier d’acqua”.
Desidero esprimere tutta la mia solidarietà alle autorità olandesi che hanno manifestato indignazione per l’infelice (per usare un eufemismo) dichiarazione di Giovanardi.
Ma Giovanardi esclude di arretrare e tantomeno di scusarsi. E dichiara:
Ho il diritto di dire alto e forte che non sono assolutamente d’accordo.
[A proposito di eventuali scuse che] sono gli olandesi che dovranno spiegare questa pratica di soppressione.
Tutti gridano all’omicidio quando si parla della Germania, a mio avviso in Olanda è peggio. Hitler lo faceva in segreto. Noi invece lo vogliamo fare alla luce del sole. I nazisti sterminarono decine di migliaia di handicappati fisici e mentali in base alla loro politica di purificazione razziale. Noi lo faremo con la benedizione delle leggi dello Stato. E poi c’è la dichiarazione di ‘Cry for life’ in cui si ricorda che “l’Olocausto non è iniziato con l’uccisione degli ebrei, ma degli handicappati e dei malati di mente”.
Impossibile non unirci con tutto il cuore alla consegna del Prestigioso Premio Calderoli a Carlo Giovanardi. Complimenti vivissimi!