sabato 18 marzo 2006

Quello che fa l’Olanda ha cercato di farlo Hitler negli anni trenta

Il tempo intercorso tra l’apprendere le dichiarazioni di Carlo Giovanardi sulla legislazione olandese e la segnalazione (dell’acume) delle stesse è dovuto allo sbigottimento.
Eh sì, a volte ancora ci scandalizziamo.

Leggiamo da Vivere e Morire di ieri:

Firenze 16 marzo 2006. Stamani nella trasmissione radiofonica “Radio anch’io” il ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi ha sostenuto che “la legislazione nazista e le idee di Hitler in Europa stanno riemergendo come ad esempio in Olanda attraverso l’eutanasia e il dibattito su come si possono uccidere i bambini affetti da patologie”. Giovanardi ha definito quella olandese sull’eutanasia una legge di “selezione eugenetica” che sopprime “le persone come bere un bicchier d’acqua”.
Desidero esprimere tutta la mia solidarietà alle autorità olandesi che hanno manifestato indignazione per l’infelice (per usare un eufemismo) dichiarazione di Giovanardi.
Ma Giovanardi esclude di arretrare e tantomeno di scusarsi. E dichiara:
Ho il diritto di dire alto e forte che non sono assolutamente d’accordo.
[A proposito di eventuali scuse che] sono gli olandesi che dovranno spiegare questa pratica di soppressione.
Tutti gridano all’omicidio quando si parla della Germania, a mio avviso in Olanda è peggio. Hitler lo faceva in segreto. Noi invece lo vogliamo fare alla luce del sole. I nazisti sterminarono decine di migliaia di handicappati fisici e mentali in base alla loro politica di purificazione razziale. Noi lo faremo con la benedizione delle leggi dello Stato. E poi c’è la dichiarazione di ‘Cry for life’ in cui si ricorda che “l’Olocausto non è iniziato con l’uccisione degli ebrei, ma degli handicappati e dei malati di mente”.
Impossibile non unirci con tutto il cuore alla consegna del Prestigioso Premio Calderoli a Carlo Giovanardi. Complimenti vivissimi!

4 commenti:

francesco ha detto...

Forse Giovanardi ha dimenticato i bambini gettati dalla rupe di Sparta... e forse pure della pratica (tuttora in uso) di lasciar morire di fame i bambini meno forti quando si vive in condizioni precarie ["la nostra specie", Marvin Harris].
Per la serie: 'Siamo fatti così'.

Luca Luoni ha detto...

Quando un bambino nasce handicappato è ovvio che suo padre e sua madre,

e spesso il resto della famiglia, abbiano dei momenti di dolore, di

inquetudine e di disperazione. Ciò nonostante prendersi cura degli

altri è fonte di felicità e di soddisfazione.
Essere handicappati nel corpo non vuol dire esserlo nello spirito e si

è esseri umani capaci di fare qualcosa nella vita.

Quando il malato è immerso nel coma e in lui resta soltanto il ritmo del respiro, in assenza del pensiero, se è impossibile far emergere il suo spirito dall'incoscienza, bisogna comunque tener conto della situazione. Se la sua famiglia ha i mezzi e tiene al moribondo al punto che è disposta a far qualsiasi cosa per mantenerlo in vita anche solo per un giorno, è importante provare. Se questo non darà alcun aiuto al morente, realizzerà i desideri di coloro che lo amano.
Quando non esiste alcuna speranza di ravvivare la coscienza e per giunta tale operazione sarebbe troppo costosa e metterebbe la famiglia in difficoltà o porrebbe gravi problemi ad altri, è importante congedarsi.

Non conosco la legge olandese e non mi importa nulla di Giovanardi, ma questo è quello in cui credo e che penso più giusto.

nikopol ha detto...

giovanardi ci offe un esempio di come andrebbero trattati questi temi in una discussione pubblica informata e razionale senza facili appelli all'emotività delle passioni...

BRAVO!!!!

La prossima volta conti fino a tre

Anonimo ha detto...

Facciamo fino a trecento. Per poi ricominciare da zero.