domenica 26 febbraio 2006

Manifesto dell’Occidente di Marcello Pera



L'Occidente è in crisi. Attaccato dall'esterno dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico, non è capace di rispondere alla sfida. Minato dall'interno da una crisi morale e spirituale, non trova il coraggio per reagire. Ci sentiamo colpevoli del nostro benessere, proviamo vergogna delle nostre tradizioni, consideriamo il terrorismo come una reazione ai nostri errori. Il terrorismo, invece, è un'aggressione diretta alla nostra civiltà e all'umanità intera.
L'Europa è ferma. Continua a perdere natalità, competitività, unità di azione sulla scena internazionale. Nasconde e nega la propria identità e così fallisce nel tentativo di darsi una Costituzione legittimata dai cittadini. Determina una frattura con gli Stati Uniti e fa dell'antiamericanismo una bandiera.
Le nostre tradizioni sono messe in discussione. Il laicismo o il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia. Si sviliscono così i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia. Si predica l'uguale valore di tutte le culture. Si lascia senza guida e senza regola l'integrazione degli immigrati.
Come ha detto Benedetto XVI, oggi "l'Occidente non ama più se stesso". Per superare questa crisi abbiamo bisogno di più impegno e di più coraggio sui temi della nostra civiltà.
(Il corsivo è mio)

Senza parole. Vedi l'Unità online.
* * *
Dal Manifesto della razza (1938):
8. È necessario fare una netta distinzione fra i Mediterranei d'Europa (Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall'altra. Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l'origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.
[…]
10. I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non devono essere alterati in nessun modo. L'unione è ammissibile solo nell'ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall'incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Grandissimo post!

Anonimo ha detto...

PROPOSTA: scirvete a proposito del manifesto a:

Comitato "Per l'Occidente"
Via Cesare Balbo, 35
00184 Roma
tel. 0648930968
info@perloccidente.it

Anonimo ha detto...

Complimenti per lo splendido post, va diffuso...!

Io credo che sarebbe necessario rilanciare, e fortemente, anche al di là della rete (attraverso presentazioni, recensioni cartacee, interviste e quant'altro), il libro di De Lucia ("Siamo alla frutta. Ritratto di Marcello Pera", Milano, Kaos, 2005) che, da solo, e parlando di fatti, fornisce alcuni degli strumenti più utili per svelare il vuoto nascosto dietro questo appello e (quindi), disinnescare le scelte (utilitaristiche) di Pera. A questo proposito è uscita, questo mese, una recensione sul mensile "L'Indice" (http://www.lindice.com/recensioni/pellini.htm)(che testimonia di un certo interesse non scontato anche da parte di settori non esclusivamente politici. Ho visto inoltre che ne è uscita anche un'altra sull'ultimo numero di "Critica liberale". Potrebbe essere una via...

Anonimo ha detto...

l'occidente (sempre che esista) non ama se stesso? da queste parole di Pera mi sembra che traspaia esclusivamente la paura per la morte di determinate identità culturali e valori evidentemente oramai anacronistici, in quanto la paura della morte non è altro che lo stato mentale precedente alla morte stessa.
certi valori, certe identità rimarranno, altre spariranno, anzi sarà più probabile che si fonderanno tra loro, sperando di ottenere una miscela che rende il meglio delle rispettive.
non credo che si debba essere esclusivemte terrorizzati da questo processo, che ha seguito l'evoluzione umana in tutti i suoi progressi e le sue perversioni. farlo, come ho già accennato non dimostra altro che la debolezza, l'infondatezza, la sterilità, dei valori in via di estinzione, che possono solo aggrapparsi al loro dogma e al fanatismo che tenta di sorreggerli...

Anonimo ha detto...

"Per" l'Occidente? Io direi Contro l'Occidente, per come ritengo che sia quello sviluppatosi dall'Illuminismo in poi, e che io sono felice di difendere, mentre Pera lo disprezza. Ecco la verità: non siamo noi progressisti laici a disprezzare l'Occidente e ad avere complessi di inferiorità verso l'Islam e le granitiche certezze dei fondamentalisti di quelle terre, ma proprio i teocon, che fingono di difendere l'Occidente, ma in realtà disprezzano le sue libertà, l'emancipazione femminile, la distinzione tra Stato e Religione, la stessa idea di società aperta sviluppata dall'Illuminismo e dal liberalismo; essi invidiano l'Islam, dove peccato e reato coincidono, dove vige la Sharia e dove la donna è solo un oggetto riproduttivo. Se l'Occidente fosse quello prefigurato da Pera, esso pagherà un prezzo altissimo: quello di essere diventato troppo simile alle nazioni islamiche che si disprezzano a parole.