martedì 2 dicembre 2008

Il testo della dichiarazione contro l’omofobia

Ecco il testo della bozza di dichiarazione per la depenalizzazione dell’omosessualità, firmata dai paesi dell’Unione Europea, che sarà presentata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il prossimo 10 dicembre e contro cui si è scagliata la Santa Sede:

1. We reaffirm the principle of universality of human rights, as enshrined in the Universal Declaration of Human Rights whose 60th anniversary is celebrated this year, Article 1 of which proclaims that “all human beings are born free and equal in dignity and rights”;
2. We reaffirm that everyone is entitled to the enjoyment of human rights without distinction of any kind, such as race, colour, sex, language, religion, political or other opinion, national or social origin, property, birth or other status, as set out in Article 2 of the Universal Declaration of Human Rights and Article 2 of the International Covenants on Civil and Political, Economic, Social and Cultural Rights, as well as in article 26 of the International Covenant on Civil and Political Rights;
3. We reaffirm the principle of non-discrimination which requires that human rights apply equally to every human being regardless of sexual orientation or gender identity;
4. We are deeply concerned by violations of human rights and fundamental freedoms based on sexual orientation or gender identity;
5. We are also disturbed that violence, harassment, discrimination, exclusion, stigmatisation and prejudice are directed against persons in all countries in the world because of sexual orientation or gender identity, and that these practices undermine the integrity and dignity of those subjected to these abuses;
6. We condemn the human rights violations based on sexual orientation or gender identity wherever they occur, in particular the use of the death penalty on this ground, extrajudicial, summary or arbitrary executions, the practice of torture and other cruel, inhuman and degrading treatment or punishment, arbitrary arrest or detention and deprivation of economic, social and cultural rights, including the right to health;
7. We recall the statement in 2006 before the Human Rights Council by fifty four countries requesting the President of the Council to provide an opportunity, at an appropriate future session of the Council, for discussing these violations;
8. We commend the attention paid to these issues by special procedures of the Human Rights Council and treaty bodies and encourage them to continue to integrate consideration of human rights violations based on sexual orientation or gender identity within their relevant mandates;
9. We welcome the adoption of Resolution AG/RES. 2435 (XXXVIII-O/08) on “Human Rights, Sexual Orientation, and Gender Identity” by the General Assembly of the Organization of American States during its 38th session in 3 June 2008;
10. We call upon all States and relevant international human rights mechanisms to commit to promote and protect human rights of all persons, regardless of sexual orientation and gender identity;
11. We urge States to take all the necessary measures, in particular legislative or administrative, to ensure that sexual orientation or gender identity may under no circumstances be the basis for criminal penalties, in particular executions, arrests or detention;
12. We urge States to ensure that human rights violations based on sexual orientation or gender identity are investigated and perpetrators held accountable and brought to justice;
13. We urge States to ensure adequate protection of human rights defenders, and remove obstacles which prevent them from carrying out their work on issues of human rights and sexual orientation and gender identity.
(Fonte: Marco Perduca. Con un ringraziamento particolare per Inyqua.)

Aggiornamento 3 dicembre: la traduzione italiana del documento è disponibile ora su Renzo e Lucia.

17 commenti:

Anonimo ha detto...

La realtà è un'altra: quel progetto - al quale ben 150 paesi non hanno aderito, e dunque la Santa Sede non è certo sola - tende infatti a portare, senza passare attraverso la discussione comune e la votazione, a una revisione di tutti i diritti umani sulla base dell'orientamento sessuale e potrebbe essere usata un domani per far pressioni ad esempio su quegli stati che non ammettono il matrimonio tra gay o l'adozione dei bambini per le coppie omosessuali. Ecco il motivo della critiva vaticana. Il Catechismo parla chiaro e basta averlo letto per comprendere che la Chiesa non vuole discriminare ingiustamente le persone omosessuali né tantomeno desidera che siano incarcerate e men che meno condannate a morte. Ma non vuole nemmeno che in nome dei diritti umani si faccia passare l'equiparazione tra coppie eterosessuali e omosessuali in ordine al matrimonio.

Questo articolo è apparso sul Giornale e lo trovo condivisibile.
La chiesa, mi pare, ci sta evitando futuri problemi con questi "signori", che, un domani, siccome abbiamo firmato questa "carta"(la carta igienica è pù preziosa di questa!), potrebbero reclamare chissà che cosa.

Considerazione finale: quant'è brutta la politica, le carte, l'Onu, i politici, le dichiarazioni e tutte le gabole CHE PAGHIAMO NOI!
anti

tycooko ha detto...

Io veramente l'ho letto il Catechismo, ma lungi dall'avermi fatto capire che la Chiesa NON voglia discriminarmi, mi ha dato la sensazione opposta:
"492. Quali sono i principali peccati contro la castità?

2351-2359
2396

Sono peccati gravemente contrari alla castità, ognuno secondo la natura del proprio oggetto: l'adulterio, la masturbazione, la fornicazione, la pornografia, la prostituzione, lo stupro, gli atti omosessuali. Questi peccati sono espressione del vizio della lussuria. Commessi su minori, tali atti sono un attentato ancora più grave contro la loro integrità fisica e morale."

Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali (scritto da Ratzinger in persona, 24 Luglio 1992):
"La 'tendenza sessuale' non costituisce una qualità paragonabile alla razza, all’origine etnica, ecc. rispetto alla non-discriminazione. Diversamente da queste, la tendenza omosessuale è un disordine oggettivo e richiama una preoccupazione morale."

Da un articolo di Gaynews.it:
“Ora, in vista delle elezioni presidenziali che si sono tenute ieri, 5 novembre 2006, la Conferenza Episcopale Nicaraguese in una lettera inviata ai deputati dell’Assemblea Nazionale il 25 marzo scorso, ha chiesto che nel nuovo Codice Penale che si sta scrivendo «si mantenga l’articolo 204 vigente che si riferisce alla sodomia».”
L’articolo punisce “con la reclusione da 1 a 3 anni di prigione” chiunque “induca, promuova, propagandi o pratichi in modo vergognoso atti sessuali con persone dello stesso sesso”.

Utente anonimo, se hai avuto l'impressione che la Chiesa non desideri perpetrare le discriminazioni sotto forma di insulti, angherie, umiliazioni, incarcerazioni, torture ed uccisioni delle persone omosessuali, ti consiglio di cambiare pusher.

Anonimo ha detto...

Rilevo una fuorviante confusione nella polemica sul'opposizione della Chiesa all'estensione ai gay del diritto matrimoniale e familiare, sono confuse, in particolare, la basi della discussione. I sostenitori dei diritti estesi ai gay protestano per una presunta azione moralizzatrice della Chiesa volta a 'cristianizzare' la società. Se così fosse sarebbe davvero una ingerenza indebita.
Ma sant'Agostino dice “la Chiesa riconosce che la finalità dello Stato è quella di assicurare e mantenere la convivenza pacifica tra i cittadini in modo da garantire, con la pace, la vita prospera e costruttiva della società. E a questo scopo non è necessario che lo Stato, in tutta la sua legislazione, persegua il fine di adeguare le singole leggi civili alla legge naturale. Lo Stato deve garantire la difficile ma essenziale condizione della pace sociale tra i cittadini e per far questo le leggi civili non debbono necessariamente corrispondere alla legge naturale”.

Al giorno d'oggi la “legge naturale” è l’argomento usato contro il matrimonio gay dai cattolici, accusati di voler cristianizzare lo Stato. Il cardinal Ratzinger del 1995 diceva “l’idea di una cristianizzazione dello Stato e del mondo non appartiene ai punti programmatici di sant’Agostino”. Il prelato spiegò poi nel 1998 che a quella convinzione Agostino (e con lui la Chiesa) era arrivato proprio per difendere l’essenza della fede cristiana. In uno Stato in cui il cristianesimo è religione ufficiale” diceva Ratzinger “è grande il pericolo che si arrivi a una politicizzazione della fede incompatibile sia con la sua libertà sia con la sua universalità”.

Ratzinger proseguiva “la tentazione di ridurre il cristianesimo a un moralismo è grandissima anche nel nostro tempo, trascurando l’azione di Dio nel nostro mondo abbiamo la tentazione di trasformare noi il mondo, creare noi la redenzione, creare un mondo nuovo. Se si pensa così, ecco che il cristianesimo è morto, il linguaggio religioso diventa un linguaggio puramente simbolico e vuoto”.
E allora perché l’opposizione di oggi della Chiesa di Benedetto XVI ai matrimoni gay? Perché queste rivendicazioni sono non per i diritti delle persone concrete, non per il bene comune e la pace civile, ma per imporre un’ideologia che è estranea al sentire comune: il riconoscimento giuridico delle coppie gay distruggerebbe il significato stesso di cosa è la società umana, non a caso è contrario pure alla Costituzione. E’ un allarme laico quello che la Chiesa lancia. Lasciando alla fede e alla Grazia l'azione della salvezza. Non è per moralizzare e cristianizzare la società che i cattolici si oppongono all'estensione ai gay del diritto matrimoniale, ma per salvare la pace sociale, la struttura stessa della società umana, in un'accezione laica, direi zoologica, e non religiosa.

AnnaMaria

Paolo C ha detto...

Da una lettura veloce - e non avendo letto gli altri documenti che la dichiarazione cita - non posso trarre conclusioni definitive. Inoltre va detto che la dichiarazione potrebbe essere o non essere approvata indipendentemente dalla posizione del Vaticano.
Di certo questa dichiarazione potrebbe essere utile ora per fare pressioni contro quei paesi che puniscono gli omosessuali come tutti sappiamo.
Chissa', magari un domani potrebbe favorire l'adozione di leggi come quella spagnola o quella francese da parte di altri paesi. Mettiamo che sia cosi'.
Ora, anche se uno e' contrario a qualunque forma di unione matrimoniale o simile tra omosessuali, financo se uno e' cosi' irrazionale da pensare che l'esistenza di leggi simili danneggi "la famiglia tradizionale", quest'uno giudica migliore un mondo in cui gli omosessuali da qualche parte sono incarcerati e uccisi ma per fortuna non si possono sposare, o un mondo in cui non sono incarcerati e uccisi ma purtroppo si possono sposare?
Per chi ha un po' di umanita', e' meglio il secondo, per chi invece ritiene piu' importante difendere le proprie ideologie che le persone, puo' anche essere il primo.
Il vaticano ci ha fatto chiaramente capire da che parte sta.

Marcoz ha detto...

"il riconoscimento giuridico delle coppie gay distruggerebbe il significato stesso di cosa è la società umana"

E, in pratica, come avverrebbe ciò?

Anonimo ha detto...

x Paolo C. Perchè nessuno parla della possibiltà di riformulare la mozione francese riducendone la portata alla ferma condanna della penalizzazione della omosessualità, alla sua persecuzione giuridica, alle leggi che condannano l'omosessualità tra adulti consenzienti, oggi purtroppo esistenti in molti paesi islamici?

Perchè insistere sulla indivisibiltà degli obiettivi?

Se davvero interessano i diritti all'esistenza e alla non persecuzione dei gay allora è meglio una mozione chiara e univoca, che una troppo pretenziosa che provoca riserve in molti, presentata per mirare ad altri obiettivi.

AnnaMaria

tycooko ha detto...

AnnaMaria: hai finito? La proposta francese non riguardava il matrimonio, quindi non divagare per arrampicarti sugli specchi in difesa di quel branco di criminali dentro al Vaticano.
Ti faccio notare che l'articolo 29 della Costituzione NON VIETA AFFATTO il matrimonio per le coppie omosessuali, anzi, non contempla nemmeno quelle eterosessuali, parlando solo di "famiglia" e "coniugi":
"La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare."

Anonimo ha detto...

Cara Annamaria, ma è ovvio che la chiesa a parole non voglia 'cristianizzare' la società attraverso le leggi dello stato, ma parole appunto, nei fatti le sue ingerenza sulla politica e la legiferazione di uno staso, che vorrebbe dirsi laico, sono quotidiane, come come a parole a parole al chiesa è aperta e non discrimina gli omosessuali, ma nei fatti lo fa, e sparge veleno su loro continuamente.
A parole la chiesa e virtuosissima, nei fatti è soltanto il più altro esempio di ipocrisia istituzionalizzata che ci sia in occidente, e vedo che lei da perfetta cattolica non dimentica di uscire dal selciato profondo dell'ipocrisia e della mala fede

Laura ha detto...

Ripropongo la domanda di Marcoz:


"il riconoscimento giuridico delle coppie gay distruggerebbe il significato stesso di cosa è la società umana"

E, in pratica, come avverrebbe ciò?


Lasciamo perdere per un istante il discorso delle adozioni (per cui mi aspetto delle risposte già sentite). Come mi danneggerebbe, praticamente, il riconoscimento giuridico di una coppia omosessuale?

Il concetto di famiglia è cambiato molto nel corso dei secoli (e dei millenni). Secondo voi quali sarebbero le conseguenze dirette se succedesse ciò?

Paolo C ha detto...

per AnnaMaria. Non trovo questa grande ambiguita' nella proposta francese. Forse potrebbe proporne una riformulazione il Vaticano, includendo una clausola che escluda il matrimonio tra i diritti che potrebbero spettare ai gay.
L'ambiguita' l'ho ipotizzata per pormi la domanda qui sintetizzo: quale dei due mondi possibili (entrambi magari imperfetti) preferisce chi prova un po' di empatia per gli altri esseri umani, e quale preferisce chi e' piuttosto preoccupato di difendere la sua ideologia?

Anonimo ha detto...

E perchè discriminare la poligamia? Dopo il matrimonio gay arriva la poligamia....qualcuno di questi baldi intellettuali che scivono credendo di esrimere il "meglio", il "giusto", il moderno,ecc saprebbe dire NO alla poligamia?
antimoderno

tycooko ha detto...

Perché dovrei dire di no alla poligamia? Io sono favorevole alla poligamia. Tu no? Spiegaci come mai sei sfavorevole.

tycooko ha detto...

Ma poi non capisco che collegamento ci sia tra omosessualità e poligamia. Non credo che gli utenti di qui si dichiarino a favore dei diritti delle persone omosessuali tanto per "fare una cosa strana", e quindi ogni cosa "oltre", "alternativa", va bene.
Credo che siano favorevoli al matrimonio esteso anche alle coppie omosessuali perché non c'è ragione per essere contrari se non per razzismo omofobico.

Anonimo ha detto...

Ho l'impressione che chi è così contrario ad anche un pur minimo riconoscimento delle coppie omosessuali adducendo come giustificazione uno sgretolamento della nostra società, abbiano gli stessi, a mio parere molto poveri, argomenti di coloro che nel secolo scorso erano contrari al voto alle donne o a qualsiasi forma di emancipazione femminile: "chissà cosa succederà se le donne potranno votare o andare al lavoro?"...se le coppie omosessuali vengono riconosciute, poi sarà la volta della poligamia o chissà di cos altro...io penso che se in un futuro ci saranno le condizioni culturali perchè la poligamia venga accettata, così come oggi sono le coppie omosessuali, perchè non darle un valore giuridico? Nessuno di noi è in grado di prevedere il fututo, neppure il pontefice, atteniamoci alla realtà di oggi: nella società occidentale le relazioni omossessuali non fanno nessun tipo di scalpore e per questo hanno diritto di cittadinanza. Simone

Anonimo ha detto...

Tik, sono contrario alla poligamia, come a mcdonalds. Mi interessa mantenere uno stile, delle tradizioni.
antimoderno

Anonimo ha detto...

anti: sei consapevole che nello stile e tradizione della bibbia abramo, oltre alla moglie sara, si spupazzasse pure la di lei schiava agar vero? e che per il vecchio testamento si poteva avere un numero illimitato di mogli, mentre le figlie potevano essere vendute come concubine o schiave? quindi la tua avversione alla poligamia risulta quantomeno bizzarra.

Leilani

Alice ha detto...

A ok, praticamente la chiesa per salvaguardare il matrimonio tradizionale, quindi i suoi credi che gli consentono di esercitare il potere, preferisce che delle persone muoiano con una condanna a morte? ahh ma che furbi! ho capito, ma che brave persone! ma non gli bastava l'8 per mille?