sabato 11 ottobre 2008

Eluana Englaro in fin di vita

«Eluana: emorragia interna, si aggravano le condizioni», Ansa, 11 ottobre 2008, 18:10:

«Eluana si è aggravata come spesso accade ai pazienti costretti a letto per lunghi periodi di tempo. In questo momento Eluana ha una emorragia grave che ha fatto scendere i globuli rossi al di sotto della soglia minima». Lo afferma il senatore e professor Ignazio Marino, che ha parlato con Beppino Englaro, con il quale è in contatto da anni. «Ad Eluana – prosegue Marino – sta diminuendo progressivamente anche la pressione arteriosa e in queste condizioni senza interventi terapeutici è molto probabile che Eluana si possa spegnere in un tempo breve». «Ho parlato con Beppino e Suor Rosangela, che accudisce la giovane da molti anni: entrambi sono sereni nell’accettare la fine della lunga agonia di Eluana», ha aggiunto Marino.
Marino ha inoltre riferito che eventuali interventi esterni «evidentemente potrebbero essere utili a fermare l’emorragia ma non a restituire l’integrità intellettuale a Eluana». «Penso sia importante sottolineare – ha aggiunto il senatore – l’alleanza terapeutica fra la famiglia e gli operatori sanitari e il rispetto della dignità della persona, che vuole dire anche volersi fermare di fronte a terapie che comunque non possono modificare lo stato delle cose». «La decisione – ha concluso – va lasciata ai familiari e ai sanitari».
Speriamo che così avvenga, e che Eluana sia lasciata finalmente libera.

Aggiornamento Ansa delle 18:55:
L’emorragia interna che ha colpito Eluana Englaro la notte scorsa si è arrestata. Lo ha spiegato il medico neurologo Carlo Alberto Defanti all’uscita dalla clinica in cui giovane in coma da 16 anni è ricoverata. «Qualora l’emorragia si arrestasse, come sembra essere accaduto nel pomeriggio, potrebbe riprendersi», ha spiegato Defanti il quale ha detto che «per la prima volta c’é stato un accordo tra la famiglia, me stesso e la clinica a non adottare misure salvavita». «Misure che potevano essere utile in una condizione normale, ma non in questa».

6 commenti:

Alessio ha detto...

la devono far soffrire per forza fino alla fine...
(A)

Francesca ha detto...

Ciao Blogger;

Caso di Eluana Englaro: mentre le sue condizioni di salute peggiorano notevolmente, vi segnalo questa terrificante intervista rilasciata da Salvatore Crisafulli disabile gravissimo, che sulla sua pelle ha vissuto un inferno ed una odissea allucinante.
Alcune mie valutazioni:
Credo che L'esperienza di Salvatore Crisafulli dovrebbe essere conosciuta da tutti.
Forse Salvatore, che ammiro incondizionatamente, dovrebbe fare in modo di scrivere un libro sulla sua esperienza, augurandomi che qualche produttore ne faccia poi un film televisivo. Più gente viene a conoscenza di questa straordinaria esperienza, più il mondo si muoverà.

L'intervista è stata fatta da il giornale.it

La seconda svolta dell’anti-Welby: «Voglio lottare di nuovo per la vita»

Intervista a Salvatore Crisafulli, che da 5 anni parla grazie a una macchina che legge i movimenti degli occhi.

di Massimo Malpiga.

Roma

Uno schianto, e il corpo diventa una prigione. Salvatore Crisafulli ha 38 anni quando a Catania l’11 settembre 2003 un furgone dei gelati travolge lo scooter su cui viaggia col figlio. I danni cerebrali sono gravissimi, la diagnosi spietata: stato vegetativo permanente. Ma sua madre, e i fratelli Pietro e Marcello, non si rassegnano. Quasi due anni dopo Salvatore esce dal coma, e impara a comunicare grazie all’aiuto di un pc con gli occhi e i movimenti della testa. La rivelazione è da brividi.

«Ricordo tutto di quando ero prigioniero», racconta, «la disperazione di non poter dire ai medici intorno a me che ero vivo, che le mie lacrime erano di paura, non un riflesso incondizionato».

Lei è diventato una bandiera del diritto alla vita, nonostante la sua gravissima disabilità. Eppure sembrava che volesse gettare la spugna.

«Ero stanco, disperato, andare avanti da soli con un’assistenza domiciliare quasi inesistente fiacca la volontà, toglie il desiderio di andare avanti. D’accordo con mio fratello volevo sospendere l’alimentazione e lasciarmi morire, come ho scritto nella mia lettera al premier Silvio Berlusconi».

La stessa scelta di Piergiorgio Welby, che lei però a suo tempo ha contestato.

«Sì, con Welby ci siamo scambiati delle lettere, ho tentato di convincerlo a continuare a lottare per la vita, l’ho implorato. Ma alla fine ho compreso e rispettato la sua scelta, dettata dalla disperazione di chi è abbandonato dalle istituzioni. Perché è una sensazione che purtroppo ho provato anche io».

Eppure lei ha cambiato idea.

«Sì, la risposta di Berlusconi, che mi ha consegnato il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, mi ha toccato. “Noi la aiuteremo, lei ci aiuti ad aiutarla e continui a combattere”, mi ha scritto. Ero così emozionato che ho avuto un malore. Stasera (ieri, ndr) ripartiamo per la Sicilia, con una nuova speranza. Una speranza che voglio condividere con quanti sono nelle mie condizioni. Le mie battaglie sono un punto di riferimento per tanti, siamo in contatto con 833 famiglie che hanno parenti in coma, in stato vegetativo o paralizzati».

Cosa è cambiato con questo impegno del premier?

«La lettera di Berlusconi ha aperto una nuova strada, è il segno che con la volontà del governo si può voltare pagina sui diritti per i disabili gravi. Mio fratello ha già parlato con il prefetto e con il sindaco di Catania, che hanno assicurato che faranno di tutto per garantire un’assistenza domiciliare adeguata. E so che Berlusconi e la Roccella seguiranno personalmente la situazione. Scrivendo la lettera speravo che qualcosa di smuovesse, ma non ci contavo troppo. Non mi era andata bene con il capo dello Stato e nemmeno con l’ex ministro Livia Turco. Tante belle parole ma pochi fatti. Ora aspetto di vedere se effettivamente arriverà un progetto di assistenza personalizzata, ma sono fiducioso perché Berlusconi si è esposto in prima persona e in grande sintonia con le mie convinzioni».

Cosa non funziona nell’assistenza domiciliare a chi soffre di disabilità gravi?

«Purtroppo quasi niente, eppure è un servizio sacrosanto ed essenziale. Qui in Sicilia è tutto appaltato alle cooperative, il personale è retribuito poco o niente, così spesso non lavora o lavora malvolentieri. Io per viaggiare uso un furgone attrezzato che è costato 33mila euro ai miei familiari. C’è un tale senso di abbandono e di indifferenza da parte delle istituzioni che persino io ero stanco e volevo farla finita. Perché è solo la disperazione che porta alla voglia di morire».

E adesso cosa farà?

«Adesso la vita continua, aspetto che alle parole seguano i fatti e poi continuo la mia lotta per la vita, e per il diritto alla vita. Sono convinto che, anche se si è bloccati in un corpo come sono io, con l’amore delle persone care e con la presenza assidua di psicologi, infermieri e personale qualificato, nessuno voglia morire». Non tutti la pensano allo stesso modo.

Qual è il suo punto di vista sul caso di Eluana Englaro?

«Ritengo quella sentenza agghiacciante, perché nessuno può sapere se Eluana sia in grado di capire o meno. Anch’io per i medici ero una foglia di insalata, ma sentivo fame, sete, paura. Solo che non sapevo come far capire ai medici che ero vivo, che capivo tutto. Sono stato in contatto con il padre di Eluana, rispetto il suo dolore e capisco la difficoltà della situazione. Ma quando dice che è stata sua figlia a decidere che avrebbe voluto morire in queste condizioni mi chiedo: cosa conta la volontà passata, se lei è prigioniera del suo corpo e non può comunicare, e magari nel frattempo ha cambiato idea?».

paolo de gregorio ha detto...

Con rispetto francesca, ma cosa c'entra Crisafulli con una emorragia quasi fatale ad una persona che da sedici anni vive in una condizione che con quella del Crisafulli non c'entra proprio nulla? Nulla! In questo istante, Berlusconi, Eluana non sa nemmeno chi sia.

marco ha detto...

mi viene da piangiere su questa storia.."ora eluana può morire"..io non accetto certe cose..no non ci stò..ciao eluana..

salvatore ercolani ha detto...

Salve lo stato italiano è i media e la chiesa fanno tanto casino x lasciar andare eluana englaro dopo 20 anni di coma che non sta a me giudicare ma non si preucupano di evitarne altri di nuovi casi come eluana englaro sta in coma x colpa di un incidente stradale io o la soluzione x evitare 90% 95% dei incidenti mortali su strada che vi descrivo qui sotto e lo mandato all corte europea al Vaticano al quirinale ala camera de deputati e al senato e al presidente del consiglio e a tutti i media nazionali senza alcuna risposta quindi ce da pensarci e rifletere.


Salve scusate se ce qualche errore nella grammatica ma o fatto le scuole in Germania ma voi mi saprete correggere grazie mi fate sapere che ne pensate del sistema e semplice ma efficace quando la tecnologia serve x salvare vite umane e non x fare solo profitti grazie.


Il sistema per evitare il 90%-95%dei incidenti mortali su strada che succedono à causa del alta velocità e sotto gli effetti di alcool e droga e mettere un volante o pedaliera con sensori capaci di rivelare queste ultime come in America esiste il braccialetto che rileva se si e ubriachi o drogati collegato al accensione del veicolo e se risulta positivo al alcool o droghe la macchina non parte è a riguardo al alta velocità basta mettere un sistema GPS del tipo americano o europeo collegato con la centralina del limitatore di velocità cosi lauto non può più superare il limite di velocità consentiti dalla legge del codice stradale è cosi le compagnie automobilistiche farebbero pressione sulla S.p.A. Autostrade italiane e sul Governo italiano affinché non migliorerebbero le strade e autostrade cosi da poter aumentare il limite di velocità ma su strade sicure e senza buche è pozzanghere come in Germania le autostrade sono sicure anche in condizione avverse è ad alta velocità in alcuni tratti è sono tutte gratis?? e in più si evitano 7.000- morti 40.000-invalidi permanenti e 250.000-feriti vari l anno solo in Italia,in Europa moltiplicate x 27 paesi del Unione Europea sono tanta gente che si potrebbe salvare , in gran Bretagna e già attivo un sistema simile ma non x salvare vite Umane ma x far pagare la tassa di circolazione in base a dove si circola centro urbano e extra urbano e periferia e anche la scatola rosa proposto dl ministro Carfagna avrebbe la stessa funzione collegandolo alla centralina del limitatore di velocità del veicolo usiamo la tecnologia x salvare vite umani e non solo x i profitti x info sa.ercolani@hotmail.it


A chi non conviene il sistema x evitare 90%-95% dei incidenti mortali stradali x primo ai comuni Italiani e Polizia Municipale che non potrebbero più multare gli automobilisti x aver superato il limite di velocità ,e se il sistema GPS sarebbe collegato con il sistema x regolare il traffico quindi semafori e altri dispositivi esistenti si potrebbe regolare il traffico ed evitare anche le multe ai semafori e risparmiare sulle forze del ordine che controllano il traffico li potrebbero impiegarli in altri campi e in più si eviterebbero i morti,feriti e gli assassini x sfortuna in galera e tutto a spese dei contribuenti.
I secondi sono le compagnie automobilistiche che non venderebbero più le auto di grossa cilindrata e pezzi di ricambi a causa dei incidenti stradali.
I terzi sono le multinazionali delle compagnie delle assicurazioni che dovrebbero abbassare le tariffe delle polizze R.C.Auto e infortuni vari del 90% .
I quarti sono le multinazionali pharmacopee e ortopediche che si toglierebbe ben il 80% dei loro guadagni x che non ci sarebbero più ogni anno 40.000-invalidi permanenti e 300.000-feriti vari non contando i 7.000-morti l anno,so che il bilancio della sanità in Italia e del 53% del pill annuale 30 miliardi di euro solo x incidenti d auto e in più i carcerati x sfortuna quindi un enorme risparmio in denaro pubblico e per primo le vite umane risparmiate,Quindi cosa e più importante i profitti del e multinazionali o le vite umani tra morti invalidi e feriti vari e gli assassini x sfortuna che stano in galera e tutto a spese dei contribuenti e famiglie distrutte da entrambi i lati dei investiti e investitori delle auto.é infine e brutto pensare che anche tutto ciò che gira in torno ai 7.000- morti = 7.000-funerali l anno tra pompe funebri è cimiteri è tutti riti funerali e fiori compresi che vergogna questa italia che preferiscie profitti e potere a posto della vita.
Grazie
Postato da salvatore ercolani


Giornalisti e TV informazione negato di importanza vitale :
la Rai come rai 3 e radio due tele due rai e Mediaset come striscia la notizia e le Jene tutti i Tg nazionali non lo vogliono pubblicare o fatto un esposto alla procura generale di Napoli essendo tv pubbliche dovrebbero pubblicare come salvare 7.000 mila vite umane e 30.000 invalidi permanenti 300.000 mila feriti vari anche loro sono contro il sistema anno da perdere anche loro non avrebbero più informazione di incidenti mortali e pirati della strada in galera.

Attenti alle associazione vittime dela strada e anche ad altre associazioni che asspettano il polo da spenare sono come le jene o avvoltoi come li volete chiamare delle persone che lucrano sulla disperazione della gente che a perso una persona cara a lui,loro aspetano il pollo x da spenare una donazione anche loro con il mio sistema COME EVITARE IL 95% DEI INCIDENTI MORTALI SU STRADA non anno piu il dirito di esistere attenti al LUPO .Per provare x credere copiate il mio sistema nei opuscoli o guest book o forum dovunque potete commentare su questi siti delle associazioni vittime strada se non lo cancellano sono associazzioni oneste altrimenti asspettano solo il pollo da spenare ? voi. grazie postato da salvatore ercolani

Pablo ha detto...

I fatti sono fatti, ricordimoli:
1) Eluana è una ragazza in coma;
2) il padre, non volendo vederla in questo stato ne chiede da anni la morte;
3) i giudici, sentiti i pareri di alcuni medici, hanno sentenziato la condanna a morte, obbligando regione e medici a provedere.
// in Italia non esiste ufficialmete la condanna a morte ma evidentemente ci sono casi in cui........
ps.:
Molti centri si sono offerti di tenerla in vita ed altri di farla morire;
Molti medici considerano lo stato dicoma NON IRREVERSIBILE.