Visualizzazione post con etichetta Barack Obama. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Barack Obama. Mostra tutti i post

sabato 18 luglio 2009

Obama sceglie male

P.Z. Myers ci spiega per quali ragioni Francis Collins – lo scienziato credente scelto da Barack Obama come nuovo direttore dei National Institutes of Health – non sia la persona adatta a ricoprire quel ruolo («Collins gets panned almost everywhere», Pharyngula, 11 luglio 2009):

He doesn’t understand evolution. He has said that he thinks humans are no longer evolving, that junk DNA is functional, and he can’t understand how altruism could have evolved. […]
His website, Biologos, is an embarrassment of poor reasoning and silly christian apologetics. It’s awful. His logic is a joke, and all it really shows is that Collins is a man blinded by faith to the absurdities of his convictions. That he even asks “At what point in the evolutionary process did humans attain the ‘Image of God’?”, or “Was there death before the Fall?”, among many other similar absurdities, is a revelation. These are questions that don’t even have any meaning outside the scope of a specific, very narrow religious view.
La conclusione è amara:
I had higher hopes for Obama, but at this point, I can only despair of the kind of president who would consult the Pope on bioethics. I’m beginning to feel he will not hesitate to sacrifice reason on the altar of religious conformity.
Da leggere tutto.

mercoledì 6 maggio 2009

Nelle edicole

È da oggi in edicola il n. 31 della rivista di divulgazione scientifica darwin, che contiene fra l’altro un mio articolo, in cui faccio la storia della legislazione americana sulle staminali embrionali fino all’ordine esecutivo firmato da Obama lo scorso marzo (Giuseppe Regalzi, «La lunga battaglia delle staminali embrionali», pp. 90-95). Ecco le prime righe:

Il 9 marzo di quest’anno il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha abolito le restrizioni imposte dal suo predecessore alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Nella East Room della Casa Bianca, di fronte a un gruppo di pazienti – alcuni dei quali su sedie a rotelle – e di personalità del mondo politico e scientifico, Obama ha pronunciato un breve discorso; poi, fra gli applausi, ha firmato l’ordine esecutivo federale n. 13.505, «Rimozione degli ostacoli alla ricerca scientifica responsabile sulle cellule staminali umane», adempiendo così a una delle sue più significative promesse pre-elettorali.
Ma quanto è profonda la liberalizzazione avviata? Esistono ancora degli ostacoli alla ricerca? Come mai Obama si è appellato nel suo discorso al Congresso, affinché agisca «per fornire ulteriore sostegno a questa ricerca»? Per scoprirlo, dovremo ripercorrere gli eventi del passato; la nostra storia, in effetti, inizia negli anni ’90, prima di George W. Bush (eletto nel 2000), e prima che le cellule staminali embrionali umane fossero isolate (lo saranno nel 1998).

Il deputato Jay W. Dickey, Jr., avrebbe avuto normalmente pochi titoli per ambire a una fama duratura. Viene ancor oggi citata l’affermazione – fatta durante la campagna elettorale del 1992 – con cui escludeva l’aborto anche in casi estremi: «Penso che l’incesto debba essere trattato come una questione di famiglia all’interno della famiglia». Si ricorda anche la risposta che l’anno dopo, appena eletto, diede al mensile satirico Spy, che gli aveva chiesto in una falsa intervista cosa pensava si dovesse fare per fermare la pulizia etnica in Freedonia: Dickey accusò l’allora Presidente Bill Clinton di inazione, ignorando che Freedonia esisteva solo nella geografia immaginaria del film La guerra lampo dei fratelli Marx. E questo sarebbe tutto, se nel 1996 Dickey non avesse legato il suo nome a quello che da allora è noto come «emendamento Dickey» (o «Dickey-Wicker», dal nome di un altro deputato). […]

lunedì 9 marzo 2009

Applausi

Dalla trascrizione del discorso di Barack Obama, pronunciato prima di firmare l’ordine esecutivo con cui ha posto fine alle limitazioni alla ricerca sulle cellule staminali embrionali introdotte dal suo predecessore nel 2001:

Today, with the executive order I am about to sign, we will bring the change that so many scientists and researchers, doctors and innovators, patients and loved ones have hoped for, and fought for, these past eight years: We will lift the ban on federal funding for promising embryonic stem cell research. (Applause.) We will also vigorously support scientists who pursue this research. (Applause.) […]
Ultimately, I cannot guarantee that we will find the treatments and cures we seek. No President can promise that. But I can promise that we will seek them – actively, responsibly, and with the urgency required to make up for lost ground. Not just by opening up this new front of research today, but by supporting promising research of all kinds, including groundbreaking work to convert ordinary human cells into ones that resemble embryonic stem cells. […]
Now, this order is an important step in advancing the cause of science in America. But let’s be clear: Promoting science isn’t just about providing resources – it’s also about protecting free and open inquiry. It’s about letting scientists like those who are here today do their jobs, free from manipulation or coercion, and listening to what they tell us, even when it’s inconvenient – especially when it’s inconvenient. It is about ensuring that scientific data is never distorted or concealed to serve a political agenda – and that we make scientific decisions based on facts, not ideology. (Applause.) […]
As we restore our commitment to science and expand funding for promising stem cell research, we owe a debt of gratitude to so many tireless advocates, some of whom are with us today, many of whom are not. Today, we honor all those whose names we don’t know, who organized and raised awareness and kept on fighting – even when it was too late for them, or for the people they love. And we honor those we know, who used their influence to help others and bring attention to this cause – people like Christopher and Dana Reeve, who we wish could be here to see this moment. […]
So thank you very much, everybody. Let’s go sign this. (Applause.)
(The executive order is signed.) (Applause.)

giovedì 29 gennaio 2009

Bara[c]k, il tuo destino è segnato!

Mario Palmaro, «Erode a Stelle e Strisce: Barak Obama si traveste da buono, ma è solo un abortista», Comunicato Stampa n. 68 del Comitato Verità e Vita, 27 Gennaio 2009:

Nessuna persona di buon senso si era fatta illusioni sulla figura di Barak [sic] Obama. In campagna elettorale il candidato democratico lo aveva detto: se verrò eletto, gli Stati Uniti torneranno a finanziare l’aborto nel mondo. E puntualmente, appena insediatosi alla Casa Bianca, Obama ha mantenuto la parola, e ha abrogato le disposizioni a suo tempo varate da Ronald Reagan e da Jeorge [sic!] W. Bush.
Purtroppo i campioni delle democrazie liberali sono molto abili nel nascondere il loro aspetto terribile sotto il pelo rassicurante di un agnello. Mentre i tiranni e i sovrani più spregiudicati dei secoli passati non si preoccupavano di dissimulare e di nascondere la loro malvagità, i nuovi Erode sentono il bisogno di apparire buoni e perfino cristiani. Barak Obama si è fatto “incoronare” l’altro giorno con una cerimonia sontuosa, costata molto di più che quella dei suoi predecessori. Una regia sapiente che serve a consolidare nel suo Paese e nel mondo l’immagine dell’uomo sincero e onesto che con le sue sole forze, e nonostante il colore della sua pelle, riesce nella scalata al ruolo più potente del mondo.
Una strategia che potrà anche ingannare i più sprovveduti e gli ingenui. Ma che non incanta tutti coloro che sanno guardare in faccia la realtà. E la realtà dice che Barak Obama ha voluto iniziare il suo mandato presidenziale firmando la condanna a morte di un numero incalcolabile di esseri umani innocenti che saranno uccisi con l’aborto nel mondo, finanziato dagli Stati Uniti d’America.
“We can!” [sic] è il motto che tanta fortuna ha portato alla campagna elettorale di Obama. Sì, caro presidente, tu puoi fare molte cose. Ma fra queste una certamente non ti è concessa, e nessuna autorità te la potrà mai concedere: quella di decretare che si possa uccidere anche un solo innocente con l’aborto.
Per quanto lussuosa sia la reggia del nuovo Erode [ma non è la stessa di quel sant’uomo di George – o Jeorge – W. Bush?], per quanto potente sia il suo esercito, egli non si faccia illusioni. Quando un’autorità umana si fonda sull’ingiustizia e sulla ubris – la tracotanza di cui già parlavano i greci – il suo destino è segnato. Per quanto assordante sia il vociare servile e conformista dei mezzi di comunicazione, ci sarà sempre qualcuno che come Giovanni il Battista – e oggi come i Pro life americani, come noi di Verità e Vita – denunceranno [sic] il Tiranno.
Ci sarà sempre qualcuno che, senza paura di essere smentiti [sic], dirà che Barak Obama è come Erode. Il tempo e la storia ci mostreranno quale futuro sarà riservato a questo Presidente, dopo che egli ha voluto esordire nello spregio del più elementare diritto naturale: quello alla vita dei non nati. Noi tremiamo al solo pensiero che il destino del mondo sia affidato a un politico capace di tanto disumano cinismo.
Spero di non apparire troppo pedante nel far notare al gentile signor Palmaro che Giovanni Battista, al quale si paragona (con tutta la dovuta modestia, ne sono certo), aveva denunciato un altro Erode, non l’Erode uccisore di bambini, visto che quest’ultimo era morto più di trent’anni prima. E comunque il Battista era un profeta serio: non avrebbe mai scambiato per massacratore di infanti uno che non lo era affatto...

mercoledì 19 novembre 2008

AnelliDiFumo alla voce politica estera

E sottolineo estera.
USA: Obama-Biden propongono unioni civili federali con adozione.

Incollo solo qualche punto. Per roderci meglio il fegato.

  • Support Full Civil Unions and Federal Rights for LGBT Couples: Barack Obama supports full civil unions that give same-sex couples legal rights and privileges equal to those of married couples. Obama also believes we need to repeal the Defense of Marriage Act and enact legislation that would ensure that the 1,100+ federal legal rights and benefits currently provided on the basis of marital status are extended to same-sex couples in civil unions and other legally-recognized unions. These rights and benefits include the right to assist a loved one in times of emergency, the right to equal health insurance and other employment benefits, and property rights.
  • Oppose a Constitutional Ban on Same-Sex Marriage: Barack Obama voted against the Federal Marriage Amendment in 2006 which would have defined marriage as between a man and a woman and prevented judicial extension of marriage-like rights to same-sex or other unmarried couples.
  • Repeal Don't Ask-Don't Tell: Barack Obama agrees with former Chairman of the Joint Chiefs of Staff John Shalikashvili and other military experts that we need to repeal the "don't ask, don't tell" policy. The key test for military service should be patriotism, a sense of duty, and a willingness to serve. Discrimination should be prohibited. The U.S. government has spent millions of dollars replacing troops kicked out of the military because of their sexual orientation. Additionally, more than 300 language experts have been fired under this policy, including more than 50 who are fluent in Arabic. Obama will work with military leaders to repeal the current policy and ensure it helps accomplish our national defense goals.
  • Expand Adoption Rights: Barack Obama believes that we must ensure adoption rights for all couples and individuals, regardless of their sexual orientation. He thinks that a child will benefit from a healthy and loving home, whether the parents are gay or not.

domenica 9 novembre 2008

venerdì 7 novembre 2008

Sorry, Mr. President. I am not Silvio Berlusconi

Avesse detto sporco negro sarebbe stato almeno cattivo.
Avesse taciuto non sarebbe (stato) quel coglione che è.
Disarmante nella sua mediocrità e assenza di ironia, se mi querela mi ha frainteso. Voleva essere una carineria.

Una buona causa su FB.

ps

giovedì 6 novembre 2008

A, A, Abbronzatissima (o: Even Tanned)

Si può chiedere asilo politico? O rifiutare la cittadinanza italiana?
Domani tanto smentisce. Non lo abbiamo capito. Su questo ha ragione.