mercoledì 9 aprile 2008

Voto disgiunto piccolo spazio di scelta e libertà

A poche ore dal voto chissà quanti sono ancora gli indecisi nonostante i vari test “rispondi alle domande, ti dirò cosa votare”. Quanti sono increduli e confusi dalle invocazioni al voto (utile, scoraggiato, di sfiducia o contro piuttosto che a favore di qualcuno) o alla fiera astensione. Orfani del telefono cellulare, gli elettori italiani saranno soli davanti alle proprie schede.
Ognuno, poi, deciderà se credere a quanti definiscono il voto disgiunto inutile, pericoloso o l’unico spazio di espressione di una reale preferenza – con questa legge elettorale che non permette di votare per un candidato, ma per il calderone nel quale è confluito.
Il voto disgiunto non vale solo per il Senato e la Camera, ma per i comuni con più di 15.000 abitanti: si può votare per una lista e per un candidato sindaco non collegati. In altre parole si può esprimere la preferenza al proprio partito ma rifiutarla al delfino che quel partito ha candidato a primo cittadino – che è molto più di un programma, ha una storia e una faccia che incidono sulla scelta molto più di quanto possa una coalizione.
Nel caso di Roma è lampante: Francesco Rutelli mette in difficoltà molti elettori di sinistra per le sue posizioni conservatrici e filoclericali. Per questo molte associazioni laiche e GLBT invitano a dare la preferenza a Franco Grillini, indipendentemente dalla lista che si decide di votare, come baluardo della laicità e dei diritti civili – presenze evanescenti e scomode in questa campagna elettorale.
Il voto disgiunto comunale consegna agli elettori un piccolo ma significativo spazio per esercitare una scelta.

(DNews, 9 aprile 2008)

4 commenti:

Melina2811 ha detto...

Non condivido questa legge elettorale neanche in minima parte. E' assurdo che i candidati da eleggere vengano scelti dalle segreterie di partiti e non dagli elettori. Capisco a questo punto chi si astiene dal voto anche se non è certo il caso mio. Maria

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

La legge per le comunali è sicuramente una buona legge solo che io sto a Genova e dovrei votare solo per il Parlamento

Dovrei perchè la tentazione di annullare la scheda non mi è passata.

Ciao
Daniele

valentina ha detto...

ho appena saputo ciò in un altro blog:

http://www.mentecritica.net/astensione-attiva-al-seggio/il-bello-della-politica/redazione/3416/

sam ha detto...

"Il voto disgiunto comunale consegna agli elettori un piccolo ma significativo spazio per esercitare una scelta."

e per tirare un respiro.