mercoledì 23 settembre 2009

Buoni genitori su Il Corriere della Sera

5 commenti:

Mister_NixOS *nix ha detto...

100.000 figli di coppie gay in Italia? scusa Chiara, ma senza che corra a comperare il libro, soddisfa la mia curiosità: passa qualche dato e/o link sulle fonti.
Grazie!
Mister_NixOS

Costanza ha detto...

Posso rispondere io? :-)

Intanto la frase sui 100.000 non è virgolettata, quindi non l'ha detta Chiara ma è un dato riportato dalla giornalista. In modo errato, però: in Italia si calcola che siano 100.000 (circa, ovviamente) i figli con almeno un genitore omosessuale. Fonte: Modi-di, la più estesa indagine statistica mai condotta in Italia sulla popolazione omosessuale e bisessuale (2005-2006 all'incirca).

Mister_NixOS *nix ha detto...

Ciao Costanza,
grazie!
Vittorio

Mauro Mastronardi ha detto...

Gent.ma Prof.ssa Lalli,
ho visto oggi l'intervento che faceca su Rai Uno nella trasmissione de "La Vita in Diretta". E' stata grandissima, peccata che l'hanno messa vicina alla Mussolini. E' stata bravissima!

Mauro Mastronardi
SdC - Uni Cassino.

filippo ha detto...

Un grazie sentito all'amico Mauro Mastronardi che, segnalando la presenza in questa trasmissione della nostra mitica Chiara mi ha consentito di recuperarne la visione.
Peccato che le sia stata concessa la parola una sola volta e con l'immancabile, petulante e insopportabile interruzione della Mussolini.
Una nota: resta incomprensibile, a mio avviso, il pensiero espresso dal giovane omosessuale intervenuto in trasmissione in un secondo momento; in particolare non è ben chiaro il nesso esistente tra il ritrovarsi, da omosessuale, in una famiglia di pezzi di merda che ti rifiutano in quanto omosessuale, come accaduto a lui secondo il suo racconto, e la necessità per il bambino di avere due genitori di sesso diverso.
Per il resto, ed escludendo ovviamente l'intervento di Chiara, che evidenziava un ben diverso rigore metodologico e tutt'altro spessore culturale, di questa trasmissione è rimasta solo l'eco di un vociare confuso, starnazzante e continuato, secondo lo stile ormai imperante di una televisione urlata e costretta alla spettacolarizzazione di qualunque argomento.
Una televisione dalla quale abbiamo imparato da tempo a tenerci alla larga.