mercoledì 6 ottobre 2010

Un divieto assurdo che sta per cadere

Sono passate poche ore dalla notizia che il divieto di fecondazione eterologa è arrivato alla Corte Costituzionale: come ci si poteva aspettare si sono scatenati i commenti più insensati e del tutto fantasiosi.
Lasciamo da parte l’isterismo e concentriamoci sul significato e sulla portata della notizia seguendo la scheda tecnica riguardante l’ordinanza del Tribunale di Firenze del primo settembre 2010 che ha sollevato la questione di costituzionalità.
Che significa? Che il divieto a ricorrere alla fecondazione eterologa previsto dall’articolo 4 della legge 40 è contrario ai principi costituzionali. Tutti dovrebbero saperlo ma corriamo il rischio di essere superflui: la fecondazione eterologa è il ricorso a un gamete maschile e femminile donato alla coppia (almeno in Italia perché la legge 40 permette di accedere alle tecniche soltanto alle coppie e non alle persone singole).

La legge 40 è stata già pesantemente attaccata dalla Corte: due anni fa era stato sempre il Tribunale di Firenze ad avviare quel processo che ha portato alla dichiarazione di incostituzionalità l’articolo 14, ovvero l’obbligo di impianto contemporaneo degli embrioni prodotti, e ha aperto la strada alla crioconservazione - vietata dalla legge 40 se non in casi eccezionali ma ambigui (comma 3 dell’articolo 14: “Qualora il trasferimento nell’utero degli embrioni non risulti possibile per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione è consentita la crioconservazione degli embrioni stessi fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile”).
Oggi il colpo è ancora più duro: “per la prima volta nel nostro Paese un giudice ordinario ritiene costituzionalmente illegittimo il divieto di procreazione assistita di tipo eterologo previsto dall’art. 4 l. 40/04, sospende il processo e rimette gli atti alla Corte.
Lo spunto è offerto da una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo dell’aprile scorso che ha dato ragione a due coppie austriache che chiedevano di effettuare la PMA eterologa vietata dalla legge statale condannando lo Stato Austriaco oltre che al risarcimento dei danni alla necessità di eliminare tale illegittimo divieto dal sistema”.

Seguiamo la struttura dell’ordinanza attuale. Le premesse sono le seguenti: la condizione di sterilità assoluta e quindi l’impossibilità di riprodursi senza ricorrere a materiale genetico altrui; il carattere discriminatorio del divieto di accedere alle tecniche riproduttive per chi è sterile in modo assoluto; messa in discussione dei presunti diritti di discendenza genetica del nascituro e del suo diritto di essere informato, diritti che comunque vanno bilanciati con quelli alla riproduzione e alla costituzione di una famiglia; il riconoscimento che il diritto del minore di conoscere le proprie origini genetiche deve essere bilanciato con il diritto all’anonimato del donatore (proprio come accade nei casi di adozione).
Il fatto: una coppia sposata dal 2004 in cui l’uomo è affetto da azoospermia severa a causa di cure risalenti all’infanzia. È impossibile per lui avere un figlio se non ricorrendo al gamete di un donatore. In Italia ormai c’è la legge 40 e la coppia va all’estero. I tentativi sono onerosi sia economicamente che emotivamente. Quando la coppia viene a sapere della condanna austriaca si rivolge al centro Demetra di Firenze chiedendo di poter accedere alla fecondazione eterologa. Il centro si rifiuta. La coppia allora si rivolge alla Associazione Coscioni e viene assistita dagli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini. La difesa chiede che il Tribunale di Firenze dichiari il diritto dei ricorrenti a: ricorrere alla fecondazione eterologa; utilizzare materiale genetico di un donatore anonimo; sottoporsi a un ciclo riproduttivo adeguato a garantire maggiori possibilità di successo possibile e disporre eventualmente la crioconservazione degli embrioni prodotti.

“In ogni caso, ritenuta la portata della pronuncia della Corte Europea quale canone ermeneutico generale con valore sub-costituzionale, disapplicare l’art. 4 c. 3 L. 40/04 per contrasto con gli artt. 8 e 14 della CEDU, per l’effetto dichiarare il diritto dei ricorrenti come formulato supra, e sollevare la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4 c. 3 L. 40/04 per contrasto con l’art. 11 e 117 Cost. e 2,3,13,32 Cost.”.
Il giudice ritiene fondate le richieste e rimette gli atti alla Corte costituzionale.
Per prevenire eventuali critiche riportiamo la motivazione e il dispositivo della ordinanza.
“Il giudice accogliendo le motivazioni [...] ritiene di condividere le motivazioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nella Sentenza 1 aprile 2010 pronunciata contro l’Austria rilevante, in punto di diritto, anche per il nostro ordinamento. In particolare: premesso che, come confermato dalla Sentenza Corte cost. 311/2009 in caso di contrasto tra norma interna e norma della Convenzione europea il giudice nazionale comune deve procedere ad una interpretazione della prima conforme a quella convenzionale. Quando l’eventuale contrasto non sia componibile in via d’interpretazione deve sollevare questione di legittimità costituzionale innanzi alla Consulta.
Nel caso di specie secondo il Giudice europeo e il Tribunale di Firenze il divieto di fecondazione eterologa risulta, illegittimo, irragionevole e discriminatorio per le seguenti ragioni. A) pur non essendovi l’obbligo per gli Stati di adottare una legislazione in materia di PMA ove questa vi sia la sua disciplina dovrà essere coerente in modo da prevedere una adeguata considerazione dei differenti interessi legittimi coinvolti; B) il divieto assoluto di PMA eterologa configura una sproporzione fini-mezzi posto che esso non rappresenta l’unico modo per evitare il rischio di sfruttamento delle donne, di abuso delle tecniche, di realizzazioni di parentele atipiche configuardosi la scelta priva di giustificazioni ragionevoli; C) l’obiettivo di mantenere una certezza in materia di diritto di famiglia deve considerare che rapporti familiari atipici (non basati sulla discendenza biologica, come l’adozione) già sono ampiamente praticati con la conseguenza che l’ipotesi in esame dovrebbe considerarsi ex se del tutto lecita; D) il diritto del bambino a conoscere la sua discendenza biologica non è un diritto assoluto, dovendo essere contemperato con altri interessi pubblici e privati coinvolti (diritto alla procreazione, diritto all’anonimato del donatore etc) anche attinenti alla privatezza della propria vita familiare (art. 8 CEDU e art. 2 e 30 Cost); E) è evidente l’effetto discriminatorio che il divieto assoluto è idoneo ad introdurre tra coppie affette da problematiche di sterilità/infertilità medicalmente superabili e soggetti affetti da sterilità assoluta (art. 14 CEDU e art. 3 Cost)”.

Da quanto detto appare molto inverosimile che la Consulta si ponga su un altro piano. Se questo accadesse, come sottolineano gli avvocati Gallo e Baldini, la Consulta aprirebbe un conflitto senza precedenti con la Corte Europea e con la Convenzione stessa.
La legge 40 sta insomma per perdere un altro divieto assurdo e ingiustificabile.


12 commenti:

Anonimo ha detto...

ognuno fa il suo mestiere, gli avvocati scrivono il ricorso, il giudice lo valuto, e la Corte Costituzionale, dovrebbe poi respingerlo. Ancora una volta si confonde liberta' con diritto. Non esiste il diritto a procreare con lo sperma di un altro!!!! o con l'ovulo di altri, resta, al massimo una liberta', a pagamento. Detto questo non comprendo una cosa. Ma come puo' una coppia, due coniugi, che sono innamorati l'uno dell'altro accettare o addirittura sperare in una soluzione 'a tre'? resto basito. Il figlio e' il riflesso di entrambi i coniugi, in esso, frutto del loro corpo e del loro amore ci sono essi stessi!!! che senso ha rincorre il seme o l'ovulo di un altro? Con tanti poveri figli invece in attesa di adozione? Ma che' divieto assurdo! Qualcuno vorrebbe assimilarci a vacche e cavalle che si inseminano con il migliore stallone... siamo seri... per favore!!!!
francesco sirio

marcello ha detto...

Fare parte di una collettività che spende soldi ed energie per far avere bambini alle coppie sterili è assolutamente deprimente. Ma crea depresione anche avere università, scuole, istituti di ricerca, tribunali, politici, giornalisti….pagare tutta questa gente…e perchè? Tutto per nulla, tutti soldi spesi male.

Anonimo ha detto...

"Non esiste il diritto a procreare con lo sperma di un altro!"

ahahahah... no, infatti io procreero' con il MIO sperma...
ma per favore!

Giulia

paolo de gregorio ha detto...

Sirio:
"Ma come [possono] due coniugi, che sono innamorati l'uno dell'altro, accettare ...?
Il figlio e' il riflesso di entrambi i coniugi, in esso, frutto del loro corpo e del loro amore ci sono essi stessi!


Sembra apologia anticattolica, anche un po' fuori tema. In ogni caso la domanda sul come facciano due coniugi ad accettare una cosa del genere, e che senso abbia, andrebbe girata a qualche teologo di quella schiera.
Tra le persone liberali, che non lo accettano o festeggiano dogmaticamente, ciò è semplicemente una scelta dalla quale ci si attende (il più delle volte molto giustamente, alla luce dei fatti) qualcosa di buono e positivo.

filippo ha detto...

Esiste il diritto a ricevere le migliori cure possibili.
Ed esiste anche la libertà di rinunciare a tale diritto.
Ma la rinuncia deve essere una scelta del singolo, non il risultato di un'imposizione.

marcello ha detto...

Filippo, e il diritto della collettività a non fare nulla? E il diritto del singolo a non voler pagare per desideri altrui? E il diritto del singolo a non essere coinvolto in cose che non lo convincono?

Anonimo ha detto...

Ma questi tizi vivono sulla luna? E se, banalmente, una moglie rimane incinta con lo sperma dell'amante, e poi il figlio viene allevato e amato dal marito e dalla moglie all'insaputa dell'amante? Che male c'è? Dove sono tutti i terribili problemi etici, in questo caso? Saranno MILIONI i figli nati e cresciuti in situazioni come questa, e POCHISSIMI se ne saranno resi conto.
MA CHE CAVOLO DI IDEA DI UN MONDO PERFETTO AVETE IN TESTA?
Come ha detto Grillo: La vita è una malattia infettiva, si trasmette con un rapporto sessuale, ha un decorso di circe 80 anni, e conduce inevitabilmente alla morte. Aggiungo io: certe manifestazioni sono MOLTO PIU' FASTIDIOSE DI ALTRE!
Bleah

DiegoPig ha detto...

Penso che il punto fondamentale delle motivazioni sia questo:


B) il divieto assoluto di PMA eterologa configura una sproporzione fini-mezzi posto che esso non rappresenta l’unico modo per evitare il rischio di sfruttamento delle donne, di abuso delle tecniche, di realizzazioni di parentele atipiche configuardosi la scelta priva di giustificazioni ragionevoli;




Come a dire: le intenzioni possono anche essere buone, ma state facendo la cosa sbagliata.

filippo ha detto...

Per l'appunto, la collettività riconosce il diritto, ai singoli che la compongono, di ricevere delle cure per le proprie patologie.
La sterilità è una patologia, la fecondazione assistita ne costituisce il rimedio.

Anonimo ha detto...

esatto, la fecondazione assistita 'omologa' ne costituisce il rimedio, quella 'eterologa' l'aberrazione. Il prossimo passo quale sarebbe: sperm & ovul market?
Sarebbe ora che determinati limiti venissero accettati e umanamente vissuti. Ma sapete che la coppia che si sottopone alla fecondazione a mezzo terzi, viene prima sottoposta ad un training psicologico? Ma lo sapete che il figlio molto probabilmente avra' il 'rigetto verso il finto padre?
Ma cosa costa adottare un bimbo, anziche' ricorrere a queste storture?
francesco sirio

vito ha detto...

Francesco e perché il bambino dovrebbe avere un rigetto verso il finto padre? il figlio nato da una relazione estraconiugale ha automaticamente "rigetto" verso il suo padre non biologico? sente istintivamente che quello non è il padre?
Un bambino adottato allora dovrebbe aver rigetto verso entrambi i genitori?

Il problema è che c'è una realtà dove molte cose accadano senza problemi, e poi ci sono persone che amano edificare castelli per aria proiettando sugli altri problemi che in realtà sono soltanto propri.

filippo ha detto...

Ma lo sa che Lei racconta un sacco di palle?
Certi limiti sono soltanto suoi, egregio, e di aberrante c'è solo l'incredibile serie di pregiudizi che si porta appresso e che, sopratutto, vorrebbe anche farci ingurgitare a forza.