giovedì 27 aprile 2006

Diritti fondamentali anche agli scimmioni

La richiesta è stata avanzata in Spagna, e c’è lo zampino del solito Josè Luis Rodriguez Zapatero, spina nel fianco dei benpensanti e dei cattolici (La Spagna si mobilita per le scimmie, la Repubblica, 25 aprile 2006).
L’idea è che alcune caratteristiche che denotano la condizione di persona siano possedute anche dai primati. Dunque, protezione morale anche per loro (vedi Great Ape Project).
L’arcivescovo di Pamplona ha inveito contro la proposta, e

ha invitato a “non cadere nel ridicolo per eccesso di progressismo” affermando che l’iniziativa equivale a “invocare diritti taurini per gli umani”. Ed ha lamentato che si voglia dare alle scimmie ciò che si nega agli embrioni.
Altri pareri:
“Che piaccia o no, gli esseri umani sono grandi scimmie” e proteggere i diritti di queste ultime “è una responsabilità etica”, ha detto oggi Joaquin Araujo, presidente spagnolo del Progetto internazionale Grande Scimmia. E il deputato socialista Francisco Garrido, uno dei firmatari della proposta, ha aggiunto che “essere orgogliosi delle proprie origini è proprio delle persone di buona famiglia”.
Il commento immancabile di una Stranacristiana:
Vedremo se, per compensare le concessioni sulle ricerche sugli embrioni, la Spagna procederà a questa particolare considerazione di alcune scimmie. E comunque proprio alle scimmie pensavamo quando abbiamo visto questa foto. Invece erano alcuni alla manifestazione del 25 aprile a Milano. Quella a cui hanno fischiato la Moratti.
Buona giornata
Stranacristiana
Buona giornata anche a te. La foto è quella qui sotto riportata (dall’archivio di repubblica.it).La stranacristiana dà per scontato che la Spagna (e quanti permettono la ricerca sugli embrioni) si senta in colpa per avere permesso la ricerca scientifica, e che pensi di bilanciare l’ingiustizia con la concessione di diritti agli scimmioni. Potrebbe almeno porsi la questione se tutti la pensano come lei.
E soprattutto si potrebbe per una volta provare a rispondere con qualche argomento intelligibile, piuttosto di invocare lo scandalo e l’assurdo.
Per quanti radicano nella autocoscienza, seppure aurorale, l’essere detentore di diritti fondamentali (l’essere una persona), è coerente che un orango adulto abbia più ragione di un embrione di godere di tali diritti. Perché l’orango adulto (come altri animali superiori, d’altra parte) possiede quella complessità mentale che all’embrione ancora manca.
Si può non essere d’accordo. Ma la questione è: perché no?

(Orang Utan in Borneo. Foto © Francesca Di Mambro)

4 commenti:

giacomo ha detto...

ieri se non sbaglio su Radio3Scienza parlavano del fatto che hanno trovato proprietà ricorsive nel linguaggio degli animali, non ricordo più però di che animali si parlasse, mi pare non primati cmq.

Giuseppe Regalzi ha detto...

Non ho ascoltato la trasmissione, ma penso che si riferissero alla notizia dell'esperimento che avrebbe provato la capacità degli storni di distinguere alcune semplici strutture grammaticali (capacità che finora si riteneva esclusiva degli esseri umani).

giacomo ha detto...

esatto proprio di quello parlavano!

Chiara Lalli ha detto...

Pure gli uccelli capirebbero la grammatica... Almeno le starne.
“Gli esperimenti sono stati condotti su 11 uccelli adulti a cui sono state date lezioni facendo ascoltare distintamente questi due tipi di canzoni. Dopo circa 10.000 - 50.000 esercizi durati più mesi, 9 delle 11 starne avevano cominciato a distinguere le regole. A questo punto i ricercatori si sono chiesti se gli uccelli fossero capaci di estrapolare i modelli per distinguerli in sequenze di canzoni più lunghe e gli esperimenti successivi hanno dimostrato che le starne riuscivano a comprendere le regole grammaticali anche in canzoni diverse. La scoperta, secondo gli autori, mostra che «anche altri animali potrebbero condividere queste capacità con gli esseri umani». «Ora - hanno concluso - potrebbe essere più utile considerare le specie di animali differenti attraverso distinzioni quantitative piuttosto che qualitative nei meccanismi cognitivi».”