sabato 29 aprile 2006

Elio Sgreccia bacchetta Carlo Maria Martini sull’ootide (o la teoria dell’ovocita fecondato)

Sulla scia delle dichiarazioni di Carlo Maria Martini della scorsa settimana l’Espresso (Martini choc in Vaticano, 29 aprile 2006) riporta alcuni commenti di Elio Sgreccia:

Sempre con garbo, Sgreccia ha inoltre ricordato al cardinale Martini che “la sua teoria” sull’ovocita fecondato “non è condivisa da molti embriologi”. E in effetti il Comitato Nazionale per la Bioetica che in Italia si occupa di queste cose, quando nel 2005 affrontò la questione, si divise in 26 contro 12. Con la maggioranza c’erano Sgreccia e altri studiosi cattolici e laici, tutti a favore dell’intangibilità dal primissimo istante dell’ovulo fecondato. Con la minoranza c’era Carlo Flamigni, che volle aggiungere al documento finale una sua nota molto polemica con la Chiesa. La posizione di questa minoranza è quella che sia il cardinale Martini sia il professor Marino hanno fatto propria nel loro dialogo.
Chi sarebbero i “molti embriologi”? Non ci è concesso soddisfare la nostra curiosità. Ma Sgreccia vuole fare il furbo omettendo di dire che la “teoria sull’ovocita” non è meramente una questione medica e scientifica? Piuttosto è una questione morale, del significato e del valore che noi intendiamo attribuire alla fase iniziale dello sviluppo umano. Non basterebbero tutti gli embriologi del mondo a dipanare la questione se l’ootide gode del diritto alla vita oppure no. Una risposta sensata pretende l’incursione della filosofia. È giusto o sbagliato? La scienza è muta di fronte a una simile domanda.
A proposito del documento del Comitato Nazionale per la Bioetica riguardo all’ootide (Considerazioni bioetiche in merito al c.d. ootide) è bene ricordare i nomi dei firmatari e rinfrescare la memoria con le argomentazioni offerte a dimostrazione della sua intoccabilità. Suggerisco di leggere il documento. Io rimando a Piastra metafisica, ovvero della considerazione dell’ootide come uno di noi, LiberalCafè, 9 ottobre 2005). Per chi fosse davvero molto interessato, posso inviare per mail una ossessiva analisi del documento del CNB.
L’ootide è intoccabile (come il concepito nominato nella Legge 40/2004) secondo:
Amato, Belardinelli, Binetti, Bompiani, Borgia, Casini, D’Agostino, Dallapiccola, De Carli, Di Pietro, Eusebi, Federspil, Ferrari, Fiori, Iadecola, Isidori, Manni, Marini, Palazzani, Pistella Possenti, Ricci Sindoni, Santori, Scarpelli, Sgreccia, Silvestrini (vedi dettagli dei Componenti).
Per inciso: il Comitato Nazionale per la Bioetica non è il Tribunale della Verità. Questo per dire che se anche tutti i componenti all’unanimità avessero sostenuto i diritti dell’ootide, non sarebbe bastato per rendere questo parere solido. Ancora una volta le (presunte) dimostrazioni sono fragili e le conseguenza dell’equiparazione tra le persone e i gameti femminile e maschile al ‘primo incontro’ non vengono indagate.

8 commenti:

giacomo ha detto...

da qualche parte ho letto che se si dividono le prima quattro cellule dell'embrione e le si impianta in quattro madri diverse è possibile che nascano quattro individui tutti gemelli. Voi ne sapete nulla?

Se è vero questo comunque sarebbe un punto interessante da cui partire per un eventuale dibattito filosofico, infatti mancherebbero ancora le condizioni per parlare di individuo...
a parte il fatto che penso che parecchie madri obietterebbero sul termine individuo applicato a ciò che cresce nel loro ventre... dato il senso di fusione che provano...

Cmq rimane il fatto che se non si riesce a venirne fuori con una visione comune, di certo non si può pensare di risolvere la questione con lo Stato etico...

Giuseppe Regalzi ha detto...

Sì, è possibile fino al 14º giorno dalla fecondazione che l'embrione si divida dando vita a due o più individui differenti. Ma non è un argomento capace di convincere l'Altra Parte: a chi lo ha proposto è stato risposto che gli individui formati in questo modo sono i «figli» dell'embrione integro. Niente da fare...

giacomo ha detto...

grazie per l'info...
aò che voi che te dica... per me è un argomento conclusivo: quella non è una persona, se poi uno vuole credere il contrario allora che lo faccia... semmai il problema etico sorge dal 14° giorno in poi, anche se per me qui subentra il fatto che sono contrario allo Stato etico e ritengo che su temi così delicati e controversi si debba lasciare libertà di coscienza.

Ma fammi riflettere su questa cosa dei figli...

giacomo ha detto...

ehi calma, ma quali figli, quelli sono gemelli?!?!
al massimo cloni... ma allora qual'è l'originale? voglio dire che mi dicano quale è l'originale se vogliono a tutti i costi trovarci un 'identità...
che chiamino Gianni la cellula uovo fecondata e poi dopo che sono state prese le prime quattro cellule e fatti quattro cloni/gemelli identici mi dicano quale è Gianni!!!

Giuseppe Regalzi ha detto...

Suppongo che ti direbbero che Gianni è defunto, poverino...

giacomo ha detto...

ah ho capito: Gianni muore e gli altri quattro sono tutti figli suoi... mhm, nessuna cellula è morta quindi la continuità della cellula Gianni che era identica alla persona Gianni da qualche parte deve stare, no?
In fondo è questo che sostengono: identificazione tra cellula uovo fecondata e persona.
Se qualcuno è morto ci deve essere un cadavere, no?

Giuseppe Regalzi ha detto...

Tu mi chiedi di entrare nella testa di persone con cui non condivido neanche un'idea; comunque provo a rispondere ugualmente. Gianni è costituito da quattro cellule, giusto? Adesso immagina che un uomo venga sminuzzato in qualche modo nelle cellule che lo compongono, e che queste continuino a vivere in provetta. L'uomo è morto, naturalmente, ma non c'è un cadavere; nessuna delle cellule ‘figlie’ è identica all'individuo che c'era prima.

A scanso di equivoci, per chi legga questi commenti: questo, ripeto, non è quello che penso io!

giacomo ha detto...

certo che c'è il cadavere, solo che è stato sminuzzato e conservato in tante provette diverse... cmq mi sa che la "logica" coclusione a questo punto sarebbe che se i quattro "cloni" divenissero individui adulti allora avremmo provato sperimentalmente l'esistenza dei morti-viventi... no meglio: la resurrezione delle carni...

ovviamene era solo una battuta :-)