mercoledì 31 maggio 2006

La dichiarazione (immorale) di Fabio Mussi sulle staminali

L’Italia ha ritirato la sua firma dalla «Dichiarazione etica» con cui cinque Stati membri avevano espresso una posizione contraria alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Lo ha annunciato a Bruxelles il ministro dell’Università e ricerca, Fabio Mussi. Un cambiamento di rotta del governo in ambito europeo, su un tema molto delicato. Tant’è che ha subito innescato reazioni e polemiche in Italia e nell’Europarlamento (Staminali, l’Italia apre alla ricerca europea, Il Corriere della Sera, 31 maggio 2006).
E ha aggiunto Mussi: per la ricerca, in molti paesi europei la questione delle staminali non è questa grande notizia.
Eh già, ma in Italia si sono scatenate le polemiche (L’alleata Binetti: «Ha agito da solo», Il Corriere della Sera, 31 maggio 2006). Secondo la ex Presidente del Comitato Scienza e Vita il cambio di rotta del ministro è da bocciare sotto tre punti di vista: scientifico, etico e di tenuta del governo (scientifico? ovvero? etico? perché? sulla tenuta del governo possiamo immaginare). Rocco Buttiglione chiede addirittura le dimissioni di Mussi. Per Domenico Di Virgilio è un atto grave e contrario ad una legge dello Stato italiano. Maurizio Gasparri definisce quello di Prodi un governo di cani sciolti. Il nostro Luca Volontè domanda: Le dichiarazioni rilasciate dal ministro dell’Università non si pongono in aperto contrasto con lo schiacciante esito del referendum sulla legge 40? È questo l’orientamento del Governo o l’opinione personale del ministro, che si pone in aperto contrasto con quella della maggioranza dei cittadini su questo argomento così delicato?

Possiamo dormire sonni tranquilli se un passo (piccolo, timido) come il ritiro dal patto etico stretto con Austria, Germania, Polonia, Slovacchia e Malta ha scatenato questo putiferio.

3 commenti:

Francesco ha detto...

Nemmeno un post sulle elezioni di Roma?
Com'è andata? Che esperienza?.........

Anonimo ha detto...

Sembrano tutte educande.
Antonio

Anonimo ha detto...

Il nostro Luca Volontè domanda: Le dichiarazioni rilasciate dal ministro dell’Università non si pongono in aperto contrasto con lo schiacciante esito del referendum sulla legge 40?

L'On Volontè stai cercando di far passare la storia che chi è andato a votare ha votato per il NO alla modifica della Legge 40, ovvero che il non voto sia uguale al voto.
Me lo ricordo quando, per indurre all'astensioe, diceva che il successo del referendum avrebbe comportato l'impossibilità di rivedere la Legge 40 e che, a boccie fredde, loro l'avrebbero migliorata.

Giorgio Muccio