venerdì 11 maggio 2007

Un test per tutti


È uno di quei fenomeni che anche a volerlo riprodurre non ci si riuscirebbe. Ma nemmeno a volerlo intensamente e con caparbietà, come diceva l’Alfieri. Devi rassegnarti e aspettare che una spontanea epifania allieti le tue giornate.
Ecco qua, per oggi avevo in arretrato la dichiarazione di ieri del nostro beniamino Luca Volontè (Incidenti stradali: Volontè, per p.a. e politici test antidroga obbligatori, Noi Press, 10 maggio 2007):

Dinanzi alla tragedia di Vercelli non possiamo fermarci al solito pietismo piacevole. È ovvia la nostra triste partecipazione al lutto, come la vicinanza alle famiglie delle vittime, ma è giunta l’ora di fare un salto di qualità chiaro e drastico: è indispensabile rendere obbligatorio per tutti i lavoratori della pubblica amministrazione e per tutti i politici di ogni ordine e grado un test antidroga, con cadenza almeno trimestrale, i cui esiti positivi siano condizione per il licenziamento o per la decadenza della carica.

Non è oltremodo tollerabile […] che su questi temi proseguano i farfugliamenti confusi da parte dei politici della maggioranza, ragion per cui è ancora più opportuno accelerare con la massima urgenza i tempi di approvazione della proposta di legge Casini.

Inoltre […] invitiamo il ministro Amato a presentare, dopo mesi di annunci, il suo provvedimento nelle aule parlamentari augurandoci che nel confronto tra governo e sindacati sulla p.a. venga introdotta la clausola della obbligatorietà del test antidroga come uno degli elementi che misurino sia il merito che l’efficienza.
Caro il nostro Volontè, premuroso e rigoroso. Soltanto un suggerimento, come integrazione al controllo degli effetti delle eventuali droghe assunte sull’attenzione (perché di questo si tratta giusto? non di un controllo meramente punitivo, ma di un controllo finalizzato a misurare la capacità di affrontare i compiti e gli incarichi affidati) sarebbe necessario aggiungere un controllo sul livello di intelligenza (da una brutale e discutibile valutazione del QI a test più complessi). Già, perché anche una carenza di intelligenza è rovinosa per l’attenzione, i riflessi, insomma la possibilità di prevenire sgradite conseguenze.
E, a dirla tutta, potrebbe esserci qualcosa di peggio di un autista strafatto alla guida di un mezzo…

2 commenti:

Alessandro Capriccioli ha detto...

Un capogruppo alla camera decerebrato, for instance?

Libano ha detto...

Comunque io sarei d'accordo che i politici facessero i test. Chissa' quanti proibizionisti sniffano coca come aspirapolveri...