martedì 4 dicembre 2007

D’Alema e il matrimonio «simulato»

Da Fabrizio Caccia, «No di D’Alema alle nozze gay: offesa a tanti italiani», La Stampa, 4 dicembre 2007):

No, non sono favorevole al matrimonio tra omosessuali perché il matrimonio tra un uomo e una donna è il fondamento della famiglia, per la Costituzione. E, per la maggioranza degli italiani, è pure un sacramento. Il matrimonio tra omosessuali, perciò, offenderebbe il sentimento religioso di tanta gente. Due persone dello stesso sesso possono vivere uniti senza bisogno di simulare un matrimonio. Lo Stato, però, deve riconoscere loro diritti civili e sociali. Mi accontenterei di fare la legge...
Le domande da fare al ministro sarebbero tante. Potrebbe citare in quale articolo della Costituzione si parla esattamente di «matrimonio tra un uomo e una donna»? Negli artt. 29-31 non ne trovo traccia. In che senso un matrimonio civile sarebbe un sacramento? O risulta al ministro che le associazioni omosessuali si battano per il matrimonio cattolico tra omosessuali? E se «il sentimento religioso di tanta gente» venisse offeso – come di fatto viene ‘offeso’ – anche dal riconoscimento dei diritti civili e sociali agli omosessuali, cosa succede? Bisogna rinunciare anche a quelli? E se l’offesa è arrecata da un libro, dall’espressione di un pensiero, dalla semplice esistenza di qualcosa che non risulta gradito a quella stessa «gente»? Perché, infine, il matrimonio fra due omosessuali sarebbe una «simulazione»? Qual è il criterio che decide, per Massimo D’Alema, cosa è genuino e cosa no? La sua Costituzione immaginaria? La legge naturale? La morale cattolica? O forse le convenienze politiche di un cinicone le cui ambizioni smisurate si sono finora scontrate con la sua discreta inettitudine, e che continua a tentare – e a sbagliare?

8 commenti:

Chiara Lalli ha detto...

Non so scegliere se è più ipocrita o ignorante.
Sono davvero stufa di ascoltare simili idiozie discriminatorie spacciate per "rispetto".

Thomas Bernhard ha detto...

L'Italia è un paesa cattolico e nazionalsocialista.


Mi sono stufato di pensare che questa gente prima o poi rinsavirà o che ci sarà un fantomatico ricambio generazionale.

Francamente mi auguro che i rappresentanti di questa classe politica muoiano. Non dico che debbano essere ammazzati. Non credo nella lotta armata, che giudico immorale.

Mi auguro solo che questa gente muoia. Di morte naturale, malattia, incidente stradale. Qualsiasi cosa. Basta che svaniscano e smettano di appestare l'aria.

paolo de gregorio ha detto...

In effetti la parte più inaccettabile nel messaggio è quella in cui D'Alema include tra le motivazioni l'offesa del senso religioso di alcuni. Ovviamente se io mi sentissi offeso in senso laico da qualcosa nessuno ne terrebbe conto, perché i laici non credenti o non praticanti sono un po' di serie B: hanno ideali "inferiori", evidentemente, e il problema sorge solo ed esclusivamente se a sentirsi offeso è un cattolico.

Con il commento hai centrato perfettamente il punto: e se fossero un libro od un discorso ad offendere questo sentimento religioso? È forse questo un buon motivo perché lo Stato intervenga?

Leilani ha detto...

Non ho parole.
Meno male che le hai tu anche per me, perchè è un concetto talmente atroce che qualche domanda ben posta su cosa ci sia alla base va fatta.

rikkitikkitavi ha detto...

beh, non per niente l'emerito lìder massimo è un importante notabile del partito in cui milita una certa senatrice paola binetti.
partito per il quale henno votato alle primarie 3 milioni di persone.

oh che vi aspettate mica che faccia anche professione di laicità?

qui c'è gente che crede ancora alle fate

Galatea ha detto...

Delle volte mi chiedo se, semplicemente, prima di aprire la bocca 'sta gente si chieda se ha una minima idea di cosa stia dicendo. é vergognoso. Non trovo altra maniera per definirlo. è vergognoso.

luschi ha detto...

secondo me D'Alema ha fatto il seguente ragionamento "politico": in Italia una coalizione di centrosinistra non può vincere le elezioni senza i voti di una parte dei cattolici; se si portano avanti istanze che sfidano apertamente i "valori non negoziabili" della Chiesa c'è il rischio che questa appoggi ufficialmente il centrodestra, e che il csx sia relegato all'opposizione per chissà quanti anni. Questo è tra l'altro il ragionamento che ho sentito da un parente, ex militante ds ora pd, il quale aggiungeva che l'appoggio dei ds ai 4 sì in occasione dei referendum sulla fecondazione assistita era stato un grave errore politico che aveva fatto spostare verso il cdx diversi voti del "popolo delle parrocchie" alle elezioni politiche dell'anno scorso.

Enrico ha detto...

Luschi, capisco perfettamente. Ma capisci che così il fine di questa politica non è più fare la cosa giusta, ma diventa fare la cosa sbagliata pur di andare o restare al governo? Il fine, cioè, diventa andare al governo, pur facendo la cosa sbagliata. Sarebbe stato come dire a chi lottava per i diritti dei neri di lasciar perdere, perchè così si perdevano i voti dei segregazionisti: beh, certo che avrebbero perso i voti dei segregazionisti! E' mostrandosi coerenti nelle proprie lotte che si ottengono le cose, non avendo paura di offendere i segregazionisti e di perdere i loro voti!