giovedì 27 dicembre 2007

Requiem per E Polis

La categoria dell’“ultima volta” è sfuggente e spesso definibile solo a posteriori. Con l’eccezione degli abbandoni decisi e che si ha la determinazione di non contraddire. Perché anche gli abbandoni stabiliti possono essere dolorosi, sebbene necessari. La riluttanza rallenta lo strappo alla ricerca di una ragione per rimanere. Proprio come verso una persona che un tempo abbiamo amato, ci si ostina nel cercare le tracce di quell’amore offeso e tradito. Ma chi ci sta davanti si è spogliato di quella eccezionalità che sosteneva la nostra passione; è volgare e banale; ha uno sguardo servile e se l’incontrassimo oggi per la prima volta non lo degneremmo di uno sguardo. “Sei diventato un altro”, si dice a suggellare l’irrevocabilità della scelta. E la sua inevitabilità. L’abbandono è compiuto anche per non intaccare i nostri ricordi, oltre che per prendere le distanze da chi ormai disprezziamo. Può volerci del tempo per convincersi della irrimediabile estraneità. Quando accade si fatica a ricordare l’affinità di un tempo.
Gli amori e gli abbandoni non si consumano soltanto tra le persone. Anche verso una idea o verso un giornale - che a ben guardare è fatto di persone. E se le persone cambiano, cambia anche il giornale. E se il giornale viene ridotto a un bollettino informativo di qualcuno o di qualcosa, l’amore muta in sospetto e disincanto; infine nella dissociazione.
Dall’estate passata questo giornale è “diventato un altro”; il timore ha lasciato il posto all’amarezza e poi alla brutale consapevolezza della mia estraneità. Oggi, a malincuore, è l’ultima volta che scrivo per E Polis.

(Quel coraggio di dire addio a chi si è amato, E Polis).

I motivi del mio abbandono:
E Polis, qui finisce lavventura del decimo quotidiano dItalia?, Panorama, 23 luglio 2007.
E Polis risorge, la FNSI accusa. DellUtri nel cda, Panorama, 11 settembre 2007.
Rigotti annuncia: E Polis strumento di DellUtri, l’Altra Voce, 14 novembre 2007.
Rigotti rettifica, l’Altra Voce, 21 novembre 2007.
Anche:
Laddio di Lello Voce (il 17 settembre 2007).
Dell'Utri compra E Polis. Nuovo colpo per la libertà di informazione, Massimo Marini, 16 settembre 2007.
(E Polis il primo giornale libero ...).
Credo possa bastare per capire.

21 commenti:

Anonimo ha detto...

In effetti mi era sembrato insolito leggere un articolo antiabortista a tutta colonna (Ora fermiamo un'altra strage degli innocenti, don Giovanni D'Ercole, 22/12/2007). Adesso capisco perché.

Peccato, i quotidiani E-Polis non meritavano questa fine...

Caminadella ha detto...

Quando al mattino passavo davanti al bar di piazza Bacone prendevo sempre una copia di E Polis dalla gabbietta. Ora, quando al mattino passerò davanti al bar di piazza Bacone, prenderò tutte e trenta le copie di E Polis.
Non voglio dare idee a nessuno, sia chiaro.

Anonimo ha detto...

Chissà chi è "l'ispiratore" di tutti questi articoli usciti nelle varie edizioni locali di epolis. Regia occulta? Sarebbe curioso capire come mai 5-6 articolisti si sono dati l'appuntamento per scrivere la medesima cosa (addio ad epolis perché è il giornale dei cattivoni) a ridosso delle dimissioni dei due direttori e fratelli Cipriani.

Caminadella ha detto...

Anonimo, certo, la colpa è di questi articolisti scorretti che si parlano fra di loro. Pur di danneggiare Dell'Utri farebbero qualunque cosa, persino scambiarsi mail! Forse - non oso dirlo - giungono addirittura a telefonarsi.

letizia palmisano ha detto...

ti sono davvero vicina

mi dispiace tanto, specie per i lettori di Epolis

Chiara Lalli ha detto...

Anonimo delle 18.15,

non ho capito quale sia il tuo dubbio inquietante o la tua domanda retorica.
Sarebbe curioso sapere come mai tu non lo capisca da solo (e i cattivoni lasciamoli alle galline in fuga; qui è un'altra storia).

Chiara Lalli ha detto...

Caminadella,

in effetti qualche telefonata ci sarà pure stata. Ci hai scoperto. La nostra goffaggine, comunque, è niente rispetto al nostro interlocutore.

Caminadella ha detto...

Chiara, mi deludi. Cambia la linea politica del giornale e voi del vecchio gruppo, invece di combattere individualmente, in stretto isolamento, evitando qualsiasi aiuto reciproco, che fate? Fronte comune! Come fate a essere così cattivi? A infierire tutti insieme contro un pover'uomo come Dell'Utri, privo di soldi, di potere, di amicizie importanti?

Chiara Lalli ha detto...

Caminadella,

già mi sento in colpa, cerca di non peggiorare il mio stato d'animo. Immaginare la solitudine in cui l'abbiamo lasciato mi spezza il cuore. Farò in tempo a ritrattare no?

Caminadella ha detto...

Chiara, forse è meglio di no. Dicono che i "pentiti" a Dell'Utri non piacciano.

Chiara Lalli ha detto...

Caminadella,

se tentassi la strada della frode?

Caminadella ha detto...

Chiara, non so, secondo me ci sono metodi migliori per riconciliarsi con Dell'Utri. Per esempio, mi dicono che ora abbia un altro stalliere da piazzare. Tu come stai a cavalli ed equitazione?

Chiara Lalli ha detto...

Oh bella,
come ho fatto a non pensarci? Vanto un passato glorioso, con tanto di sfilata a Piazza di Siena. Certo retrocedere a stalliere...

Caminadella ha detto...

Chiara, non parlavo di farti fare lo stalliere ma di... ooooh, giusto, capisco. Acqua in bocca.

Anonimo ha detto...

Don D'Ercole ha sempre scritto contro l'aborto. Chiara lLalli, se oltre la bioteica ha un'etica, può testimoniare. Dell'Utri è nel cCda di E Polis dal 10 settembre, Lalli però sceglie di andarsene il 27 dicembre confondendo l'etica per la bioetica d'accatto. Lascia struggenti note d'addio fregandosene di un'intera redazione che forse biochimicamente insulta ma che po-eticamente attraversa come un carrarmato. Chiara è chiarissima ma forse non sa un cazzo (si puà dire cazzo o non è etico?) ma fa la sua porca figura a non aver versato una goccia in più di sudore - oltre al suo corsivo settimanale (ben 1400 battute, spazi inclusi) - nel requiem che maldestramente suonicchia. Peccato non aver tentato in tanti mesi ad applicarsi nell'arte goffa ma educativa del giornalismo, che vuol dire ascoltare le parti (più parti) invece di farsene raccontare una sola, a discapito di coloro che restano. Molto bio, molto folky, molto show, molto trend, signora Lalli. L'etica però è un'altra storia. I partigiani sono un'altra storia. Lei è una mediocre pedina alla quale è stato concesso il privilegio di dire addio nel giornale di Dell'Ultri. Mediti sulla contraddizione, non l'avvrebbe salvata neppure una schiera di direttori se solo chi più in alto l'avesse reputata fastidiosa, indigesta. Se solo conoscesse le regole saprebbe di essersi arroccata da sola. A sbrodarsi sul vestitino nuovo- Figuraccia molto bio, purtroppo terribilmente patetica. Buon anno, signora Lalli.

Chiara Lalli ha detto...

Potrei rispondere soffermandosi su ogni singola questione, ma mi limito a quelle che mi sembrano più assurde (a parte il tono e i modi assolutamente fuori luogo, a cominciare dall'anonimato). Non capisco in che modo avrei insultato la redazione: il mio abbandono ha questo potere? Da me dipendeva il destino di qualcuno? Il mio abbandono sarebbe dettato dalla pigrizia? La guardi da quest'altra ottica: c'è almeno un posto libero, mandi un cv (a meno che non sia superfluo).
Quanto alle lezioncine di vita e di giornalismo, me le risparmi. Lei non sa un cazzo (si può dire, come vede) di me, pertanto le consiglierei di non imbarcarsi in giudizi o "consigli" fuori luogo. Se avesse voluto essere un'altra parte, l'avrei ascoltata volentieri. Ma i suoi commenti non sono un versione diversa, sono soltanto insulti gratuiti. "A discapito di quelli che restano"?
In conclusione: le battute erano 1.600 (giusto per amore di precisione, visto che è l'unico dato confutabile senza sbavature) e non ricambio i suoi acidi auguri - avrebbe potuto risparmiarsi questa tentazione borghese del buon anno.

Giuseppe Regalzi ha detto...

Un vigliacco che insulta protetto dall'anonimato è già uno spettacolo repellente; ma quando un personaggio simile si permette anche di dare lezioni di etica - sia pure dell'etica del servo a cui tocca fare di necessità virtù - lo spettacolo diventa surreale. Cose dell'Altro Mondo, davvero.

cadavrexquis ha detto...

Tra tutta la "free press", E Polis si distaccava di molte lunghezze, per la qualità e l'intelligenza degli articoli e dei giornalisti che ci scrivevano. L'ho sempre letto molto volentieri - le poche volte che l'ho trovato, perché anche qui a Milano, se Leggo, Metro, UpCity si trovano a ogni angolo di strada, facevo fatica invece a reperire E Polis e quando mi capitava di trovarne UNA copia abbandonata in un bar, mi guardavo attorno con fare circospetto e me la imboscavo. Leggevo molto volentieri anche i tuoi editoriali, Chiara. Ora ho una ragione in più per lasciarlo dov'è se lo vedo... Peccato, davvero.

http://cadavrexquis.typepad.com

Caminadella ha detto...

Questo anonimo pare essere stato punto sul vivo. Non sono uno psicologo, ma mi pare persino di vedere in lui qualche senso di colpa.

Anonimo ha detto...

E ora che MArcello dell'UTri ha lasciato Epolis ? Forse era troppo presto x il requiem, forse il requiem lo dirigeva qualcuno? Icchè mi dici?

Anonimo ha detto...

Lalli non parla...
Parlano pero' i giornali.

"I miei avvocati mi hanno consigliato di ritirarmi e, oltretutto, non c’era più l’atmosfera che mi aveva convinto a buttarmi in questa avventura", afferma un Dell’Utri molto ama-
reggiato e con il malumore di chi si è sentito tradito: "Ho sempre creduto a un grande progetto di free press e penso che adesso appoggerò il lancio di D News ".

da Prima Comunicazione