giovedì 6 dicembre 2007

D’Alema si dispiace

Natalia Lombardo, «D’Alema: “Su gay e governo solo polemiche distruttive”», L’Unità, 6 dicembre 2007, p. 9:

Una «polemica da cortile mediatico», dice sprezzante il ministro degli Esteri, che però ci tiene a chiarire «ai lettori» il suo pensiero: «È stato presentato come un fotomontaggio, pezzi di un film messi insieme ma fuori contesto». Una cosa brucia di più: «Mi dispiace che mi venga attribuita un’improvvisa svolta clericale». La sua e del Pd. Tutto nasce lunedì mattina, quando D’Alema ha tenuto una conferenza nell’istituto tecnico «Cristoforo Colombo» di Roma, Il giorno dopo il Corriere della Sera titolava: «No di D’Alema alle nozze gay: offesa a tanti italiani», nell’occhiello: «non sono cattolico ma avverto il fascino della fede».
Durante il giorno è montata la polemica. «Con i ragazzi ho citato una bellissima intervista di Grillini, nella quale lui stesso diceva che i matrimoni gay non sono fra gli obiettivi immediati del movimento omosessuale», racconta D’Alema, «e poi che il matrimonio è un sacramento, quindi non mi sembra il caso di offendere la sensibilità di una parte degli italiani. Ho detto una cosa ovvia, spiegando agli studenti ho che in Italia ci possono essere altre forme di unione: i Pacs o le Unioni civili, per garantire i diritti di persone dello stesso sesso che si amano, perché possano convivere o assistersi in ospedale. Spero che il Parlamento discuta queste proposte» [corsivo mio].
Se non è «un’improvvisa svolta clericale», vuol dire che è una svolta clericale ancora in corso...

5 commenti:

Sergio ha detto...

1)il matrimonio è un sacramento,
e chi ha raccolto queste dichiarazioni non ha notato una certa confusione?
2)quindi non mi sembra il caso di offendere la sensibilità di una parte degli italiani
cioè ha smentito il contenuto dell'articolo del corriere della sera riconfermando quello che avevano scritto?
mi sono perso qualcosa?

paolo de gregorio ha detto...

Il matrimonio, per un politico nell'esercizio delle sue funzioni, non è un sacramento: è un istituto giuridico fondato sulla Costituzione e da essa difeso. D'Alema dimostra ignoranza del significato di istituti giuridici fondamentali.

Se egli intendeva dire che il matrimonio è "anche" un sacramento, nel senso che per alcuni lo è (ma non per tutti), il discorso non cambia affatto. Anche l'adulterio è "un peccato capitale" pounibile con la morte per alcuni ma non per tutti, il che non fa dell'adulterio un "peccato capitale". Probabilmente a D'Alema in quello scuola qualche studente avrebbe potuto fare una qualche leziopne di diritti civili e costituzionali.

rikkitikkitavi ha detto...

il matrimonio è un sacramento?

ma qualcuno si è mai preso la briga di spiegare l'ordinamento dello stato al nostro ministro degli esteri?

Sam, Non contro ma per! ha detto...

vero Giuseppe. E' una svolta in corso...
PS segnalo questi due ottimi post sull'argomento tra i miei commenti.

Anticlericale ha detto...

Ma no, sono i giornalisti che hanno capito male, lui voleva dire:
"non sono cattolico ma avverto il fasciSMo della fede" :-)