domenica 12 agosto 2007

Ciò che era prima del caso (ovvero: “e la scimmia?”)

Già il titolo è uno spasso (Se tutto è frutto del caso, come spiegare ciò che era prima del caso? La Chiesa, i laici, la fede e la scienza, Libertà, 12 agosto 2007) e insinua il sospetto che le idee dell’innominato estensore siano molto confuse.
Il contenuto dell’articolo è delirante e infarcito di errori ortografici (solo per fare un esempio, regolarmente la terza persona del verbo essere viene scritta “e” + apostrofo; ho corretto perché mi provocava un senso di malessere). Il livello argomentativo e la confidenza con l’evoluzionismo sono talmente poveri da non meritare nemmeno uno sforzo nel rispondere in modo puntuale (il pensiero di Bioetica è stato poi spesso espresso al riguardo).

Si è sentito da parte di scienziati, luminari del sapere, che gli avvenimenti in natura se non ancora spiegati in tutto, la scienza li spiegherà certo in futuro, e, quindi esula come principio di accogliere qualcosa che non può dimostrare.
Tutto ciò che accade ha la sua spiegazione, è stato detto, basta attendere i futuri progressi della scienza e non ci sarà più motivo di chiamare in causa qualcuno: Dio.
Anche l’origine dell’uomo non presuppone l’intervento di un Creatore, in quanto, così spiegano, l’uomo non è altro che un frutto della naturale evoluzione di un animale già esistente che ci assomiglia molto: la scimmia! Sorge spontanea la domanda: e la scimmia?
La scimmia nasce da insicurezze personali, da paure e insoddisfazioni che portano l’individuo a cercare un modo per mettere a tacere o per ridurre la sofferenza del vivere. Poco importa la sostanza, ma la scimmia non ti lascia più in pace, senti il suo respiro sul collo e appena ti giri per guardarla negli occhi, lei gira insieme al tuo corpo e se sei veloce puoi solo vedere di sfuggita la scia della sua lunga coda. Ma che c’entra con Dio? Forse potrebbe essere una dimostrazione della sua inesistenza. Se Dio esistesse e fosse buono e onnipotente e tutto il resto nessuno ricorrerebbe alla scimmia.
Se si potesse dimostrare l’esistenza o meno di un Creatore solo con l’uso dell’intelligenza, questo traguardo sarebbe motivo di grande ingiustizia nei confronti di chi ne fosse meno dotato, e non avrebbe senso parlare di “fede”.
Se fosse concretamente, oggettivamente dimostrabile come pretende certa scienza per credere l’esistenza di un Dio creatore, non ci sarebbero motivi per non credere, e tutti, scimmie comprese, dovrebbero credere per evidenza, per obbligo, non per adesione del cuore e della mente.
Quale scienza? Le scimmie che credono in Dio? Le scimmie che credono? Devo essermi persa qualcosa nel dibattito recente sulle credenze se si afferma senza battere ciglio che le scimmie credono (allo stesso modo in cui ciò si predica degli umani – predica nel senso di predicato e non di predica “ti faccio la predica”)
L’atteggiamento che negasse l’evidenza dimostrerebbe l’ottusità demenziale ed invero l’addio alla laicità tanto osannata oggi, sarebbe un riconoscimento all’intelligenza e l’idea stessa di laicità, ove tutto è lecito per il soddisfacimento del singolo, sarebbe immolata quale sacrificio solo sull’altare del proprio egoismo.
Qui mi sono persa. Chi nega l’evidenza (cioè l’esistenza di Dio) dimostrerebbe l’ottusità demenziale (di chi nega l’esistenza di Dio, cioè l’evidenza) e dimostrerebbe (dimostrerebbe? Mi sarei aspettata implicherebbe) l’addio alla laicità (ma la laicità non è necessariamente coincidente con la negazione dell’esistenza di Dio; sarebbe stato meglio dire l’addio all’ateismo). Da “ove tutto è lecito” alzo le mani, non riesco a capire.
La mia perplessità sull’addio alla laicità aumenta quando ci si sofferma sul significato di “laico”:
oggi è udita (sic, il soggetto dovrebbe essere il significato di “laico”), da una parte come una parolaccia dispregiativa che indica solo uno stato di apostasia e di autarchia, dall’altra, una parola che indica l’apice della libertà senza ma e senza se. Nulla di più falso, è utile fare anche qui un poco di chiarezza: la laicità non significa ateismo o altre amenità, in quella parola può coesistere il laico credente e il non credente, non tutti i cattolici sono ecclesiastici così come tutti i non credenti sono anticlericali.
Non é (sic) la laicità la strada maestra per giungere a dimostrare o negare l’esistenza di un Creatore. Sforzandosi di cercare le leggi che regolano l’universo, la scienza non potrà mai dire, anche se potesse sperimentarle tutte, che non c’è stato un Datore di quelle leggi. Il teorema dell’inesistenza di un Creatore non potrà mai essere dimostrato, mentre tutto concorre a dimostrare l’opposto.
Tutto cosa? Il resto è un capolavoro di idiozia, la sagra del luogo comune sulla casualità contro il disegno intelligente, il Creatore, Dio e le scimmie. Mi limito a riportarlo.
In una certa dialettica che si professa laica è evidente uno sforzo, un accanimento ben preciso, disposto anche a meschine violenze mentali pur di togliere di mezzo quel Creatore che ci interpella dentro. Non è la laicità che potrà negare quel Qualcuno, per il solo fatto da non poter dimostrare il rapporto che si sviluppa tra il Creatore e la creatura, ma solo certificare un metodo, un presunto stato di fatto di orgoglio esistenziale e di materialismo allo stato puro.
Questo è il dramma del giorno d’oggi: l’uomo non si riconosce più come creatura e cerca di dimostrare, con un’intelligenza che si autoviolenta e un orgoglio certo degno di miglior causa, di essere un nulla, semplice materia assemblata casualmente.
Il fatto è che questa laicità non credente ha il coraggio di parlare di dignità della vita umana! Ma il “caso” origina dignità? E, se, per pura ipotesi, ci ritenessimo veramente frutto del caso, che affidamento darebbe la nostra logica, la nostra intelligenza?
Che senso avrebbe parlare del bene e del male, se tutto non è altro che combinazione fortuita di particelle di pulviscolo cosmico, e mai sapremo il perché di esistere?
La laicità non credente come spiega il passaggio della materia inerte a quella vivente? Chi trasmette il soffio di vita? Il caso? O solo tutto questo, molto mode, è solo la negazione di un’evidenza creatrice, imponendo idee di una minoranza nel nome di una libertà libertaria, dove tutto è fortuito. L’ineluttabilità della morte è l’unica certezza, e tra la nascita e la dipartita è certa solo la schiavitù di un’esistenza di vita: tutto e’ casistica, l’incontro della vittima e l’aggressore, una pura coincidenza, la morale un giogo pesante, il successo, il traguardo agognato il potere, pur calpestando i diritti di tutti.
La scienza ha il compito importante di studiare l’evoluzione della vita, scoprire i meccanismi, le leggi che regolano l’universo, cioè ciò che già esiste, ma anche se riuscisse a risalire le origini, all’inizio dell’evoluzione, come potrebbe spiegare “il principio” in base ad una ragione che si sarebbe formata casualmente “dopo”? Se tutto è frutto del caso, come potrà spiegare ciò che era prima del “caso”?
Quando avrà scoperto, compreso, sperimentato, ciò che esiste, o esisteva, la scienza ha adempiuto il suo compito, non sarà in grado di spingersi oltre perché lì e solo lì, comincia il “mistero” comprensibile soltanto attraverso un’adesione di fede che, noi laici credenti, sentiamo in piena sintonia con ciò che ci troviamo, senza nostro volere, dentro, e che sola può spingerci oltre il tangibile ed abbracciare l’origine di tutto!
Il noto giornalista Ferrara, dichiarandosi non credente, disse: “oggi, mi ritengo un uomo fortunato perché sono nato e vivo in un paese in cui l’educazione morale ha profonde radici di giustizia sociale cristiana e mi rallegro! Non mi è stato imposto questo o quest’altro credo, ma sono stato libero di aderire a ciò che la tradizione portava, nel vivere quotidiano, secondo il proprio credo, senso ed intimità personale”.
Il direttore Feltri, in una trasmissione ribadì: “con questo, pur dichiarandomi laico non credente, non mi scandalizzo a ciò che la Chiesa dice, è il suo primo dovere e mandato. Diffido invece di quei politici che dichiarano di professare quel credo, rigettano e criticano le ammonizioni pronunciate su una condotta immorale perché non aderente allo spirito a cui si dichiarano di appartenere in quella comunità, accusando poi, il mittente ecclesiastico di metodi inquisitori e cesaropapisti”.
(Gran begli esempi Ferrara e Feltri!).
Purtroppo quei politici che manifestano con atti codesto pensiero contrario, chiedono i voti e il sostentamento alle loro idee proprio a quella comunità che loro dicono di abiurare e la tacciano di becero bigottismo, nel momento stesso che si fa notare la contraddizione!
Nel nome di quella laicità, l’ipocrisia impera, ma nessuno li obbliga, nemmeno la Chiesa: abbiano il coraggio di ammettere che si è fuori da quella comunità con tutte le conseguenze del caso! E no! Allora l’immagine si offusca, l’onore si macchia, si è liberticidi, e si ricorre con alterigia: dov’è la carità a cui voi nel proclamare aderite?
La morale cristiana ha il diritto di conoscere anche che cosa succede sotto le lenzuola, e pretende che la parola “amore” non venga svilita in strani congiungimenti innaturali o invocare diritti esistenti ad altro status familiare e qui ci fermiamo per quella carità di pensiero che voi reclamate.
Il maestro regista Olmi disse che la sua data di nascita non fu quella anagrafica ma fu quell’attimo, che suo padre e sua madre si videro per la prima volta, lì scoccò quella scintilla che gli diede la vita: ossia l’amore! E allora, se conseguente da uno sguardo scaturì la vita (questo è dimostrato e dimostrabile), perché allora negare che anche il creato sia un atto d’amore, totalmente gratuito, e quello sguardo d’Amore che genera la vita, ci accompagna in ogni secondo della nostra esistenza?
Sveglia cristiani! Il nostro Dna può anche discendere dalle scimmie, con tutto il rispetto delle stesse che sono creature di Dio, la nostra fede é un dono e non un caso. Noi non siamo una casualità di idee, materie e liquidi, la vita che pulsa in noi è un dono e non un accidente più o meno piacevole tra un uomo e una donna, non certamente proveniente da uomo-uomo e donna-donna!
Il lassismo, un falso buonismo ci ha portato a dire: tanto non tocca a me! Divorzio, aborto, eutanasia, e ora anche il testamento biologico e i Dico. E se la pensiamo contro perché così indica la nostra fede, morale ed educazione, siamo tacciati di becero fondamentalismo, quando ci va bene invero dichiarati retrogradi, incivili, oppressori di diritti, da una minoranza che vuol divenire maggioranza pur non essendola. Lo specchietto delle allodole divengono i sacrosanti diritti del singolo, il mancato rispetto di regole di convivenza (stato da loro liberamente scelto, come il partner), e il diritto di farla finita quando la morte tarda ed altro dello stesso tono!
Questi laici sono pronti a commuoversi per una scatola di micini o cani che vengono uccisi (che cos’è una scatola di micini? Ndr), tutti pronti a gridare al colpevole e punirlo nel nome di una morale e di una civiltà moderna e nel contempo assolvere altri simili umani (casomai, senza dubbio: discendenti dalle scimmie) che fanno morire milioni di bambini, perché tale medicina o medicamento é (sic) coperto da brevetto o con pochi spiccioli di moneta, diversamente usati, nutrirli e guarirli!
Altresì fanno girotondi, cortei, marce e scioperi, in omaggio ad una idea politicizzata, servi di un potere umano di chi, con arte induce ad una lotta tra poveri, non perché venga riconosciuto un qualsiasi diritto, ma soltanto per il consolidare il potere di chi le ha proposte, in cui, il rivelabile amore per il prossimo è irriconoscibile e una remota disastrosa possibilità che ciò possa evidenziarsi.
L’illustre Machiavelli in una sua celebre frase disse: “dividi et impera” e poiché l’unica Unità, oggi esistente, pur scossa da terremoti morali ed umani ma con il nocciolo duro è la Chiesa, tutto è messo in atto, affinché la stessa si divida e si spacchi su questioni pseudo morali e pseudo diritti umani, trovando terreno fertile nella maldicenza, nel terreno anticlericale e dalle sciagurate notizie di comportamenti errati del clero: pedofilie, omosessualità, violenze di vario genere comprese quelle sessuali.
Un monaco Shaolin sentenziò che per distruggere una fede basta distruggere l’immagine che essa evoca e così facendo si distrugge ciò che in se stessa rappresenta.
In un’aurea paginetta lessi questa prosa che indica la ragione della mia fede:
“Uomini semplici” io rimango sempre alle porte dell’uomo semplice che è cosciente del proprio nulla. Le mie parole sono di viva attualità per il vostro mondo che ripone tutte le sue sicurezze nei beni materiali. Sono condanna per gli uomini del potere che, sicuri della loro umanità, pensano di essere autosufficienti e dispongono di uomini e cose senza alcun riferimento alla legge di Dio. La vostra salvezza non sta nella scienza e nella cultura, sta nelle mie parole.

9 commenti:

Filter ha detto...

Bisogna dire che per essere coscienti del proprio nulla scrivono tantissimo.

Chiara Lalli ha detto...

Spesso è proprio il nulla ad alimentare la quantità. Ho qualche dubbio, invece, riguardo alla loro coscienza - se per coscienza si intende la consapevolezza del proprio nulla...

Filter ha detto...

Infatti. I monaci tibetani, quando sono coscienti del loro nulla, stanno zittissimi.
Evidentemente, l'autore dell'articolo parlava un po' così per dire. Peccato, perché era il punto esatto in cui esponeva le ragioni fondamentali della sua fede.

Chiara Lalli ha detto...

Parlava molto così tanto (letteralmente e non) per dire.
Purtroppo non ci ha lasciato traccia del suo nome e del modo in cui rintracciarlo, perché ci sarebbero molte domande cui rivolgergli. Ma forse anche questa è una questione di fede e non è possibile sezionarla con la fredda e ingenerosa razionalità. No. Non si fa.

Uyulala ha detto...

Ho fatto una fatica tremenda a leggere tutto. Provo a commentare senza tediare ulteriormente.

Il buddismo e il taoismo (filosofie religiose che amo molto) non hanno un concetto di divinità creatrice.

In alcune forme di buddismo non esiste proprio una divinità, mentre in altre forme, come quella del Tibet, esistono gli dei come forma di reincarnazione, perciò gli dei sono mortali come lo sono gli uomini.

Il taoismo prevede l'esistenza di "immortali", ma non sono dei, sono esseri umani "speciali".

Sono entrambe religioni che hanno alle spalle un'etica e una disciplina robustissime, molto ma molto più rigorose del cattolicesimo.

L'esistenza o meno di un dio non garantisce un fico secco, sennò non si spiegherebbe il fenomeno (per certi versi religiosissimo) di organizzazioni quali quella mafiosa.

Quando l'incognito articolista cita la questione delle minoranze e delle maggioranze sembra dimenticarsi alcune cose:

1. nessuno obbliga né lui né gli altri CATTOLICI a seguire direttive più rigide, così come nessun vegetariano può pretendere di imporre a me un'alimentazione priva di cibi di derivazione animale.

2. Ho sottolineato "CATTOLICI" perché su molte questioni etiche altre confessioni di matrice cristiana non hanno la stessa chiusura (vedi il cado sei Valdesi). Quindi anche molti TEISTI si ritrovano nel concetto di stato laico inteso nell'accezione che nell'articolo è considerata negativa.

3. E' tutto da vedere se i cattolici praticanti siano davvero la maggioranza.

4. Paesi a robusta impalcatura etica hanno adottato legislazioni laiche capaci di accogliere davvero molti e differenziati punti di vista senza collassare affatto, anzi, rendendo la vita dei propri concittadini più serena (penso ai paesi scandinavi, dall'etica protestante molto radicata)

5. Mi chiedo: che razza di fede è la loro, se si sentono minacciati dalla possibilità di scegliere? Non è che le leggi restrittive servono piuttosto A LORO per non rischiare di cadere in tentazione?

Con ciò chiudo perché sennò faccio un romanzo.

Chiara Lalli ha detto...

Uyulala, mi piace molto la tua domanda 5. Il divieto (o l'obbligo) annienterebbe ogni contenuto morale. Ma l'allenamento verso le insensatezze non permette loro di rendersene conto.

capemaster ha detto...

la domanda 5 coglie nel segno :)

Non sono capaci a pensare con la propria testa, perchè è un esercizio scomodo, pesante e anche penoso a volte. Non sono allenati a domandarsi alcunché essendo di fatto eterodiretti.

rikkitikkitavi ha detto...

a parte il fatto che - "a" latino - si dice "divide et impera", dare addosso a questo qui è come picchiare i bambini che annegano

Anonimo ha detto...

e DIO dice:
Nella consapevolezza che OGNI anima è una parte di me preziosa ed UGUALE e che io amo ognuno di voi incondizionatamente , guardiamo “religiosamente” ai sé anima collettivi. I Protestanti Fondamentalisti dicono che se non si accetta Gesù come proprio “signore e salvatore”, si brucerà all’inferno per l’eternità – noto che essi tendono a lasciarmi fuori da questo. Alcune congregazioni si sono spaccate sull’accettare o disprezzare i miei amati figli che sono omosessuali per scelta di nascita, ed essi hanno scelto questo per una buona ragione: è uno stadio di energie maschili e femminili equilibrate, e tutti i miei figli sperimentano quelle vite mentre progrediscono verso l’androginia. L’Islam sembra premiare i suoi seguaci per “l’uccisione degli infedeli” e le mie figlie femmine sono considerate inferiori ai miei figli maschi. I Sionisti, un movimento politico militante, si nascondono dietro le gonne del Giudaismo e gridano all’“anti-Semitismo” ; e le religioni pacifiste dell’Estremo Oriente, che più strettamente hanno aderito agli insegnamenti dei miei messaggeri, sono considerate dalle altre al di fuori della realtà. Come se questi dolorosi allontanamenti dalla SPIRITUALITA’ non fossero abbastanza, l’intera situazione è diventata così sudicia che persino il Satanismo con le sue torture diaboliche ed i suoi sacrifici umani è una religione affermatasuccessivi proponenti ed agitatori della religione Cattolica Romana decretarono che il controllo delle nascite è un peccato e più recentemente, così è per l’aborto. Con le sfrenate uccisioni che essi hanno causato o autorizzato nel corso delle ere, non è sicuramente la santità della vita che interessa loro. No, è mantenere la crescita della popolazione che li sostiene economicamente e si inchina alla loro autorità. Dal Primo Giorno del papato, quello eletto e la sua cerchia ristretta hanno vissuto nella ricchezza che è stata pagata delle masse alle quali hanno fatto credere che le regole della chiesa provenivano da ME.

Se sembra che io me la prenda con quella religione, è perché il suo quartier generale, il Vaticano, fin dall’inizio è stato un focolaio d’oscurità. Nessun’altra religione, d’altronde, ha tutto giusto o tutto sbagliato – parti di verità sono nei “libri sacri”, ma la Bibbia è di gran lunga la più gravemente distorta per tenere ipnotizzati i seguaci che non fanno domande. E mentre la base originale della fede individuale può essere stata pura molto tempo fa, elementi fanatici hanno contaminato quella purezza al punto che alcuni di voi pensano che essi rappresentino la religione stessa
riflettete ...riflettete