venerdì 14 settembre 2007

Il mio sbattezzo


Annunciazione, annunciazione!
Dopo mesi finalmente questa mattina ho inviato una raccomandata per non essere contata tra i cattolici nostrani (né stranieri).
Sebbene intenzionata a farlo il rallentamento è stato causato da una serie di circostanze. La difficoltà di risalire alla parrocchia in cui il rito è stato consumato perché non sapevo a chi chiedere (non sto a dilungarmi sull’assenza di referenti parentali dotati di memoria clericale); l’avversione alle Poste, luogo necessario per inviare la raccomandata con ricevuta di ritorno (ho anche provato a usufruire del servizio web, ma devi registrarti, ti arriva un telegramma con un codice da inserire entro 10 giorni, il telegramma l’ho ricevuto in ritardo, ho provato ad inserire il codice ma non è stato accettato); la mia pessima abitudine di rimandare (anche questioni irrimandabili, figuriamoci).
Ma oggi, 14 settembre 2007 ho imbustato il foglio debitamente firmato di mio pugno, ho allegato la fotocopia di un documento, ho raggiunto l’Ufficio Postale 26 di Roma, ho preso il numero (089), ho guardato in cagnesco la dipendente che parlava al telefono di questioni evidentemente personali con il numero rosso che la sovrastava fermo per ore a 083 (senza alcun risultato, il mio sguardo) e con una ricrescita di almeno 3 centimetri che rendeva difficile non abbassare gli occhi, ho sbuffato una decina di volte, mi sono alzata dalla sedia di legno inchiodata al pavimento e alla parete (ma non bastava uno dei due?) per rendere il mio sguardo più minaccioso e dopo una mezz’ora abbondante mi sono portata a casa la ricevuta.
Al Parroco della Parrocchia dei Sette Santi Fondatori (tal Pasquale Conte) giungerò la mia dichiarazione di “non essere mai appartenuta alla confessione religiosa denominata Chiesa cattolica apostolica romana”. Wow! Aspetto la risposta.
Grazie allo Uaar e grazie a Raffaele Carcano.

16 commenti:

Lopo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lopo ha detto...

Benvenuta nel club!
La risposta che ho ricevuto la reco con orgoglio in fotocopia insieme alla carta d'identità, sai mai che succedesse qualcosa e mi volessero dare l'estrema unzione... Mobilitare un prete per nulla mi sembrerebbe scortese.

Joe Silver ha detto...

Aspetta a cantare vittoria, hai fatto solo il primo passo.

Ora accadrà, nell'ordine: che il parroco la ignorerà, che dovrai aspettare un paio di mesi per avere la certezza che non si è preso la briga di risponderti, che a quel punto dovrai scrivere una seconda raccomandata di sollecito con copia per conoscenza alla diocesi e minaccia di azione legale.

A questo punto, forse, ti arriverà la conferma, oppure una lettera in cui si adduce qualche strana scusa per allungare la trafila ancora un po'. Magari ti sarà chiesto persino un incontro faccia a faccia per cercare di farti desistere dall'insano proposito.

Ma spiegami una cosa, che vuol dire «la mia dichiarazione di “non essere mai appartenuta alla confessione religiosa denominata Chiesa cattolica apostolica romana”?»

Luca F. ha detto...

Joe, non succede quello che dici, di solito. I preti si sono sostanzialmente adeguati alla legge sulla privacy e ai molti pronunciamenti di giudici di pace, che hanno condannato preti reticenti.

Io ho mandato la raccomandata qualche mese fa, e dopo 10 giorni ho avuto la risposta della Curia accompagnata da una lettera di un prete costernato per la mia scelta.
In caso di problemi, sul sito UAAR ci sono tutti i passi da seguire.

A Chiara i miei complimenti per la scelta. Non devi giustificarti per il "ritardo" nell'esserti sbattezzata. Ognuno lo fa quando è pronto. Per me il problema più grande è stata la resistenza da parte dei genitori (argomenti del tipo "che dirà la gente??!!").

Ciao.

Anonimo ha detto...

Grande Chiara!

Anche io l'ho fatto qualche mese fa, e mi sono tolto anche lo sfizio di andare a parlare con il prete per dirglielo in faccia che mi facevano schifo!

Comunque, vedrai che come ti arriva la lettera ufficiale, ti sentirai VERAMENTE rinata :)

PS con la lettera mi ci sono fatto anche una maglietta da indossare con orgoglio la santa domenica (dietro ovviamente c'è la foto san dawkins)

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Non sapevo fosse possibile un'operazione del genere.

In effetti mi chiedo anche che senso abbia essere battezzati da piccoli quando non sappiamo neanche cosa rappresenti un tale passo e soprattutto se da "grandi" saremo davvero contenti di averlo fatto.

Luca F. ha detto...

Daniele, il cosiddetto sbattezzo è l'annotazione sui registri di battesimo (o di cresima) della volontà di non far più parte della Chiesa, da parte del responsabile di tali registri (di solito il prete).
È reso possibile dalla legge sulla tutela della privacy, ed è stato promosso dall'UAAR, che sul sito riporta procedura e lettera da inviare alla parrocchia. Il link è nel post.
I preti nell'adempiere a quanto da te richiesto ti ricordano per lettera che il battesimo è un sacramento che non si può cancellare; in effetti "sbattezzo" è un termine comunemente usato ma improprio.

Joe Silver ha detto...

In pratica è una formalizzazione di apostasia.

Ma l'espressione ufficiale usata dalla Chiesa Cattolica è, come al solito, incomparabilmente più sontuosa:

Actus formalis defectionis ab Ecclesia Catholica

Sensualissimo da pronunciare, si scioglie in bocca.

Mr. Norrell ha detto...

Chiara: Benvenuta tra noi sbattezzati!

Lopo: la risposta che hai ricevuto tu è molto migliore di quella che ho ricevuto io, che dice semplicemente "in risposta alla sua del 14/02/2007 confermo è stata realizzata l'annotazione richiesta", senza specificare nient'altro! È comunque una bella soddisfazione.

Chiara Lalli ha detto...

Grazie a tutti per il benvenuto nel club degli apostati.
Joe Silver, non ti si può nascondere niente eh? Non essere MAI appartenuta etc. etc. perché non ho fatto né comunione né cresima, dunque si è fatto un esperimento pilota... (mi dilungherò meglio non appena Pasquale o chi per lui mi risponderà).
Quanto alla ipotesi di un incontro per salvare la mia anima, non aspetto altro. L'unico dettaglio che mi ha sempre incuriosito delle pratiche clericali è la confessione: potrei provare almeno per una volta nella mia vita questa intensa emozione (ovviamente mi rifiuto di blaterare le 7 ave maria - o che so io).

Joe Silver ha detto...

Per carità, non volevo essere indiscreto, è solo che la formula suggerita dall'UAAR suona più o meno come: "chiede che sia annotata l'inequivocabile volontà di non essere più considerato aderente alla CCAR". Pensavo che una volta battezzati si facesse comunque parte della Grande Famiglia, anche senza confermazione.

Quanto all'emozione della confessione... mmmhhh :-) ti dirò che nella mia personale classifica dei sacramenti più odiosi è al primo posto, davanti persino al già poco simpatico battesimo d'infante.

Anticlericale ha detto...

COMPLIMENTI !!!

Un motivo in più per ammirarti, anche se ciò che scrivi era già più che sufficiente per metterti tra le mie letture quotidiane.

Chiara Lalli ha detto...

Anticlericale, grazie!

Maurizio ha detto...

Felicitazioni!

A me la raccomandata è tornata indietro col timbro "compiuta giacenza, non curato ritiro". Uno di questi giorni ci riprovo.

Anzi mi sa che la mando direttamente a Ratzinger, vediamo se la legge. :)

Chiara Lalli ha detto...

Maurizio, vogliamo andare a consegnarla di persona a R.?

Anonimo ha detto...

Salve, innanzitutto complimenti ad entrambi gli autori per il blog, che ho scoperto da troppo poco tempo e sto cercando di mettermi in pari con i post. Volevo inoltre fare moltissimi complimenti a Chiara sia per la sua ultima fatica letteraria, "C'è chi dice no", forse il libro che ho letto più volentieri negli ultimi anni, sia per lo sbattezzo che suppongo sia ormai avvenuto. A tale proposito vorrei raccontare brevemente la mia personale esperienza:
non conoscendo la parrocchia di battesimo, la legge prevede che l'annotazione possa essere messa sull'atto di cresima (se presente), per cui ho mandato tramite il circolo UAAR di Roma la raccomandata alla parrocchia dove ho ingenuamente fatto la cresima. premetto che in tale raccomandata avevo specificato che, non conoscendo la mia parrocchia di battesimo, chiedevo che l'annotazione fosse messa sull'atto di cresima. Tempo un mese mi torna la risposta del vicariato di Roma, in cui si dicevano dispiaciuti ma non potendo risalire alla parrocchia di battesimo, non potevano esaudire la mia richiesta. Questo accadeva nel giugno 2010. Alla fine ho dovuto aspettare settembre per avere risposta positiva dalla mia parrocchia, dopo essere andato più volte al vicariato e alla parrocchia per confermare "la mia inequivocabile volontà di non far più parte della CCAR". Scusate se mi sono dilungato così tanto, ma sarei contento se la mia esperienza (che purtroppo non è l'unica) fosse di aiuto ai novelli sbattezzandi nel loro percorso, in ogni caso suggerisco sempre a chi conosco di rivolgersi all'UAAR per farsi seguire ed avere supporto morale e legale in questa scelta. Saluti a tutti e ancora complimenti.
Marcello