sabato 14 febbraio 2009

Lo Stato carcerario nutritore

Adriano Sofri, «Quella libertà di mangiare e bere», La Repubblica, 14 febbraio 2009, p. 1):

Non so ancora quanti di noi abbiano afferrato la questione dell’idratazione e della nutrizione artificiale. E non perché sia difficile da capire, ma perché è difficilissima da credere.
Riuscite a immaginare che qualcuno, a voi maggiorenni e capaci di intendere, venga a intimare di mangiare e bere? La libertà di mangiare e bere, o quella, assai meno ragionevole, ma complementare, di non mangiare e non bere, è un ingrediente primario dell’autonomia personale. Ciascuno di noi non si nutre, né si mette a dieta, per legge. Nemmeno le controutopie più tetre vorrebbero fantasticare di uno Stato che dispone la nutrizione dei suoi sudditi umani, e somministra loro, per maggior efficienza, un pastone completo per via enterale o parenterale. […]
Ma siccome c’è una maggioranza piena di sé, che fa del diritto della maggioranza un compiaciuto arbitrio e benedetto, un’assurdità come la nutrizione artificiale mutata in «sostegno vitale» è destinata a passare. Che cosa fa l’opposizione, che a sua volta, con qualche ottima eccezione, non ha voluto sapere di argomenti simili, che, nelle sue scuole di partito, «non erano nel programma», e dunque ha ritenuto che il suo compito si esaurisse nel rivendicare la necessità di arrivare a una legge? Che cosa fa, ora che la maggioranza, con tanto di benedizione, ha fatto mostra a sua volta di volere una legge, e se la aggiusta a propria misura, così da peggiorare inauditamente la situazione rispetto a quando della morte nostra la legge non si occupava? Combatte una battaglia sacrosanta e perduta attorno all’evidenza per cui la nutrizione artificiale è una terapia. E si guarda dallo spiegare ai cittadini di che cosa davvero si tratti. A cominciare dal fatto che, quand’anche la si desse vinta alla pretesa insensata che la nutrizione artificiale non sia una pratica medica, e la si assimili al «sostegno vitale», al naturale mangiare e bere di ciascuno di noi, resta che ciascuno di noi è padrone di quanto, quando, come e se mangiare e bere. E dunque sarà d’ora in poi lo Stato, l’ineffabile avanguardia dello Stato italiano nel mondo, a decidere e imporre a ciascuno di noi, quando fossimo in un coma irreversibile o paralizzati dalla testa ai piedi o in uno stato vegetativo persistente da diciassette anni, quanto e come e se mangiare e bere? Lo Stato carcerario nutritore?
Non solo questa enormità mina alla sua radice prima la responsabilità e libertà personale che sono la premessa della legalità. Ma sopraffà ogni legge. Nessuna autorità può imporre di mangiare e bere, nemmeno più nelle galere, che sono laboratori specializzati di tortura e di arbitrio, e fino a poco fa il ricorso nonviolento al digiuno veniva punito e, in condizioni estreme, violato dal Trattamento sanitario obbligatorio, cioè appunto dall’alimentazione forzata. Solo in casi di accertata – e arduamente accertata – necessità psichiatrica si può disporre un’alimentazione forzata, come sa chi fa i conti con la tragedia dell’anoressia nervosa. Ed ecco che diventiamo tutti, alla condizione di restar vittime di una disgrazia o di una malattia irreparabile, potenziali oggetti della nutrizione forzata per legge, espropriati del nostro corpo e della nostra dignità.
Da leggere tutto.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

sì certo , ma la questione mi pare un po' più complessa e meno evidente di come la si faccia passare. Se tutto fosse così chiaro, ovvio perchè tanto dibattito? Il salto tra il rifiutare le cure, (mettiamoci dentro anche nutrizione e idratazione, se volete)ossia il "si lascia morire" e l'eutanasia attiva (si fa morire) è breve, secondo me. Può essere che fra non molto ci vorremmo convincere che è più umano, dignitoso, caritatevole,farsi una piccola punturina, perchè più semplice(per alcuni), immediata più diretta al fine. So bene che nessuno sarebbe costretto a prendere questa strada della punturina, ovvio è, che ce ne siano altre (se si vuole e ci si crede si pùò pure soffrire come un cane per arrivare a chissà quale premio, oppure attaccarsi tanto alla vita in ogni caso)), ma visto e già che c'è la possibilità e soprattutto la legge è dalla mia parte... giudico che non è poi un atto così grave farmi togliere prima del tempo la vita, quasi quasi è un atto da preferirsi o almeno prendere seriamente in considerazione(salvo poi magari rendersi conto che se ne può abusare, usare male questa libertà). E allora uno si chiede: la sofferenza non è umana o lo è solo per chi la sa affrontare, per gli altri, " deboli, fragili e più paurosi,per i meno attrezzati" è meglio una soluzione più adatta a loro? Questa è libertà vera?
Mi rendo conto pure che è molto più facile parlare che trovarsi nelle situazioni. Per questo non giudico e condanno nessuno, ma dubbi mi vengono e mi domando se l'eutanasia sia una vera soluzione di libertà. Voi ve lo chiedete?
Poi, mi viene spontaneo chidere anche chee venga detto apertamente e limpidamente qual è il fine cui si tende (dall'altra parte). Si dichiari una lotta per l'eutanasia attiva, non ci si nasconda. Così, tanto per sapere cosa è l'alternativa della proposta.

M. P.

Magar ha detto...

mi domando se l'eutanasia sia una vera soluzione di libertà. Voi ve lo chiedete?

Ognuno risponderà per sé, direi. Pretendere di dare a questa domanda LA risposta di Stato è un'ingerenza inaccettabile.

Anonimo ha detto...

Veramente Magar l'ingerenza di Stato in nome del popolo italiano è proprio quello che è stato voluto per Eluana.

Ed è proprio per l'ingerenza della magistratura fortemente voluta da Englaro che il parlamento ora si trova a 'dover' costruire una legge su temi che toccano le libertà personali ed il diritto alla determinazione della propria vita.

AnnaMaria

Giuseppe Regalzi ha detto...

AnnaMaria, hai già fatto queste affermazioni, e ti è stato già risposto (nei commenti a "Eluana: l'Italia alla prova"), senza ottenere nessuna tua replica ulteriore (secondo uno schema che è per te usuale).
Ti ricordo che ripetere come un disco rotto le proprie posizioni senza entrare mai nel dibattito è comportamento da troll. O rispondi (o tenti di rispondere) alle obiezioni che ti vengono fatte, oppure non ti sarà più permesso di commentare in questo blog.

filippo ha detto...

Non abbocchiamo alle solite furfanterie di una certa propaganda catto-integralista di bassa lega.
Ricordiamo le parole di una come Binetti: in parlamento una legge sulla fine della vita non verrà mai neanche discussa.
E invece il parlamento, questo parlamento, si trova, ora e solo ora, a dover costruire una legge sul testamento biologico, tra l'altro in fretta e furia, solo perchè la feccia fondamentalista ha scoperto, con sgomento, di non poter controllare l'ultimo potere autonomo rimasto in questo paese, la magistratura. Quella magistratura che si intestardisce a continuare per la sua strada emettendo sentenze sulla base esclusiva delle leggi vigenti, tra cui spicca al massimo livello il dettato costituzionale che protegge per l'appunto "le libertà personali ed il diritto alla determinazione della propria vita".
Noi da sempre chiediamo una legge che vada in tal senso, adesso i pasdaran vogliono una legge che vada in senso opposto "toccando", ma per minimizzarle, le libertà personali dei cittadini.
Come sempre, la verità si trova all'opposto di quanto affermato da questa simpatica signora.

Perchè proprio per interrompere una ingerenza prolungatasi per diciassette anni sul corpo di sua figlia e per rispettarne la volontà il sig. Englaro si è dovuto rivolgere alla magistratura. E, per sua e per nostra fortuna, anche lui ha trovato "un giudice a Berlino".

Giorgio ha detto...

Caro M.P., lei si pone molte giuste domande, ma vorrei evidenziare qualche altro quesito. Qui si parla, in primo luogo, di libertà di scelta personale.

Siamo del tutto consapevoli che in Italia l'eutanasia non sarà probabilmente mai legale, ma qui si sta parlando di altro. Si sta parlando delle living will statunitensi, del testamento vidal spagnolo, ovvero della elementare possibilità di decidere se sottoporsi o meno ad alcuni interventi terapeutici.

Se domani mi venisse diagnosticata una leucemia acuta - poniamo il caso - e mi venisse proposto un ciclo di chemio/radioterapia supramassimale, per poi essere sottoposto ad un trapianto di midollo osseo, io potrei - informato dei benefici, dei rischi e dei risultati attesi da questo intervento - legittimamente rifiutarlo, ed andarmene a casa consapevole di quello che mi attende, ovvero il decesso naturale.

E' peraltro la stessa cosa che ha fatto Giovanni Paolo II quando - prima della sua morte ormai imminente - ha deciso di non prolungare ulteriormente i trattamenti e di non sottoporsi ad una nuova tracheotomia (così dicono le fonti interne Vaticane).

Ora, si sta semplicemente parlando di mettere per iscritto in anticipo le proprie volontà, in modo che possano essere rispettate anche nel momento in cui non si sia più in grado di ribadirle.

Si deve avere il diritto di rifiutare qualsiasi trattamento medico, compresi, ovviamente, idratazione, ventilazione e nutrizione artificiale. E la scelta viene lasciata al singolo, ovvero all'unica persona che ha diritto di dire l'ultima parola sulla propria persona, sulla propria dignità, sulla propria vita.

In questo modo ciascuno risponderà alle sue domande "Questa è libertà vera?" o se "la sofferenza non è umana", in base alle proprie personali convinzioni.

Io, che fra pochi giorni sarò medico, ho delle mie personali risposte per queste domande, e vorrei che nessun altro decidesse per me.

Nello stesso tempo, vorrei evitare di dover decidere per chiunque altro, compresi figli, genitori e pazienti.

damnatiomemoriae.info

AcarSterminator ha detto...

Spero di fare cosa gradita informando che è disponibile la registrazione audio-video del convegno tenutosi ieri a proposito di
verità e menzogne sul caso Englaro.

Da parte mia un grazie sentitissimo a Radio Radicale che è riuscita a organizzare in pochissimo tempo un appuntamento così necessario e urgente dopo quel che si è visto e sentito nelle ultime due settimane.
Davvero, davvero importante.

Michele.

Anonimo ha detto...

Credo di aver identificato la cara anna- che interviene trolleggiando su questo blog.
Questo e' secondo me il SUO blog:
http://annavercors.splinder.com/
Che dici, anna-, ci ho preso?
France

annarosa ha detto...

france

Se ti riferisci a annaROSA no, non ci hai preso. Io non ho blog miei.
Ma se anche fosse che cosa avresti mai "scoperto"?

libe ha detto...

sono appena tornata dall'estero e non mi sono ancora informata bene sull'evoluzione della legge sul testamento biologico. Mi pare però di capire che gli integralisti stiano tentanto il colpo basso come per la legge 40, e che si voglia imporre alimentazione e idratazione artificiali.

Tornando a casa, mi ha colpito molto che una zia mi abbia chiesto cosa ne pensavo della vicenda di Eluana, e che poi ffermasse: "anche per me il padre ha fatto bene, ma allora perché in tv dicono tutti che è stato un omicidio?".