mercoledì 25 giugno 2008

Eluana Englaro

Oggi la prima udienza di appello (Palazzo di Giustizia di Milano) dopo la sentenza della Corte di Cassazione del 16 ottobre scorso, che aveva accolto il ricorso del padre di Eluana, Beppino.

49 commenti:

Anonimo ha detto...

Solidarietà per il padre di Eluana. La vita è sacra. Rispettare la sacralità della vita, quando questa è ridotta al coma irreversibile significa anche non imporre cure inutili e umilianti per Eluana e per i suoi familiari. Cari farisei che state in Vaticano l'eutanasia è ben diversa dal prendere atto che nessuna cura potrà ridare la salute e la vita ad una povera ragazza. Nessuno la ucciderà, verrà sopesa l'alimentazione forzata, una crudeltà ad un corpo segnato da sedici anni di malattia.
Chi usa una vicenda umana così dolorosa per fare battaglie politiche infime non merita nessun rispetto.
Inoltre vorrei fare notare che con i soldi, i mezzi e il personale che vengono usati per martoriare una vittima, tante altre persone che muoiono per malattie banali e curabili potrebbero essere salvate.
Ma ad alcuni non interessa salvare vite, purtroppo cercano solo di imporsi per questioni di leadership politica.

Anonimo ha detto...

Penso che tutti noi abbiamo diritto ad avere le cure necessarie per vivere compresa quella di essere alimentati quando non lo possiamo fare autonomamente a prescindere dal risultato finale,
Eluana respira da sola e non viene torturata da nessuno, viene accudita e curata,
nessuno ha il diritto di interrompere la sua vita che è sicuramente più dignitosa e serena di chi la vuole condannare a morte.
Quando Eluana potrà decidere della sua vita allora potremmo farla morire di fame e di sete,
fino ad allora dovremmo aspettare.
Questo è il parere di una Mamma di una delle tante ELUANE che ci sono in Italia che non sono un "peso" ma una risorsa di amore e serenità.

Anonimo ha detto...

Sono situazioni molto difficili, ma voglio ribadire alla signora che ha detto che si tratta di una vita dignitosa e serena che non la penso come lei. Forse perchè io ho un'altra idea di vita dignitosa e serena...

Anonimo ha detto...

Gesù, Maria, toccate il cuore del papà di Eluana, perché non si macchi di questo atroce delitto, perchè non tolga la vita a un essere a cui può toglierla solo chi l'ha data.

Anonimo ha detto...

Voglio dire alla persona che non la pensa come me, che è "fortunato" ad avere un'altra idea di vita dignitosa e serena. Ma pultroppo non tutti siamo fortunati e non per questo chi non lo è, come me e come te deve essere condannato a morte da noi.
Ti posso assicurare che conosco molto bene la sofferenza ma la morte è la peggior cosa, te lo assicuro.

Anonimo ha detto...

Una curiosità : ma la mamma di Eluana Englaro esiste , è in vita ? Questo Beppe Englaro parla sempre lui , se sua moglie è vivente perchè non dice la sua ?

Fra l'altro , siccome sono un tipo sospettoso , mi piacerebbe sapere se ci sono questioni ereditarie in ballo , in questa storia .

Come si dice : a pensar male si fa peccato , ma spesso si indovina !

Giuseppe Regalzi ha detto...

Ultimo anonimo: puoi leggere questo post di qualche mese fa.

Per favore firmatevi almeno con un nick, altrimenti non vi si distingue.

Anonimo ha detto...

La vita è sacra ma quella di Eluana non è una vita, quindi come chiunque può decidere di prendere o meno le medicine, se in grado di farlo, così Eluana deve avere il diritto di riposare finalmente in pace. Ora è solo un cadavere, tenuto in vita con le macchine, macchine che tra l'altro hanno un costo esoribitante e non servono a nulla se non a prolungare una sofferenza.
Non si risveglierà mai dal coma e allora perchè tutto questo??
Il padre ha tutto il mio appoggio e la mia solidarietà.
E' ora che in Italia non si abbia più paura del Vaticano e si facciano delle leggi chiare sul testamento biologico.
Alessandra

Anonimo ha detto...

C'e vita quando c'e una almeno minima forma di espressione, c'e vita quando possima esprime le nostre emozioni e quando possiamo comunicare.
Al di la di questo c'e solo morte, l' essere umano nn e' solo carne ma anima e pensiero.Eluana e' solo un corpo senza vita e senza dignita' diamole una morte dignitosa per lei e per i suoi cari ai quali va tutto il mio rispetto.
L' idiologia cattolica non c'entra qui nn si sta ammazzando proprio nessuno.Italia svegliati !

Anonimo ha detto...

AMICI CARI, VI CONSIGLIO DI LEGGERVI QUESTO ARTICOLO APPARSO IERI SU AVVENIRE..ALTRO CHE UNA PERSONA IN STATO VEGETATIVO PERMANENTE ED IRREVERSIBILE NON CAPISCA..PORCO CANE ALTROCHE'...

«Salvatore Crisafulli sentiva, ma nessuno lo capiva»

La testimonianza di Pietro Crisafulli: suo fratello è rimasto in coma per oltre due anni Per i sanitari non sentiva più nulla, invece ...

Salvatore Crisafulli è tornato a soffrire alla notizia del decreto della Corte d’Appello di Milano che permette di interrompere ali­mentazione e idratazione a Eluana Englaro. Sente ancora vivo il ricor­do di quando lui stesso si trovava in stato vegetativo e nessun medico voleva credere che si sarebbe ripreso: «Lo davano per spacciato – rac­conta il fratello Pietro – ma noi familiari vedevamo che piangeva, a­vevamo il sospetto che potesse ca­pire, ma venivamo regolarmente ca­tegoricamente disillusi dai medici. Ma quando si è svegliato, Salvatore ha potuto rivelare che sentiva tutto, e che poteva solo piangere per farsi capire».

Il caso di Salvatore venne alla ribal­ta mentre il mondo assisteva impo­tente alla vicenda di Terri Schiavo, la donna statunitense in stato vegeta­tivo che nel 2005 fu lasciata morire dopo una serie di ricorsi giudiziari. «Salvatore conosceva la vicenda per­ché vedeva i notiziari televisivi – continua il fratello Pietro –. Era in stato vegetativo dal settembre 2003, dopo un incidente stradale quando aveva 38 anni. E tutti i medici ci di­cevano che non c’era nulla da fare, persino i luminari da cui lo abbiamo fatto visitare (anche all’estero) era­no concordi. Ricordo in particolare un viaggio in Austria, da cui evidentemente Salvatore si attendeva mol­to: quando il professore stabilì che non avrebbe avuto più di 3-4 anni di vita, non solo pianse, ma cominciò a star male, gli venne la febbre».
Tuttavia passata l’emozione del ca­so Terri, i riflettori tornarono a spegnersi. «Non ce la facevamo più a reggere l’angoscia e la solitudine in cui come famiglia eravamo abban­donati – racconta ancora Pietro Cri­safulli –. Fu allora che per protesta­re dissi che gli avrei “staccato la spi­na” se non avessimo trovato aiuto. Sono parole di cui poi mi sono pen­tito, ma per capire bisogna cono­scere il grado di disperazione cui possono giungere i familiari di que­ste persone » . Tuttavia qualcosa si mosse: «L’allora ministro della Salute Francesco Storace si attivò e tro­vammo un ricovero in una struttu­ra attrezzata per una vera riabilita­zione. E per tre mesi Salvatore ot­tenne quell’assitenza che nessuno gli aveva mai dato prima: lì col tem­po hanno capito che era cosciente e nell’ottobre è uscito dal coma».

Iniziava un nuovo percorso, aperto alla speranza anche se ancora difficoltoso: «Per i primi 18 mesi l’assi­stenza è stata buona, poi è andata scemando, tra intoppi burocratici e carenze di fondi. Ma Salvatore con­tinua a migliorare: ora muove an­che le spalle e le dita dei piedi. E so­prattutto può comunicare». Al mat­tino, quando è più fresco, «riesce a parlare con la sua voce. Nel pome­riggio, di solito, utilizza due diffe­renti sistemi elettronici per trasmetterci il suo pensiero. Adesso per esempio sta scrivendo un comunicato proprio sul caso di Eluana». Un caso che non può non colpire chi è passato attraverso un percorso a­nalogo: «Parlando di Terri Schiavo, Salvatore ci ha detto che si rendeva conto di essere in una situazione simile ».
Ora Salvatore «ha una voglia di vi­vere incredibile, ha fiducia di poter migliorare ancora – aggiunge Pietro Crisafulli –. Stiamo preparando un viaggio in Florida, perché abbiamo saputo che c’è una terapia iperbari­ca che potrebbe fargli recuperare un 30% delle sue capacità. Dobbiamo sempre avere fiducia nelle possibi­lità della scienza medica nel futu­ro ».

Dalla vicenda del fratello, Pietro Crisafulli ha ormai tratto molta esperienza:
«Conosco 837 casi di per­sone in stato vegetativo, credo di po­ter affermare che almeno 350 di questi sono in grado di capire quel che succede loro intorno ma non riescono a comunicare in alcun mo­do. Proprio oggi (ieri, ndr) so che un uomo di 36 anni, in stato vegetativo dopo un incidente stradale da nove anni, si è svegliato e ha mosso le di­ta per scrivere. è fuori di dubbio che la ripresa di questi malati è lunga e incerta, ma la speranza non va mai abbandonata. E le famiglie vorreb­bero che la politica non fosse orien­tata verso una cultura di morte, ma a garantire i sostegni cui le persone disabili gravi hanno diritto».

ENRICO NEGROTTI (Avvenire)

La storia di Jan: sveglio dopo 19 anni
Non sia mai detto che una persona in coma sia destinata solo alla morte. Basta ricordare, per chi ha memoria, il caso – assai cinematografico, tanto che rammenta il film Goodbye Lenin in cui una donna va in coma con il Muro di Berlino in piena efficienza e si risveglia dopo la sua caduta – ma molto istruttivo di Jan Grzebski: ferroviere polacco di 65 anni, risvegliatosi dal coma nel 2007 dopo 19 anni.
Molti di più di quelli d’immobilità di Eluana Englaro, pur con le dovute differenze e analogie.
Costretto all’immobilità dopo un incidente nel 1988 – in piena Polonia comunista del generale Jaruzelski – a Grzebski i medici avevano dato, al massimo, 2 o 3 anni di vita.
Ma la moglie Geltrude aveva creduto nel suo risveglio. E ha avuto ragione. «Mia moglie Gertruda mi ha salvato, non lo dimenticherò mai» disse Grzebski, intervistato dalla tv polacca, a giugno dello scorso anno, poco dopo il risveglio. E per spiegare meglio la situazione, i medici del ferroviere chiarirono: «Per 19 anni la signora Grzebska ha svolto il lavoro di un team esperto di terapia intensiva, cambiando ogni ora la posizione del marito in coma per prevenire piaghe da decubito». La signora Geltrude dunque è stata capace di salvare il marito, contro ogni apparenza. Ma con Eluana forse questo non accadrà. A pochi giorni dal risveglio il ferroviere polacco, comunque, era riuscito a percepire gli epocali cambiamenti vissuti in 19 anni dalla vecchia Polonia: «Quando sono entrato in coma c’erano solo thè e aceto nei negozi, la carne era razionata e c’erano ovunque code per la benzina. Ora vedo la gente in strada con i cellulari e c’è così tanta merce nei negozi che mi gira la testa». E poi gli erano nati ben 11 nipotini.

LUIGI FERRAIUOLO (Avvenire)

Giuseppe Regalzi ha detto...

Ho chiesto di firmare i post, ma vedo che alcuni sono più ansiosi di scrivere che di leggere...

Comunque, il caso di Jan Grzebski non ha quasi certamente nulla a che fare con quello di Eluana Englaro.

elenaconti79 ha detto...

Buongiorno a tutti..poco fa ho visto Beppino Englaro in Ricomincio da qui...e mi fa molta tristezza questo padre che per primo vuole a tutti i costi togliere la vita a sua figlia..perchè dice lui quella non è vita...è un'inferno per tutta la famiglia..ELUANA E' VIVA ed ha diritto di vivere finchè naturalmente non morirà..come si fa ad affamare una persona..con che coraggio!! Perchè non si è mai sentito il parere della madre? Chissà forse almeno lei la pensa diversamente dal marito..
Eluana non può esprimersi ma c'è dopo 16 anni è VIVA senza macchinari..viene alimentata ma l'alimentazione forzata non è un accanimento terapeutico..perchè privarla del mangiare e cosi della vita perchè nn risponde ai canoni di una vita come si dice normale?E chi può decidere quale sia una vita normale? nessuno!!
Capisco che per la famiglia Englaro non sia facile...ma questo è omicidio!! Ora Eluana ha 37 anni chi può dire che non la pensi diversamente e che non sà come farcelo capire? chi può dire che facendole fare il suo corso di vita lei non si risvegli? Propongo una raccolta firme ma non sò come farla per renderla efficace..chi può aiutarmi?
Sono Elena Conti da Cagli (PU)

elenaconti79 ha detto...

Scusate sono sempre Elena Conti di Cagli volevo lasciare la mia mail come recapito:
elenaconti79@hotmail.it
Un'altra cosa ELuana non viene martoriata con l'alimentazione..l'unico martirio sarà il digiuno alla quale verrà costretta se non si farà niente per salvarla!!

Chiara Lalli ha detto...

Elena,

tu scrivi:
"ELUANA E' VIVA ed ha diritto di vivere finchè naturalmente non morirà".

Naturalmente?? Eluana sarebbe morta "naturalmente" subito dopo l'incidente se non fosse intervenuta l'artificiale medicina.

"viene alimentata ma l'alimentazione forzata non è un accanimento terapeutico..perchè privarla del mangiare e cosi della vita perchè nn risponde ai canoni di una vita come si dice normale?"

Eluana è nutrita (e non alimentata); Eluana aveva espresso il desiderio di non essere mantenuta in vita in simili condizioni (conta qualcosa queto per te?); non c'entra nulla la "normalità", ma il fatto che la volontà di Eluana fosse diversa dalla tua (legittima finché vale per te, ma non quando si pretende di imporla agli altri).
Se fosse possibile un miglioramento o un futuro per Eluana non credi che il padre sarebbe il primo a desiderarlo? Se avessi letto con attenzione, se non ti fossi lasciata travolgere dalle affermazioni ideologiche che dilagano sulla stampa non avresti mai scritto "Perchè non si è mai sentito il parere della madre? Chissà forse almeno lei la pensa diversamente dal marito..".
Queste ultime parole sono davvero offensive e irrispettose.
Invocare il rispetto della Vita e non essere capaca di rispettare le scelte altrui mi sembra davvero contraddittorio e crudele.

elenaconti79 ha detto...

Cara Chiara Lalli
Ma dove siamo? la medicina è intervenuta per un preciso obbligo..Eluana era viva e andava salvata!! Conosci il giuramento di Ippocrate?
Io non impongo niente c mancherebbe altro ma sia che sei cattolico sia che non lo sei la vita è vita e va rispettata fino alla fine..ed è quello che si è fatto in questi 16 anni in cui non è stata martoriata ma accudita...l'unico martirio sarà il digiuno... E' legittimo pensare che lei abbia cambiato idea..Sono documentabili casi di persone che si sono risvegliate...e se un giorno potesse essere possibile anche per lei? Perchè privarla di questa possibilità? Mia madre ha visto morire mio nonno..nell'ultima fase era in coma e mentre tutti dicevano che nn era cosciente, che era già morto lui le stringeva la mano quando veniva chiamato e piangeva..quindi posso dirti che non mi faccio trascinare dai pensieri altrui...e le mie parole riguardo alla madre nn sono state "offensive o irrispettose" tutt'altro..
Le scelte riguardanti se vivere o morire sono opinabili perchè....mi dica un pò se per caso dovesse vedere una persona tentare il suicidio non tenterebbe di fermarla? Cerchiamo di non essere ipocriti...qui cosa c'è di diverso? il fatto che sia in stato vegetativo?

NoirPink - Modello PANDEMONIUM ha detto...

Strano paese il nostro dove è d’obbligo il consenso informato ma dove, una volta intrapresi in situazioni d’emergenza i trattamenti medici che richiederebbero consenso, non si può esprimere la propria volontà di non proseguirli.Una signora può rifiutare di farsi amputare una gamba pur sapendo che morirà e giustamente invoca l’art. 32 della nostra Costituzione mentre una persona non può rinunciare ad un trattamento già iniziato senza il consenso suo o di chi può darlo.
Troppe influenze dell'autorità religiosa e di tanti bigotti hanno bloccato il naturale percorso di quel corpo troppo manipolato e stravolto da mani estranee. E ricordiamo che, solo in Lombardia, ci sono altri CINQUECENTO casi Englaro..
http://noirpink.blogspot.com/2008/07/attualit-eluana-e-la-vita-come-libert.html

elenaconti79 ha detto...

Ma scusate questo è un blog pro morte Eluana?
Non c'è cosa peggiore della morte e dell'andare a trovare una persona cara al cimitero..parlate con quanti hanno perso figli..io ho perso un'amica a causa di un incidente stradale che se l'è portata via all'istante..nn c'erano possibilità per lei ma per persone come Eluana si..capitano casi che la medicina nn può spiegarsi; quando tutto sembra ormai perduto da tempo..

A.R. ha detto...

Nessuno ha il diritto di interrompere una vita, una vita cosi' preziosa agli occhi di Dio e come vorrei preziosa anche agli occhi degli uomini! La vita e' sacra ed in qualunque modo viene vissuta deve essere vissuta fino alla fine naturale.
Non sono daccordo con chi parla di questioni economiche e/o politiche di fronte alla sacralita' di una vita. Il fisico di Eluana regge e ci sara' un perche'......AR

Anonimo ha detto...

@Elenaconti
Senz'altro e' dura andare a trovare i propri cari al cimitero, ma questo e' il punto di vista di chi "rimane", mentre dovrebbe esserci il massimo rispetto per chi aveva gia' deciso che avrebbe preferito andarsene, piuttosto che essere violentata da mani altrui.

Anonimo ha detto...

Caro anonimo sono Elena Conti,
Eluana non viene continuamente violentata ma amata da quanti la assistono..
lei respira non viene mantenuta in vita!!
Chi ci dice che dopotutto lei non sia presente e che voglia vivere a distanza di 16 anni?
Quello che si vuole intentare è un'omicidio legalizzato..ma sempre un omicidio!

NO IDENTITY ha detto...

L'alimentazione forzata in caso di stato vegetativo permanente, non porta ad alcun beneficio terapeutico.
Il medico dovrebbe astenersi dal somministrare qualsiasi trattamento non finalizzato al miglioramento della qualità di vita del paziente (con la dovuta valutazione dei singoli casi).
Questo se si accerta che l'individuo abbia espressamente (verbalmente o per iscritto) manifestato tale volontà e non sia più in grado di reiterarla per le sue condizioni fische.
Io capisco il problema etico, ma da medico non capisco affatto lo spazio che si offre alla Chiesa Cattolica per esprimere i loro pareri basati su credenze ideo-teologiche.
C'è una legislazione (seppur fallace ed evasiva) sull'accanimento terapeutico e oggi sento i telegiornali che riportano solo il parere di Bagnasco.
Qualcuno tra i giornalisti schiavi del potere si preoccupa di fare informazione sulle leggi della Repubblica Italiana in materia di interruzione della terapia??! Invece di portare "l'acqua con le orecchie" al Clero preoccupandosi solo delle leggi dello Stato Vaticano?!
Bagnasco è una persona, rispettabile, ma non più rispettabile di un'Anestesista laico o di un qualsiasi medico che non ha neanche 1 minuto di spazio sui mezzi di informazione nazionale.
C'è libertà di espressione e ognuno dica liberamente la sua...ma i telegiornali e la carta stampata sono altra cosa, devono dare spazio a tutte le voci come è deontologicamente corretto per DIRITTO DI CRONACA.
Mi dispiace dirlo ma qui si sta trascendendo e la realtà diventa una cosa relativa...quando non lo è
Dio non esiste! fino a prova contraria e nessun seguace, adepto, credente o fanatico religioso senza alcuna conoscenza in materia può invadere le tv e permettersi di ammonire uomini liberi con un'etica personale fortissima.
Questo è offendere la dignità umana..sia di chi è in vita sia di chi sta per morire.
Lasciate in pace quel povero padre.

Giampaolo Montesi

Anonimo ha detto...

io penso che tutti dovremmo provare a stare per un mese sempre immobili a letto senza parlare ne bere ne masticare forse basterebbe anche un giorno soltanto per chiedere di morire. io credo che la morte sia una sofferenza atroce solo per chi rimane per questo egoisticemente vogliamo tenere in vita eluana, è più facile accudire chi non può dire la sua magari contraria a noi che lasciarlo andare per sempre e non vederlo più

Anonimo ha detto...

Penso sia inutile schierarsi,soprattutto quando parliamo di situazioni che vediamo solo dall'esterno.Ho un figlio nato con una grave malattia genetica, il suo destino probabilmente già tracciato come dicono i medici,anche se non si perde mai la speranza,è che ogni giorno lo vivi come fosse l'ultimo.Non so cosa farei,credo in Dio,ma se mio figlio un giorno dovesse prendere delle decisioni sulla sua vita, sulle sue sofferenze, penso non ci sarebbe altro da fare che rispettare e far rispettare.Vedete, Dio ci ha donato il libero arbitrio e l'ha fatto per amore,per stima nei confronti dell'uomo, è questo che ci differenzia dagli animali.Siamo tutti diversi,unici, perchè non avere la delicatezza di capirlo.Eluana aveva parlato, fatalità si era espressa anche non volendo sulla sua tragica fine,Dio l'ha creata,libera.Non condanniamo un padre che in coscienza cerca di amare fino alla fine ciò che era la sua stessa vita,penso che se davvero sbaglia e se davvero questo Dio vede e sente la sua sofferenza, non potrà negargli il perdono...tanto meno Eluana.

alex ha detto...

mi vergogno di essere italiana, di essere in mano a una piramide di pretucoli,parroci.vescovi, cardinali e papi grondanti corruzione, ipocrisia,falsità e perversioni di ogni tipo.ci facessero fare i cazzi nostri per poter vagamente ...assomigliare a un paese civile cioè con EUTANASIA ! scusa e scusa alla famiglia di eluana englaro che poteva nascere in un posto meno vergognoso.

Anonimo ha detto...

Eluana Englaro 16 anni or sono fu vittima di incidente da cui ne uscì spiritualmente morta e fisicamente annullata.La vita fisica le è stata garantita da una macchina che respira per lei e lei è diventata una talea di questa macchina.Il danno irreversibile alla corteccia cerebrale le ha tolto la vita intima,i pensieri,la volontà di sorridere o di piangere.La capacità di amare o di odiare qualcuno.Il danno cerebrale ha annullato i sentimenti.La volontà politica di uno stato bigotto,vittima e complice della prepotenza clericale lotta strenuamente contro la volontà,espressa da lei a suo tempo,e del padre che vorrebbe che la splendida pianta in fiore che era 16 anni fa lasciasse seccare la talea che è diventata ora.

Elena Conti ha detto...

CAttolici o non cattolici la VITA VA RISPETTATA FINO ALLA FINE!!
I medici a loro tempo hanno fatto il loro sacro santo dovere; l'hanno salvata dalla morte...se no che medici sarebbero? E che medico è quello che sarebbe disposto ad accompagnarla alla morte? Di certo uno che sceglie di andare contro al suo mestiere..i medici nn devono dare la morte..ma la VITA!
Vergognatevi..Eluana come tanti altri nn è attaccata ad un respiratore; viene alimentata e idratata...ma questa nn è terapia...se vive nonostante tutto c'è un perchè!! Forse è lei stessa a lottare per questo..

Elena Conti ha detto...

Vergognatevi nn avete neanche il coraggio di firmarvi!!
Ma dico se incrociaste un individuo per strada che sta per tentare il suicidio nn lo fermereste?
!6 anni fa Eluana era una ragazzina colpita profondamente da un fatto doloroso...adesso è una donna che sta lottando per vivere!!
La vita è vita in ogni sua forma...
e la morte, quando arriverà, dovrà essere naturale!!

Anonimo ha detto...

Mah non capisco chi dice di no alla sospensione dei trattamenti di sussitenza nei casi di stato vegetativo permanente. Perchè volete decidere per le vite di tutti? Perchè volete che le leggi di Dio siano le leggi dello stato? Non sarebbe meglio che ognuno pensi al suo privato? Rispettiamo con silenzio le decisioni altrui in materia poichè sono molte dolorose e non meritano la denigrazione da parte di nessuno!

Non parliamo di eutanasia generica parliamo di interruzione di alimentazione in una paziente che mai piu' si sveglierà.

Un ultima cosa per chi portava il caso dell'Avvenire, io un fratello in coma per 8 mesi l'ho avuto , non vedeva non sentiva..si è svegliato come fosse stato un secondo dopo l'incidente che l'ha privato dei sensi per 8 mesi. Non sò se ad alcuni capita di sentire o di percepire emozioni ..ma vi assicuro che anche tanti che hanno coscienza preferirebbero morire piuttosto che vivere come vegetali... io lo farei.

Comunque ogni caso è a se e deve essere valutato singolarmente..

Un solo appello a tutti i credenti.
Per favore cercate di capire che la religione non può essere la legge di tutti i cattadini.

Anonimo ha detto...

Io parlo da persona laica che rispetta la vita in tutte le sue forme e che quindi rispetta anche la naturale morte; ma non gli omicidi!
Direte ma così non rispetti Eluana..beh penso di nn rispettare l'Eluana ragazzina ma l'Eluana donna forse si..
Lei è viva perchè vuole vivere!!

Lorenzo IDrofano ha detto...

Un appunto per la Signora/ina Conti ..non avevo fatto caso al fatto si potesse firmarsi senza iscriversi. Quindi detto fatto!
Io non so se sia naturale bere e mangiare per dieci anni da un tubicino forse si forse no.

Il fatto innegabile è che ci siano idee diverse e contrastanti al riguardo.. lasciare alla famiglia e al singolo individuo (vedi testamento biologico) la decisione è l'unica garanzia di pluralità per tutte le parti!
Chi vorrà lottare fino all'ultimo potrà farlo ma lasciate morire in pace chi lo desidera e se c'è lasciate che poi sia Dio a giudicare!

Questa non è ipocrisia , ne lasciare che lo stato sia omicida..è libertà di scegliere per se stessi.

Elena Conti ha detto...

Si signorina e mi scuso con il signor Lorenzo...
cmq la ragazza nn aveva fatto testamento biologico...e si saremo tutti colpevoli anche se nn lo volete ammettere...
Parlate di rispetto per Eluana ma che rispetto c'è a farla morire affamandola?

Lorenzo Idrofano ha detto...

Beh il padre dice che lei avesse le sue stesse idee..comunque secondo me il punto fondamentale è questo: contro o pro il testamento biologico e l'eutanasia è un discorso che DEVE essere affrontato politicamente per evitare in futuro casi come questi.

Affamarla non è umano però sembra l'unica via visto che sarebbe appunto impensabile dargli una pasticca e farla morire in modo indolore.

Ecco perchè bisogna discutere di testamento biologico,laicità e libertà individuali..ORA!

E' l'unico modo per rispettare veramente il prossimo.

Elena Conti ha detto...

Se proprio deve succedere deve essere indolore..e affamarla nn lo è..
l'unica sarebbe farla addormentare mediante forti anestetici..

Daniela ha detto...

[Nel post che segue ho usato molto la parola "ignoranza". Questo è inteso come "non conoscenza". La "non conoscenza" è uno stato di fatto. La non ammissione della "non conoscenza" è un pericolo.]

Se chiedessi ai ragazzi e alle ragazze pieni di vita ed esuberanti che incontro per strada cosa penserebbero, se un giorno dovessero trovarsi paralizzati per il resto della vita, inchiodati ad un letto, cosa dite che mi risponderebbero? La bellezza della gioventù è proprio questo desiderio di libertà spinta all'eroismo. E quale genitore si augurerebbe lo stesso male per il proprio figlio? Io dico nessuna persona normale...
Ma questo non risolve il problema, purtroppo.
Infatti ad esprimere il proprio parere (qui e nei mass media) su cosa sia la "vita degna di essere vissuta" siamo in maggioranza (per ovvie ragioni) persone sane, piuttosto giovani e che non hanno mai vissuto una circostanza di grave invalidità, per non dire di coma. Molti di coloro che lo hanno vissuto non hanno potuto raccontarci cosa vivevano e anche i medici si arrendono di fronte alla nostra ignoranza su cosa sia lo "stato di coscienza".
Il coma, o gli stati "vegetativi" (orrenda parola scientifica che tradisce la nostra ignoranza) ....potrebbero essere un calvario ma... potrebbero non esserlo.
Dovremmo chiederlo a coloro che li vivono. Noi "sani" ci limitiamo a vedere dal di fuori e dire che è non vita. Se non riusciamo a capire il linguaggio di queste persone, dal punto di vista della nostra esperienza limitata, prendiamo posizione al posto loro. Se siamo onesti vediamo che nessuna risposta è soddisfacente, che siamo in un dubbio atroce: stiamo torturando qualcuno o lo stiamo sostenendo amorevolmente in una sua esistenza che ha delle regole e una logica nuova che capisce solo chi ci sta dentro? Come possiamo saperlo? Nel dubbio atroce si sceglie per l'aiuto, anche perché si spera sempre in un risveglio e nei progressi della medicina. Tra l'altro si osservano più guarigioni in persone che avevano speranza che in quelle disperate.
Alcuni, poi, che si "risvegliano" (o si addormentano?) testimoniano di aver sperimentato stati di coscienza superiori, tali da non volersi risvegliare.

E comunque: quale è la sua, la loro volontà attuale nei riguardi del vivere o meno? E nel dubbio cosa fareste voi? I genitori, gli amici sono sempre le persone che maggiormente ci tutelano in queste questioni esistenziali così importanti? È sufficiente il loro "amore" a garantire che si agisca davvero nel rispetto della volontà dell'interessato? L'amore parentale è molto particolare: un genitore "si sente" per sempre tale e anche in diritto di "togliere" la vita a colui/colei a cui "l'ha data" per risparmiargli delle sofferenze (presunte o tali). È una cosa naturalissima. Ma altrettanto naturale è che un individuo adulto scelga per sé indipendentemente dai genitori e riconosca che sa meglio di loro ciò che è meglio per sé.

Una cosa ci consola: proprio come già accennato in questo forum, lei perdonerà l'ignoranza di chi la circonda, qualunque cosa verrà fatta. Sta già sperimentando una condizione che la rende di gran lunga più matura di noi "fortunati sani".

La condizione di essere umano rende degno. Siamo noi che togliamo la dignità quando giudichiamo umilianti certe condizioni e non ammettiamo che ci siano diverse condizioni di vita ugualmente degne anche se fortemente limitanti. Gli altri ci pesano quando non sono al meglio, non sorridono. Con i loro odori e rantoli ci assordano, noi che amiamo la bellezza dei rotocalchi e non sopportiamo i deboli, i vecchi, gli ammalati di cancro. Cosa meglio della morte può fissare per sempre questa nostra illusione di immortalità ed eterna giovinezza? Amiamo gli altri per come sono o cerchiamo l'appagamento di persone che ci gratifichino con la loro presenza brillante e piacevole? Vogliamo privarli di sofferenze o vogliamo smettere di soffrire noi?

Forse la soluzione è fuori dai nostri ragionamenti di uomini occidentali rattristati. Loro, che non possono parlare il nostro linguaggio perché articolano suoni incomprensibili, vivono già in un tempo che ha vinto la morte, e ridono delle nostre contese....
(...l'innocenza)

Lorenzo Idrofano ha detto...

Cara Daniela, un commento cosi' bello non può non merite una risposta!
Molto toccante la sua missiva e piena di riflessioni.

Lei ha ragione sotto molti aspetti..alla fine siamo sempre noi..noi sani a decidere... ma rifletta anche lei..che alcune persone hanno esplicitamente espresso di voler morire (vedi Welby) e secondo me le decisioni individuali contano piu' di una qualsiasi Ideologia/religione.

Con rispetto.
Lorenzo

NO IDENTITY ha detto...

Cara Elena
Purtroppo quando parli di vergogna di scempio di mancanza di etica per la classe medica fai esattamente quello che ogni giorno fa la chiesa cattolica vaticana.
Bisognerebbe anche responsabilizzarsi e schierarsi apertamente.
Quello che dicevo io nel mio post riguarda LA VITA REALE anzi LA VITA CIVILE.
Non ho detto che la vita non va rispettata, sono un medico e per quanto tu possa ripudiare una classe cosi abbietta che va in giro con siringhe piene di pentotal e cloruro di potassio per dare la morte alle persone (penso che tu abbia un immagine distorta di questo tipo) in realtà noi (certo non tutti) ci impegnamo quotidianamente nel rispetto totale della legge per garantire ai citadini la cura e l'assistenza. La deontologia Medica tu non la conosci e manco Bagnasco fidati....
La merda (perdonami l'impeto) tu non l'hai mangiata mai...e manco Bagnasco credimi.
In queste situazioni di "Failure to thrive" cioè di scompenso terminale ed affini tu probabilmente non ti ci trovi a vivere giorno dopo giorno...e manco Bagnasco fidati.
Tu puoi avere la tua idea di vita, il tuo concetto di integrità fisica, la tua etica e la tua morale che puoi esprimere liberamente in maniera analitica producendo dei contenuti. Quello che dico io è che servono LE LEGGI DELLO STATO ITALIANO IN CUI NOI VIVIAMO e non le leggi della gerusalemme di 2000 anni fa o del Vaticano o del "Comitato per la tutela della vita".
Eluana Englaro se ha espresso, come accertato,NON DAL PAPA , NON DA DIO, NON DALLA BIOETICA CATTOLICA ,ma da un Tribunale, il desiderio di andarsene...perchè non dovrebbe farlo?
Lo stato di Coma vigile o meglio di Sindrome Apallica è uno stato di decorticazione. L'uomo si distingue dalle bestie perchè ha una corteccia cerebrale più estesa, più pesante. Comunque al di la di questo la penicillina era una terapia che salvava la vita, i vaccini, la chirurgia, i farmaci, la prevenzione e lo screening sono cose che salvano la vita.
Oggi volendo possiamo attaccare alle macchine chi vi pare e nei limiti del possibile lo facciamo vivere finchè non muore di sepsi da piaghe da decubito...questa è medicina?....questa è terapia?....Questa è Hollywood, è Frankestein!
Quindi ripeto non è molto intelligente basarsi su convinzioni che traggono spunto solo dal nostro arbitrio...non si devono vergognare i medici che interrompono un trattamento afinalistico...si devono vergognare quelli che per es.(seppur in pieno esercizio del loro diritto legale di astensione dalla terapia) in prov. di milano hanno negato l'aborto ad una ragazza in non so quante strutture perchè "OBIETTORI"...alla ragazza non è stato garantito un servizio e ne aveva legalmente tutto il diritto. Questo è deontologicamente scorretto!

Io non mi vergogno di rispettare le persone e la legge.

Giampaolo

Anonimo ha detto...

Signora Elena Conti, forse Lei non ha ben chiara una cosa, solo una,
ELUANA NON HA POSSIBILITA' DI RIPRESA.
e non e' una mia opinione, la corteccia cerebrale e' necrotizzata.
O Lei crede nei miracoli, oppure e' un ingenua.
guardiamo in faccia la realta', la scelta e' se continuare ad alimentare un corpo "morto" oppure avere pieta' e lasciarla morire serenamente.
Saluti,.

Anonimo ha detto...

E' brutto e difficile esprimere un giudizio sulla pelle altrui, prima di pronunciarsi bisognerebbe sempre trovarcisi all'interno di tali situazioni...ovviamente,e per fortuna, non a tutti capita ciò che è successo a Eluana, ma mi chiedo come si fa ad essere egoisti a tal punto?? E' ovvio che per nessun essere umano è piacevole andare a trovare i propri cari al cimitero ma chi può accettare di vedere parenti o amici immobilizzati in un letto senza aver la possibilità di far assolutamente nulla?!
Per quel che mi riguarda, l'egoismo di chi rimane, in questi casi, andrebbe messo da parte nella coscienza o per lo meno nella speranza che esista davvero un al di là, un luogo nel quale si possa davvero passare "a miglior vita"...

Ilaria

Anonimo ha detto...

senza scomodare Dio o la Chiesa sono d'accoprdo con Celentano quando dice che nessuno ha il diritto di sopprimere la vita di un'altra persona. Dalò coma vegetativo ci sono stati inattesi risvegli a distanza di anni.Il cervello umano ha infinite e sconoscioute risorse e dobbiamo confidare nei progressi della scienza e della medicina. Non é necessario essere credenti per capire che lasciar morire di fame e di sete un essere umano é sconvolgente.

Mamma ha detto...
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Giuseppe Regalzi ha detto...

Il commentatore precedente provi a riformulare in modo civile il proprio commento, se ci riesce.

Anonimo ha detto...

Mi chiamo Doris e pur essendo cattolica ho un rispetto immenso per come il papà di Eluana chiede con una profonda dignità che la sua amata figlia possa finalmente terminare questa sua "non vita", tenendo conto anche di quanto aveva sempre espresso. Personalmente sono assolutamente contraria all'accanimento terapeutico e se questo non lo è mi chiedo cosa lo sia...
Se fossi al posto di Eluana sarei felice e riconoscente a mio padre
per la sua lotta che deve essere stata straziante.
Mi auguro che certi signori come Ferrara la smettano di fare battaglia solo per scopi politici. Vorrei vedere lui al posto di Eluana, e non solo lui....
Prego perchè la tortura di Eluana possa terminare al più presto.

Manuela ha detto...

Non si tratta di credenti, agnostici, atei. Occorre guardare la realtà in faccia e chiamarla con il suo nome.La morte di Eluana, perchè è di questo che si parla, avverrà in modo terribile, dovranno sedarla perchè la sospensione della idratazione e della alimentazione porta una lunga agonia che nessuno augurerebbe al peggior nemico. Terry Schiavo è morta in 14 giorni di inedia e con le labbra spaccate dalla disidratazione: domandatevi se vorreste morire così.Altro che libertà o pietismo!
Valutare quale sia la qualità della vita accettabile pone interrogativi preoccupanti e gravi rischi per chiunque si trova in stato di disabilità. Un tribunale decide se hai o meno diritto di vita sulla base di criteri qualitativi.
Questa è forse libertà?
Se siete liberi da pregiudizi, date uno sguardo al sito di Scienza e Vita alla voce eutanasia.
Qualcuno ha detto che la vita è sacra, ma chi ha il diritto di decidere che quella di Eluana non è vita?
Questi argomenti vanno affrontati senza lasciarsi prendere dalla emotività, certamente, ma anche ragionando con la propria testa e cercando informazioni adeguate, al di là della superficialità mediatica.
Se leggi "togliere il sondino nasogastrico" devi pensare ad una morte atroce, non è una dolce morte, ma una agonia di lunga durata, soprattutto se la persona coinvolta è giovane.

Manuela ha detto...

Perdonami Doris, ma sei veramente cattolica? Non dovresti essere convinta che la vita è un dono di Dio e come tale sacra?Come fai a pregare per una morte? Per Eluana non si tratta di accanimento terapeutico, ma di alimentazione ed idratazione, concetti ben diversi.E'accudita come un bambino, non è umiliata, torturata; nessuno infierisce su di lei.La scienza medica non sa se si sveglierà mai, probabilmente no, ma nessuno lo sa.
Scusami sai, ma se sei cattolica veramente, fatti un esame di coscienza e riflettici sopra!
Altrimenti lascia perdere, il cattolicesimo fai da te è roba da nulla: a che ti serve Dio se la pensi in questo modo? Meglio essere agnostici o atei! E'una cosa buffa: tanti, che si professano atei o agnostici, hanno rispetto per la vita di chi vive in stato vegetativo e sono contrari alla morte di queste persone; tu, che ti dici cattolica, fai distinguo tra vita degna di essere vissuta e vita non degna di essere vissuta!

Elena Conti ha detto...

Ad Alex dico che si avrà un paese incivile con l'eutanasia che dal governo verrà sfruttata solo per ABBATTERE I COSTI SANITARI!!
Un paese civile è caratterizzato da persone che si rispettano l'un l'altro..non prevaricando però cose che vanno al di là...la vita e la morte non possono essere gestite a nostro piacimento..
il suicidio e l'omicidio non sono scelte accettabili da nessuno..con che coraggio far morire una persona di fame..dovete solo vergognarvi soprattutto perchè non sapete di cosa parlate...
Lei potrebbe svegliarsi un giorno come non svegliarsi mai...questo è vero; ma non importa lei deve continuare a vivere finchè il suo corpo non dirà basta naturalmente...Solo così saremo unvero paese civile..
LEI non è torturata ma amata profondamente da quanti la seguono giorno per giorno...lei respira da sola e questa cosa deve bastare a tutti!! IO spero che quella povera suorina riesca ad avere il titolo di tutore di ELuana...

Lorenzo Idrofano ha detto...

Beh ecco credo che con l'ultimo caso avennuto (intendo Ravasin) possiamo mettere fine al dibattito... il testamento biologico deve essere un diritto chi lo desidera in quei casi deve poter scegliere..e come vedete non tutti hanno voglia di lottare fino alla fine...

Anonimo ha detto...

esprimo la mia solidarieta' ai gentitori per il loro dolore ma anch'io sono una ragazza che ha sofferto tanto e vorrei dire che nella vita si cresce si trasformano le nostre convinzioni e una ragazza dell'eta' di eluana con un equilibrio di salute delicato vorrebbe certo stare sempre con le persone piu' care:i propri gentitori che la accudiscono con amore. Vorrei invitare a questo punto i gentori di luana a guardare le ragazze della stessa eta' di luana si accorgerebbero che tutte hanno voglia di vivere. vorrei invitare i genitori a pensare: il cuore di eluana batte per Voi non privatevi di questa affettivita' dopo potreste rimanere angosciati e soli e vi rimane solo vuoto.
la vita va difesa anche nelle condizioni piu' disperate: in queste situazioni si fanno sempre passi sbagliati non si ragiona e non si pensa col cuore.

Marco ha detto...

per Anonimo, 13/07/2008, che chiedeva se la mamma di Eluana esiste: da Repubblica on-line: "Anche la mamma di Eluana, restando accanto alla figlia, "si è consumata". Non compare mai, nelle interviste o in pubblico, perché si è ammalata di cancro e sta malissimo. Papà Beppino le fa da scudo, come fa da scudo alla figlia"

Anonimo ha detto...

Il padre non le fa da scudo uccidendola ma solo da aguzzino....perché qui si parla di uccidere una persona che vive senza ausilio di macchine...viene nutrita ma come qualsiasi persona non autosufficiente....