lunedì 12 marzo 2007

I frutti della legge 40

Ieri su Repubblica (Maria Cristina Carratù e Maria Novella De Luca, «Bimbi in provetta, crollano le gravidanze tornano le scorte di embrioni congelati», 11 marzo 2007, p. 14):

il panorama della situazione arriva dalle statistiche fornite dai maggiori centri italiani, che coprono il 20% del totale di tutti i trattamenti effettuati nel nostro paese. I dati sono stati presentati ieri a Milano da Enrico Ferrazzi, direttore della Fondazione Cure, nel corso del convegno su “Riproduzione assisita: obiettivo per la vita”.
Ecco il bilancio: nelle coppie con infertilità maschile, il numero di gravidanze portate a termine con successo si è ridotto dal 35,7 al 23,5% (circa il 10% in meno sul totale). Nelle gravidanze in generale, il divieto di impiantare più di tre ovociti ha causato, per le donne con più di 35 anni, una riduzione del numero di gravidanze del 5-10%. Nelle donne sotto i 28 anni, il divieto di congelare gli embrioni ha costretto gli operatori, per avere più garanzie di successo, a impiantare insieme i tre consentiti dalla legge. Questo ha incrementato i parti gemellari dal 14 al 22% e i parti trigemellari dal 2 all’11%. Globalmente poi il rischio di aborto è aumentato del 5-6%.
Sarebbe interessante sapere se l’incremento dei nati grazie alla procreazione assistita, vantato dagli integralisti fino a poco tempo fa come conseguenza della legge 40/2004, sia stato dovuto in realtà all’aumento dei parti plurimi. Per avere un quadro chiaro bisognerà comunque aspettare la relazione al Parlamento del ministro della sanità, prevista entro giugno di quest’anno.

2 commenti:

Dino ha detto...

Coloro che hanno difeso la Legge 40 non penso che (almeno nel mio caso) esultino per l'aumento dei nati. A me interessava che, se proprio fosse reputato necassario dalla coppia accedere a queste tecniche molto problematiche sul piano antropologico ed etico, la legge garantisse i diritti di tutti i soggetti in gioco nel miglior modo possibile. Compreso l'essere umano nella sua fase embrionale. Ma già so che per chi scrive questo commento gli esseri umani non esistono alla fase embrionale. Gli uomini iniziano a vivere e ad avere dignità e diritti solo quando nascono. E poi noi siamo medioevali.....

Comunque ancora qui non trovo commenti sull'aborto terapeutico fallito di Firenze. Forse mancano gli argomenti per dire che trattasi di cosa allucinante e scandalosa?

Anonimo ha detto...

Bè in realtà nel medioevo si pensava che si era esseri umani dopo 40 giorni che era avvenuto il concepimento,non da subito....
Quanto al merito se la legge 40 garantisca o meno i diritti di tutti,compresi i nascituri,bè,se davvero si è abbassata la % di successi e si è elevata quella di parti plurigemellari e anche di aborti (nonchè di parti prematuri) la risposta è ovviamente NO,perchè:
-molti ovuli fecondati muoiono (in 3 non si sopravvive)
-molti parti plurigemellari danno luogo a bambini prematuri che poi muoiono in ospedale
-per "evitare" che succeda come sopra si abortisce,oppure si abortisce spontaneamente
Dunque una legge nata per proteggere la vita "si da la zappa sui piedi"...logico,quando a principio di essa c'è solo furore ideologico e non un briciolo di ragione...