sabato 24 novembre 2007

Eternità legale

Giuseppe Betori (Mons. Betori: Nessuna legge è eterna e la legge 194 sull’aborto non è né un totem né un tabù, Cani Sciolti, 23 novembre 2007):

[la legge 194] non è né un totem né un tabù e chi la considera tale ha una propria religione che noi non riconosciamo.
Nemmeno viene presa in considerazione l’ipotesi che qualcuno potrebbe non avere alcuna religione (non possiamo cavarcela con la religione dell’assenza della religione). Sarebbe stato interessante il paragone al totem se non fosse una scopiazzatura di un titolo celeberrimo. Betori ha voluto giocare la carta della conoscenza al di là delle sacre scritture.
Nessuna legge [...] è eterna, e sarebbe strano che tra tutte le leggi che ci sono in Italia solo questa fosse irriformabile. Dire dunque che la 194 può essere riformata può essere un’ovvietà. Se questo principio [...] vale per tutte le leggi, deve valere anche per questa.
Anche per il concordato? Oppure per quella no, perché non nuoce a nessuno? No, perché fa loro molto comodo (nuoce a molti, in effetti, ma non ai diretti interessati, e questo basta).
Non è blasfemo usare quell’aggettivo per una legge, per un misero prodotto dell’uomo medio? Anche Betori, forse, si è piegato all’uso comune di parole sacre (che poi sarebbe più comprensibile che ad essere eterna fosse una legge piuttosto che l’anima nostra).

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Vieni al punto: la 194 è "intoccabile" o no?

Chiara Lalli ha detto...

Anonimo,
sarei lieta se attenuassi questo tono da maestrina. Il "punto" credo che potrebbe essere inferito da quanto ho scritto in altri post.
Ti faccio il riassunto delle puntate precedenti:
1. la 194 non è intoccabile;
ma:
2. non è ammissibile che sia Giuseppe Betori a discutere le leggi di uno Stato (che non è il "suo") o a proporne una modifica - non venirmi a dire che parla da cittadino semplice, perché sappiamo entrambi che non è così (fai un test: rilascia una dichiarazione sulla 194 o su quello che ti pare, e prova a vedere se finisci sui giornali);
3. non è modificabile la legge 194 (qualsiasi legge) in base a un dogma intoccabile - questo sì! - secondo il quale dal concepimento esiste una persona;
4. è davvero insopportabile che questi preti continuino a metttere bocca su tutto. Si occupassero di anime perse, ma solo di quelle che vogliono essere ritrovate, senza rompere i coglioni a tutti gli altri.

Spero di essere arrivata al punto.

Anonimo ha detto...

E' peggio tono da maestrina o quello da zitella acida?

Chiara Lalli ha detto...

Non avevi una terza alternativa?

Anonimo ha detto...

Si,certo, ma siccome tu usi il registro #2, io ho inserito il #1!
;)

rikkitikkitavi ha detto...

faccio sommessamente notare che sulla legge 194 c'è stato un referendum che ha sancito la volontaà popolare di mantenere quella nomativa.
quindi credo che una eventuale riforma (anche in senso più permissivo) non possa non passare attraverso un referendum nel quale i cittadini italiani dimostrino di avere quell'orientamento.

anche sulla legge 40 c'è stato un referendum, certamente. ma lì il popolo ha espresso solo disinteresse per il tema.

e c'è una bella differenza, caro amico senza nome.
e, piaccia o no, occorre prenderne atto.

Giuseppe Betori ha detto...

Assolvo anonimo e condanno all'inferno tutti gli altri.

Benedictus XVI ha detto...

il concordato non c'entra perchè non è una legge, ma un dogma divino. atei! se voi non sapete distinguere il bene dal male, dobbiamo indicarvi noi la strada, anche se a voi non piace. vedrete che un giorno ci ringrazierete

Chiara Lalli ha detto...

B XVI,
io ho cambiato idea e ti ringrazio già da oggi. Come ho fatto a non capire prima?

Magar ha detto...

La 194 è "toccabile". Le modifiche che Betori vorrebbe apportarvi sarebbero liberticide ed estremamente dannose.

anonimo italiano ha detto...

I paralleli che fa Chiara sono solo da invidiare.
Aggiungo: l'autore del libro a cui fa riferimento considerava la fede religiosa una psicosi. Il povero Sigismondo si starà rivoltando sulla tomba a sentirsi chiamato in causa in codesto frangente.