giovedì 15 novembre 2007

Darwin secondo Sgreccia

Elio Sgreccia (Scienza e fede: mons. Sgreccia, creazionismo ed evoluzionismo non si contraddicono, SIR, 15 novembre 2007):

Una fede rettamente compresa nella creazione e un’evoluzione rettamente intesa non sono in contraddizione: l’evoluzione suppone la creazione, anzi la creazione alla luce dell’evoluzione produce un arricchimento che si estende nel tempo come creazione continua.
E poi l’agenzia prosegue:
Il dibattito sul rapporto tra creazionismo ed evoluzionismo è stato rilanciato, ha ricordato Sgreccia, dalla teoria dell’”Intelligent design” elaborata negli Usa, ma implica la necessità della presa di coscienza di “un disegno superiore, per arrivare ad una pacificazione tra le istanze della scienza e quelle della religione”. “Nemmeno Darwin – ha affermato il relatore – intendeva escludere la creazione”, perché “anche chi accetta l’evoluzione ha l’obbligo di darne spiegazioni in termine di ragion sufficiente”. In questa prospettiva, dunque, “non c’è contraddizione tra creazione ed evoluzione, purché si mantengano alcuni punti fermi”, prima fra tutte “la differenza ontologica dell’uomo”, la cui negazione “rende incompatibili alcune teorie evoluzionistiche con la visione cattolica”.

5 commenti:

Davide ha detto...

Con tali supposizioni io affermerei tranquillamente che Sgreccia non ha mai letto neanche un sussidiario.

Chiara Lalli ha detto...

Davide, credo che non abbia letto nemmeno mai un articolo di giornale (Avvenire escluso). Forse non ha mai neanche riflettuto su quanto blatera.

SacherFire ha detto...

Toh, mi trovo d'accordo con un prete? Ah no, preso alla sprovvista non avevo rettamente inteso. Il qui pro quo sta nel fatto che è vero che fede ed evoluzione non sono in contraddizione. Si occupano di cose totalmente differenti.
Darwin ha dato, e forse anche completato visti i mezzi di cui disponeva -e di quelli di cui non poteva disporre-, le spiegazioni in termine di ragion sufficiente. Non mi pare che la fede sia stata spiegata negli stessi termini.
Ma tante o poche parole che siano, visto che non sono riusciti in 148 anni a smontare l'evoluzionismo, si torna sempre lì: comunque sia l'uomo no, è nostro. Pardon, di dio (appunto)

luschi ha detto...

E quello che ha detto Sgreccia è niente rispetto a quanto scrive Rosa Alberoni sul Magazine del Corriere di oggi (pp. 119-120): titolo dell'articolo è: "Il mito di Darwin? Lasciamolo alle scimmie"; il sottotitolo: "Credere in Dio o negli apostoli dell'evoluzionismo, questo è il vero problema della nostra civiltà". Il testo dell'articolo è anche peggio: la sociologa (?) afferma che la teoria dell'evoluzione sarebbe un "mito", un "totem", che "lentamente avrebbe tentato di rimpiazzare la stella di Davide e il crocifisso [...] nascosta dietro la maschera della scienza dell'evoluzione", (stra)parla di "adorazione di Charles Darwin" e definisce il Darwin Day "il natale del dio dell'evoluzionismo ateo". Vi risparmio altre chicche, riportando solo la conclusione: "L'ideologia darwinista, diffondendosi nell'ambito della civiltà ebraico-cristiana [...] ha allarmato i credenti, ma anche gli atei lungimiranti, che hanno compreso che la posta in gioco non è solo la credenza in Dio, ma la sopravvivenza della propria civiltà".
Se non ci credete, fatevi prestare da qualche vostro conoscente una copia del Corriere Magazine. Anch'io, leggendo tale articolo, mi ero domandato se per caso non mi avessero dato, per sbaglio, il Foglio. Poi mi sono chiesto: com'è possibile che anche il più prestigioso giornale d'Italia si presti a pubblicare robaccia simile? E poi: perché qualunque timida critica alle religioni non manca di suscitare alte grida d'indignazione, mentre simili diffamazioni della scienza (perché di questo IMHO si tratta)sembrano cadere nell'indifferenza generale?
Saluti da un biologo sconsolato.

Chiara Lalli ha detto...

Luschi, mi basta leggere quanto hai riportato. Temo che non ce la farei a leggere per intero il pezzo. Sembra uno scherzo in effetti, ma probabilmente nemmeno al Corsera si rendono conto del livello delle boiate di quella tizia che sembra Alberoni con la parrucca (che è tutto dire!). Mi sta venendo la tentazione di metterci le mani per massacrare questa specie di Australopithecus afarensis (chiedo scusa all'Australopithecus!).
Saluti sconsolati (talmente sconsolati che non aggiungo "da una filosofa", perché si aggiungerebbe lo sconforto per lo stato in cui versa questa disciplina...).