mercoledì 22 novembre 2006

«Aspetti pastorali della cura delle malattie infettive»: un ossimoro, o una idiozia?

Stralci da Dalla Chiesa un dossier sul preservativo, Il Corriere della Sera, 21 novembre 2006:

...è ormai sicuro che il Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute ha terminato il suo studio scientifico e teologico-morale sull’utilizzo del condom. Lo ha annunciato il presidente del dicastero vaticano, cardinale Javier Lozano Barragan, durante la conferenza stampa per presentare la conferenza internazionale sugli «Aspetti pastorali della cura delle malattie infettive».
[…]
«Nella parte scientifica dello studio siamo stati esaustivi - ha spiegato oggi Barragan - e i dati sono di grandissima qualità. Per quanto riguarda poi l’aspetto teologico-morale abbiamo un arcobaleno enorme di posizioni, da quelle più rigorose ad altre più comprensive».
(Forse ci vorrebbe maggiore cautela nello scegliere le parole, visto il tema pruriginoso...)
[…]
«ogni atto coniugale deve essere aperto alla vita».
(Sì, ma la vita di chi?)

(E ora la parte seria dell’articolo)
Inquietanti, ancora oggi, le cifre sulla diffusione del virus Hiv nel mondo, con 40 milioni di persone infettate, 8.000 morti al giorno e un trend tutt’altro che in diminuzione: tanto che anche recentemente autorevoli uomini di Chiesa - si pensi ai cardinali Carlo Maria Martini, il belga Godfried Danneels, lo svizzero Georges Cottier, ex teologo della Casa Pontificia, l’inglese Cormac Murphy ÒConnor o il vescovo sudafricano Kevin Dowling - hanno guardato all’uso del condom come al «male minore», se esso impedisce il contagio mortale dell’Hiv, fermo restando che per la Chiesa la via migliore rimane la castità.
(Certo, certo; tuttavia meglio lussuriosi vivi che morti no? Meglio lussuriosi e basta)

UNAIDS/WHO AIDS Epidemic Update: December 2006: 40 milioni di malati.

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